Nomen omen

Immagine presa dal web

L’ultima volta che mi sono trovata in coda dal medico per una visita (sic!), per far passare almeno una piccola parte di quelle tre ore di attesa che mi sarei dovuta sciroppare (14 persone davanti…), ho preso in mano una delle riviste sul tavolino della sala d’attesa. L’occhio m’è caduto su un articolo in cui si parlava dei nomi più “gettonati” per i neonati nel 2010 e, tra le altre cose, pare che negli Stati Uniti siano state battezzate ben 10 neonate con il nome di “Fanta” (per par condicio, mi chiedo quante siano le “Pepsi”…)

Non è un argomento originalissimo, tant’è che c’è chi ci ha scritto non solo articoli (ne ricordo almeno un paio di Luca Goldoni), ma addirittura libri interi (avrei voluto linkare “La Romagna dei nomi” di Tino Dalla Valle, che è veramente godibile, ma online non si trova praticamente una cippa… che faccio, ve lo presto io, se interessa??).

Tra l’altro, appunto soprattutto qui in Romagna siamo celebri dalla notte dei tempi per quello che i genitori si sono sempre inventati da appioppare ai pargoli (fino ad un paio d’anni fa, per dire, scorrendo l’elenco telefonico si poteva trovare il signor Guerramondiale Ta***lli, tra gli utenti della vicina Lugo). Però è una di quelle cose che, quando se ne inizia a parlare, succede un po’ come per i cartoni animati: non si smette più e ognuno ha qualcosa da dire!

A riprova del fatto che televisione e cinema hanno mietuto vittime fin dai loro albori, ricordo uno stato di famiglia che mi è capitato in mano nei miei primi anni di lavoro; tre fratelli: Tarzan il maggiore, Silvan il mezzano appena più giovane e… Andrea il più piccolo, minore degli altri di almeno 8-9 anni. Nulla mi toglie dalla testa che siano stati i due fratelli maggiori (già con diversi scatoloni pieni di prese in giro e giochi di parole dei compagni di scuola) ad imporsi sui genitori mentecatti quando è stato il momento di battezzare il terzo fratello!

Diversi esempi di nomi “particolari” me li raccontava anche mia madre, prova del fatto che anche in provincia di Modena su queste cose non scherzavano affatto! Nel paese dove viveva lei, risiedeva la famiglia Lupi. Hanno avuto tre figli: Leone, Lupo e finalmente la femmina. Iena.

Che con questo impegno a “restare in tema” ricordano molto il celeberrimo signor Dario Lampa… peraltro, un “omonimo” capitò in coda davanti al padre di una mia amica mentre doveva rinnovare il passaporto. Il signor Lampa doveva fare non so che documenti per la figlia. Dina Lampa, neanche a dirlo.

Di nuovo al paese di mia madre la famiglia Magnavacca, arrivata all’8°-9° pargolo, aveva deciso di dare un nome “beneaugurante” per le finanze famigliari alla nuova neonata: Ultimina. Inutile dire che non solo la bambina si ritrovò un abbinamento di nome-cognome non esattamente chic, ma che fu seguita ugualmente da almeno un paio di altri fratellini.

Mi piacerebbe che la gente ci pensasse, a cosa sta affibbiando per la vita al marmocchio (e qui vorrei una legge che permettesse al pargolo, una volta raggiunta la maggiore età, di cambiare a suo piacimento il nome ai genitori… “occhio per occhio… anagrafe per anagrafe”). Tra l’altro, a me per “legarmela al dito” con i miei è bastato uno dei nomi più classici e noiosi della storia: perchè grazie a loro in 1^ elementare ho dovuto fare il doppio dei compiti a casa rispetto al mio compagnuccio di banco (sì, perchè il mio nomecognome da scrivere 10 volte sul quaderno erano quelle 16 letteracce ripetute allo sfinimento… il suo  nomecognome erano 8 letterucce e via a giocare!)… Crescendo ho capito che non dovevo lamentarmi. Non quanto il signor Giorgiomaria Ugo Antonio Taldeitali (cognome a parte, vi assicuro che esiste), almeno. Ed essendo stato registrato così all’anagrafe (anch’io ho tre nomi, ma solo nel registro della parrocchia!), quando deve firmare documenti ufficiali non ha scampo: deve scrivere tutto il papiro!

