L’invasione dei cappelletti

Domenica scorsa siamo stati invitati a pranzo dalla famiglia del Consorte. La combinazione delle doti culinarie di mio suocero con quelle della nonna del Consorte (che dire, in effetti la predisposizione in cucina deve essergli arrivata geneticamente! Ora non mi resta che sperare che venga trasmessa anche ad un futuro possibile erede, e ragionevolmente potrò star tranquilla di non aver bisogno di toccare un fornello per il resto dei miei giorni! 😉 ), porta come immancabile risultato l’arrivare al dolce praticamente satolli per i due giorni successivi… (anzi, stavolta i dolci! Già, perchè il pranzo s’è chiuso con due dolci – mascarpone e una stella di gelato crema/nocciola – e le fragole…).

Mentre eravamo ancora seduti a tavola “pitonando” (voce del verbo “pitonare”, il © è mio. Da usarsi quando, dopo aver mangiato fin oltre il livello massimo autorizzato dal proprio stomaco, ci si ritrova con le uniche energie necessarie per mettersi immobili ad aspettare che i succhi gastrici facciano almeno una parte del loro lavoro. Un po’ come un pitone dopo che ha ingollato una pecora intera, per intenderci), la nonna del Consorte esclama: “Oh, stavo quasi per dimenticarmene! Prima che andiate via, vi devo preparare i cappelletti da portare a casa”. “I cappelletti?” “Sì, visto che venivate, ieri vi ho preparato 10 uova di cappelletti, così potete portarli a casa”. “10 uova solo per noi?”. “Sisì, poi magari potete darne un po’ anche ai genitori di Shunrei”.

Ora: per i non “addetti ai lavori”, o comunque per chi non se ne intenda, 10 uova di cappelletti corrispondono – in parole – ad una sfoglia fatta appunto con 10 uova (e farina e resto in proporzione… perchè sono le uova a fare la sfoglia, non esistono dosi precise!), tirata sottile al mattarello come solo le vere (e ormai in via d’estinzione) “azdore” sanno fare (la bravura di un’azdora in cucina si misurava anche in base a una sfoglia di “quante uova” era capace di “tirare alla perfezione” col mattarello: più era grande la sfoglia, più bisognava esser brave per tirarla sottile!), riempita con il “batù” (il battuto, il ripieno), e poi chiusi uno per uno a mano (ricordano gli emiliani tortellini, solo che sono un po’ più grandi. E, mi raccomando: non chiamate tortellini i cappelletti in Romagna, rischiate pene corporali!). 10 uova di cappelletti corrispondono anche, visivamente, a questo:

I sei plotoni di cappelletti diligentemente schierati sull'attenti

Eh già, perchè quando la nonna del Consorte ci ha portati in camera da letto (e dove altro volevate potesse esserci spazio per 6 (sei) vassoi pieni?) per farceli vedere, io di fronte ad un esercito simile ho ovviamente preteso una foto…

Io vi chiedo solo di far mente locale su una cosa: il ben di dio della foto, teoricamente, dovrebbe essere mangiato da me e dal Consorte (n.2 stomaci). Surgelandone una parte, va bene, ma sempre… da me e dal Consorte. E lasciate perdere l’idea di farci aiutare dai miei… i miei mangiano meno di Titti a dieta per far rabbia a Silvestro, già tanto se riesco a fargliene prendere mezzo vassoio! Ci aggiungo il carico da 10: i cappelletti di cui ho parlato in questo post, erano gli ultimi di una precedente “fornitura”…

Comunque, rientriamo a casa con l’armata riunita in due “golpate” (fagotti, ma restiamo nel dialettizzato!) su un solo vassoio… caso ha voluto che mentre arrivavamo noi, stessero uscendo dall’auto appena parcheggiata anche i nostri vicini del piano di sotto (che sono due pure loro, ma con due figlie, generi e nipoti che vengono spesso a trovarli). Mi sono girata verso il Consorte e, accennando al battaglione di sfoglia che giaceva dietro di noi sul sedile posteriore: “E se chiediamo ai vicini se ne vogliono un po’?” “Stai scherzando?” “Molto molto poco…”.

