Deformazioni professionali   12 comments

Qualche sabato fa, dopo i suggerimenti ricevuti a seguito della pubblicazione di questo post, mi sono decisa a fare sul serio per mettere “sotto vetro” i due cartelloni/pannelli fotografici che avevo preparato per la stanza dell’Aquilina. Così, intanto che mi occupavo della manutenzione mattutina della pupa, ho chiesto al Consorte se poteva prender giù un po’ di misure in modo da cercare un paio di cornici che si avvicinassero il più possibile a quello che volevo metterci dentro (considerate che ho fatto i due cartelloni assolutamente “ad minchiam”, quindi a mio parere difficilmente saremmo riusciti a trovar qualcosa che ci si avvicinasse pure di striscio…).

Dopo un po’ il Consorte arriva, metro e “pizzino” alla mano, e mi fa: “Allora… il primo è 483 per 582, l’altro invece è 445 x 410″ (o qualcosa di simile, non ricordo esattamente le misure che m’ha detto). E lì per lì, nonostante in 13 anni avrei dovuto farci l’abitudine, non ho potuto fare a meno di restarci basita. Già, perchè se chiedete una qualsiasi misura al Consorte, lui non ve la dà in centimetri come ogni comune mortale. Ve la dà in millimetri, qualsiasi cosa sia. Sì, anche robe oltre il metro: misurate da lui, le stanze di casa diventano stadi olimpici, i mobili gargantueschi: quando i comuni mortali direbbero che so, che l’armadio è 2 (metri) e 40 (centimetri), lui tira fuori un 2400… E la giustificazione è che visto che a lavoro usa le misure in millimetri (se non di meno!), lui misura così… che è “anche più preciso” (e io ho capito… ma cerchiamo una cornice, non l’intelaiatura di una porta a chiusura stagna per un sottomarino!!!). Unica sua eccezione: quando giocava a Warhammer Fantasy o 40.000. Lì il regolamento (versione “italiana”!!) prevedeva l’uso dei pollici (e occorreva quindi un metro con le due unità di misura)… @__@

Credo comunque che quella di applicare anche nella vita privata, senza pensarci, certe abitudini o regole che si seguono sul lavoro sia più diffusa di quanto non ci si fermi a pensare.

Per dire: mio padre, che ha lavorato nel campo per tantissimi anni, quando andavamo in giro non mancava di fermarsi a dare un’occhiata alle vetrine dei negozi di alimentari commentando la merce esposta.

Io ho preso l’abitudine di non uscire mai di casa con dei documenti senza averne fatta prima una fotocopia da tenere “nel mio fascicolo”. E le (rare) volte che ho mandato delle raccomandate poco ci mancava che istituissi uno spazio “In attesa di ricevuta di ritorno” pure qua a casa…

Una mia ex collega conservava giorno per giorno tutti gli scontrini, annotava ogni singola spesa personale (anche l’€uro e mezzo del giornale, per dire) e quotidianamente riportava tutto in agenda, entrate e uscite… a fine mese, tirava giù una specie di bilancio.

E voi? C’è qualcosa che – volenti o nolenti – vi portate a casa dall’ufficio/officina/fabbrica? :)

Posted 23 febbraio 2012 by Shunrei in Famiglia, Gite mentali, Lavoro, Varie ed eventuali

Taggato con ,

(Never)ending story – Parte 8^   14 comments

Il © di Eni è sempre di Eni, il © di Morte è sempre di Morte, la torta spero sia buona

Allora: volendo essere fiscali, avrei dovuto fare questo post di “Buon Compleanno” il 1° febbraio (data in cui ho postato il primo capitolo della “saga”)… ma intanto ho ricevuto la comunicazione di cui sotto da parte di Eni soltanto il 3 di questo mese (è vero che loro l’hanno datata 25 gennaio, quindi in effetti si erano preparati un pochino per tempo all’evento…), e poi ho preferito aspettare di sentire anche la campana dell’Hera per avere conferma, prima di scrivere… perchè, come si può intuire dalle parentesi nel titolo, questo non è solo un post di anniversario, ma è anche il post che celebra la “fine del tunnel”.

E poi, visto che Eni ha combinato il casino nell’agosto 2009, ha fatto finta di risolverlo a luglio 2010, poi lo ha gentilmente trasmesso ad Hera nell’ottobre 2010 e, finalmente, lo ha risolto a gennaio 2012, credo di potermi permettere qualche giorno di ritardo anch’io per la celebrazione dell’anniversario, no?