Ma insomma, come appunto dicevano i latini “nomen omen” (il nome è un presagio). E se volete chiedervi che razza di buon augurio intenda appioppare all’erede certa gente affibbiandogli certe etichette, prego (io invece a quel minimo di salute mentale che ancora conservo, un pochino ci tengo…).

C’è però una categoria di nomi che non riesco a digerire… quelli sbagliati. E non mi riferisco di quelli sbagliati dall’impiegato dell’anagrafe che ha capito o digitato male (hai voglia quante volte è successo…). Sì, insomma, intendo quelli che battezzano il figlio con il nome del loro attore/cantante preferito e… lo scrivono sbagliato intendendo di scriverlo proprio in quel modo. Tipo Maicol, o Braian, o Miscel, o Scila, o Sceron, o Uilliam…

Non mi pronuncio su certi accostamenti poco felici tra nomi “esotici” e cognomi italianissimi, o sull’opportunità di dare nomi complicatissimi o rari quanto l’araba fenice a un povero cristo che poi si troverà a doverlo scrivere decine di volte in nel corso della sua vita scolastica e non (meditando vendetta), o con assonanze “ridicole” che renderanno ancora più comodo ai compagnucci di scuola prenderlo per i fondelli (meditando nuovamente vendetta).

Intendo proprio quegli abomini anagrafici che costringeranno il piccolo,  quando la maestra gli dirà “Guarda che ‘Anthony’ non si scrive così, quello è come si pronuncia!”, a convincere l’insegnante ad andare a controllare il registro perchè, no, per lui “Entoni” si scrive davvero così…

Ma insomma… è il tuo idolo, hai visto tutti i suoi film, o hai ascoltato tutti i suoi dischi, o letto tutti i suoi libri, lo adori al punto da voler dare il suo nome a tuo figlio, ma… non sai nemmeno come si chiama????

 

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15 pensieri su “Nomen omen

  1. Ecco perché io opterò per un nome semplice e italiano. Anche se mi rendo conto che ora i Leonardo stanno venendo fuori come i funghi anche tra le mie conoscenze (sì, a Serena ora sono spuntati gli attributi, ma questo è un altro discorso). Certi nomi e cognomi accostati insieme proprio non si possono sentire e non riesco a capire come facciano certi genitori a non rendersi conto delle prese per i fondelli che piomberanno addosso ai loro figli una volta raggiunta l’età scolare…mah, come si dice: “contenti loro, contenti tutti” anche per le grasse risate che si faranno alle loro spalle! =)

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    • La “storia” personale che ho con “Leonardo” la conosci già, ergo… non c’è bisogno che la ripeta qua! ;P
      E comunque ribadisco: proposta di legge per cambiare il nome ai propri genitori raggiunta la maggiore età!
      Così magari i genitori di Nara Bocchi (esiste anche questo: non l’ho conosciuta direttamente, ma ho conosciuto una che frequentava l’artistico con lei, aveva un paio d’anni più di me) ci pensavano tre-quattro volte, prima…

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  2. Beh, sui nomi a casa mia siamo stati più o meno fortunati…solitamente in calabria si danno i nomi dei nonni ai bambini, però nella mia famiglia hanno deciso di evitare.

    una mia amica, per colpa di un padre fin troppo credente, si è ritrovata a chiamarsi Giuseppina (perchè nata il giorno di san Giuseppe) GESUELA…ed il cognome? Lucifero (ovviamente con qualche lettera cambiata per la poverina).
    Triste.

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    • Restando in tema di “santità”: mia zia ha lavorato per anni all'(allora) Ufficio del Registro.
      Una volta, a terminale, le venne fuori il signor Crocifisso Degli Angeli.
      C’è da dire che, tra lei al Registro e mia madre che ha lavorato all’Anagrafe, probabilmente il post avrei dovuto farlo scrivere a loro! 😉

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  3. E vabbè ma non puoi mettere un post così senza avvertirmi. Perché senza alcuna considerazione ti snocciolo l’elenco di ciò che ho sentito personalmente o da persone fidate.

