Tempo perso

Diamo a Cesare quel che è di Cesare: anzi, in questo caso diamo a D. quel che è di D.

Immagine presa dal web

Perché lo spunto per questo post (e anche per l’immagine relativa!) me l’ha dato proprio la mia amica di lungo corso (29 anni di amicizia su 32 di vita dite che son pochi??) D., che s’è trovata a buttare alle ortiche un sabato mattina per via di un interessantissimo seminario all’università, una roba che per la verità gridava vendetta già dal titolo: “Agire la lingua attraverso i testi”. E, a scanso di equivoci: parliamo di un seminario di ITALIANO. E, se siete stati attenti anche solo ai primi 10 minuti delle lezioni di grammatica, non credo di aver bisogno di infierire oltre…

Ma, anche se probabilmente ci sarebbe da scrivere oltre a proposito di un’insegnante universitaria (ma anche delle primarie, medie o materne…) che consegna fotocopie del fumetto di Snupi (e ci sarebbe da dire proprio a proposito di “Snupi”, mica della scelta del fumetto!!), avendo vissuto l’esperienza solo per interposta persona penso non sia il caso di proseguire.

Piuttosto: quante volte è capitato di trovarsi in una situazione simile (magari meno sgrammaticata, ok), di dover essere in un posto… ma di accorgersi della completa inutilità della propria presenza, per un motivo o per l’altro? E al tempo stesso sentirsi come in graticola al pensiero di quante altre cose si sarebbero potute fare in quel lasso di tempo…

Simile discorso è il tempo perso in coda… alle Poste, in banca, in qualsiasi ufficio pubblico. Magari perchè altre 28.000 persone hanno deciso di aver bisogno di quel particolare servizio nei tuoi stessi 5 minuti, magari perchè quello allo sportello non ha la minima idea di quello che sta cercando (e spesso nemmeno la persona “oltre lo sportello” ce l’ha o riesce a farsela…) e l’unica cosa che può ottenere prolungando la permanenza lì è il trasferimento della sua residenza allo sportello 2 delle Poste Centrali (oppure un linciaggio gratuito, a seconda della pazienza di chi sta dietro…).

Per la verità quella di sentirsi “ingabbiati e derubati” del proprio tempo è una sensazione che inizia a farsi più pressante con il passare degli anni, anche perchè è vera una cosa che ti dicevano da piccolo (e tu guardavi con negli occhi la domanda inespressa “Ma che è, scemo questo??”)… che man mano che si cresce il tempo scorre più veloce.

Perchè a 9-10 anni 4 ore di lezione impiegavano una vita a lasciarti libero di tornare a giocare… dopo qualche decennio, invece, praticamente non fai in tempo a smontare l’albero di Natale che rischi di infilare le lucette nel borsone che stai preparando per le ferie estive!

Ci sono però, appunto, alcune occasioni in cui il tempo torna a scorrere leeeeeento come ai tempi delle elementari: e precisamente quelle di cui si parlava prima. Ed è proprio questa la “magra consolazione” che utilizzo in questi casi: “Beh, almeno queste ore non mi stanno sfilando via alla velocità della luce!”.

Molto migliore, però, mi è sembrata la teoria che ha al riguardo D.: secondo lei, forse il tempo passato in coda verrà poi graziato da quello che siamo destinati a passare in Purgatorio…

Le ho risposto scherzando che allora, considerati i secoli che ho già passato finora in coda tra poste, agenzia delle entrate, banche, tribunale, studi medici, ecc… beh, forse sono già in credito! In realtà, però, mi sto chiedendo piuttosto se non ci sia un qualche sconticino simile che riguardi invece il “piano inferiore” della faccenda Paradiso/Purgatorio/Inferno… 😛

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7 pensieri su “Tempo perso

  1. in effetti, solo il titolo avrebbe dovuto consigliare alla tua amica un modo migliore di usare il tempo. la relatività del tempo personale è già presente in seneca, per me, però, il tempo personale è sempre stato velocissimo, tanto che, a volte, mi pare che il mondo intorno scorra al rallentatore (non è un modo di dire, veramente vedo gli altri come se io mi muovessi velocissima o gli altri fossero lentissimi, non so spiegarti, è veramentecome vedere un film al rallentatore). comunque sono abilissima nello scansare le situazioni che sono potenzialmente una “perdita di tempo”

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  2. Ho capito che ci sia andata solo per una questione di “numero di seminari di italiano da dover fare/”vastissima” scelta di seminari di italiano presenti”… insomma, o faceva quello, o le “mancava un pezzo” per poter poi dare la tesi a giugno! Perchè come tipo di esperienza… beh, penso che potendo l’avrebbe anche lei scansata con sollievo! 😉

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    • allora a vrebbe dovuto contestare e non dirmo che è pericoloso ai miei tempi ho smontato pezzo per pezzo il libro del mmio professore di storia del cristianesimo e mi ha dato 30 e lode all’esame di storia medievale ho messo in crisi l’assistente e il titolare della cattedra ha ordinato di darmi 30 e lode (forse gli ho fatto un piacere) a filologia meievale ho segnalato al prof due versi di catullo inseriti in una comosizione di lovato lovati (che a rigore non poteva conoscerli , ma che, evidentemente aveva incontrato un testo ancipite o una citazione) e mi ha offerto la tesi (9e pure un 30 e lodde etc. etc. contestare il prof fa bene al morale e al libretto!

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  3. Più che un seminario di grammatica italiana, quello a cui ha partecipato la tua amica era di drammatica mi sa 🙂 (“snupi” grida ancora vendetta). Comunque sottoscrivo tutto quello che dici, io odio le code di qualsiasi genere, soprattutto quando si potrebbero evitare (ad esempio se alla posta ci sono 2 sportelli aperti su 7 e gli altri 5 impiegati stanno allegramente a prendere il caffè). Il traffico poi non ne parliamo proprio. Ci sarebbe da enunciare una nuova teoria della relatività, altro che Einstein: il tempo da trascorrere in coda è direttamente proporzionale alla fretta che hai: più hai bisogno di fare presto più gente che non ha una ceppa da fare (e potrebbe sbrigare la tua stessa commissione un altro giorno) ti starà davanti: è matematico 🙂 Grazie della visita al mio blog, ho ricambiato con molto piacere: ho letto qualche tuo post e mi piace come scrivi, tornerò a trovarti. Ti aggiungo tra i link preferiti [tra i blog amici non posso perchè la piattaforma di libero è razzista verso le altre]. Buon week-end 🙂

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    • Ma grazie a te per essere passato di qua! 🙂
      Non scherzo se dico che per me è un onore: seguo il tuo blog da qualche mese, ma per pigrizia (l’iscrizione a libero!) finora non avevo mai commentato. Poi ad ottobre siamo passati ad un altro gestore telefonico (chissà quale…) e mi sono accorta di averne già “metà della fatta”! Insomma, ora che la “diga è aperta” credo che ti romperò le balle mooolto più spesso… 😉

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  4. Pingback: Referrer Top 10 – #2 « Gite Mentali

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