Umorismo malato

Ultimamente m’è capitato fin troppe volte di dire che è molto meglio che “Quello del piano di sopra” non mi chiami su troppo presto… perchè nello stato d’animo attuale ne avrei un bel po’ di cose di cui lamentarmi o chiedergli conto. Prima ancora che qualcuno chieda a me cosa diamine ci faccio lì visto che il mio piano di destinazione è qualche migliaio di chilomentri più sotto…

E che non si provi a farmi intercettare dal tizio con le chiavi e l’aureola: mi spiace per lui, ma gli pianto un casino tale in portineria che il Principale è costretto a chiamarlo comunque!

Il perchè di questo sfogo umoristico-blasfemo? Beh, che ne ho pieni i coglioni. E scusate il francesismo.

Non tanto che le cose non vadano mai per il verso, non tanto che se vanno per il verso… beh, non ci vanno per chi se lo meriterebbe, bensì per gente talmente ottusa da non apprezzarlo nemmeno. In questo preciso momento ne ho ripiene le balle perchè non voglio più che per l’umorismo malato di qualcuno mi capitino giornate come venerdì scorso.

Giornate in cui ti trovi a dover consolare un’amica che sta cercando un figlio (finora senz’esito, e con discrete – ma non insormontabili – difficoltà “di percorso”) per la frase idiota che le ha detto un essere insensibile che corrisponde al ruolo di medico dell’INAIL (con la stessa “dottoressa” ho avuto a che fare io 3 anni fa per un mio infortunio. Credetemi: “essere insensibile” è farle un complimento di quelli grossi).

Giornate in cui poche ore dopo vieni a sapere che qualcuno a cui un bambino è “capitato” non cercato (… facciamo che non vado avanti a commentare, perchè qui da dire ne avrei fin troppa! Se certa gente ragionasse con le meningi all’incirca il 10% di quanto ragiona con le gonadi, sarebbe un lusso per l’intera umanità) lo ha appena scaricato nel cesso (ok, ok, tra i rifiuti ospedalieri…). E di norma non giudico nessuno, ma quando qualcuno si autodefinisce compiaciuto “più maturo dei suoi coetanei”… beh, scusate, ma il prosieguo della frase che mi scappa di bocca è “talmente maturo che iniziano già a volarci attorno i moscerini…”.

A prescindere dall’argomento, quello che volevo poi dire è che se “dal piano di sopra” evitano di inviarmi altre giornate tarate da un’ironia così distorta, ne sarei profondamente grata. Non dico da farmi trovare con un mazzo di fiori in mano quando sarà il momento, ma abbastanza da non avere in mano una bottiglia di vodka… con un pezzo di strofinaccio che penzola di fuori.

Ok, fine dello sfogo. Attenti a cliccare sto post, che se poi vi capita qualcosa per il veleno che ne gronda io non mi piglio responsabilità, ok?

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31 pensieri su “Umorismo malato

  1. Si è capito molto chiaramente che sei molto ma moooolto incazzata !!! Ma ogni tanto sfogarsi fa molto bene,meglio di una seduta dallo psicologo a 150 per 50 minuti( credo, non ci sono mai stata ,non avrei tutti stì soldi da buttare ).

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  2. ho la lingua che definirla pungente è un eufemismo, disoloito chi mi rompe lo fa una volta sola: poi va a farsi la tinta perchè è incanutito. moglie di un medico, quando sono stata operta qualcuno per farmi un piacere mi ha mandato tra i piedi uno psicologo…che tra l’altro non si rendeva nemmeno conto che giocavo il suo gioco (ad un certo punto gli ho dovuto spiegare che lo prendevo per il culo!) e che mi divertivo a dargli delle risposte irate a farlo sbarellare!credo che adesso sia lui in analisi! però mi sono divertita (lui no)

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  3. @Lastthelost: guarda, soldi da “buttare” in psicologi purtroppo non ne ho manco io… non è che non ci creda, nella terapia, è che proprio non potrei permettermela (vorrei anche sapere quando potrei andarci… riceveranno tipo alle 10 di sera?)!!

    @All: Purtroppo (per voi) il blog è nato anche come mia valvola di sfogo: così quelle volte che sento un “particolare fischio” , tipo pentola a pressione mentale, parte il post incazzoso… e sì, sebbene ormai il giramento di balle sia il mio stato d’animo più frequente, stavolta sono davvero davvero inca77ata!

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  4. il tuo blog è genuino e mi piace tantissimo.
    non ti preoccupare, sfogati come fai, tanto si capisce che il tuo comunque è uno sfogo genuino e rispettoso, non blasfemo né volgare.

    l’ironia del Capo a volte è imperscrutabile, ma io confido che ci sia altro dietro. non so, tendo all’ottimismo seppur odio Pollyanna.