    Tina Patat
    sorelle Daria e Marina Tromba
    Giudy Bocca
    Felice Evacuo
    Lupo e Leone (con auguri di buona salute e forza. risultato: cagionevoli di salute)
    Rosa Confetto
    Rosa Culetto
    Crocifisso Salvatore (nome-cognome interscambiabili e rendibili anche al femminile)
    (Nara Bocchi e Famiglia Lampa avevo sentito pure io)

    per il resto sottoscrivo. e appena mi vengono in mente altri, te li segnalo. ne avevo una collezione.

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  4. ah sì segnalo un nome per bambino : tiberio talete maria (per fortuna il cognome è di 5 lettere) e suo fratello enea pitagora.
    al posto di talete un’altra ipotesi valutata dai genitori era socrate. o simili.

    ‘ultimina’ te la rilancio con ‘finimola’, da buoni toscanacci la famiglia ha chiamato così l’ultima figlia. (si tratta di vecchia storia)

    se mai avrò un bambino, durante la gravidanza andrò al cimitero toscano dove sta un mio nonno a scegliere il nome: ci sono tanti bellissimi nomi italiani e un po’ desueti in quel cimitero monumentale.

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    • Eh eh 😀 sapevo che era come scoperchiare il vaso di Pandora!! 😉
      Per quanto mi riguarda, di nomi in mente personalmente qualcuno ce l’ho già: in caso di femminuccia “ho fatto finta” di lasciar scegliere al Consorte (nel senso che il suo nome preferito è anche il mio nome preferito! ;P), in caso di maschietto dopo aver sentito le sue opzioni ho richiesto l’esclusiva sulla decisione (“ghe pensi mi”, è meglio!)…
      Ma il problema non si pone… di sto passo mi sa che continuerò a battezzar solo gatti!

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  5. io ho avuto come alleva una deliziosa fanciulla dall’esotico nome di evanna, una volta, una compagna gliene ha chiesto l’origine e lei ha spiegato che in realtà avrebbe dovuto chiamarsi Eva anna dal nome delle due nonne ma che l’impiegato dell’anagrafe aveva fatto confusione. per fortuna il nome era comunque grazioso, solamente insolito. per fortuna, invece, io sono nata femmina, : mio padre voleva chiamarmi gontrano!

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    • Evanna in effetti è molto carino! Diciamo che, per una volta, da un errore dell’impiegato almeno è venuto fuori qualcosa di buono…
      Mentre sì… in effetti su Gontrano ti dò ragione: molto molto più bello Paola!!!
      Anch’io ho fatto la fatidica domanda ai miei “Ma se fossi stata un maschio?” (pure perchè il dottore a mia madre aveva detto: “Signora, dal battito cardiaco questo sarà un bel maschione!”. Buonaseeeeera…).
      Non l’avessi mai fatto: le proposte di mia madre erano una più deprimente dell’altra (a me non piacciono: Franco, Alberto, Claudio, Lamberto), mio padre invece rispose: “Boh, prima che tu fossi nata non avevo proprio pensato a niente per nessuno dei due…”. Babbo, sei un grande (soprattutto poi perchè s’è opposto a due opzioni femminili di mia madre che di nuovo non mi sarebbero piaciute: Laura e Linda)!

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  6. dimenticavo ad un’amica austriaca di mio figlio, splendida fanciulla, il padre che insegna matematica all’università di vienna ha imposto IPAZIA (lei si fa chiamare col secondo nome, quello della nonna materna:sanne)

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  7. NOOOOOOOOOOOOOOO come ho potuto dimenticarmi di questo!!

    ragazzi, è stato scritto esattamente come ve lo riporto.

    GEI AR (unico mio dubbio: attaccato o staccato? ma gli impiegati all’anagrafe non possono fare una segnalazione?!)

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    • Nel periodo “d’oro” di Dallas pare ci fossero in giro anche diverse “Suellen” 😄

      Del resto, pare che tipo il nome “Deanna” (poi entrato tra quelli “normali”) sia nato da un errore: era il modo per gli inglesi di poter pronunciare correttamente “Diana” (che scritto così per loro diventa “Daiana”).
      In Italia ci siamo direttamente adottati l’ibrido…

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