Immensamente grande… e infinitamente piccolo

Immagine presa dal web

Potete dire che la mia è solo invidia perché a me tocca pedalare e perché se c’è una cosa che odio del guidare è far manovra… quindi dovrei starmene quieta e non criticare gli altri. Ma sinceramente: chi mai lo fa? E quindi: perché dovrei cominciare io?

È che ultimamente la mia teoria sul fatto che la capacità di guidare sia inversamente proporzionale al costo dell’automezzo ha subìto una variazione.

Questa prima teoria ha radici “antiche”, risale a quando, nel ’97, un tizio in Mercedes, ad un incrocio, provvide ad incastonare orizzontalmente nel vano motore la ruota anteriore sinistra della mia povera 127 (esteticamente forse l’aveva pure migliorata, ma meccanicamente… di una ruota in più oltre a quella di scorta nel vano motore non me facevo granchè!). Che dire, da lì ho iniziato a tenerli d’occhio un po’ tutti, quelli in Mercedes e… sì, per parecchio sono stati in testa alla classifica (seguiti a breve distanza da quelli in BMW, e poi via via Volvo, Audi, ecc.) dei pirla da asfalto. Per intenderci: quelli che ti fanno il contropelo allo specchietto nei sorpassi, quelli che non mettono mai una freccia per paura di gonfiare la bolletta dell’Enel, quelli che se ti danno una precedenza è perché sono distratti, quelli che vanno ai 30 bloccando un’intera corsia perché sono impegnatissimi al cellulare (perchè 70.000 €uri per il macchinone li han trovati, altri 600 per il video-touchscreen-cellulare pure, ma 15 €uri per un auricolare o un bluetooth… non sia mai! Non addentriamoci poi nella funzione “viva voce” del telefono, che è troppo oltre per la quantità di neuroni installata sul soggetto telefonante). Non dico mica che sian tutti così e che sian solo loro… però c’è una bella concentrazione di automobilisti di questo tipo, seduti in quegli abitacoli!

Ma, da qualche anno a questa parte, la faccenda delle marche non funziona più a dovere. È stata soppiantata direttamente da un’intera categoria di automezzi: i SUV. I gipponi, chiamateli come vi pare.

Quelle sorte di vagoni ferroviari su pneumatico, che vengono per lo più utilizzati nell’impervio percorso casa-ipercoop o garage-edicola, tutto questo in piena pianura Padana asfaltata (pendenza media attorno allo 0,005%), una delle tratte più difficoltose da percorrere a luglio senza avere almeno 6 ruote motrici.

Quei fuoristrada di gargantua che per infilare una curva nelle stradine del centro storico impiegano tipo 4 manovre… ben 16 in meno di quelle che gli occorrono per infilare il garage di casa (spesso ugualmente situato in pieno centro).

Quei pachidermi su 4 ruote che se parcheggiano uno di fronte all’altro su una strada a 2 corsie la rendono immediatamente un vicoletto a senso unico alternato.

Quei triceratopi con cambio automatico tanto indispensabili per scodellare il pargolo a 10 centimetri dal cancello di scuola (peraltro spesso costringendo il pargolo stesso a discese tipo cordata sul Monte Rosa).

Quegli intrepidi mastodonti spesso con tanto di vetri oscurati, in modo da coprire alla perfezione la visuale degli altri veicoli che li affiancano agli incroci… un “di più”, se vogliamo, visto che già si fa fatica a sbirciare la strada semplicemente perchè – da seduto nella tua macchina – all’altezza dei tuoi occhi si trova indicativamente la zona pubica dei passeggeri del vagone.

C’ho fatto caso: più son grossi, più son impediti (<- restando nella categoria “automobili”, intendiamoci. Di camionisti e autisti di autobus ho soltanto stima… mi tremano i polsi solo a pensare di metter le mani sul volante di uno di quei cosi..!). Tant’è che a un certo punto ho capito: non son macchine che vendono a chiunque. E non solo perché per comprarle ti tocca ipotecare la nonna (quest’ultimo assunto è dimostrato dal paio di Porsche Cayenne che circolano nella mia zona: convertiti a METANO “per risparmiare”, perchè un pieno costa troppo… Ma fatti la Testarossa a carbonfossile, già che ci sei, patacca!).

No-no. Ci deve sicuramente essere una procedura particolare per entrare nell’Olimpo dei SUVvati.

E secondo me si svolge così: vai dal concessionario, chiedi del pachiderma, ovviamente te lo fanno provare su strada. Ed è qui che scatta l’inghippo, quando rientri dal concessionario: se sei capace di guidare, ti indirizzano su una monovolume. Se hai proceduto a ritmo di almeno una vaccata a chilometro, ecco, tenga pure le chiavi e il libretto di circolazione…

Da qui la teoria e il titolo del post: ad immensamente grande (il circo a tre piste su 4 ruote) corrisponde l’infinitamente piccolo (la capacità automobilistica del/la tizio/a aggrappato/a al volante).

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21 pensieri su “Immensamente grande… e infinitamente piccolo

  1. Che dirti …
    Ho pure dedicato un post ai SUV qualche tempo fa, secondo me non è che non sanno giudare è che si credono onnipotenti e inafferrabili, indi per cui le regole pensano che per loro non valgano.
    (Per me, dicono “ho sto SUV che costa come un appartamento, lasciami strada, devo passare !”).