Un paio di aperture di sportelli dopo: “Scusate, se non vi offendete…”. Vicini fortunati: gli abbiamo accasato 5 uova di cappelletti! Poi non vi so dire se ringraziavano di più loro per l’inatteso assalto di quel plotone all’uovo o noi per aver trovato un paio di validi alleati nella nostra battaglia contro i cappelletti a colpi di brodo e ragù!

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21 pensieri su “L’invasione dei cappelletti

    • Mettiamola così: i miei fianchi mi hanno già fatto sapere che secondo loro è il caso di iniziare le pratiche per il condono edilizio… 😛
      PS. Se invece di quelli del primo piano incrociavamo i vicini del terzo… non lo so se finiva così! 8)

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  1. Sei davvero trppo generosa!!
    Personalmente, quando la mia suocerona ci fa i ravioli comesololeisafarli, se son tanti pace, si surgelano :D:D

    altro che vicini di casa, tse!!
    quasi faccio fatica ad allungarne due o tre (di numero, mica vassoi) ai miei genitori :D:D:D

    … magari sono un po’ esagerata????

    A.

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    • 😀 Ma difatti surgelare è la soluzione standard… il problema è che, non essendo preparati, avevamo i tre cassetti del freezer già pienotti: i cappelletti residui hanno portato al completo riempimento di ogni centimetro cubo disponibile in zona -C°!!!
      E sul fatto che sian buoni non ci piove… ma io più di due volte a settimana non riesco a reggere niente (<- ok, ok… la cioccolata sì…)!!

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  2. o ma shunrei, facciamo che ti regalo la macchina per il sottovuoto così li metti nei sacchetti e me li spedisci (pago io ovviamente).
    mannaggia alla lontananza.
    sob, 10 minuti e andiamo in mensa (si vocifera che stiano mettendo anche i tornelli fuori dalla mensa. e poi uno non si deve sentire ghettizzato…)

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      • i dipendenti ‘interni’ della compagnia devono passare il cartellino entrando ed uscendo dalla mensa (c’è chi lo fa a coda già finita, vigliacchi!), mentre per noi il badge non ha fini di orari quanto di apriporta, per cui non avrebbe senso, per noi.
        siamo curiosi di vedere cosa succede.

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  3. qui l’azdora è mio figlio, che per tirare sottile la sfogllia la stende su una tovaglia bianca di lino (idem per la pasta degli agnolotti e dello strudel e di non so che altro), anche lui rifiuta ogni collaborazione (pare che se piegati da mani diverse non cuocciano nello stesso modo). puoi sperare nella prole: lui ha preso dalla nonna paterna e sviluppato le doti.. anche lui ne fa dei battaglioni, ne dà un po’ a mio padre, ne lascia un po’ anoi (scorte per dei mesi) e poi trova volenterosi amici che collaborano alla distruzione (idem per la pasta l forno). però sono buonissimi!

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  4. Che spettacolo! Evviva la nonnina! Con tutti gli ogm che ci fanno ingurgitare ci ritroveremo tutti con la pelle blu, il tutto condito da una buona dose di ormoni (mamma mia, ma a voi i peli non crescono in modo insolito, ho fatto i baffetti tre giorni fa e già ho il baffo alla don Peppone!)
    Tre Urrà per il cappelletto! Ciao grazie della visita

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    • Guarda, solo perchè il Consorte mi ha fatto capire che secondo lui ne abbiamo già accasati abbastanza (eh, certo! Non è lui quello che è stato appena messo a dieta… ed è invece lui quello che non prende un grammo manco se mangia 3 chili di Sacher con spalmato su il mascarpone…!), perchè se no tu e ValeStitch ne avevate già un sacchetto riservato (tanto son surgelati, arrivavo a farveli avere anche mo’)…

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  5. Pingback: Buona Pasqua « Gite Mentali

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