Silenzio

Per oggi avevo programmato un post. Poche righe (miracolo!), una delle mie solite minchiate leggere.

Mercoledì mi alzo normalmente, preparo l’Aquilina normalmente, la porto al centro estivo normalmente, spiccio normali faccenduole. Poi, normalmente, accendo il PC e apro Facebook.

E di normale non c’è niente.

La prima notifica che leggo è di un’amica che vive a Narni: “T. ha detto di stare bene durante Terremoto in Italia Centrale”.

Gelo.

Quello che è successo lo sapete benissimo.

Come mi sono sentita lo sapete anche troppo, perché è come vi siete sentiti voi, pur con tutte le varianti del caso e relativi pensieri personali che si accavallano (“… Faenza nel 2000, Abruzzo nel 2009, Emilia nel 2012… Dio, i bambini sotto le macerie… L’Aquilina…”).

Solo ieri mi è venuto in mente il post programmato per oggi. L’inutile (in un momento del genere) stupido (ancora di più in un momento del genere) post di oggi.

E allora no. Lo posticipo.

Perché in soli due giorni ho già letto e visto troppe cazzate, in mezzo alle cose dolorose e importanti:

chi approfitta del terremoto per tirare acqua al proprio mulino, qualunque mulino sia, anche se non c’entra una beneamata mazza. Tipo il mulino dell’allattamento al seno, con pseudoarticoli che promettono dritte sull’alimentazione dei bimbi durante un’emergenza  (e invece, se gli regali un click, scopri che il tutto si riassume in “Latte artificiale, vade retro! Esci da questo corpo! Non provateci a mandarlo con gli aiuti, anatema su di voi!”, che poi “is the new black”: per certa gente va bene per qualsiasi occasione. Tira il terremoto? Ti muore la nonna? Ti si guasta la macchina? Ecco, non provare a dare il latte artificiale al pupo, la colpa è di quello). O tipo il mulino dell’omofobia, tirando fuori che il terremoto è una punizione divina per mettere in guardia dalle unioni civili (ora, siamo seri: se Quello Del Piano Di Sopra non si scomoda a fulminare chi spara una cagata del genere, oltretutto in Suo Nome, figuriamoci se si scomoda a terremotare paesi ad minchiam per le unioni civili, dai);

chi ha detto che il terremoto è un segno del karma perché la crudele Amatrice è la patria natale della abominevole pasta all’amatriciana: buono che ora sia ridotta in pepe, come uno degli ingredienti di quella demoniaca ricetta;

chi si fa i selfie con le macerie di sfondo (e mai che qualche cornicione pericolante ci faccia la grazia al momento giusto scrafazzandogli smartfonino e selfistik. Scusate, non ho resistito).

chi… (beh, aggiungete a scelta un argomento più o meno d’attualità o più o meno politico per far polemica, e qualcuno ha sicuramente trovato il modo di usarlo per far polemica o quale più o meno assurdo capro espiatorio anche in questa situazione).

Ora, io di solito sono il per il vivi e lascia vivere. Però stavolta faccio una fatica del diavolo a tener ferme le ditine sulla tastiera… solo che non è questo il momento.

Meglio star zitta.

Varie ed eventuali di fine estate

Già, sono ancora viva. Nel frattempo è passata quasi tutta l’estate… Cos’è capitato? Niente di particolare. Anzi. Tante cose. Tante cose normali (per fortuna!).

L’Aquilina ha una nuova bicicletta (la vecchia ormai è diventata davvero troppo piccola… in pratica senza essere stata usata) che continua a non voler usare come la precedente, nonostante ci stiamo inventando di tutto per invogliarla/insegnarle. E’ in fase artistico-felina (c’è un gatto in quasi ogni suo disegno. Anzi, “il” gatto: gli ha dato un nome, una famiglia, un’amica…) e quest’estate al Centro Estivo s’è divertita un casino.

