Recapiti postali creativi

Immagine presa dal web

Non so se qualcuno si ricorda del timore che avevo espresso in questo post, che prima o poi ci arrivasse a casa una multa per transito in ZTL… Beh, era fondato. Ma niente di che, quando si sbaglia è giusto pagare. Almeno, io sono di quest’opinione.

Però… però mi piacerebbe anche che le cose siano fatte bene e senza errori, visto che già l'”errore”, nel caso, l’ho già commesso io (e uno basta e avanza)! La questione si è poi sistemata per conto suo, ma in ogni caso mi sembra in generale un argomento su cui non sia male spendere due parole.

Quando ho trovato in buchetta un avviso di ricevimento di atto giudiziario (un mucchio di paroloni che nella maggior parte dei casi, per i comuni mortali che non hanno pendenze con la giustizia, corrispondono a “tiè ‘sta multa”) e l’ho messo da parte per farmi firmare in serata dal Consorte la delega al ritiro, quello che ho letto m’ha un po’ interdetta.

A parte il nome “tronco” sull’avviso (e vabbè, che il Consorte abbia un nomecognome talmente lungo da tirar madonne ogni volta che lo deve scrivere per intero è ormai assodato… manco in busta paga ci sta tutto!), ad attirare la mia attenzione è stato l’indirizzo del destinatario. Allora, noi abitiamo ormai da 6 anni e mezzo in Via Fischiapolli n.XX, e il Consorte si è trasferito a tale indirizzo direttamente da un’altra città. Beh, sull’avviso l’indirizzo riportato era Via Dalla Sorgente n.XX… che è una strada qua nelle vicinanze, ma non certo la nostra strada (*)! Civico coincidente, ma via completamente diversa (e premetto: son 6 e rotti anni che sono state fatte tutte le variazioni del caso all’anagrafe, al PRA e in ogni dove, con “patacchini” di correzione ricevuti regolarmente e attaccati ovunque)…

E qui mi sono chiesta: ma perchè il postino non ha rimandato indietro la lettera con una bella annotazione “sconosciuto all’indirizzo” (come succede con tutte le missive in cui noi comuni mortali sbagliamo anche solo una virgola nell’indirizzo o scriviamo un numerino poco leggibile), dato che in Via Dalla Sorgente n.XX non risulta nessuno con il nome del Consorte, e si è invece preso la briga di mettere l’avviso in buchetta a qualcuno che abita a tutt’altro indirizzo e (per quanto ne sa detto postino) potrebbe essere solo un omonimo del reale destinatario?

Così, prima di (eventualmente) ritirare, sono andata a far presente la cosa in Posta (con tanto di documenti del Consorte al seguito, e per fortuna che due anni fa litigammo quasi con l’impiegata dell’anagrafe che non voleva rifarci la carta d’identità, ma solo metterci il “timbrino di proroga”: a quest’ora il Consorte avrebbe avuto ancora la vecchia carta rilasciata dal suo vecchio comune! Voglio vedere a cosa sarebbe servita per dimostrare il suo attuale indirizzo!): “Scusate… ma ora recapitate anche cose destinate ad altri posti rispetto a quello dove le lasciate, così, a sentimento? No, perchè così mi viene il dubbio che le annotazioni “sconosciuto all’indirizzo” o “indirizzo errato” le riservate solo alla posta che spediamo noi dall’ufficio per farci perdere un po’ di tempo in più a correr dietro alla gente…” (cosa successa a volte anche con indirizzi poi risultati corretti! Bastava, appunto, che il nome del destinatario non figurasse sul campanello).

