Warning!

Ovvero: le raccomandazioni incredibili. Magari è capitato soltanto a me, ma ogni tanto mia mamma ne tirava fuori alcune che… oddio, qualche dubbio sullo stato mentale della tua genitrice come minimo ti veniva (e più che altro: capirete che con certe basi normale normale non potevo uscire…)!

Tipo il classico “Copriti, che poi prendi freddo e ti ammali”. Che mi ha costretta a portare la canottiera di lana anche durante tutta l’estate fino ai 13 anni (uno dei miei primi atti di ribellione fu appunto iniziare a nascondere la canotta che mia mamma continuava a prepararmi per “dopo il bagno” e ficcarla ancora pulita nel cesto dei panni sporchi al bagno successivo. Da lì alle sigarette è stato un attimo…). E voglio dire: non deve esser così facile prender freddo con 35°C all’ombra e un’umidità del 400%! Provavi a farlo presente? Ecco, proprio l’umidità: “Sudi e se poi finisci in mezzo alla corrente e non hai la canottiera di lana… prendi freddo”. Ok, non c’è storia: ma almeno diventerò famosa per essere la prima morta surgelata ad agosto in Pianura Padana.

Oppure: “Non farti graffiare dal gatto, che i graffi di gatto portano via anche la pelle e i segni dopo non vengono più via”. Intanto: avercelo avuto, un gatto! Fino agli 11 anni, nisba… (arrivò allora il primo gatto, Michael… tra l’altro in “comproprietà” con i vicini). E poi: non so che gatti girassero al suo paese (forse con artigli non retrattili, bensì al laser…)… ma evidentemente quelli romagnoli son “difettosi”! Diversamente, ormai sembrerei Edward Manidiforbice…

Questa m’è capitata (fin troppo) spesso quando ero piccola: il mio primo dottore era un grande fan delle iniezioni, qualsiasi cretinata mi beccassi: puntura. Tonsille infiammate? Puntura. Raffreddore? Puntura. Influenza? Puntura. Ricordo che feci ridere quello che è ancora il mio medico di base quando a 5 anni (appena passata sotto di lui dopo l’esperienza con il maniaco del traforo delle mie chiappe), gli dissi sgranando gli occhi “Ma come?!? Niente puntura??”, quando per un mal di gola mi prescrisse delle semplici compresse. Non ho problemi con le iniezioni (tipo prelievi, antitetaniche o vaccinazioni), se “posso vederle”. Sono solo quelle “da retro, a tradimento” che ancora adesso mi innervosiscono! E mia madre cosa mi diceva, quando ero lì distesa, lato B all’aria, in attesa del(la) carnefice? “Mi raccomando: tieni morbido, che se irrigidisci il muscolo poi l’ago si rompe, va in circolo e muori. Ecco, perfetto: complimenti, questo sì che mi sembra il modo migliore per far rilassare qualcuno!

L’avvertimento che però adoro era questo: “Attenta mentre porti in là il bicchiere, non far cadere la cocacola sul pavimento che poi se non pulisci subito si corrode”. Si corrode? “Sì, il pavimento. La cocacola lascia i segni, ci vengono i buchi”. Il pavimento di marmo?!?!?!? Cioè, una cosa che se casca per terra crea una botola verso l’appartamento della vicina… e tu me la lasci bere?????? E fortuna che di mamma ce n’è una sola, eh!

 

P.S. E dopo aver parlato di mia mamma per tutto il post, ne approfitto per augurare invece

BUON COMPLEANNO!!!

a mio padre… che è nato appunto il 14 febbraio di ormai 15 lustri fa! Augurio peraltro fine a sè stesso perchè il mio genitore ha accesso ad internet o ad un computer quanto un pinguino al deserto del Sahara (e, nel caso avvenisse, credo che i risultati sarebbero anche peggiori di quello che potrebbe succedere al pinguino…). Però mi andava di farlo lo stesso, anche se quest’anno se lo merita poco… (visto che giovedì scorso ha provveduto ad attaccarmi l’influenza… dopo tre anni che la scampavo..!)! 😛

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22 pensieri su “Warning!