Comunque, a quanto pare, ce l’abbiamo fatta: come si può leggere dalla lettera qui accanto (eh, lo so che detta così sembran parole grosse… anzi, piccolissime, date le dimensioni della lettera. Ma se ci cliccate su, va là che le cose migliorano un po’!), sono riusciti nell’epica impresa di correggere un errore del piffero (lo scambio di due matricole di contatori… cioè, non dovevano occuparsi della fame nel mondo, del moto perpetuo, della presenza di neuroni nel parlamento italiano o di vita su altri pianeti [molte le probabilità in più dell'esistenza della seconda] o di riuscire a tener pulite le strade in pianura quando nevica, eh?).

C’han messo due anni e mezzo e nel frattempo hanno anche tentato di farsi pagare un’assurda fattura da oltre 5.000 €uro, hanno messo in difficoltà per mesi anche il mio nuovo fornitore (che, come vi accennavo, mi ha anche rimborsato €.60,00 per ritardi nella soluzione del reclamo… ritardi peraltro imputabili a qualcun altro!), ci hanno fatti girare come trottole (io, il Consorte, mio padre quando poteva – per non farci prendere millemila ore di permesso da lavoro-, ma soprattutto le nostre gonadi) e spender qualche €uro in raccomandate, ma… habemus papam… ops, “letturam correttam” (sì, lo so… st’ultima cosa è latino come io sono un ingegnere aerospaziale…)!

Se sono sollevata? Eh, mi pare il minimo…

Se sono soddisfatta? Sto cavolo! Che uno debba perdere due anni per vedersi dar ragione su una minchiata del genere, è da quinto mondo… Sinceramente: arriverà da Eni la fattura a conguaglio corretta per quel famoso settembre 2010 (e invece di 5.000 € saranno 50 € a dir tanto tanto: trattasi di nemmeno 50 metri cubi di gas ancora in sospeso con loro!). Ma io avrei una gran voglia di non pagargliela… tanto per prendermi un risarcimentino danni pure da loro (e loro sì che dovrebbero risarcirmi per il “ritardo nella soluzione del reclamo”!). Tanto, che potrebbero farmi? Sospendermi una fornitura che non mi fanno più da quasi un anno e mezzo? ;)

Ma non preoccupatevi, non son qua a dichiarare che intendo entrare nella schiera degli utenti morosi: so che lo farò, e anzi che lo farò anche nei termini di scadenza… mi conosco. Parlando in giro, sono una di quei rari italiani cretini che ancora pagano il Canone RAI, quindi vi ho già detto tutto. E visto che in casa la TV ci serve solo da monitor per la Wii e il lettore DVD [davvero: quella del salotto è un Sony "a cassone" vecchio di 7 anni e nemmeno gli abbiamo comprato un ricevitore peri l digitale terrestre. E no, non abbiamo manco Sky], fate voi.

E’ solo che ogni tanto, lo ammetto, la voglia di non fare sempre la “brava ragazza”, soprattutto quando il resto del mondo se ne strafotte di fare anche solo meramente il proprio dovere, un po’ mi viene… (se non cedo è solo perchè so che, anche se c’è gente che evade e ruba per milioni di €uro, se non pago 50 €urini io mi tartassano dopo 30 secondi dalla scadenza…). mad

Post correlati: #1#2#3#4#5 - #6 - #7

Giornata Mondiale del Gatto 2012   8 comments

Poteva una gattofila come me mancare questo appuntamento? Giammai! Tra l’altro, mi sono accorta che ultimamente non ho scritto tantissimo delle due padrone di casa, quindi il minimo per rimediare almeno un pochino è sicuramente di celebrare la loro Festa qua sopra!

L’anno scorso per questa ricorrenza avevo fatto una carrellata di tutti i gatti che “ho avuto” (<- definizione sbagliata per due motivi. Il primo è che non tutti i gatti di cui avevo parlato erano stati “miei”, il secondo – e più importante – è che non è possibile possedere un gatto. Al massimo il contrario. Se il gatto decide che ne vale la pena, ovvio…). Stavolta, invece, il post lo dedico soltanto alle due feline di casa.

Comunque, il motivo per cui recentemente non sono comparse granchè su queste pagine non è certo perchè non stiano facendo niente degno di nota… anzi, negli ultimi tempi sono iper-impegnate entrambe, e la foto qua sotto ne è la dimostrazione:

Direi che è palese quanto siano entrambe sfinite per tutta la fatica che devono fare – ogni giorno – per testare a dovere tutta la serie di oggetti assurdi che sono arrivati in casa da qualche mese a questa parte! Eh, non son mica lavori che si sbrighino in cinque minuti… :P

Fuori stagione   7 comments

Come da titolo… sono ricordi che mi ha fatto venire in mente il commento di donnaStefania a questo post, e probabilmente sarebbero più adatti ad un post di fine anno. Ma mi sembra anche un po’ assurdo tenerli lì in parcheggio per dieci mesi, e soprattutto la neve degli ultimi giorni… beh, ha reso il mondo esterno più natalizio di quanto non sia di solito a metà febbraio!