E’ poi risultato che l’errore era solo sull’avviso di ricevimento lasciato dal postino (la busta era indirizzata correttamente), quindi ho ritirato e messo il bollettino fra le mie scadenze tra una cinquantina di giorni (se di giorni di tempo per pagare ne ho 60… non dico sfruttarli tutti, ma buona parte sì! :P)

Se ho comunque deciso di parlare di questo episodio, è perchè in altri casi che ho sentito (è capitato alcune volte anche ad un nostro caro amico, purtroppo) le cose si sono svolte ben diversamente in caso di “indirizzi errati”. Questo perchè se non sono le Poste a rimandare indietro la raccomandata con l’annotazione dell’errore, il (presunto) “destinatario” si trova comunque invischiato in un ginepraio:

  • se ritira l’atto “sana ” l’errore della pubblica amministrazione (e al massimo può tentare un ricorso al Giudice di Pace o al Prefetto con sbattezzo, spese e incertezza di riuscita) e la notifica diventa “regolare” nonostante qualsiasi vaccata sia stata scritta in indirizzo o generalità. “Regolare” nel senso che per far valere i propri diritti e veder riconosciuto l’errore non basta una telefonata o mezza giornata di coda in un ufficio: bisogna appunto fare ricorso!;
  • se non lo ritira e se ne fotte non è che è spiccio. Per la pubblica amministrazione l’invio è regolare (non è stato nemmeno fatto nessun ricorso!), quindi il malcapitato si vedrà prima o poi arrivare a casa una cartella esattoriale con aggravio di spese per mancato pagamento nei termini (e al massimo può ora tentare il ricorso al Giudice di Pace o al Prefetto con sbattezzo, spese e incertezza di riuscita). Che, vi renderete conto, per certe multe da neanche 100 €uri è più lo sbattezzo che il guadagno… già, perchè il minimo che andate a spendere anche solo per presentare un ricorso sono 33 €uri (e non mi dilungo a spiegare tutto il resto che ruota intorno ad un ricorso, che è meglio).

Molta gente si è trovata in situazioni simili perchè tali avvisi venivano recapitati a vecchi indirizzi di residenza, magari alla famiglia d’origine che ritirava senza dire al postino del cambio d’indirizzo del parente. Oppure, ho letto in giro, è capitato anche che il postino lasciasse ugualmente l’avviso in buchetta (al grido di “E mo’ tanto so ca77i vostri!”, suppongo) nonostante famiglia o nuovi residenti gli avessero comunicato la variazione e gli avessero detto di rimandare indietro il tutto. In questi casi, una volta che l’atto ha raggiunto il destinatario (trasferito o no) non c’è più pezza: tocca pagare. Il concetto è di tenere un po’ gli occhi aperti e non aver paura di andare a chiedere controlli in Posta prima di accettare il ritiro, con tanto di documenti di residenza alla mano.

Intendiamoci: qui mi sto riferendo solo ad errori materiali contenuti nell’indirizzo (nome-cognome scritto male, vie differenti), non certo ad altri vizi/errori che possono essere all’interno del verbale. Mi limito solo a quello che c’è modo di verificare “prima” di aver ritirato il tutto. Per eventuali “appigli” contenuti nel verbale e relativi ricorsi il discorso è tutt’altro.

Ribadisco: la questione non è non voler pagare… la questione è che piacerebbe pagare il giusto e nel modo giusto. Non trovarsi a dover “rimediare” gli errori di qualcuno che infila dentro dati a casaccio o di qualcun altro che impiega anni ad aggiornare le banche dati. Perchè per molti versi può essere una robetta “da poco”, come nel caso di un’infrazione per ZTL o divieto di sosta, che non decurta nemmeno punti dalla patente. Ma vi chiedo di riflettere sullo stesso pressapochismo applicato ad altre cose, considerando anche in che paesucolo viviamo.

(*) Dovrò mica specificare che son nomi di strade inventati, vero?