  1. ho sempre disatteso i consigli per principio: basts dirmi di fare o non fare qualcosa e faccio il contrario , anche se magari ero dell’idea. puro spirito di contraddizione. quindi non stavo \ sto neppure a sentirli1 però uno di mia madre mi è rimasto impresso: attenta anon mangiare la stagnola del gorgonzola! ma perche dovrei poi! 😀

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    • Parlando di cibo, io avevo la “maledizione del coniglio”: mia mamma si era scheggiata un incisivo appunto per via di un infido ossicino di coniglio (millemila anni prima che io nascessi!), e da quella volta, ogni volta che in tavola c’è il coniglio… “Attenti che ci si può spaccare un dente!” 😛

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  2. “Copriti che prendi freddo e ti ammali” è universale mi sa 🙂 Anch’io comunque faccio parte dellas chiera di quelli che fanno l’esatto contrario di ciò che gli viene suggerito 🙂 Comunque anche se non è proprio una raccomandazione, a me hanno sempre tentato di farmi sentire in colpa per il cibo con la frase “mangia tutto, pensa ai bambini dell’africa”, a cui puntualmente rispondevo “ma io non lo voglio..e se glielo mando per posta?” nada, e andavano giù botte da orbi.. P.S. il fatto di stare rilassata durante la puntura sennò muori è terrorismo psicologico @_@

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    • Che poi, intendiamoci: non è che “pensa a quei poveri bambini che muoiono di fame” sia l’incentivo migliore per un aumento di appetito! 😉
      Tra l’altro ho i miei sacrosanti dubbi anche sulla versione “Finisci tutto che se no viene il lupo cattivo/l’uomo nero e ti mangia” che veniva propinata in alternativa ad alcuni miei amici…

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  3. Quindi mia madre non era l’unica ad avere la fissa della canottiera!
    Anche io l’ho dovuta mettere per forza fino ai 14 anni anche ad agosto (di cotone però).

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    • Dai, t’è andata anche bene: la mia aveva pure la fissa del “misto lana”! 🙂
      E aveva pure una sua teoria per spiegarla: la lana “assorbe il sudore”, il cotone no, quindi se sudi e vai in mezzo alla corrente fa “effetto bagnato” e… (rullo di tamburi, prego!)… ti ammali! 😉

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  4. Guarda, magari mi sono risparmiato la lana in estate, ma per il resto quanto a fissazioni non era da meno. La scelta delle maglie di sotto infatti era stabilita da rigidi criteri temporali (ossia dalla date) e non dalla temperatura:

    – dal 1 dicembre al 31 marzo maglia di lana a maniche lunghe
    – dal 1 aprile al 30 aprile maglia di lana a maniche corte;
    – dal 1 maggio al 30 settembre canottiera di cotone;
    – dal 1 ottobre al 30 novembre maglia di lana a maniche corte.

    Come vedi era tutto stabilito a priori!
    Comunque quella che odiavo di più era la canottiera in estate, ma non tanto per il caldo ma perchè si vedeva il segno sotto le magliette chiare e gli amici mi prendevano in giro (anche loro mettevano la canottiera, ma a giugno potevano toglierla).
    Quante discussioni con mia mamma, ma lei sempre irremovibile: “La canottiera assorbe il sudore e ti protegge dai malanni”. Peccato che gli amici che non la mettevano in estate non è che si ammalassero più di me.
    Mah….