Nel post scrivevo appunto di biglietti augurali per le festività natalizie: un’abitudine che negli ultimi anni sicuramente è finita in fase preagonica o quasi. E non solo per Natale: nel dimenticatoio sono finiti anche i biglietti per Pasqua, compleanni et similia. Credo che ormai sopravvivano giusto i biglietti scritti in accompagnamento ai regali e fissati al pacchetto (ma neanche poi tanto…), quelli inviati per posta sono stati in gran parte soppiantati da SMS, post in bacheca, tag nelle foto: più immediati, meno costosi (anche perchè c’è da dire che con certi biglietti si rischia di spender più di francobolli che di cartoncino augurale… ne ricordo alcuni, cinesi, grandi come un A5 e addirittura con carillon all’interno: 1 € per il biglietto, 2 € per spedirlo!), non soggetti a smarrimento.

La posta “classica” aveva un suo fascino (aprire la cassetta delle lettere, trovare una busta,  la sorpresa di cosa ci sarà dentro) che si sta perdendo… ormai in buchetta quasi non arrivano più nemmeno le bollette (almeno, io sono passata al formato elettronico per tutte le utenze), e quando si apre la cassetta e c’è posta finisce che si tratta praticamente soltanto di rogne con la “R” maiuscola (multe, quel furto legalizzato del canone RAI, comunicazioni dell’amministratore di condominio…).

Quando ero piccola, invece, a inizio dicembre mia madre si preparava una lista di parenti e amici cui fare gli auguri, a chi per posta e a chi per telefono. Per i primi anni dopo sposata l’ho fatto anch’io (beh, salvo per la parte “telefonica” della faccenda… ho una certa avversione per il telefono, salvo poi perdermi in chiacchiere per delle mezze ore filate la volta che mi decido a chiamare qualcuno :P ), poi è un’abitudine che ho ripreso negli ultimi anni solo grazie al “giro delle gattoline”… perchè nemmeno la metà degli auguri inviati riceveva una risposta anche solo per telefono. A quanto pare, è diventato difficile trovare il tempo anche per queste cose…

Invece, ricordo che proprio i biglietti che arrivavano servivano a scandire l’attesa verso il Natale (e verso l’apertura dei regali… perchè a 8-9 anni diciamocelo: l’importante è poi quello!). E, a quanto pare, l’idea che fossero in qualche modo importanti era piuttosto diffusa, a giudicare da quello che ci arrivava in buchetta.

Ad esempio, c’era il maggiore dei miei tre cugini che ogni anno scriveva il messaggio di auguri in rima: ogni Natale una poesia diversa.

Oppure, un amico di mio padre che consegnava i biglietti a mano perchè spesso non poteva spedirli, temendo che si rovinassero… l’intera famiglia li realizzava in casa, a volte utilizzando materiali diversi e particolari (ne ricordo uno fatto con il sughero dei tappi di bottiglia e un altro con il presepe realizzato in fil di ferro). In pratica, più che dei biglietti quasi dei veri e propri soprammobili in busta!

Poi c’erano i biglietti che ci arrivavano dai cugini di mia madre residenti a Nizza da prima dell’ultima guerra (uno di loro era rimasto bloccato in Italia proprio per via del conflitto durante una visita agli zii italiani, e aveva dovuto aspettare la Liberazione per poter rientrare in Francia dalla famiglia): erano scritti in francese, ma con alcune frasi in un “preteso” italiano (ormai arrugginito da anni e anni di disuso) che io, scolara delle elementari, trovavo particolarmente esilarante.

E quindi il non plus ultra: quelli per me incomprensibili che arrivavano dalla Germania, da una famiglia tedesca che mia madre e mia nonna avevano conosciuto durante una vacanza a Rimini non so quanti anni prima… loro scrivevano in tedesco, mia madre in italiano. La cosa particolare è che nessuno della famiglia tedesca conosceva l’italiano (se non quel tanto da sopravvivere in vacanza in riviera romagnola… dove però il tedesco lo parlavano tutti quelli che avevano a che fare con il turismo o quasi), e che mia madre di tedesco aveva solo un’infarinatura presa su facendo un corso per corrispondenza (difatti mi traduceva quei biglietti molto alla buona: “Qua dovrebbe voler dire…”). E’ comunque particolare che, nonostante i limiti linguistici, quell’amicizia sia durata per decenni (i tedeschi vennero anche in Italia un paio di volte al paese di mia madre apposta per incontrare le vecchie amiche), praticamente solo tramite i biglietti di Natale e Pasqua e qualche foto di nuovi figli o nipoti scambiata nel tempo.