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18 pensieri su “Recapiti postali creativi

  1. io ora non ho molti problemi: ho cambiato residenza molto prima del trasloco ed ora a parte qualche cosa, ho tutto sistemato.
    ma mi ricordo in passato il dover rincorrere la posta 😦

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    • Ho scritto giusto per far presente che a volte far attenzione a certi piccoli particolari può fornire appiglio per un ricorso dove invece non ci sarebbe (se l’indirizzo è effettivamente sbagliato e la comunicazione viene rimandata indietro, deve essere ripetuta. Se per ripeterla nel frattempo scadono i 90 giorni dalla contravvenzione, per quanto l’infrazione vi sia stata è possibile ricorrere per farla annullare appunto per notifica oltre il termine).
      Per quanto riguarda traslochi e cambi di indirizzo “normali”… A distanza di ormai sette anni, a noi una volta l’anno continua ad arrivare una busta (da non ricordo che banca) indirizzata ai precedenti proprietari! I primi anni cercavamo di contattarli e fargliela avere (e loro ci ri-assicuravano di aver dato al mittente la comunicazione di cambio di indirizzo “n” volte), ultimamente invece ci siamo stufati… la ributto nella prima cassetta postale con l’annotazione “destinatario inesistente all’indirizzo”.
      Perdo meno tempo, e tanto l’anno dopo questi fessi son lì di nuovo…

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      • tu pensa che dov’ero in affitto prima, arrivavano ancora lettere della defunta suocera della mia proprietaria. roba pubblicitaria che mi dicevano di buttar via. peccato però che, nonostante la figlia della proprietaria (ci abitava prima di me) avesse cambiato ovunque il suo indirizzo, continuassero ad arrivare lettere della banca e della scuola del figlio (quindi cose importanti) lì. ovviamente l’avvisavo subito e lei si dispiaceva del disturbo, oltre ad incazzarsi perché più volte aveva segnalato il cambio di residenza.
        ora invece è lei che mi lascia al centro estetico di cui è socia (dove mi rifaccio gli artigli), alcune lettere (tipo la tarsu, ma oggi ho fatto cambiare un indirizzo che doveva già esser giusto).

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        • Non dovrei dire nulla… con l’ufficio abbiamo traslocato ormai 8 anni e mezzo orsono, ovviamente mandando comunicazioni a tutti quelli che ci sono venuti in mente e aggiornando man mano quelli che erano “sfuggiti”. Ok: nonostante questo, continuano ad arrivare (da gente pluriavvisata) fax con scritto l’indirizzo vecchio… o telefonate di gente che cade dalle nuvole perchè una lettera gli è tornata indietro con “destinatario sconosciuto all’indirizzo”!!
          Se capita poi la combo “mittente svampito/postino incapace”, è letale… =__=

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  2. Tu non hai mai avuto a che fare con i postini della mia città…mi sono ritrovata per quasi un’estate intera la posta di tutta la mia piazzetta nella buchetta.
    E arrivando a casa alla sera(sia io che i miei) non avevamo il tempo d’andar a dire a quel cavolo di postino che era un deficente.
    Conclusione: a agosto mia mamma aveva una settimana di ferie e la prima mattina è andata in posta a sturare le orecchie a tutti. Finita li.
    Dopo un paio di anni da questo fatto, faccio la conoscenza di una cara amica del fratello della mia migliore amica (scusa il mega-giro) e del suo moroso che con grande piacere scopro essere il postino che mi recapitava la posta quell’estate. Dopo che ho finito di infamarlo si è voltato dall’altra parte del tavolo e non mi ha più guardato. 🙂
    Cosa divertente…nessuno gli ha più rivolto la parola quella sera perchè non faceva così solo con la mia piazzetta ma con la maggior parte delle vie del paese.