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    • Credo sia una delle prime cose che ti fanno dubitare del fatto che la mamma sia “infallibile”: se ho iniziato la campagna sotterranea “anti-canotta in estate” è stato proprio perchè ero stufa delle prese per i fondelli degli amici che non la mettevano, ero stufa che si intravedesse sotto le magliette (fisima che ho tuttora: odio quando si intravede il reggiseno sotto certe maglie sottili, piuttosto non le compro)… e soprattutto perchè ci ammalavamo tutti allo stesso modo!!
      Tra l’altro, alle superiori, avevo compagne che non la portavano proprio manco in gennaio (non che io fossi una maniaca, è che quando ci si cambiava nello spogliatoio comune certe cose le vedi pure se non vuoi!)… e non facevano più assenze dei “canottierati”.

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  5. Esatto, quello che mia mamma (ma anche la tua) non capiva era che questa fissazione, oltre che essere priva di senso, mi metteva a disagio con gli amici.
    Se le dicevo che mi faceva caldo, lei tirava fuori la solita storia del sudore che viene assorbito, mentre senza canottiera avrei preso un malanno.
    Se le dicevo che non volevo più mettere la canottiera perchè si vedeva il segno, lei rispondeva che non c’è nulla di male se la canottiera si intravede sotto le magliette.
    Le chiesi almeno di comprarmi delle canottiere a spalla larga, perchè almeno si sarebbe notato di meno il segno.
    Ma lei non ne voleva sapere e continuava a comprarmi delle canottiere con a spalla stretta modello “a costine” (insomma, le più squallide esistenti sul mercato).
    Tentai allora la carta di mettermela e di togliermela di nascosto subito dopo. Fui scoperto quasi subito e mi beccai anche uno schiaffone. Da quel giorno iniziarono anche i controlli, nel senso che di tanto in tanto mia madre mi faceva sollevare la maglietta per vedere se sotto avevo la canottiera.
    Continuò così fino ai 14 anni.
    L’anno dopo, quando iniziai le superiori, tenni la canottiera fino a fine giugno. A un certo punto mi ribellai e dissi: mamma, basta, non la voglio più mettere in estate, sono abbastanza grande per decidere da solo.
    Non insistette perchè ormai avevo 15 anni e quindi non poteva più obbligarmi a tenerla. Da quel giorno smisi di metterla in estate, anche se mia madre non rinunciò a dirmi: guarda però che ti potresti prendere un accidente.
    Tuttavia quando sei sempre stato abituato alla canottiera, è difficile rinunciarci completamente. In estate non la metto più, però ho sempre continuato a mettere la canottiera fino a giugno (anche oggi sotto la maglietta ho la canottiera).
    Purtroppo quando ti abitui alla canottiera, in qualche modo ne resti schiavo per sempre. Ma non in estate, quella è proprio una cosa priva di senso.

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    • Sottoscrivo! Anch’io non riesco tuttora a farne a meno dall’autunno alla primavera, semplicemente però “do un occhio al termometro” e quando è ora di toglierla… via!
      Non fossi figlia unica, inizierei a pensare che sta commentando mio fratello… perchè anche con mia madre la motivazione che “si vede sotto le maglie” non attaccava.
      C’è però da dire che questa è solo una di diverse cose che mettevano a disagio me, ma che per lei invece andavano “bene così”…

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  6. Oggi ci rido su, però quando sei alle medie certe imposizioni ti provocano grandi problemi con i coetanei. L’obbligo della canottiera mi è costato tante prese in giro, ma mia madre restava ferma nella sua idea dicendo che dovevo fregarmene di quello che dicevano gli altri ragazzi e che secondo lei non c’era di che vergognarsi se si vedeva il segno della canottiera.
    Ricordo con orrore il giorno dell’orale dell’esame di terza media. Per l’occasione mamma mi aveva comprato una polo bianca
    La mattina, assieme alla maglietta, mi fece trovare pronta anche la solita canottiera pulita. Implorai mia madre affinchè almeno per quel giorno mi facesse togliere la canottiera. Io infatti di solito per andare a scuola mettevo magliette scure, perchè quelli che mi prendevano più in giro erano certi compagni di classe. In estate, quando uscivo con amici che sapevo non mi avrebbero preso in giro, magari mettevo magliette chiare.
    Il giorno però dovevo andare a scuola e la canottiera sotto la polo bianca si sarebbe vista troppo.
    Nulla da fare, mia madre non cambiò di un millimetro la sua idea: mettiti subito la canottiera prima che mi arrabbi, perchè non ti devi ammalare per colpa di queste stupidaggini.
    Quel giorno fu una vera umiliazione, perchè certi compagni di classe si scatenarono con le prese in giro, facendo notare ad ogni persona che capitava a tiro come io avessi la canottiera sotto anche se la temperatura era ormai altissima.