Certo che, rileggendo e pensando a come vanno le cose di questi tempi, mi pare di scrivere di fantascienza… altro che fiabe. Saran queste le “storie incredibili” da raccontare all’Aquilina, insieme tipo alla leggenda del telefono pubblico a gettoni con la rotella… :)

Posted 16 febbraio 2012 by Shunrei in Famiglia, Gite mentali, Ricordi, Varie ed eventuali

Taggato con , , , ,

Referrer Top 10 #5   22 comments

  • “mio figlio fa’ tanti errori di grammatica”: signora/e, si rassegni. Evidentemente è ereditario.
  • “paghiamo i nostri ministri per dormire”: magari. Farebbero meno danni al Paese, se dormissero soltanto.
  • “paperella suprema”: quella che dominerà le vasche da bagno dell’intero globo terracqueo! Tremate…
  • “digita cognome abbina nome neonato”: questa non è pigrizia. E’ da denuncia al Telefono Azzurro!
  • “come camperizzare una monovolume”: ho idea che si spenda meno e si faccia meno fatica a comprarsi un camper (magari usato)…
  • “che giramento di coglioni”: e lo cerchi con Goooooogle? Pieno il mondo reale.
  • “mi stanno cercando sulla rete”: perchè ormai suonare il campanello di casa o fare una telefonata è da sfigati. U__U
  • “chi ha il pane non ha i denti e chi non ha i denti ha il pane”: pieno così di panettieri, dentisti invece ridotti alla fame…
  • “vorrei sapere perchè i bastoncini findus al salmone non sono in commercio”: O.M.G. … ma allora io cosa ho comprato e mangiato, l’anno scorso?!?!?
  • “wordpress boiate”: questo mi sa che è l’unico che è capitato qui e ha trovato proprio quello che cercava! :D
  • “racconti di pisciate in gita e in montagna solo pisciate”: Oh, tutti i gusti son gusti, però… al mare no? Forse se lo tiene per le vacanze dell’anno prossimo?
  • “genealogia puffi”: a parte quella di Puffetta, uno dei misteri della fede.
  • “si possono stendere le lenzuola sporche in un condominio”: tu fallo, io però spero che abiti in un altro condominio.Ma mi chiedo perchè farlo anche se uno abita per conto suo… O__O
  • “quante volte posso riempire bottiglia di plastica”: vi prego, ditemi che è lo stesso di cui scrivevo qui… non voglio pensare ce ne siano altri in giro!!
  • “mia mamma smagnetizza cellulare”: nuovi superpoteri?
  • “perchè sono piegati così i bugiardini”: è una congiura con gli editori di libri per fare gli origami. Se non sei riuscito a realizzare almeno quelli del 4° capitolo, col piffero che riesci a leggere le istruzioni dei medicinali. Per reinfilare il fogliettino nella scatola, poi, necessita almeno il capitolo 9.
  • “quando si consegna la gatta per la monta bisogna avere un foglio di presa in consegna del gatto?”: ecco, di ste cose quando a scuola mi spiegavano bolle e D.d.T. non se ne è mai parlato… :D
  • “la miglior cosa che ti può capitare nella vita è di incontrare qualcuno che conosca a memoria tutti”: avrei altri standard de “la miglior cosa che mi può capitare nella vita”, ma come si dice: il mondo è bello perchè è vario. Però, nel caso, scambierei il conoscente caziano con biglietto della lotteria vincente… ;)
  • “a mia figlia non metto la canottiera”: si campa uguale… ma per la legge del contrappasso, sarà lei a mettersela di nascosto arrivata a 14-15  anni! XD

Aggiornamenti dal pack #2   12 comments

E mi direte: “Ma insomma! Ci sarà mica solo da lamentarsi per sta cavolo di neve??!?”. Nonò… in effetti qualcosina di buono in sti giorni c’è poi stato.

Tipo la foto qui accanto. E no, nessun gatto è stato torturato e/o seviziato e/o circuito in alcun modo per ottenere questa immagine. Non che non ci abbia pensato, eh? :P Ma mi sono detta che se avessi provato a costringere una delle due belve ad uscire in balcone ci avrei probabilmente rimesso un arto (a scelta) ottenendo solo l’equivalente di un’esplosione nucleare nella neve… altro che foto “artistica”! E invece domenica, mentre cambiavo aria in cameretta… si vede che una delle due ha avuto un attimo di temerarietà e m’ha fatto trovare questa sorpresa quando sono andata a chiudere la porta-finestra.