    Peccato che il bus sia lento e non sempre abbia lo spunto giusto in accelerazione, certo ne lascio comunque a metà bus diversi ogni giorno, che imprecano perchè debbono riaccodarsi e la soddisfazione è sempre grande (“io ho il BUS che è grande come un’appartamento … per cui se fai l’arrogante passo io ;-)))

    Devo dire però che i più fastidiosi sono gli arroganti con le utilitarie. Da un SUV tutto sommato ti lasci anche sfilare, così lo ammiri da vicino, quando ti affianca quello con la Hyundai vecchia però …
    (non c’è più religione … almeno una volta per fare gli strafottenti occorreva avere l’auto giusta e nn erano poi tanti ad averla … ora manco quella fa la differenza alla voce scemenze sulla strada :-(((

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    • Beh, per le utilitarie c’è da dire che se il “contenuto” è imbecille, la”confezione” non può farci granchè per migliorarlo… (se non provvedere con gemiti del motore a far presente che “non gliela si fa!”)! 😉
      Per il resto, fai benissimo a non lasciare strada ai “prepotenti” quando ce n’è la possibiità: piacerebbe un sacco anche a me poterlo fare, ma in bici il mio “peso” nel traffico è pari a quello di una piuma… =__=

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  2. l’altra faccia della spirale: mio figlio abituato ai camion da 18 tonnellate, quando deve guidare il muletto di casa (prima una opel dell’età della pietra, ora una suzuki prossima al pensionamento per raggiunti limiti di età,usata da napoleone nella campagna di russia, ma utili da lasciare ferme in strada per mesi, dato che lui è a casa 2\3 mesi all’anno e mai di seguito e mio marito le usa tipo per portare le capre dal vet o per caricare il fieno delle stesse , oppure se la sua è in riparazione o non esce dal garage in fondo alla discesa causa neve)ha paura. gli pare di viaggiare in una scatola da sardine e si sente vulnerabile!

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    • Guarda, preferisco una reazione come questa… di sicuro, pur con un’auto “piccoletta” (rispetto a quello cui è abituato), tuo figlio starà attento tre volte il necessario!
      Me ne stanno capitando troppi, invece, che rischio di “tamponare” io con la bici perchè si inseriscono all’ultimo (senza freccia), inchiodano senza motivo (poi svoltano o parcheggiano… senza freccia), ecc…
      A proposito… mi sa che prima o poi lancerò una petizione: “Raccolta di firme per l’abolizione delle inutili frecce sugli automezzi e l’invio delle relative lampadine ai paesi bisognosi”. Chissà… 😉

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  3. a prposito il famoso figlio cuoco \camionista (lavora in giro per il mondo) è quello che prima di partire passa dal suo fiorista di fiducia con una lista di fiori da preparare per le varie ricorrenze dell’amato bene, e salda detto conto (penso astronomico, date le scappellate del fiorista e della di lui consorte) a casa lascia una busta in cui ci sono i relativi biglietti con un post it su ognuno con la relativa data: al momento opportuno o la sottoscritta o mio marito passiamo dal fiorista e consegnamo il relativo biglirtto di accomapgnamento. macchinoso ma impeccabile!

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  4. è vero shunrei, mio figlio è ultraprudente, quando gli ho fatto notare che è più prudente del padre mi ha detto: guarda che a viaggiare con 18 tonnellate dietro al c…o se non sei prudente duri poco hai presente una cosa che si chiama forza di inerzia?

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  5. Come mai, dopo aver visto le tue foto, non sono affatto stupita? 😉
    Sarà che m’han tirata su con il concetto che “la tua libertà finisce dove inizia quella degli altri”, ma davvero: certi comportamenti mi fanno imbufalire!

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    • Sapessi a me!

      E sai cosa siccede se fai notare queste cose ai proprietari maleducati, anche semplicemente a chiedergli il “perche” di una scelta cosi inutile e pericolosa per il prossimo?

      O ti mandano affanculo direttamente o non capiscono neppure la domanda… 😦

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      • Beh, il fatto che “non capiscano” conferma un’altra parte della mia teoria… 😉
        E hai giustamente sottolineato un altro aspetto: sono pericolosi. Se ti investe uno di quelli mentre sei a piedi o in bici, ti eviti direttamente la possibilità di una lunga convalescenza…

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        • L’investimento è sempre pericoloso, ma il fatto è che tali “furgoni” adibiti al trasporto privato sono pericolosi anche per chi va in giro con delle auto normali.
          Hanno le LORO zone di assorbimento di urto ad un altezza non campatibile con le medesime zone di una normale vettura.

          Perchè i SUV (e i veicoli alti in genere) sono un pericolo per tutti è spiegato bene qui:

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  6. a vedere queste foto:D mi è venuto in mente un altro episodio vissuto da mio figlio: era con l’opellina e aspettava pazientemente che il solito bozzurro col suv parchrggiasse per parcheggiare a sua volta… ad un certo punto il fighetto cafoncello gli fa: che c’hai da guardare? (sic! già il c’hai a noi dà fastidio)- e mio figlio – ho che li ci parcheggio un tir! altri 120 tentativi, quello sempre più nervoso… ad un certo punto gli fa : dai se sei così bravo fai tu! ma se gli fai un graffio me lo paghi!- ovviamente il suv è stato parcheggiato al primo colpo e, subito DI FIANCO l’opel! dico: ci stavano 2 macchine e non è riuscito a farci stare la sua!

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    • La foto mi è piaciuta – quando cercavo qualcosa per illustrare il post – perchè rispecchia un po’ l’augurio che mi sorge spontaneo in certe situazioni… 😛
      Comunque, devo aggiungere una cosa: a me far manovra non piace per nulla (soprattutto con macchine “grandi”, motivo per cui guidare la Dedra di casa se posso lo evito…), ma soprattutto perchè mi preoccupo di intralciare il traffico o i parcheggi “del resto del mondo”. Poi mi capitano situazioni come quella che hai raccontato… e mi rendo conto che forse sono io che mi faccio troppe paranoie… =__=

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  7. Pingback: Ricordi al volante « Gite Mentali

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