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    • Troppo buona! 🙂 Attenzione solo che a far così prima o poi “faccio il bis”: io purtroppo non sono abbastanza ottimista da sperare che in futuro non avrò più bisogno di uno sfogo… 🙄

      E quanto all’ironia del Capo… ecco, perchè non si sfoga in altro modo e non apre pure lui un bloggettino su WordPress??!? Giuro, mi ci iscriverei pure con Google Reader… 8)

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      • siamo qui apposta. tanto poi tu ti sorbisci i miei sfoghi e siamo pari.
        voglio dire: sono stata un po’ monotematica con la storia di aiazzone, no!?

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        • Sul “siamo qui apposta” hai ragione: perchè in effetti spesso se non ci si sfoga un po’ così… ma quando/come lo si fa??? 😉

          PS. Per la storia di Aiazzone non m’è mai passato per la testa “Eh, ma parla solo di questa storia!”… i pensieri erano due: “Ma vuoi proprio che non si riesca a risolvere in maniera civile??” e subito dopo “Speriamo che almeno serva da avvertimento a qualcun altro che capita qui!”

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    • Non avendo esperienza in merito, non posso nè controbattere nè approvare: però devo ammettere che, per come ne parla mia madre – che con uno psicologo ci ha avuto a che fare per qualche seduta ancora anni fa -, lei sottoscriverebbe il tuo parere al 100%…

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  5. vedi la saggezza materna?… mettiamola così: lo psicologo funziona se ci credi. personalmente sono convinta che una volta andavano a parlare col preter oggi con lo psicologo e l’unica differenza è che il prete era gratis e, di solito usava un sano buonsenso e stop. glirl’ho detto al tizio ma non ha gradito!
    ma santo cielo: renditi conto se il gioco è quello del gatto metaforico,non i miei che socializzano)col topo e che se il topo sei tu, è meglio lasciarperdere!

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    • perdonami Paola, forse risulterò un po’ acida ma mi sento un po’ punta sul vivo.
      faccio una premessa: ho una madre, ottima fisioterapista (come non ce ne sono in giro, e non lo dico in quanto figlia ma in quanto spettatrice di come entrano e poi escono non pochi pazienti molto particolari, in quanto a patologie) che sperimenta tante tecniche e le fonde nella sua tecnica personale. che possono andare dalle tecniche zilgrei al pranic healing, indifferente.
      io di mio sono spesso scettica su tante cose, mentre mia mamma valuta e poi decide e fa suo ciò che preferisce.

      scusate il lungo preambolo, ora arrivo al sodo.
      io sono dell’idea che TUTTO funzioni se uno ci crede. che sia una medicina tradizionale o alternativa, una cura o l’altra.
      come il fatto che se io mi vedo “bella”, gli altri mi percepiranno positiva.

      tanti pensano che andare dallo psicologo significhi fare un ciclo di -che so- 10 sedute e poi aver finito.
      certo, ci sono pratiche terapeutiche che in effetti prevedono questo ed in alcuni momenti e per alcune persone può bastare.
      ma scegliere di andare da uno psicologo e affrontare una psicoterapia è una cosa da prendere seriamente e da non liquidare con poco. innanzitutto perché non è un cammino facile e poi perché certe cose le vedi dopo tanto tempo (chi più chi meno, le tempistiche sono soggettive). non si può pretendere di sistemare tutto con poco.

      per cui, resto dell’idea che puoi essere scettica nei confronti di certe terapie (mediche o mentali), ma non puoi liquidarle come fossero panzane a prescindere.

      vi ricordo, in ultimo, che esistono ASL che in certe zone prevedono il ticket e la mutuabilità delle cure psicologiche.

      mi scuso per il tono, spero capiate che non ce l’ho con nessuno.

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      • Innegabile: la mente governa eccome il corpo. Lo stato d’animo con cui si affrontano le cose spesso determina il loro esito.
        “TUTTO funziona se uno ci crede”… ho appena litigato (di peso) con mia madre, proprio per questo.
        E non riesco assolutamente a convincerla, lei resta col suo atteggiamento che “tanto non serve a niente” (“tutto” non serve a niente, in primis la dialisi che deve ancora iniziare… ma che son due mesi che ci fa tragedie sopra).
        E io resto col mio magone di vederla in quel modo.

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        • sono dell’idea che se una persona non vuole essere aiutata, non riesci ad aiutarla. e anzi, più cerchi di forzarla, più rischi che trascini pure te giù.
          e vale in tanti campi.
          è una situazione dove ti senti impotente, arrabbiata, delusa, amareggiata.
          ma se non t’aiuti tu, non possono farlo gli altri per te. soprattutto se tu non glielo permetti.