A proposito di gatti, ci siamo finalmente guardati il film del Gatto con gli Stivali: veramente troppo carino! Vabbè, io magari son di parte… adoro il Gatto con gli Stivali di Shrek fin dal primo film in cui è comparso… :P Tra l’altro… l’ochetta d’oro (non sono riuscita a trovare un’immagine decente in tutto il web :( Nel corso del film ce ne sono anche di più “calzanti”) è identica spaccata all’Aquilina (se la pupa avesse il becco), in certe espressioni… (e pure in certi movimenti, per dirla tutta XD). :)

Scherzi a parte: per i tre mesi dell’Aquilina, noi le avremo fatto una torta con tanto di scritta sopra con la glassa (che ci siamo poi regolarmente scafati… suggerendo alla festeggiata di spicciarsi a crescere per poter partecipare pure lei alla “fase post-foto-ricordo” delle feste, che è poi quella che dà più soddisfazioni) e un set di millemila sonaglini (8… vabbè, saran mica pochi!), ma in realtà il regalo l’ha fatto lei a noi… non vorrei cantar vittoria troppo presto, ma dal primo del mese finora è capitato solo una volta che si svegliasse per la poppata notturna: tutte le altre notti, da quella delle 23 è arrivata minimo alle 8 di mattina in una tirata secca. E, lasciatemelo dire: se continuiamo così non è un regalo. E’ lusso allo stato puro (nel caso, però, per godermela davvero bisogna poi che sia IO a riuscire a perdere l’abitudine di svegliarmi sulle 4.30-5 XD )!

Mercoledì ha avuto la visita di “bilancio” dalla pediatra. Attualmente “stazza” 61,5 cm per 5,140 Kg e sarà posticipabile per ancora molto poco il trasloco notturno nel lettino, con conseguente inaugurazione dello stesso (oddio, il materasso lo hanno già inaugurato le gatte. Eh, intanto che era lì per i tre giorni “all’aria” dopo esser stato tolto dal sottovuoto… vorremo mica sprecare un nuovo posto dove ronfare, giusto?): diciamo che, anche se la pupa non ha ancora tentato evasioni (il segnale che fece trasferire me al lettino), ormai la carrozzina inizia a risultarle veramente troppo piccola per dormirci…

Sabato scorso (per arrivare a concludere) siam stati al supermercato, e come accennato due post fa la mia “missione” era infilare nel carrello il preparato per la cioccolata in tazza (ma prima o poi proverò anche le varianti che mi avete suggerito nei commenti!). Bene: si vede che tutta la città ha avuto la stessa idea: finite tutte le bustine di qualsiasi marca! Finito anche il nostro solito latte, per fortuna abbiamo rimediato con un cartone da 12 (sai mai…) di latte UHT… ma parzialmente scremato, quello intero scomparso dalla faccia della Terra. Però la cioccolata in tazza ce la siam fatta lo stesso: cacao zuccherato (quello c’era!), frumina (il Consorte ha minacciato di usarla anche per un pan di spagna home made… che dispiacere! ;) ), l’ultimo mezzo litro di latte fresco intero presente in frigo… e, porca paletta, pure panna montata al momento, tiè! Devo aggiungere che era buonissima? :D

E per finire, vi lascio la soddisfazione di poter dire “Eh, ma sta scassapalle non è proprio mai contenta!”. Per oggi le previsioni avevano rimesso neve… beh, sempre “meno” man mano che la settimana procedeva (ricordo di aver controllato lunedì, a sommare i cm che dovevan cadere si arrivava a mezzo metro minimo. Ieri sera, andava bene se si raggiungeva un 7, appena oltre la “sufficienza”). Comunque, tutti in fervore, perchè stavolta ci si aspettava proprio la tempesta: “blizzard” si sentiva in giro. Mica ciufole, insomma.

Va bene, il vento c’è. Però per la tempesta di neve (Blizzard, appunto) mancherebbe giusto una cosina. La neve. Ohi, fa ancora in tempo ad arrivare, eh (son le 9 di mattina, ora)… magari ha trovato il treno in ritardo. Sapete, con sto tempaccio…

Oppure ho un’altra teoria (che capiranno in pocherrimi). Se questa “blizzard” tiene fede ad una più famosa “Blizzard ™” non c’era alcun bisogno di chiudere scuole e uffici pubblici oggi e domani. Con i tempi di uscita che intercorrono tra l’annuncio dei giochi e la loro effettiva uscita (Diablo III docet) per la chiusura si potevano attendere gli scrutini di giugno senza problemi…

Aggiornamenti dal pack #1   19 comments

Ok, ok, il pack (Wikipedia docet) è formato da acqua di mare… e qua il mare sta a 40 km. Ma passatemi la licenza poetica, perchè, sale marino o meno, per il resto il termine ci sta abbastanza.

