Memoria da elefante

Domanda: qual è in assoluto la prima cosa che vi ricordate della vostra vita? Per quanto mi riguarda… non ne ho idea! Insomma, non c’è un ricordo preciso, ci sono magari dei flash…

… la lama di luce del corridoio che attraversa la stanza buia dei miei genitori mentre mia madre, convinta di essere finalmente riuscita ad addormentarmi, sta uscendo per andare a godersi un po’ di TV… e io che aspetto proprio quel momento – eh, volevo esser sicura che se ne stesse proprio proprio andando! – per richiamarla indietro… perchè invece col cavolo che stavo dormendo!

… l’alcool denaturato quando mi tagliavo o mi sbucciavo un ginocchio (ma quante benedizioni s’è preso, quel sant’uomo che ha inventato il cytrosil???), l’impacco di “carta gialla” bagnata quando sbattevo la testa da qualche parte, o il senso che mi facevano le ginocchia degli amici sbucciate e nere di mercurocromo (mia nonna almeno usava quello rosso!).

… il bicchiere di plastica trasparente con la decalcomania di Pippo… anche se dopo un po’ di lavaggi di fantasia ce ne voleva tanta a vederci sopra Pippo (difatti… forse era mica Topolino?!?)!

… quel dannato cugino di mia madre che ogni volta che mi vedeva tentava di asportarmi le guance a pizzichi (e ci sarà un motivo per cui io non ho mai ripetuto un gesto del genere con i figli delle mie amiche! 😉 ).

Ma insomma, poco o nulla di particolarmente sensato almeno fino all’ultimo anno di scuola materna… e poi e poi, per la verità…

La scorsa estate mia madre è stata ricoverata per quella che all’inizio era un’occlusione intestinale (poi, per non farsi mancare nulla, ha provveduto a tutta una serie di complicazioni per poter poi dire, quando le chiedevano dove avesse passato agosto, di aver fatto 4 belle settimane intere in Medicina, eccheccavolo!), e sono stata io ad avvisare mia zia del ricovero.

Premessa: mia zia abita a 130 km di distanza, sono ormai 34 anni che girella in città quando viene a trovarci… e sono 34 anni che se esce dal “percorso conosciuto” finisce col perdersi in centro storico e impiegare 2 ore a percorrere distanze di 500 metri in linea d’aria… =__=;

“Ciao, senti, volevo avvisarti che hanno ricoverato mamma. Ma non al Civile, al S. Pinco Pallo” (<- che è la clinica privata della città. Ci sono poi anche un paio di case di riposo/ricoveri per lungodegenza).

“Oddio!! Ma perchè, sta così male???”

“No, no… non preoccuparti. E’ solo che in Medicina al Civile non avevano posto subito, tutto qua”

“Aaaah… allora va bene. Ma… senti, il S. Pinco Pallo qual è? Quello dove era ricoverata tua nonna all’inizio o quello dove è morta?”

… attimo di sbigottimento: quando mia nonna paterna è morta…

“Zia… ma quando è morta nonna io avevo 4 anni e mezzo!!!”

Ma perchè cavolo di motivo, tra tutte le cose che potevano restare in mente a una quattrenne, dovrei ricordarmi dove era ricoverata mia nonna tra l’82 e l’83 ( intorno ai 55 mesi di vita mi pare già tanto sapere un generico “nonna è all’ospedale”, no?)????

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7 pensieri su “Memoria da elefante

  1. ho una memotra da elefante ben dotato (cosa che hanno scoperto due miei allivi di terza (quindi nuovi perchè non faccio il biennio): all’ultima lezione prima di natale erano senza libro.. ho promesso che alla prima dopo le vacanze li avrei interrogati … non ho preso nota e loro, ingenui hanno pensato che me ne fossi dimenticata. pelo e contropelo per mezz’ora a testa!
    il mio primo ricordo (verificato quando poi ero già liceale chiedendo all’interessata). l’orrrendo vestito giallo a picche nere di mia zia egle il giorno del mio battesimo (che era il giorno del mio battesimo l’ho scoprto quando le ho chiesto dell’abito, collegato a lei dal ricordo della voce:nessuno ricordava più che vestito avesse salvo lei). però er veramente orrendo: non so che forma avesse ma per lo stampato spero che abbiano fucilato il produttore1

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    • Immagino bene!! 🙂
      E mi hai ricordato un’altra cosa: un particolare oggetto legato ad una persona. Per esempio la nonna citata nel post, che ho conosciuto pochissimo ma che per me è e sempre sarà “i suoi orecchini” (uno dei quali è diventato un anello di mia madre).

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  2. Mi ricordo di un pomeriggio di fine estate. Ero nel seggiolone e mia madre mi stava imboccando (il semolino, come cacchio facevo a mangiare una porcheria simile?). Era in una tazza per il latte in porcellana bianca con un ricamino dorato sul bordo. Ad un certo punto entrano i cugini di mia mamma, me li ricordo bene, erano vecchi decrepiti già allora, e lei era già zoppa. Mia mamma li stava facendo accomodore e io volevo mangiare quel semolino, ma lei era troppo impegnata. Ho cercato di servirmi da sola ma ero piccolissima e tutto il mio impegno fu vano. Sembra impossibile da credere eppure me lo ricordo come se fosse successo ieri. Anzi a dire la verità lo ricordo meglio di quanto mi ricordi cosa ho mangiato ieri per cena. Poi ci sono tanti altri episodi che mi hanno segnata: tipo quella volta che ho dato delle “buone a nulla” a due gemelle che venivano a scuola materna insieme a me, ricordo ancora la cattiveria che ci ho messo nel dirglielo e se ci penso sto male ancora oggi!

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