Del CRE che ha frequentato quest’anno, oltre al mercoledì mattina fisso in piscina e alle gite settimanali “fuori porta” ho trovato molto carina l’idea delle settimane a tema: musical, olimpiadi, questa settimana cucina. La settimana scorsa era dedicata alla “sicurezza stradale” (sembran minchiate, ma l’Aquilina, 4 anni e mezzo, ha imparato il significato dei segnali di obbligo e di divieto e ora li piazza in maniera coerente – seppur fantasiosa: tipo il cartello di “divieto di accesso ai pulcini” – anche nei suoi disegni. C’è gente che “guida” da 20 anni e mi dà l’idea di non averne ancora un’idea): venerdì a far fare attività ai bimbi ci sono andati anche alcuni agenti della Polizia Stradale. Poi vabbè… stiamo pur sempre parlando di bambini e le priorità son quelle che sono. Nel senso che basta un niente per incantare i pargoli e far passare in terzo piano un’ora di attività educative e spiegazioni. Quando sono andata a prender l’Aquilina e le ho chiesto cosa avessero fatto con i poliziotti la sua risposta è stata “Ci hanno fatto vedere la pistola”.

Il Consorte fa il conto alla rovescia alle ferie “vere”. Cioè, una settimana di ferie l’ha già avuta, ma siamo rimasti a gironzolare qui intorno. La prossima tranche è roba seria: dopo ben 6 anni, andiamo in vacanza (per l’Aquilina è la prima volta). Sempre se ce la facciamo, eh. Che io, più che vietare all’intero parentado (partente e non) di ammalarsi, altro non posso fare, per evitare il cànchero imprevisto dell’ultimo minuto che manda tutto all’aria…

E io? Niente di che. Ho solo ripreso a fare un po’ di cose che erano minimo 5 anni che non facevo più… da prima che l‘Aquilina fosse in viaggio. A dirla così sembra quasi che il 2010 fosse un’altra epoca. Il punto è che probabilmente è davvero così (m’è capitato di rileggere qualche vecchio post e… non so mica se mi ci riconosco).

Ho ripreso a giochicchiare a Shakes & Fidget (scoprendo con piacere l’app per Android, che rende il tutto di una comodità ed elasticità estrema) e, se riusciamo a sistemare qualche magagna con il mio ormai obsoleto PC fisso, forse – udite udite – si riprova pure a giocare a World of Warcraft. Fantascienza, signori. Soprattutto se penso che 4 anni e qualche mese fa sembrava già un miracolo riuscire a guardare una puntata di telefilm intera tra la poppata delle 19 e quella delle 23…

Ho cominciato a rispolverare un po’ il mio inglese e il mio francese. Più per mettermi alla prova (al momento sto seguendo il corso di francese… in lingua inglese. Se arrivo in fondo, provo con spagnolo o tedesco… sempre in inglese) che altro, visto che in previsione del tornare a cercare un lavoro da ottobre (l’idea c’è. Poi vediamo se si realizza e soprattutto quanto sarà antieconomico metterla in pratica) credo proprio che non mi servirà a un tubo, siamo seri. E’ solo che boh… una mezza voglia di tornare a studiare mi era anche venuta (frequentare la biblioteca comunale mi fa male, lo sapevo). Poi ho visto a quanto stanno ora le pure e schiette rette universitarie (triennale + specializzazione, ahahahahhahahahahh, buona questa!) e mi sono detta “Ciccia, la tua occasione l’hai avuta 18 anni fa, decisamente. Il turno di laurearsi per poi andare a fare tutt’altro adesso è dell’Aquilina.

E poi, dopo ben 6 anni e un cambio d’auto nel mezzo, mi sono decisa a riprendere in mano un volante: il Qubo ce l’abbiamo da ottobre 2012 e io finora ci ero salita solo da passeggera. E mi sono resa conto di due cose:

  1. diobono come si guida bene il Qubo (sarà la posizione “alta”, saranno gli specchietti laterali grandi come quelli di un bagno medio, sarà il “culo” che finisce a piombo e quando fai manovra non devi pensare a cosa sporge perchè non sporge niente… che ne so… però si guida bene, aveva ragione il Consorte);
  2. se non avessi passato tutta la vita da passeggera di gente che guida sopra la media (perchè sia mio padre – anche ora che ha 80 anni – che il Consorte hanno una guida “liscissima”, regolare, con manovre “a filo” azzeccate millimetricamente al primo tentativo. Non sembra che parcheggino: sembra che l’appoggino lì, con nonchalance. Fatto!) probabilmente la mia autostima da guidatrice sarebbe molto più alta. Perchè per essere 6 anni che non guidavo… beh, si tratta solo di riprenderci la mano (anzi, il piede).

