Liberiamoci del maiale!

Un paio di mesi fa, agli albori della “creatura”, ho partecipato con questo post ritardatario ad una iniziativa-protesta serpeggiata fra i bloggers dopo una delle ennesime dichiarazioni “poco felici” (… per la verità mi verrebbe da scrivere altro…) dello psiconano nazionale, quella volta a proposito degli omosessuali.

La protesta di oggi (<- clickino sull’immagine per arrivarci!) si fonda invece sull’indignazione generale (e se non siete indignati, consiglierei o un esamino di coscienza o un consulto psichiatrico. Oppure… c’eravate anche voi ai festini, eh? ;P )  delle bloggers – ma non mi limiterei nè allE blogger, nè ai bloggers in generale – per un misto tra i comportamenti insultanti e degradanti tenuti da premier e relativa corte nei confronti delle donne già da parecchio tempo (perchè se non ci se ne è accorti prima, per restare in tema, come minimo ci voleva un intero San Daniele sugli occhi), aggravati dagli ultimi fatti di cronaca… perchè tra Ruby, Papy, Noemi, Fede, Mora e compagnia cantante in tutta sincerità: non se ne può più. Ultimamente non ci sto nemmeno facendo più caso, ma solo per due motivi: a) ormai da quella gente mi aspetto di tutto e faccio fatica pure a scandalizzarmi e b) alle mie coronarie ci tengo ancora un pochino.

Ho solo un appunto da fare a chi ha avuto questa idea… ma… povero maiale! Insomma, paragonarlo a quel roito di Mr. B??? Voglio dire, avete pensato alle ripercussioni? Qui si rischia la querela da parte di tutta la categoria suina, e c’avrebbero pure ragione!

Comunque. Quello che non capisco è come persone del genere non solo continuino ad avere vasto seguito (considerata la dose di prosciutto su occhi ed orecchie che molti evidentemente si portano appresso, i salumifici dovrebbero aver avuto fatturati alle stelle, negli ultimi anni…), ma che addirittura ci sia chi apprezza questo genere (ed altri generi, sigh!) di prodezze, qualcuno lodando e apprezzando, qualcuno invidioso di non poter essere lì anche lui/lei (chi a dare.. chi a prendere… e non proseguo). Che “vergogna” sia ormai una cosa di cui pochi ricordano il significato credo sia palese, anzi, suggerirei di levarla proprio dal prossimo Zingarelli 2012… o almeno di avere la decenza di scriverci accanto “termine ormai in disuso”.

Ma veniamo al dunque: la ricetta. Preparate coltello e forchetta, perchè questo è uno dei miei, se non proprio IL mio cavallo da battaglia (anzi, restiamo in tema: il mio maiale da battaglia)… insomma, non ho ancora trovato qualcuno che non abbia apprezzato questo piatto, il che la dice lunga. Tra l’altro, è anche di facile preparazione (ci metterò di più a spiegare che chi vorrà cimentarcisi a rifarla). Il “nome” del piatto è strano e credo meriti una spiegazione: questa ricetta fu insegnata a mia zia da un suo collega d’ufficio, la cui sorella aveva una pensione in Riviera Romagnola e preparava appunto questo primo per i clienti. Il nome (anzi, il cognome) del collega è pertanto stato tramandato al piatto (che probabilmente ne avrà un altro suo ma… io non lo conosco!! 😛 ), e quindi sono lieta di presentarvi…

“La pasta di Picchietti”

Ingredienti (rigorosamente senza pesi nè dosi, così come me l’ha passata mia mamma a suo tempo, ma sono sicura che saprete cavarvela… dato che ce l’ho fatta io!):

  • Prosciutto cotto affettato non troppo sottile (ta-daaaan! Ecco il nostro maiale!)
  • Formaggio “Edamer” a fette
  • Sfoglia all’uovo (fatta in casa al mattarello sarebbe l’ideale, ma nella mia incapacità io ho sempre usato quella che si trova già confezionata e tagliata – ad esempio Rana – ed il risultato è stato ottimo comunque!)
  • Panna fresca da montare (e mi raccomando: panna fresca, panna liquida, crema di latte… chiamatela come vi pare, ma quella! Assolutamente non la panna da cucina)
  • Sale
  • 1 cucchiaio o due d’olio  extravergine d’oliva
  • Burro per ungere la teglia

In una pentola fate bollire dell’acqua salata, avendo l’accortezza di aggiungere un cucchiaio di olio d’oliva.

