Neuroni “a ramengo”

Immagine presa dal web

Mi viene da sorridere quando sento persone più “stagionate” di me che si lamentano perchè tendono a dimenticare le cose… mi viene da sorridere perchè la prima cosa che fanno è dar la colpa all’età: “Eh, la vecchiaia…”.

La vecchiaia?!?!? E a che cavolo dovrei dare la colpa io, allora, se a poco più di 6 lustri se non mi faccio un appunto in agenda (per le cose più importanti, per la verità, faccio direttamente un promemoria nel cellulare: giusto perchè magari se ci si mette anche lui a sfondarmi i timpani qualche dubbio sul “perchè?” mi viene…), non dico dimenticarsi di respirare, ma certi giorni… beh, ecco un minimo di rischio c’è anche per quello. Basta una minima distrazione e *pam!* cinque minuti e non mi ricordo più una mazza…

Non parliamo poi di gaffe di altro tipo, che qualcuno conosce già. L’altro giorno ho messo convinta la tazza con l’acqua per il thè a “scaldare” in frigo. In compenso il Consorte, nel tempo che ho impiegato a trovare e scartare la pastiglia di detersivo per poi far partire la lavastoviglie, ha preso il cestello delle posate e ha iniziato diligentemente a riporle – sporche! – nel cassetto…

Che si fa in questi casi? Beh, di norma si dà la colpa allo stress (“Sai, pensieri per il lavoro, preoccupazioni per la salute di Pincopallo, faccende da sbrigare, conti da far quadrare, impegni da incastrare…”)… pure perchè se no tocca dar colpa all’Alzheimer. E questo non è incoraggiante.

C’è anche da dire che per certi versi i neuroni tendono ad essere parecchio selettivi su quello che decidono di conservare e su quello che preferiscono buttare al vento. Io, ad esempio, ho sempre odiato  dover imparare a memoria le poesie (e sarà pure per quello che tra le forme di scrittura… proprio proprio non riesco a farmela piacere!): due scatole così ad imparare terzine e quartine il pomeriggio prima dell’interrogazione e tre minuti dopo averla ripetuta alla maestra o alla prof… et voilà, ora c’è “A Silvia”, ora non c’è più! Applausi, prego!

Ok, ok, il trucco da prestigiatore non è completamente riuscito… di norma le prime 2-3 righe non sloggiano così facilmente. C’è da dire che la mia antipatia può essere legata al fatto che fino all’inizio delle superiori l’unica cosa che mi toccava studiare a casa al pomeriggio era effettivamente la prole di Leopardi, Foscolo, Pascoli & co. … mai aperto un libro per tutte le altre materie (quelle che si potevano “dire a parole tue”), mi bastavano le spiegazioni in classe per spuntarla alle interrogazioni (poi con le superiori è iniziato il lento decadimento neuronico…). Ma ancora adesso faccio parecchia fatica ad imparare a memoria elenchi e quant’altro forzatamente e “in fretta”: penso che i miei neuroni siano ancora in fase di rigetto…

In compenso… in compenso, però, parecchie boiate (<- nel senso di cose che nella vita di tutti i giorni non ti servono a un tubo) ormai hanno la cittadinanza onoraria nelle mie meningi. Tipo? Tipo le sigle dei cartoni animati di quando ero piccola (ma anche alcune di quando tanto piccola non ero…). Come diceva quel comico, “Le so tutteeeee!!!”… ed era anche una soddisfazione cantarle a squarciagola in macchina, magari con le amiche (e qui forse Shaula qualcosa si ricorda… :P). Roba da giustificare da sola l’ottenimento della patente. Qui, però, mi consola il fatto che ho notato che succede anche alla maggioranza dei miei coetanei o giù di lì (ricordarsele. Cantarle in auto poi non so…). Ragazzi, se studiassimo un modo per far fruttare sta cosa, diventiamo ricchi…

O tipo il primo numero di telefono dei miei. 24417. Così, senza prefisso, che allora se stavi poco bene a scuola e lo sapevi ripetere al bidello, che era abbastanza alto da girare la rotella (la rotella!! Dio, mi sento antica… che poi andavano ancora a gettoni…) del telefono pubblico della scuola, casa la chiamavi comunque. Ce l’hanno cambiato che avevo 12 anni. Son 20 anni che a quel numero non risponde nessuno!!!! E mi ricordo pure quello della mia migliore amica delle elementari, A.: 20187. Cambiato pure il suo, ovvio. Seriamente: a che cavolo possono servire?!?! Giocateveli al lotto, via…

Ed ecco la cosa più inutile in assoluto. Questa è da Oscar! Posso rischiare di dimenticare i compleanni degli amici che sento ogni giorno (fortuna che mi vengono in aiuto Feissbuk e il solito cellulare spaccatimpani! Il problema è che in certi casi non bastano manco quelli… tipo durante l’ultima influenza. Suona il cellulare, debole uscita dal coma dei 38,8°: “Ah, è il compleanno di Fl.!”. Subitaneo rientro nel coma. Senza mandare gli auguri), ma questi altri compleanni non riesco a dimenticarli… e in buona misura si tratta di gente che sento di rado, o addirittura che non so quasi che fine abbia fatto!!

Alle elementari: 01/01 E. e 02/02 L. (al solito, cito per iniziali)

Alle superiori: 07/07 A. e 08/08 M. Poi: 23/9 io (eh, vabbè!), 26/9 K. e 29/9 S. E di nuovo: 21/12 R., 22/12 I. e 23/12 G.