Insomma, nonostante tutto… forse forse non sono ancora da buttare.

Intervista con l’Aquilina

Post a basso grado di originalità: in pratica è la trasposizione di una di quelle “catene copia-incolla-modifica” che girano su Facebook. Stavolta si tratta di una manciata di domande che le mamme sono invitate a rivolgere alla prole, riportando poi le relative risposte dei soggettini.

Facebook ultimamente lo sto bazzicando poco e soprattutto in modalità “lurker” (leggo, mipiaccio… ma ho voglia nulla di postare/uploadare qualcosa, e minimamente superiore di commentare gli altrui qualcosa). Però questa mi è sembrata carina, e soprattutto la mia pargola ha miracolosamente collaborato…

A proposito: l’Aquilina ha recentemente ri-cambiato il suo colore preferito. Ora è il blu. Diamole quindi spazio in blu…

  • Come ti chiami? Aquilina (N. di Shunrei: ovviamente lei ha risposto il suo nome anagrafico. Ma qui l’Aquilina è l’Aquilina…)
  • Quanti anni hai? Quattro
  • Quando è il tuo compleanno ? Non lo so (vabbuò, tranquilla che io non me lo dimentico…)
  • Quanti anni ha papà ? Cinque (visto Consorte, che gli anni che hai sul groppone te li porti daddìo?)
  • Quanti anni ha la mamma? Due (mi hanno detto anche recentemente che ne dimostro meno, facendomi nascere una decina d’anni dopo, ma così pochi non me li aveva mai dati nessuno…😀 )
  • Qual è il tuo colore preferito? Blu (appunto…)
  • Qual é il tuo cibo preferito? Il brodo (l’ho già scritto che ‘sta bambina è d’un’ignoranza gastronomica paurosa, vero? Il brodo. A luglio. ‘namo bene…)
  • Come si chiama il tuo miglior amico? Nicola (E non è “solo” il suo migliore amico. Giusto ieri pomeriggio affermava di volerlo sposare. Solo che da quel che ho capito Nicola non ne è ancora stato informato. Dettagli. E comunque mi chiedo: che fine ha fatto Maria Pia, sua gemella-siamese-nemesi di quest’anno scolastico? Che la prima cosa che ha fatto il primo giorno di vacanza è stato appunto un disegno di lei e Maria Pia da appendere al frigo??)
  • Qual è il tuo programma TV preferito? Tom & Jerry
  • Qual é la tua canzone preferita? Quella del gatto che fa “miao miao miao” (questa qua sotto, aprite il link a vostro rischio di assuefazione. Gliel’ho fatta vedere per scherzo su YouTube, approfittando della smart TV, e ora ne è praticamente drogata. Credo che negli ultimi mesi il numero di accessi a quel video sia raddoppiato. Per (de)merito nostro. Comunque, ha anche gusti musicali un po’ più umani. Canzoni dello Zecchino a parte, ultimamente canticchia spesso “Have a nice day” degli Stereophonics, “Never give up” di Eagle Eye Cherry ed è molto gettonato anche il video di “Vieni a ballare in Puglia” di Caparezza)

     

  • Qual é il tuo animale preferito? Cane (Cane??!? Quindi continua a chiedere pupazzi di gatti per quale recondito motivo???)
  • Di cosa hai paura? Del lupo (Il… lupo? Va beh figlia mia, mi sa che almeno ti aspetta una vita tranquilla: probabilità di incrociare un lupo per strada… un po’ meno di zero)
  • Dove ti piace andare? Mi piace andare al parco
  • Cosa vuoi fare da grande? Vorrei scrivere (Giuro, non l’ho imbeccata io. Anzi, con questa mi ha proprio spiazzata… In ogni caso la strada è lunga. Molto lunga. Soprattutto se vi faccio vedere una delle sue scritte in sanscrito, che a suo dire sarebbero il suo nome)
  • Cosa ti piace fare con la mamma? Giocare (Sicuro che non rispondeva “Mangiare”. Tra la mamma che è iscritta su FB al gruppo Cucinare Male, tanto per dirne una, e il mitologico appetito della donzella… sicuramente ci sono momenti migliori di quelli dei pasti, da condividere!)
  • Qual é il tuo gioco preferito? Giocare con il camion (Quindi fammi capire… la Barbie snodata che vuoi tanto, e per la quale stiamo facendo il conto alla rovescia di quante giornate di terme ti mancano perchè arrivi qua a casa, ti serve come autista di autoarticolato?)
  • Cosa ti piace fare con papà? Mi piace abbracciarlo (Consorte, questa direi che ti ripaga completamente del fidanzamento precoce di cui alla domanda più sopra…😀 ♥ )