Nel frattempo, imburrate una teglia da forno e tagliate la pasta sfoglia (se avete preso quella “compera”, i rettangoli vanno già benissimo così!) in rettangoli di circa 20 cm x 15 cm. Quando l’acqua bolle, sbollentate i rettangoli di pasta (l’olio d’oliva aggiunto all’acqua di cottura serve per far sì che la pasta non si “appiccichi”; questa precisazione è per chi dovesse essere ancora più ignorante di me in materia, quindi penso per nessuno..!).

Ora prendete un riquadro di pasta e disponetevi sopra – coprendolo completamente – prima uno strato di formaggio edamer e poi uno strato di prosciutto cotto. A questo punto, ripiegate i lati corti (prima uno, poi l’altro sopra il tutto) verso il centro del riquadro (ripiegate prima “1/3” della pasta, poi l’altro terzo, spero si capisca… mia mamma mi fece il “disegnino” sul foglietto… =__=; ), in maniera da ottenere un rettangolo di circa 15 cm x 5-6. Praticate quindi delle incisioni (parallele ai lati corti) sulla superficie del riquadro, abbastanza profonde da arrivare almeno a metà spessore (attenzione a non tagliare fino in fondo). Disponete i rettangoli ottenuti nella teglia e passiamo all’ultima fase.

A questo punto, montate la panna… esatto, montata proprio come per fare un dolce. Invece dello zucchero, però, aggiungete un pizzico di sale. Stendete uno strato di panna-montata-salata sui riquadri di pasta fino a coprirli tutti per bene e quindi infornate a 200° per 20 minuti. Quando la panna sarà sciolta e la superficie della pasta avrà iniziato a rosolare (eventualmente si può dare un po’ di grill a fine cottura, se necessario), sfornate e… buon appetito!! 😀

 

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9 pensieri su “Liberiamoci del maiale!

  1. non sono nell’umore di poter leggere. lo farò quando avrò la testa per farlo.
    ma credo -a naso- di poter concordare anche senza leggere.

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      • Credo di arrivare tardi… ma nel caso, la “2^ parte” del post si può leggere “di qualsiasi umore”! 😉
        Se poi ti va di partecipare anche tu (anche senza ricetta allegata!), le istruzioni le trovi cliccando sull’immagine: c’è tempo fino al 6 febbraio. Ma l’altra volta hanno accolto anche il mio intervento “ritardatario”, per dire! 🙂

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  2. non cucino (mangio solo) però condivido il titolo del post e le tue perplessità …
    il maiale è ottimo e come dice il detto “del maiale non si butta nulla”.
    Del sig. B e di tutti i suoi vizi, potremmo farne a meno senza rimpianti invece 😉
    (il timore è che la passi liscia anche stavolta :-()

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    • Di base anch’io preferisco il ruolo di “assaggiatrice”… soprattutto grazie al fatto di avere in casa qualcun altro che, a differenza di me, ama cucinare! Ma stavolta era per un’ottima causa! 😉

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  3. Pingback: Entro il 6 febbraio: liberiamoci del maiale!! « Il Blog di Norma Carpignano

    • Ciao!
      Di nuovo: grazie a voi per l’invito! 🙂 Mi sembra davvero un ottimo risultato, anche considerando che mancano diversi giorni al 6… e che sicuramente ci saranno anche adesioni “ritardatarie” (come è successo a me per la prima iniziativa di novembre!)!

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  4. Pingback: Negare tutto, anche con le mutande in mano! « Il Blog di Norma Carpignano

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