Vero che con Feissbuk qualcuno di questi l’ho recuperato e posso fargli gli auguri… altrettanto vero che con Feissbuk non mi serve a una beneamata mazza ricordarli a memoria in questo modo!!! 😉

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13 pensieri su “Neuroni “a ramengo”

  1. agenda? cos’è un’agenda?le uniche cose che mi rifiuto di memorizzare sono i numeri a parte il mio e quello del marito, quello del figlio tanto lo cambia con la stessa frequenza con cui lo cambio io…

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  2. Ehm…ok, ho 21 anni e mi ritrovo totalmente nella tua descrizione. Ho paura. Ogni singola parola…quindi parliamone, o tu sei così da almeno 10 anni, o io ho cominciato troppo presto e mi aspetta una vita grama.
    Spero di ricordarmi di aver commentato questo post almeno.

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  3. Oddio, non volevo certo spaventare nessuno!! 😄
    Era giusto per scherzare un po’ su un argomento che – ho scoperto – tocca parecchie persone (un mio amico l’altra settimana s’è accorto che stava cercando le scarpe… nell’armadietto dei medicinali!).
    Dirti che “non ricordo quando sia iniziato”, dato l’argomento, potrebbe sembrare una presa in giro… ma sinceramente: credo sia più che altro legato allo stress, la mia teoria è che sia una sorta di messaggio del cervello che comunica “Hey! Guarda che qua ci vuole un po’ di vacanza…”. Il problema è proprio non potergli concedere le meritate ferie! 😛

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  4. Carissima ,il tuo post mi risolleva il morale,io sono arrivata a segnarmi qualsiasi cosa debba fare,non penso sia una questione di età,più semplicemente la nostra vita è diventata più intensa e stressante.Per la cronaca,una volta infilai in frigo la spazzola delle scarpe e un’altra volta ancora il biberon di mia figlia ,e dato che era anche tardino non avevamo manco una farmacia aperta,parlo di qualcosa come 35 anni fa ,allora si tenevano per i pupi solo 1 biberon,dopo un bel pò per fortuna lo trovammo,la baby stava cominciando a incaxxarsi , io a sclerare e mio marito a smadonnare come un dannato.Scommetto che stai ridendo leggendo questo commento !!!! Mi piace come scrivi e anch’io voglio continuare a leggerti.Ciaoooo

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    • Sorridendo con te sì, ridendo di te sicuramente no: episodi simili sono capitati troppe volte anche a me!! 🙂
      Per non parlare poi del “non plus ultra”: queste cose, di solito, succedono perchè si è sovrappensiero… a noi invece è capitato di riporre una cosa al motto di “La mettiamo qui, che è proprio il suo posto, così ci ricordiamo!”.
      E poi non ritrovarla per due anni… =__= Se a gennaio 2009 non avessimo “invertito” due stanze (e relativi mobili), penso che a questo punto gli anni sarebbero 4… 😛

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  5. comunque, mio marito “semina” le cose e poi non le trova più. recentemente si è rotta una boccia del lampadario (difficili da trovare perchè di 8 cm di diametro superiore) ne avevo una di scorta ma l’ha riposta lui ed è, quindi, “dispersa in russia”. conclusione: dopo tre mesi di ricerche sono riuscita a trovarne 6 a torino: 300 €!!! appena montate salterà fuori la dispersa, unica consolazione: queste sono quasi uguali a quelle originali, molto più adatte rispetto a quelle attuali, prese per disperazione dopo mesi di ricerche

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    • Un classico: smetti di cercare, ricompri (spesso, come è capitato a te, a “caro prezzo”!)… tac! Esce fuori quello di scorta… =__=;
      E poi dicono che gli oggetti non hanno un anima. No, ce l’hanno: malvagia, ma ce l’hanno! 😉

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    • Grazie a te per la visita (che ricambierò nuovamente, perchè voglio leggere anche gli altri tuoi post: ieri ero di fretta e mi sono limitata ai due sul tuo micione – anche la mia “grande” da piccola sembrava un “alien” con due parabole al posto delle orecchie! – ma… recupererò!)! 🙂

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  6. Ricordo benissimo un sacco di film visti 20 anni fa …
    Invece se me ne fai vedere uno stasera, tranquilla che la settimana prox lo ricorderò già vagamente e il prox mese …
    Potrei anche farti scena praticamente muta alla voce racconto della trama …
    Non saprei, forse i film di 20 anni fa erano più interessanti di quelli di oggi (e su questo, oserei dire non ci piove) però non basta a giustificare tutto …
    Penso che dopo qualche anno si saturi la “ram” del cervello con tutti i ricordi di gioventù, indi per cui spazio per quelli recenti non ce n’è più …
    Occorrerebbe eliminarli, il fatto è che non ricordo dove ho messo il manuale operativo (per cui … non ricordo la procedura esatta … non è affatto semplice cancellare i ricordi … neppure quelli inutili ;-)))

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    • Sai una cosa, però? Parlo solo per me, ovviamente, ma rispetto a parecchi “nuovi” ricordi… oddio, molto meglio se mi tengo ben stretti quelli vecchi!!
      Il che mi fa pensare che di aver installato di base una sorta di anti-spam… che tende a mettere nel cestino subito le cose che non ritiene necessarie. Ora, il più è trovare la voce “opzioni” per spiegare che tipo le scadenze di lavoro NON sono spam!!! 😉
      PS. Concordo: salvo qualche rara eccezione, eran meglio i film di qualche anno fa: ora sembra tutto un “liberamente tratto da… qualcosa che ho già visto”!

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  7. Pingback: Eureka! « Gite Mentali

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