Il capro espiatorio

… un attimo che finisco di togliere le ragnatele…

Rieccomi qua, dopo un mese e mezzo… e di roba ne è anche capitata, ma a mancare è la voglia di scriverne (e scrivere per forza non fa bene a me, rompe le balle a voi, è perfettamente inutile per il web).

Ma questa è rapida, e credo sia il caso di fare il mea culpa: ci van di mezzo le vacanze di tutti, in fondo.

Non so se avete presente le terroristiche previsioni meteo di aprile per la prossima estate… se qualcuno se le è dimenticate, ecco uno screen per rinfrescarvi la memoria (se ci cliccate si apre l’articolo completo):

Prima

“Osta, 45°C… rischia d’esser peggio del 2003! Fortuna che quest’anno mettiam su il condizionatore…”. Questo il 19 aprile.

Il 5 maggio sono venuti ad installare il condizionatore fisso a casa nostra, appunto.

Ed ecco (se mai ci fosse bisogno di un promemoria, ma ne dubito… almeno, qui da me ha diluviato e grandinato pure ieri) come, l’8 giugno, sono “magicamente” cambiate le previsioni per l’estate…

Dopo

Ebbene sì. A quanto pare abbiamo commesso l’equivalente dell’errore di lavare l’auto nel weekend. Solo che trattandosi di un’opera un po’ più consistente del mettersi a spistolare in cortile con spugna, detergente, canna dell’acqua e cera (per dirla tutta, noi il Qubo lo si porta all’autolavaggio coi rulli. Quella volta ogni paio d’anni, eh… che non ci prenda troppo gusto)… ecco, invece di mandare a donnine un solo fine settimana, abbiam mandato in vacca tutta l’estate.

Ora sapete chi incolpare…😛

La gourmet

006okVe la ricordate la drammatica saga (qua, tipo) sullo svezzamento dell’Aquilina? Ecco, da allora il suo rapporto con il cibo è decisamente migliorato. Ma diciamo che tuttora, se qualcuno le offrisse un’alternativa per nutrirsi senza dover perdere tempo a sedersi a tavola e mangiare quel che le rifiliamo nel piatto… ohi, sarebbe mica un brutto lavoro.

Per farla breve: 108 cm x 17 chili (scarsi) di ignoranza gastronomica fatti personcina.

A volte ne capitano anche di carine. Tipo l’altra sera, che io ero alle prese con un coccino di pesto alla genovese fatto dalla bisnonna e una fetta di pane (e che ci devo fare se lo apprezzo più come salsa che come condimento per la pasta?) e l’Aquilina se ne esce seria con: “Non puoi mangiarlo” “E perchè?” “Perchè non puoi mangiarlo” “Ma perchè?!?” (e qui inizi a pensare che è vero, avrebbe proprio ragione lei: fetta di pane con pesto = calorie alle stelle, colesterolo non pervenuto, carboidrati e grassi che ballano il valzer insieme…). Ma qui arriva il colpo di genio: “Perchè è brutto.😀

Più spesso ne capitano di esasperanti. Tipo metterci un’ora e 20 per mangiare un piatto di minestra in brodo e mezza svizzera (che ha chiesto lei, peraltro). Tuttora, a volte, pagherei per poterla mandare in mensa (dove, in compagnia dei suoi amici, pare si trasformi in perfetta commensale) anche a cena… o magari durante le vacanze, piuttosto che affrontare un pasto insieme a lei (soprattutto se a casa ci siamo solo io e lei…).

Altre volte ne capitano di “inquietanti”, nel senso che mi fanno riflettere.

Un martedì sono andata a prenderla da scuola dopo pranzo, perchè aveva una visita (quella di aggiornamento dalla logopedista ASL. Che, en passant, è andata benissimo: talmente bene che c’hanno levato dalle liste d’attesa perchè secondo loro l’Aquilina non ha più bisogno di un bel niente e per la sua età parla e comprende tutto a dovere. Grazie al piffero: siamo andati in privato…), quindi ci hanno dato un sacchettino con la merenda da mangiare a casa.