Mettiamola così: di neve ne è caduta ormai mezzo metro (l’ordinaria amministrazione al paese di mia zia), e nella mia via (come in tutte le altre secondarie) sono passati soltanto a pressarla (tipo giovedì scorso, poi più) senza dare una briciola di sale. Risultato? Un lastrone di ghiaccio (che che si scioglierà indicativamente a luglio) che si fa fatica a stare in piedi, e che pure con le catene montate il Consorte fa fatica ad infilare il cancello di casa (in retromarcia, perchè con i cumuli di neve in cortile non c’è modo di far manovra… Oh, lo invidio proprio tanto in questi giorni. Osta se lo invidio! :P ) perchè il retrotreno della Dedra va dove dannazione gli pare. Non mi lamento che sia inverno, mi lamento soltanto che con quel mezzo tentativo di pulire (?!??!) la mia strada han praticamente solo peggiorato le cose… e, da giovedì, non c’è stato nemmeno un secondo intervento per far finta di migliorarle. C’è da dire una cosa: per coerenza, la nostra via non è MAI stata pulita decentemente nemmeno gli anni passati, quando nevicava. Sempre e solo sto cavolo di “spazzaneve” (si spazzasse le pale… ma quelle con due “L”) a pala alzata a compattare la pista di pattinaggio. Solo che gli altri anni nevicava un giorno, massimo due, 5-10 cm di roba e in qualche modo per una decina di giorni mi ammazzavo tentando di andare a lavoro (la strada resta in ombra praticamente tutto il giorno, per via dei palazzi, quindi prima che il ghiaccio si sciolga… immaginate), ma ce la facevo. Quest’anno siamo già a mezzo metro (dicevo), e sono previsti snevacchiamenti più o meno tosti fino al 15. Divertente. Anzi, esilarante.

Io son praticamente sepolta viva: da sola potrei anche uscire (e lo farei volentieri, superando in qualche modo il ghiacciaio: adoro passeggiare nella neve e quest’anno potrei farlo anche nei giorni feriali, visto che non lavoro), ma con la pupa è impossibile. Ho una bella tutona corazzata per l’Aquilina, prestito di S., ma non è questione di freddo. Con la carrozzina, ce la farei se avessi un modello fluttuante a un metro da terra: su buona parte dei marciapiedi, scaraventando gli altri pedoni sui mucchi di neve ai lati, si riuscirebbe anche a passare… ma quando si arriva agli incroci, i pertugi tra i cumuli di neve sono per lo più ampi 30 cm. Buonaseeeeera… Metterla nel marsupio? E chi ne ha il coraggio? In certi punti, dicevo, si fa fatica a stare in piedi da soli… figuriamoci con un carico di 5 kg di puro cristallo di Boemia sul davanti! Domani io e lei avremmo dovuto iniziare un corso di “Massaggio infantile”: ho chiamato lunedì mattina per farmi spostare in quello di marzo. C’è meno di un km di strada a piedi per arrivare al Consultorio, ma tra lastroni, strettoie e compagnia bella… ho deciso di lasciar perdere. E giramento di palle, perchè avrebbe fatto bene sia a lei (il massaggio) sia a me (vedere esseri senzienti).

Avrebbe dovuto accompagnarci mio padre, in caso di maltempo, ma nel suo condominio con gli orari del piffero in cui spengono/accendono il riscaldamento centralizzato (andran bene per inverni “normali”, ma non se la temperatura esterna è inferiore di oltre 10° alla media degli altri anni), quando gli va bene in casa ha 16°, di notte scendono sotto i 12. Risultato: s’è preso il raffreddore pur stando in casa con la giacca. Durante il giorno potrei dirgli che venga al calduccio qua. Ma un po’ lui non vuole attaccar nulla all’Aquilina, un po’ è da mercoledì scorso che non può usare l’auto: anche la sua strada, pur essendo in pieno centro, siccome è stretta è stata solo “pressata”…  Tutte le mattine, lo stesso, piglia su a piedi (75 anni) e va al supermercato a più di mezzo chilometro per far un po’ di spesa per lui e per la vicina ottantenne. Peraltro: in un certo senso, “benedetto raffreddore”! Perchè? Beh, venerdì pomeriggio s’è fatto a piedi in mezzo alla neve e in mezzo alla strada (perchè i marciapiedi non erano ancora stati puliti) i 4 km andata/ritorno tra casa sua e la nostra per poter vedere la pupa, dopo che la mattina avevo sprecato un quarto d’ora al telefono a tentare di convincerlo a non venire per non farmi stare in pensiero. Beh, è stato di parola a metà: non sapendo che veniva lo stesso, almeno per il percorso di andata non mi sono preoccupata per lui… :P