          😦

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          • Difatti ormai la situazione è questa: non ti permette di aiutarla, non ti ascolta nemmeno perchè tanto “niente conta, i dottori non capiscono, io sto male, quello non serve, non lo voglio fare” (la goccia che sta facendo traboccare il vaso è la dialisi… e ancora deve iniziarla!!). Fosse mia figlia era già partita la sculacciata…
            Però, nemmeno io avrei bisogno di essere “tirata giù” in questo periodo, ed invece è quello che sta facendo (non so come faccia mio padre, a tener botta come una roccia… lui è lì sempre!).
            Concludendo: non so più che pesci prendere.

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            • mah… che pesci prendere… tonnino e condiscilo col riso ;-P (fb docet)

              battute a parte, sfogati qui, possiamo per lo meno cercare di alleggerirti un pochino la situazione.
              è facile dirti “parla con tuo padre e vedi cosa ti dice lui”. facilissimo. non so quanto lo sia attuarlo.

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              • Credo di aver già abusato fin troppo di tutti voi per mettere in mezzo anche questa storia… almeno per i prossimi dieci giorni bisogna che vi lasci in pace, diversamente credo che sarei perseguibile penalmente! 😛

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    • Su questo hai ragione. In pieno.
      Però scaricare i miei nervi sui poveri sventurati che passano di qua, solo perchè mi sono appropriata di questo spazio, ecco… credo che mia madre non lo considererebbe il massimo dell’educazione!! 😉

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  6. mmm,rischio un commento nonostante l’incazzatura abbastanza feroce di questa blogger! 🙂
    questo tuo posto mi piace moltissimo,ho letto alcune cose che hai scritto in questi giorni,tramite ritaglidipensiero,ci siamo messi a ridacchiare compiaciuti leggendo il post in cui descrivevi le varie strampalate indicazioni sulle scatole dei surgelati,o del cibo in generale.
    mi ha fatto sorridere e distendere,fare una passeggiata qui.
    tornerò presto,ripeto: mi piaci!

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    • Mettiamola così: abbaio (spessissimo!) ma non mordo (praticamente mai).
      Insomma… il tuo “rischio” un po’ mi fa sorridere, un po’ mi preoccupa (“Occristo, stavolta parevo davvero un pitbull che ha mangiato dei peperoncini…” @__@)! 🙂
      Ma di sicuro grazie per la “temerarietà” e per il commento positivo!!

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  7. E sfoghiamoci, checcazzo. Infondo, se hai qualcosa da dire, dilla! Non cambierà il mondo, ma ti sentirai meglio…Brava Shunrei!

    p.s. Iltempoperso e il suo commento sono chiaramente segno che con il marketing me la cavo bene 😛

    Me ne esco canticchiando “giochi prezioooosiiii” 😀

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    • Lo ammetto: questo è uno di quei post scritti “di getto”, senza starci a pensare e senza revisioni.
      Il motivo scatenante è stato anche molto terra-terra: dopo averci “macinato” su tre giorni, oggi mi sono trovata nella necessità di sfogarmi… per vedere se riuscivo a togliermi dallo stomaco quella stupida crema di funghi del pranzo prima di tornare in ufficio alle 16.
      Hey, è servito! 🙂
      (e aggiungerei: per vostra sfiga…)

      PS. Ovviamente grazie per la “pubblicità”! 😀
      (ci sentiamo poi in privato per la percentuale? ;P )

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  8. Non mi ricordo dove (mi sembra in america) ci sono dei posti in cui, pagando, ti forniscono di mazza ferrata ed occhiali protettivi e ti lascianno libero di spaccare qualsiasi cosa ti capiti a tiro in uno spazio apposito (in genere si fa con le auto rottamate negli scassi). Tu potresti farlo con la macchina della dottoressa, giustificandolo come terapia 🙂

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    • Guarda, se non era perchè ha messo in crisi la mia amica venerdì scorso, io quella l’avevo rimossa già da tempo… non spreco neuroni (già ne ho pochi!) per certa gente! 😉

      Per il posto dove invece puoi sfogare gli istinti distruttivi a pagamento… ecco, se ne aprissero uno in Italia… una cliente già ce l’hanno! 😛

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  9. spero di non essere troppo maturo per leggere ogni tanto il tuo blog, e comunque finora moscerini che mi svolazzano intorno non ne ho visti 🙂

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  10. Oddio, ma figuriamoci!!! Anzi, mi fa solo piacere se t’è venuta voglia di tornare! 🙂
    Non mi riferivo certo ad una “maturità” intesa come “buona stagionatura” (manco io son più una bimbetta!), intendevo quel genere di “maturità” (ostentata da uno che ha poco più di 20 anni) che però sfocia nel… beh, presente quando il rosso della mela inizia a farsi marroncino?

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