C’era dentro una fetta di ciambella (quella romagnola… senza il buco, per intenderci. Anzi, facciamo così: quella della foto. Che, se la cliccate, vi porta pure alla relativa ricetta di Giallozafferano.it, toh), che fa la cuoca della scuola (quindi non roba confezionata), fetta di 1 cm poco più di spessore. E sopra, come ogni “brazadela” che si rispetti, c’erano sparsi un po’ di zuccherini bianchi.

Bene: mi accorgo che l’Aquilina inizia a levare chirurgicamente tutti gli zuccherini uno a uno prima di iniziare a mangiare la ciambella. Al che le chiedo perchè li stia togliendo.
“Non mi piacciono”.
“Ma li hai mai sentiti, almeno?” (ho a che fare da 4 anni con un’inappetente senza curiosità per il cibo: la domanda è d’obbligo).
“No”
(e te pareva…)
“E come fai a dire che non ti piacciono, allora?”
“Nicola (suo compagno N.d.Shunrei) ha detto che fanno male”
“Fanno male? Tre zuccherini in croce?”
“Sì, fanno male ai denti”.

Vero, fondamentalmente. Ma entro certi limiti… E lì m’è toccato spiegarle che male ai denti (ma mica solo quello) le sarebbe venuto solo se si fosse mangiata da sola una ciambella intera ricoperta di zuccherini e poi non si fosse lavata i denti… non era necessario che si privasse del “buono” di una fettina di dolce.

Scusate il pippone.

Quello che voglio dire è che io sono più che d’accordo col limitare le porcherie e offrire una dieta variata e bilanciata ai bambini (anche agli adulti, per la verità…).

Ma, parlando di bambini, secondo me bisogna anche stare attente a non finire in paranoia, e soprattutto dobbiamo ricordarci che i bimbi sono attentissimi (nel bene e nel male)… e ci mettono un niente a travisare o ingigantire qualcosa.

Sarà che appunto io parto già con una bambina poco curiosa e poco interessata al mangiare… ma se poi me la ritrovo già a 4 anni a mettersi dei paletti (paletti fondamentalmente inutili, sia perchè fortunatamente l’Aquilina non è in sovrappeso e ha ancora tutti i denti sani, sia perchè, soprattutto… tre zuccherini in croce una volta ogni due settimane – a occhio e spanna, considerando il ciclo delle merende – non ammazzano nessuno. Da figlia di diabetica, direi che non ammazzano nemmeno un diabetico, entro certi limiti… che faremmo comunque bene a seguire tutti) temendo chissà quali conseguenze… santo dio, è finita.

Torno al solito discorso: la via migliore è quella che sta in mezzo. Un po’ di tutto (non devo specificarvi “a meno che uno non abbia patologie o allergie particolari”, vero?), senza esagerare con niente.

Soprattutto senza esagerare con le paranoie (e qui mi vengono in mente alcune mamme di 1^ hanno fatto un esposto alla commissione mensa della scuola dell’Aquilina riguardo a come viene tagliata/pulita la frutta della merenda di metà mattina. Tipo a fette invece che a spicchi, robe così. Signore mie, se avete tutto sto tempo libero… mica ne venite a spendere un po’ a spicciarmi casa?).

Sorpresa!

thermometer-833085_640Quando ero piccola, c’erano due cose che mia madre non si spiegava quando stavo male.

La prima era che non sentivo assolutamente la febbre. Anche con 39° di temperatura, io continuavo a giocare imperterrita e rimbalzare per casa. Se le veniva il dubbio che potessi star poco bene, le toccava praticamente placcarmi tipo rugby e sacramentare minacce per tenermi ferma il tempo di misurare la febbre con il caro vecchio termometro a mercurio (“Non ti muovere, che il termometro è di vetro, si rompe, ti si piantano le schegge e poi il mercurio è anche velenoso!”).

La seconda era che le volte che mi venivano le placche in gola… niente, non emettevo un lamento, continuavo a mangiare come al solito e rispondevo un “Nooooo…” scocciato quando lei continuava a chiedermi “Ma non ti fanno proprio male? E’ impossibile!!” (il buono è che poi, quando ero più grande, mia madre quando parlava di sta cosa tornava a dirmi “Ma dai, è impossibile che tu non avessi male…”… ma a quel punto io di come stessi a 2-3-4 anni non avevo più la minima idea, quindi più che far spallucce non potevo…).