Poi è defunta la batteria della Dedra, ma magari c’aveva pure ragione e si è trattato di suicidio (ha approfittato del freddo per farlo sembrare un incidente): controllando, l’avevamo comprata più di 3 anni fa… per lo standard delle batterie per auto, praticamente Highlander. E, a proposito di vittime… il vaso nella foto è quello del garofano di questo post. Per la serie “Volevamo ricordarlo così, con la sua voglia di fiorire fuori stagione strafottendosene dei sacri testi di botanica…”

Ma finiamola con i problemi di circolazione, che tanto credo lo sappiano in tanti che in questi casi (50 cm di neve in Romagna o 5 cm a Roma, a scelta) l’unica cosa che gira bene sono le balle. Ci ragiono un po’ su, e magari nel prossimo post vi so dire se in sti giorni c’è stato anche qualcosa di cui non lamentarmi… :P

Messaggi on the road   9 comments

L’idea per un post del genere mi era già venuta tempo fa, ma non ero mai stata abbastanza pronta con il cellulare da riuscire a fare la foto che volevo… ora che scrivo, detta foto non ce l’ho comunque (però sono riuscita a trovarla in rete!), ma una che ha scattato qualche giorno fa il Consorte mi ha fatto tornare il tarlino di scrivere sull’argomento.

Stavolta si parla di scritte e disegni sugli autoveicoli. Quella della foto qui sotto l’avevo beccata credo più di un anno fa andando a lavoro: era sul retro di un camioncino chiuso (diciamo tipo come quello di questo post, ma intero…). Non ero riuscita a fotografarlo perchè avrei fatto tardi in ufficio, ma vedo che qualcun altro nel web invece è riuscito a cogliere l’attimo! :)

Quella invece che ha portato a casa il Consorte è questa qui:

Lo so, saran cretinate… ma con tutte le incavolature che ci si prende a girare per strada (oddio, parlar di “girar per la strada” in sti giorni pare fantascienza… ma questo nel prossimo post!) tra precedenze mancate, tagli di strada, invasioni di corsia, claxon in coro se solo si tarda un millisecondo a ripartire quando scatta il verde, pedoni arrotati sulle pedonali, pedoni in vena di suicidarsi senza le pedonali, biciclette e motorini che si infilano in ogni dove, le frecce queste sconosciute, SUV parcheggiati in terza fila, ecc… diciamo che ogni tanto incontrare qualche veicolo che riesce a strappare un sorriso non è poi così male, giusto? :)

Defezioni in dispensa   12 comments

Ho già scritto che ha nevicato (al momento siamo “in pausa”, ma le previsioni metton neve fino al 14 °__°;)? Sì, tipo un post un po’ più sotto… :P E ho già scritto che è tutto tanto carino così coperto di bianco… ma mi ha già rotto le balle? Basta, l’abbiamo vista, il resto del mondo l’ha anche calpestata, le scuole le han chiuse… bon, finiamola. Sì, lo so, è febbraio ed è il momento giusto per questo genere di cose… ma non potendo uscire (la carrozzina non ha gomme termiche nè catene) perchè nella mia via la neve è stata solo “pressata”, ma il sale abbiamo ancora da vederlo (e qui forse mi farebbe comodo una carrozzina con pattini da ghiaccio), e avendo per tutto il giorno quali interlocutori n.2 felini e n.1 infante di manco tre mesi… ekkeppalle!!!

Intendiamoci: non sono sempre stata così “acida” nei confronti della neve. Anzi… ricordo il febbraio dell’84, che ho passato su da mia zia perchè mia madre era ricoverata a Modena: a parte la varicella (mia zia in quei 28 giorni invece collezionò la pertosse… fortunelle, eh?), mi sono anche beccata le nevicate migliori della mia vita… va bene che ero tappa io, ma quando giravamo per strada la neve era più alta di me! Difatti in quelle settimane mi c’han fatta giocare poco, con la neve in cortile (sempre varicella a parte)… ho idea fosse perchè mia nonna temeva di smarrirmici in mezzo e di potermi poi riconsegnare a mia madre solo dopo il disgelo e non alle sue dimissioni dall’ospedale.

La cosa buona della neve quando ero piccola era sbrigare i compiti in qualche frazione di secondo e uscire in cortile per approfittare delle “ore più calde” (ottimista mia madre, eh?), intabarrata fin sopra le orecchie, con in tasca qualche bottone, un pezzo di carota (investirne una intera per il pupazzo non era il caso), una sciarpa ed un berretto in più da “sacrificare” sull’omino di neve (le volte che scendeva anche la mia vicina di casa, capitava anche il lusso di poter realizzare il pupazzo tabagista aggiungendo una delle pipe della collezione di suo padre), e poi restarci fino a quando le punte delle dita, sotto i guanti, non iniziavano a prendere quella sfumatura di celestino che faceva tanto pendant con la giacca a vento rossa… o meglio, fino a quando mia madre non si stufava e mi chiamava dalla finestra “… che è pronta la cioccolata!”.