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    • Di sicuro quel postino s’è fatto amare da tanta gente!!! 😀
      Devo ammettere di aver conosciuto più postini bravi (tra questi una mia cara amica, che però non è mai stata assunta “stabilmente” perchè faceva più comodo prenderla/lasciarla/riprenderla… finchè non s’è stufata lei e ha trovato un altro lavoro!) che “scarpazzoni”, ma altrettanto devo ammettere che quelli che non sono tagliati per quel tipo di lavoro li riconosci immediatamente…

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      • mi avete fatto ricordare una cosa che succedeva in casa vecchia (sesto piano seppur con ascensore).
        la consegna dei pacchi (quelli che non necessitavano di firma): con la postina (carinissima peraltro) eravamo d’accordo che suonava, aprivamo, chiamava l’ascensore, depositava e ci mandava su il pacco.
        così lei risparmiava un attimo di tempo.

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  3. E’ da un pò che i postini sono diventati o menefreghisti o cretini,perchè o infilano la posta nella prima buca a portata di mano,o non sanno leggere manco gli indirizzi,oppure come è capitato ultimamente a mio marito che ha dovuto rincorrere il postino che si stava perdendo un mare di buste,lui ha detto che non se ne era accorto.Io solita malpensante,ho pensato che se ne fosse accorto benissimo e facesse finta di niente.
    Ho sentito dire che ci sono postini che quando la posta da distribuire è troppa,loro rimediano buttandone un pò nella spazzatura,ora se la cosa è vera questi sarebbero da ergastolo a vita !!!

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    • Difatti è reato, se li beccano a buttare la posta. Di quelli che l’hanno fatto, alcuni era perchè non avevano proprio voglia di fare una mazza (e di questi ce n’è in tutti i settori)… altri perchè le Poste pagano solo fino alle 17 (mi pare, o comunque è un discorso simile); se finisci prima il giro, ben per te: hai del tempo libero. Se finisci dopo, fatti tuoi: non ti pagano straordinario. Quindi chi si accorgeva di “non farcela” risolveva sbarazzandosi del di più in qualche modo…
      PS. Pure a mio padre è capitato di rincorrere un postino… quando finalmente è riuscito ad incrociarlo e fargli portar via una pila di corrispondenza (destinata ad inquilini che se ne erano andati tre anni prima… e che non comparivano nemmeno più sui campanelli!) che continuava ad ammucchiarsi da giorni sulle buchette dei condomini!!

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  4. Beh, qua lo hanno beccato uno che buttava le lettere senza consegnarle.
    Il genio lo ha fatto nel bidone sotto casa sua, immagino che qualcuno avrà visto e così lo hanno beccato subito.
    Deve essere stato licenziato, ma nn so se abbia subito altre (giuste) sanzioni.
    La verità è che non ci sono più i postini di una volta …
    Come gli spazzini (o operatori ecologici), ma anche gli autisti di bus …
    Non so perchè ma è andato perduto quella sorta di alone istituzionale che li avvolgeva
    (oggi son lavoratori come tanti …)

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    • Per molti versi è il solito discorso del “tutti sono utili, nessuno è indispensabile” che si è impadronito della logica del lavoro… Mentre invece nessuno mi leva dalla testa che per tanti mestieri non basta l’incentivo dello stipendio a fine mese per farli bene, bisogna anche essere portati ed aver passione.
      Ho citato in un altro commento una mia cara amica che per anni ha fatto la postina con contratti a termine, prima per pagarsi l’università, poi perchè le sarebbe proprio piaciuto farlo e basta.
      I superiori riconoscevano che era bravissima (una delle poche postine donne che potevano mandare nelle zone di campagna con lo “scooterone”), e sfruttavano la sua capacità di “imparare il giro” in una giornata per farla rimbalzare in giro per il territorio di competenza (tre giorni lì, una settimana là, due giorni qua…) e coprire ferie, malattie, assenze varie dei postini titolari: sapevano che si sarebbe adattata in un attimo.
      Quando però è stato il momento di fare l’assunzione definitiva (dopo svariati anni di sta solfa)… le han fatto invece capire chiaro e tondo che a loro conveniva piuttosto continuare ad assumere gente “temporaneamente”, anche incapace.

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  5. Pingback: Alla ricerca della cartolina perduta « Gite Mentali

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