Invecchiando, ero convinta di aver perso entrambe le immunità: adesso 37,5° di febbre già li sento e con 38° sono verso l’andante, e l’ultima volta che ho avuto le placche in gola mi sono ritrovata al Pronto Soccorso alle 7 di mattina di un lunedì di Pasqua, dopo una notte passata insonne per il dolore alla vana ricerca della Guardia Medica.

E invece…

Domenica mattina mi “sveglio” dopo una nottataccia infame, più stanca di quando sono andata a dormire. Niente che giustifichi il sonno agitato o il sentirsi come se avessi la febbre (che non c’è: il termometro digitale mi comunica un 36,3°)… a parte un po’ di dolore alla parte destra del collo. Boh. Passo tutta la giornata tipo zombie, e il giorno dopo decido di saltare ginnastica: martedì pomeriggio l’Aquilina ha un incontro di aggiornamento con la logopedista della ASL, che già ho dovuto rinviare la settimana scorsa perchè l’influenza se l’era beccata la pupa. Un po’ da coglioni rischiare di dover rinviare un’altra volta perchè mi sono ammalata io…

Il dolorino al collo è sempre lì (anzi, adesso mi fa un pochino male la gola, sempre a destra… ma roba da caramelline al propoli, niente di più), però in generale sto meglio. Quindi mercoledì a ginnastica decido di andarci. E il pomeriggio sono stesa… più ancora della prima volta che ho iniziato, e che ero completamente fuori allenamento da svariati lustri. Sempre niente febbre… però ha iniziato a darmi un leggero fastidio anche l’orecchio destro. Mah… qualcosa inizia a non quadrarmi.

Botta di conti: weekend lungo in vista, settimana prossima campale per l’Aquilina (26/4 audiometria e impedenzometria, 27/4 visita dall’otorino per controllare i drenaggi, 28/4 gita)… se non ne approfitto subito, dal mio medico prima di altri 8 giorni non riesco ad andarci. E qui mi viene in mente quell’altro weekend lungo.

Così stamattina vado dal mio medico: mal che vada, io perdo una mattinata e lui mi conferma che è una boiata da Borocillina.

Ho anche fortuna con la C maiuscola: alle 9.20 sono già in farmacia (di solito prima delle 13 non sono mai stata spiccia, e di solito mi tocca sempre tornare in farmacia al pomeriggio perchè alle 13 è già chiusa). 

E niente… ho fatto stra-bene ad andarci, anche se a me sembrava fosse per una cazzata e subito anche il dottore propendeva per un semplice raffreddamento, visti i sintomi che spiegavo.

Invece, non solo dovrei avere un male cane a destra (e non solo il po’ di fastidio che neanche stai a scomodare la Borocillina, basta una caramellina al propoli, dai!), ma dovrei avere lo stesso male cane anche a sinistra: ho entrambe le tonsille ben ricoperte di placche (“Ma pure la sinistra?!?” “Guarda, ti faccio una foto, così le vedi” “Ooooh… apperò, è messa peggio la sinistra della destra…”). Tempo 2-3 giorni e sarebbe arrivata anche la febbre alta (esattamente a cavallo del weekend lungo, ‘sta scostumata!).

Ho vinto 7 giorni di Amoxicillina…

E ho capito perchè da piccola quando avevo le placche non mi lamentavo. Altro che bimba stoica che non vuol rompere i coglioni ai genitori con le sue sofferenze. Nonò. Non avevo male manco allora, come stavolta… adesso lo so.😛

Avvertimento

pain-1015574_640A febbraio mi sono decisa a far qualcosa per la mia schiena: non ce la facevo più a “far finta” che non mi facesse male.

Il dolore ce l’ho cronico da anni, ero riuscita a risolverlo con lo step, ma era tornato con la nascita dell’Aquilina (anche perchè in gravidanza avevo dovuto smettere con lo step). Inoltre, i chili in più che mi porto addosso (diciamo che di quei 13 Kg messi su in 8 mesi ho perso solo… l’Aquilina) di certo non aiutano la mia spina dorsale. E la caduta per le scale (appena lavate e ancora bagnate… ma con gli zerbini rimessi a posto. Così me ne sono accorta solo quando mi sono trovata in caduta libera con l’osso sacro verso lo spigolo dei gradini) di due anni a mezzo fa ci ha messo la ciliegina sulla torta. Urgeva iniziare a far qualcosa.

