Continuiamo un gioco

Questa iniziativa l’ho scoperta grazie a questo post di PerennementeSloggata, che ha le sue radici in quest’altro post di Jersey. L’idea è questa: “Chi vuole partecipare deve solo scrivere qualche riga su sè stessa, sul proprio essere donna con dignità. Poi dovrebbe diffondere questo gioco….magari da una diventiamo 10…da 10 diventiamo 1000….magari qualcuno sente la nostra voce.”.

Come ho scritto anche sul blog di PerennementeSloggata, mi sembra un gran bel “gioco”, ma devo ammettere che mi fa un’enorme tristezza che (come per le manifestazioni di piazza dei giorni scorsi) debba esserci bisogno di iniziative del genere per ribadire concetti che dovrebbero essere basilari o addirittura “scontati”. Ma non “scontati” per sminuirli, scontati perchè dovrebbero essere il fondamento di tutto ciò che ci gira intorno… scontati perchè non dovrebbe esserci bisogno di ribadirli. Che senso ha che io mi spertichi a giurarvi che “l’acqua bagna e il fuoco brucia”?

In ogni caso: sarà una goccia nel mare, sarà inutile… ma intanto ci sono anch’io.

Mi chiamo Shunrei, ho 32 anni e sono sposata da 6 e mezzo con il Consorte, una persona a dir poco splendida che oltre ad essere mio marito è anche il mio migliore amico. E so perfettamente che non sta con me soltanto per l’aspetto fisico (ha avuto il coraggio di innamorarsi di me in un periodo in cui, a mio parere, ero pure più inguardabile di adesso! E non è facile, eh…) o per qualche altro vantaggio economico e non che posso dargli (provengo da una famiglia assolutamente non agiata) o fargli avere (non conosco proprio nessuno di “importante”).

Proprio parlando dell’aspetto fisico, sono più che certa che non è mai stato quello la mia fonte di guadagno (monetario o di altro tipo): non sono mai stata magra (e sono abbastanza pigra da sapere che non lo sarò mai!), non sono capace di truccarmi da sciantosa, non ho la minima idea di come farmi una messinpiega, sono più che convinta di non saper camminare con i tacchi a spillo, ho smesso di portare le gonne dopo la Cresima (con l’unica eccezione del giorno del matrimonio, giorno in cui ho detto al Consorte di “cavarsene la voglia” perchè non mi avrebbe mai più rivista con un vestito!) e mi sento a disagio anche con le maglie scollate.

Ho due gatte prive di qualsiasi pedigree e che sono entrate in casa “regalate”… ma il regalo più grosso me lo fanno loro ogni giorno con la compagnia, l’affetto e le risate che ci hanno portato.

Non ho molti amici, ma vale il detto “pochi ma buoni”. E di sicuro siamo amici perchè abbiamo qualcosa di “autentico” da condividere e non per interessi traversi, dato che un gran numero di queste persone ha scelto di affezionarsi a me senza nemmeno avermi mai vista in faccia per diverso tempo, grazie all’ostacolo di alcuni o parecchi chilometri di mezzo.

Ho un diploma di ragioneria portato a casa con il massimo dei voti, il quale però non mi ha poi portato null’altro di buono… difatti scherzo spesso dicendo che, tornassi indietro, forse studierei meno e mi divertirei di più. Ma appunto: scherzo. Ho iniziato l’università scegliendo la facoltà che mi piaceva di più, poi l’ho abbandonata un po’ per delusione, un po’ di più perchè era arrivato il momento che anch’io mi rimboccassi le maniche, dato che nessuno poteva farlo al mio posto.

Finora ho svolto due lavori, entrambi ottenuti tramite le liste dell’allora Ufficio di Collocamento da datori di lavoro che non avevo mai visto prima e che non conoscevano nessuno che avessi in qualche modo “conosciuto” io. Il primo non è stato granchè, il secondo è tuttora quello che svolgo con piacere, a dispetto dell’assoluta impossibilità di far carriera (cosa che peraltro nemmeno mi interessa) e di uno stipendio mensile che altro genere di donne ottiene con 5 minuti di lavoro… orale.

Ho (abbiamo) un appartamento in un condominio più vecchio di noi, che non è certo quello che avrei sognato… ma non avendo famiglie o nessun altro che potessero coprirci le spalle, è quello che siamo riusciti a procurarci con i nostri sforzi (e la pietà della banca) e quindi – malgrado i vicini – ne sono orgogliosa… perchè è più di quanto sia mai riuscito ad ottenere mio padre, in affitto da una vita e non certo perchè sia una sua passione pagare canoni di locazione o perchè abbia sperperato soldi in festini.