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    • E’ che ho idea che, arrivati ad una certa età, si tenda a dimenticarsi quanto possono essere carogne i ragazzini/ragazzi dagli 11 ai 18 anni (qualche recidivo prosegue pure oltre…). Poco che si accorgano che una determinata presa in giro ti punge sul vivo (magari perchè sei tu il primo ad accorgerti di qualche tuo “difetto”), poi non la piantano più…
      E’ verissimo che “fregarsene del parere degli altri” è la soluzione migliore (come diceva mio nonno: “Sii soddisfatto di te stesso, perchè cercare di soddisfare gli altri è un’impresa persa in partenza”), ma mentre si va a scuola…. non è mica facile! Proprio per il fatto che la gente che hai in classe per lo più “ti è capitata”, non l’hai scelta come succede per gli amici esterni… e se non fosse per la scuola, con parecchi non scambieresti nemmeno una parola, da quanto siete diversi!

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  7. Il problema maggiore è che a volte non si capisce che i figli, arrivati a una certa età, devono decidere da soli, almeno su certe cose, fra cui come vestirsi.
    Se mettere la canotta in estate fosse stata una scelta mia, non avrei avuto problemi a fregarmene. Ero obbligato e quando incominci ad avere 11-14 anni è umilante non poter decidere come vestirti. Come giustamente osservi poi a quella età i coetanei sono terribili.

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    • “… quando incominci ad avere 11-14 anni è umilante non poter decidere come vestirti”: verissimo!
      Mi ricordo ancora la mia personale guerra contro le gonne (mi sentivo meglio in pantaloni e stop…): ce l’ho fatta solo a 12 anni… una faticaccia!!!
      E, una volta che sono riuscita ad ottenere di non metterle più, ho mantenuto il proposito… l’unica volta che ho infranto la regola da allora è stato per il mio matrimonio! 😛

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  8. Oggi con mia madre è capitato di toccare questo argomento e io le ho parlato di quanto imbarazzo mi abbia provocato l’obbligo di indossare la canottiera anche in estate quando ero ragazzino.
    A distanza di anni lei continua a sostenere la sua idea che faccia bene alla salute, però mi ha detto che il motivo per cui insisteva così tanto era legato anche a un fattore educativo. Secondo lei infatti la canottiera anche in estate dava l’idea del bravo ragazzo, rispettoso delle regole.
    Insomma, per queste sue idee bislacche ho dovuto soportare sfottò e prese in giro per anni. Mah…

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    • C’era quest’idea diffusa nelle mamme: di dover dare per forza l’idea di essere dei bravi bambini con “apparenze” del genere. Roba che avrebbe funzionato se avessimo avuto a che fare con persone over 50… con i coetanei, come dici anche tu, erano solo fonte di rotture di scatole!!

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  9. Esatto, era proprio una questione di apparenza. Mi ha confessato infatti che lei respingeva sempre le mie lamentele per il segno della canottiera proprio perchè voleva che si vedesse. In questo modo infatti gli altri avrebbero saputo che mettevo la canottiera anche in estate e che quindi ero un “bravo ragazzino”.
    Quando io le chiedevo di comprarmi almeno della canotte a spalla larga, che si sarebbero notate di meno, lei rifiutava proprio per questo: gli altri dovevano invece vederla e quindi era d’obbligo usar canottiere a spalla stretta.
    Con i coetanei però sono solo prese in giro…

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