Già, perchè il rito era appunto agevolare il processo inverso all’ibernazione con una bella tazza di cioccolata calda… magari con qualche troccolo di pane pucciato dentro (sisì, semplice pane: quello tutto bitorzoli del fornaio di zona, ci stava un bijou!).

E insomma, a forza di veder nevicare, ieri pomeriggio m’è presa voglia appunto di una cioccolata in tazza. Apro il pensile di cucina alla sezione “infusi & solubili” e rinvengo nell’ordine:

  • cappuccino solubile
  • cappuccino d’orzo solubile
  • caffè solubile
  • orzo solubile
  • orzo & caffè solubile
  • parente povero del Nesquik
  • ovomaltina
  • thè verde al gelsomino (n.2 confezioni, ma di marche diverse… di cui una sigillata. Quella sigillata è stata acquistata prima dell’altra. Roba che se non facevo quest’azione di ricerca ciobariana, chissà per quanti altri mesi ce la saremmo dimenticata…)
  • infuso ai frutti misti
  • tisana rilassante (esilarante… in questo periodo mi basta stare in posizione orizzontale per 30 secondi per abbioccarmi, altro che tisana!)
  • infuso di menta piperita
  • infuso di finocchio (residuo del mio tentativo di entrare nell’industria della mungitura)
  • tisana depurativa (??? manco me la ricordavo…)

Ebbene sì: NIENTE cioccolata. E non è che non abbiamo minchiate da mettere in tazza, eh? No, non è che stiamo cercando di metter su un bar abusivo… è che con i ritmi del menga che abbiamo da qualche mese a questa parte, spesso la voglia alla “Ambrogio… ho un certo languorino” è più pratico risolverla con una tazza di latte&qualcosa. Giusto per: siamo passati da un consumo settimanale di 2 litri di latte a 5 (cinque), e certe settimane si fatica ad arrivare al sabato (per queste evenienza, abbiamo anche un litro di UHT come “razione d’emergenza” [si chiama "Frattaglia", ma questa la capiranno in pocherrimi] nella sezione “conserve” dei pensili). L’altra cosa inquietante è che ora ho la necessità ossessivo-compulsiva di “rasare” qualsiasi misurino di “polvere” (come faccio per preparare il biberon all’Aquilina), che sia cappuccino o caffè per la macchina dell’espresso… @__@

Comunque, tornando a sta cioccolata in tazza mancata: ho provato a risolvere dopando oltre i limiti di legge una tazza di latte con il parente povero del Nesquik (assente all’appello anche il cacao in polvere, e comunque non avrei avuto voglia di rischiare l’esplosione della cucina tentando di cimentarmi nella cioccolata “home made”). E no: non è assolutamente la stessa cosa… T__T

Suggerimento di lettura   10 comments

Se la vostra rete internet funziona meglio della mia che oggi, diosaperchè, per caricare una singola pagina meno di 10 tentativi non ce li metto… e ho anche una teoria: tutta sta cavolo di gente che ha chiamato a lavoro “non ce la faccio proprio a venire, ho 3 metri di neve in cortile” [<- tutta quella del quartiere accuratamente accumulata all'uopo a casa propria] che intasa la rete a far giochini scemi su internet. E no, io non farei giochini scemi su internet (se la rete andasse). Leggerei i vostri blog (chi ce l’ha). Ora ringraziate tutti i fancazzisti nevaioli perchè oggi avete una lettrice in meno, su.

Comunque, tornando all’incipit… se oggi la vostra rete funziona meglio della mia (non ci vuol molto, basta un modemino 14k), ecco qua qualcosa che merita un click: con questo racconto PerennementeSloggata partecipa a un concorso di scrittura creativa, e già che a me è piaciuto e m’ha anche fatta sorridere in questa noioserrima giornata tappata in casa (impresa non facile, dopo tipo 5 tentativi per caricare la pagina e le mie gonadi che scalavano marcia ad ogni nuovo click su “aggiorna”!)… mi pare il minimo segnalarvelo! ;)

E (citando Esprit74follet, che il suo augurio m’è piaciuto davvero un sacco!)… “tra le grinfie del gatto” a Sloggata per il concorso!! :)

P.S. E mo’ clicco su pubblica sperando che non vada in errore… =__=

P.P.S. 03/02/2011 Potete votare il racconto su Feissbuk cliccando su questo link (basta accettare l’applicazione e poi cliccare “vota” accanto al titolo del racconto [al momento è l'ultimo in basso]). ;)

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.