Il mio potente mezzo di trasporto per andare a lavoro è la stessa bicicletta che mi rese felice quando me la regalarono ad 11 anni… non ha 6000 di cilindrata e non costa 70.000 €uri, ma a lavoro mi ci porta imperterrita da oltre 10 anni.

Nessuno mi prenderebbe ad esempio o a modello, ma in tutta sincerità: ho la coscienza pulita su tutti i fronti e pertanto non me ne può fregar di meno. Sarei in completa pace con me stessa… se a causa delle deplorevoli scelte di chi sta ai “piani alti” e pensa di poter fare tutto ciò che lo aggrada senza render conto a nessuno (e soprattutto… con nessuno che gli chiede di rendere conto!), alla fine non ci andassi di mezzo anch’io (e la mia famiglia, le mie aspettative, le mie speranze, il futuro per chi verrà dopo o è appena arrivato).

Anzi. Se non ci andassimo di mezzo tutte e tutti. Quand’è che ci si sveglia, signori?

 

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7 pensieri su “Continuiamo un gioco

  1. ed io sono fiera di averti/vi incontrata. prima virtualmente e poi personalmente. e spero di poter ripetere presto e magari con un po’ più di tempo.
    io mi reputo fortunata e col culo spesso parato, ma non per questo non mi sono sudata le mie cose. soprattutto, come te, non ho scelto le vie più facili.

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    • Ma il piacere è stato tutto mio! E, ti assicuro, non è una frase di circostanza. 🙂 Insomma, se non ricapita un Micing… lo facciamo capitare lo stesso, prima o poi!

      A mio degrado teorico, devo ammettere non poter affermare di “non aver mai scelto la strada facile”… non mi si è mai nemmeno posta l'”opportunità” di sceglierla. 😛
      Inoltre, devo sfatare un altro “mito”: non è vero che le cose ottenute duramente poi si godono di più. Non è vero quando tutte le cose che riesci ad ottenere le ottieni solo facendoti un mazzo tanto… insomma, a lungo andare un pelino di rottura di maroni (quando continui a vedere gli altri che invece “schioccano le dita” e hanno tutto in un attimo) si sente!! 😄

      Sono comunque convinta che a “certe condizioni” non mi sarei mai abbassata nemmeno se ci fosse stata, questa opportunità: sono una di quei pochi cretini cui girano le balle anche soltanto a dover indicare qualcuno come “referenza” (ad esempio nei moduli per tentare i concorsi in banca)! “Ma… vuoi assumere me o quello che un altro dice di me???”. Se poi viene fuori (magari anche grazie a “giochini” come questo) che i “pochi” cretini sono un po’ di più… tanto meglio! 😉

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      • non ricordo se l’ho scritto o no, ma io sono una di quelle persone fortunate cresciute senza grossi problemi e che quindi, pur non essendo stata viziata, non ha mai dovuto faticare troppo per le cose più stupide e quindi si rende conto come ogni difficoltà possa essere un grosso problema. come dire, mi è più difficile affrontare certe cose perché non ci sono abituata. ma non mi sono mai tirata indietro e mi sono sempre rimboccata le maniche.
        una delle cose per cui sono fiera di me, è perché riconosco i miei limiti e le mie fortune.

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        • Riguardo al fatto che sia più difficile, rispetto ad altri, affrontare certe situazioni mi metto anch’io nel numero: a casa mia non si è mai sguazzato nel lusso, ma devo riconoscere ai miei che non solo non mi hanno fatto mancare nulla… ma che per certi versi hanno fatto anche più di quello che avrebbero dovuto.
          Resta il fatto che almeno, come te, mi sono resa conto di quando è arrivato il momento di cavarmela un po’ da sola (perchè era arrivato il momento che i miei si concentrassero su di loro)… a differenza di altri che vedo in giro e che al massimo “scaricano il barile” sull’ennesimo qualcun altro! 😉

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  2. piacere mio di averti incontrata… anzi mio e della tribù che è il mio sogno realizzato.
    nata il 28 giugno del ’50 insegnante per vocazione, sposata con quel sant’uomo che la mia migliore amica chiama san giovanni della croce (con la sottoscritta nella parte della croce) un figlio cuoco che viaggia il mondo con due cani

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