Anche perchè nel frattempo mi sono accorta che il problema era peggio di quel che pensassi: a star seduta per più di un’ora-un’ora e mezza senza potermi alzare (mi è capitato alla riunione di sezione con le maestre, e poi a dicembre alla cena aziendale del Consorte), poi il giorno dopo altro che mal di schiena: quasi non riesco a camminare dal dolore alle anche (pensavo fosse un simpatico effetto collaterale limitato al mio tentativo di rimettermi in sesto da sola con lo step, invece no…). Urge prendere in mano il casino ora che posso (leggasi: che non rischio di perdere un lavoro – non avendolo – per l’ennesimo impegno in orario lavorativo).

In autunno il mio medico aveva provato a suggerirmi semplicemente di fare pilates con la “pallona” e bicicletta, ok.

Col pilates ho finito prima di iniziare: non son riuscita quasi a sdraiarmi a terra sul tappetino, che l’osso sacro ha smentito il suo nome e iniziato a sacramentare in svariate lingue più o meno conosciute. Bicicletta… vabbè, ci siamo capiti. L’inverno non è il periodo migliore per andare in bici (se per andare in bici non sei solito bardarti da Coppi, che allora non hai stagioni), e di spendere altri soldi per una cyclette non mi andava: e se poi per qualche motivo capitava come per la pallona? Spesa a parte, la cyclette mica posso sgonfiarla e rimetterla nella scatola… dopo sta pure sui coglioni.

Ok, torniamo dal medico.

Prima tappa: radiologia, raggi a schiena e bacino. Trovato l’inghippo: lo spazio discale tra l’ultima vertebra e il mio bacino è circa la metà di tutti i suoi colleghi più in alto. Disco bello schiacciato a frittata. Forse ernia, ma il mio doc mi ha evitato l’ecografia: a parte i casini per riuscire a prescrivermela (i tagli alla sanità colpiscono anche qua: bisogna avere fior di motivazioni e malanni e a volte anche anni sul groppone, perchè ti possano prescrivere un accertamento), ci serve poco sapere se c’è o no… per il dolore che ho io la “terapia” è sempre quella.

Seconda tappa: fisiatra. Che mi butta lì un bel piano d’attacco, che al 75% riesco anche a fare: un libretto con alcuni esercizi da fare a casa, 10 sedute di Tens (casalinghe pure quelle) e un bel corso di ginnastica apposta per la schiena in una palestra convenzionata con l’ASL (ai bagni termali ci pensiamo nella prossima vita, eh), quindi a costo molto abbordabile.

Ed è qui che arriva l’avvertimento del titolo: attenti. Potrebbero succedere cose. Tipo catastrofi naturali, spostamenti di pianeti, Apocalisse. Perchè la sottoscritta ha rimesso piede in una palestra per la prima volta dal 1997 (dopo aver salutato la fine delle superiori e dell’ora di Educazione Fisica con giubilo ed esultanza), e il corso le è anche piaciuto. E oggi si iscrive per tutti i 4 mesi di corso da qui a luglio, perchè dati gli orari (lunedì e mercoledì 10.30-11.30 o martedì e giovedì 15-16) torniamo al discorso di prima… ora o mai più.

E poi prendo pure due piccioni con una fava, pensando al suggerimento ciclistico del mio medico: la palestra è dall’altra parte della città, tra andata e ritorno son quei 9 km da casa mia. Che, non avendo l’auto, ovviamente farò in bicicletta: non è una tappa del Giro d’Italia, ma è di sicuro un motivo in più per muoversi.

Last but not least, mi son pure beccata un 11-12 anni di meno da una delle compagne di corso, che mi dava 25-26 anni massimo (“Beh, credevo peggio: era dalle superiori che non mettevo piede in palestra…” “Vabbè, ma per te son passati pochi anni” “Circa 19, signora…”). Son soddisfazioni. Ho l’atleticità di un tricheco e la stazza di una balena, ma giovanilissssssssima, dai.😀