Jingle Bells

Sì, lo so, a Natale manca un mese (un mese meno un giorno, va bene) e no, non ho aperto il calendario sulla pagina sbagliata. Anzi, di più: questo post avrei dovuto scriverlo il “giorno del fattaccio”, due giorni fa… ma c’ho messo un po’ a metabolizzare se era il caso o no.

Tra l’altro, ormai è diventato anche un argomento piuttosto trito e ritrito, quello che il Natale si inizia a “festeggiare” sempre prima:

  • nei super/ipermercati, appena sfrattati dagli scaffali da zucche e pipistrelli di Halloween, è stata una fioritura di panettoni, pandori, addobbi per gli alberi e statuine del presepe… Ma questo si fa presto a capirlo: il supermercato sta lì per vendere, “espandere” certi periodi di festa fa solo comodo appunto per vendere più articoli “stagionali”. E c’han pure ragione, visto il fatto che sabato scorso ha fatto la sua comparsa nel nostro carrello il primo panforte di quest’anno…
  • in città, giusto l’altro giorno ho buttato l’occhio in piazza e ho visto un gradito ritorno: l’albero di Natale (quello della foto, che da qualche anno ha sostituito il classico abete segato da chissà dove)! Nulla di strano, per la verità: qualche anno fa le luminarie per le vie del centro sono state installate all’inizio di ottobre (ma accese solo a inizio dicembre!)… perché in quel periodo di “bassa stagione” il Comune c’ha risparmiato qualche soldo sulla fattura della ditta installatrice. E anche qui, possono aver ragione: son €uri in meno che escono dalle tasche dei cittadini… C’è giusto da dire che faceva un po’ effetto, per la verità, vedere sti enormi fiocchi di neve penderti sulla capa al di 15 ottobre…

Ma: e a casa propria?

Insomma, da piccola quello di addobbare casa era uno dei momenti più attesi dell’anno: l’albero con le lucette e le palle di plastica (quelle di vetro ho provveduto a decimarle io intorno ai 2-3 anni: mia madre dice che erano bellissime. Io non ricordo nulla, ma suppongo che altrettanto splendido fosse l’effetto che facevano disintegrandosi sul pavimento…) che man mano sotto si riempiva di pacchetti, e poi il presepio… che a me piaceva tantissimo fare e rivisitare poi organizzando spedizioni di operosi omini dei Lego o simpatiche gite di comitive di Puffi (mia madre ci rimase piuttosto male quando, una volta, trovò nella mangiatoia al posto di Gesù Bambino… un Baby Puffo azzurro).

Però ricordo anche una cosa: per quanto insistessi e rompessi le scatole, non c’era verso che queste cose uscissero dagli armadi prima dell’8 dicembre, giorno del tradizionale giro alla “Festa del Torrone” (per “i più”, in città… per “i meno” e i non cittadini, è la Festa dell’Immacolata) e dell’addobbo di casa… i miei dicevano che a farlo prima, ci sarebbe stato da farsi ridere dietro per mesi da chiunque fosse venuto in casa!

E, in certa misura, non mi sembra nemmeno sbagliato: non dobbiamo vendere niente a nessuno (come il supermercato) o risparmiare niente con nessuno (come il Comune)… Natale è a fine dicembre, punto.

E allora: perché, la mattina del 24 novembre (ma chissà poi da quanto prima, date le mie scarse doti neuroniche del periodo), apro la finestra per cambiar aria in camera da letto e trovo… ta-daaaaaan! Uno dei condomini che ha già addobbato balcone di fili di lucette e porte finestre con festoni e palle luccicose di plastica! E di lì al passaggio dell’epidemia agli altri balconi è un niente… (a me invece quest’anno gira talmente tanto un’altra tipologia di palle, che mi sa che il balcone manco l’addobbo).

Ma di che han paura??? Di dimenticarsi del Natale o di non trovare quindici minuti di tempo nelle prossime 4 settimane???

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2 pensieri su “Jingle Bells

  1. qui l’albero

    per i gatti si farà la prossima settimana: a pavia è festa anche il 9 per sann siro, quindi, sono a casa e ho tempo per albero e presepio (che poi è una specie di plastico in prospettiva conalcune statuette che erano di mio nonno, e latre recedenti di plastica:il tuttto abbondantementeincollato-inchioxdato confunzione antigatgtto..un anno wilma è fuggita per tutta la casa con inbocca il bambino (quello di mio nonno e non abbiamo più trovato un pezzo di braccio!)

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  2. Io penso di mantenere la tradizione dell’8 dicembre, con il “microalbero” relegato sulla libreria, se no tra Shunrei e Leda ce lo ritroviamo nomade in giro per casa, e il presepe con i suoi occupanti accuratamente “patafixati” alla mensola (l’idea l’ho presa da te! In casa non c’è più un solo soprammobile che non bisogni “tirare” per poterlo prendere in mano!!) sempre per lo stesso motivo che lo preferiamo “stanziale”…
    Però quest’anno niente lucette (c’è poco da festeggiare, per la verità, in questo periodo…) sul balcone!

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