Cogito ergo sum… l’evoluzione.

Immagine presa dal web

Ovvero: “Lavoro, quindi sono stressato” (anche se non credo che i disoccupati siano poi tranquilli quanto un Buddha…).

“Entro Dicembre 2010 il datore di lavoro è obbligato a Valutare se nella sua azienda sussiste il rischio da Stress lavoro correlato, e , dove presente, dovrà adottare misure per ridurrre quest’ultimo.”

Non sto a riportarvi riferimenti di legge, scadenze e quant’altro che non è questa la sede.

Giusto qualche pensiero sparso al riguardo. Intanto: iniziativa lodevolissima, figuriamoci! Anzi: con tutti i problemi che ci si trova addosso ogni giorno, che si pensi ad una normativa per cercare di alleggerire almeno quelli del posto in cui si passa la maggior parte della giornata è soltanto una buona idea! Tra l’altro, se si potesse star sereni d’umore, molti altri problemi (di salute, relazionali, ecc.) nemmeno si presenterebbero. Però…

Però, intanto è tutto un fiorire di chi si propone, per “pochi” €uri, di fare consulenze, organizzare corsi, fare aggiornamenti (aggiornamenti? Perchè, nel corso dei mesi cambia pure il concetto di rottura di maroni??). Come è già stato per il documento programmatico per la sicurezza, di quello per la tutela della privacy, ecc. ecc. Interi ettari di foresta amazzonica impastati per stampare ogni anno (da un po’ mi pare sia necessario stampare solo gli “aggiornamenti”, all’inizio invece era da rifar tutto ogni volta) questi documenti programmatici, e perfavore qualcuno mi dica che ha avuto un’ispezione che è andata a controllarglieli… perchè almeno mi sembrerebbe che abbiano un senso.

Tornando allo stress… beh, vi chiedo un po’ di partecipazione: alzi la mano chi si diverte ad andare a lavoro. Non dico chi sul posto di lavoro ci passa dei bei momenti o ci si trova bene (essennò parliamo di tortura, non di lavoro!), dico chi proprio piuttosto che fare un viaggio, guardare un film, uscire con un amico, leggere un libro, giocare con i figli… preferisce andare a lavoro. Ok, quelli con la mano alzata: di là, seguite le frecce sotto la scritta “Psichiatria”!

Per tutti gli altri… siamo seri: dappertutto  (famiglia, scuola, lavoro, vacanza, amici) non si può pretendere che sia sempre costantemente tutto rose & fiori. Sarebbe già un grosso passo avanti, ovunque, se si tornasse semplicemente ad avere un po’ più di rispetto per il prossimo (anche se il prossimo è un tuo “sottoposto”, che non è sinonimo di schiavo), e soprattutto – almeno ogni tanto – a far finta di essere nei panni degli altri.

E poi… non dimentichiamoci che tra il dire e il fare c’è di mezzo “e il” (cit. Elio). Nel senso che una cosa è decidere che si dovrebbero cambiare le cose, altra cosa è poi che i cambiamenti certe testine di cavolo li mettano in atto. Perchè molto spesso per risolvere una situazione di stress basterebbe un po’ di buonsenso da parte di chi organizza il lavoro (una di quelle cose col “buon” davanti che ormai non si trovano più, nemmeno a cercarle su E-Bay: buonsenso, buongusto, buoneducazione…)… in casi più drastici invece occorrerebbe una lobotomia su chi organizza il lavoro (in casi ancora più drastici, una lobotomia aumenterebbe il Q.I. del soggetto)!

Ma la chicca suprema di tutta questa storia, per me, è questa: per valutare il fattore di rischio stress, bisogna compilare un apposito “anonimo” test, pluriaccessoriato di caselline da crocettare, puntinare ecc. Anonimo. Intanto, anonimo sta cippa: sesso ed età mi pare che siano da indicare… (e scusate, ma in certe realtà aziendali… “su, non pigliarmi per il culo, dà qua che te lo firmo e facciam prima!”). Ma poi appunto del fatto che l’anonimato lo sia per modo di dire ho sentito lamentarsi gente che lavora in ditte con più di 100 dipendenti… (“Eh, ma nel mio reparto, di nati nel ‘7* ci siamo solo io e una tipa, quando ho messo il sesso san già chi sono!”)

Signoriiiiii!! Scusateeee!!! E io che sono l’unica dipendente, qua dentro (ma mica solo io, hai voglia quanti sono nella stessa situazione)??? Chissà chi l’avrà mai compilato, sto questionario, eh? 😉

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16 pensieri su “Cogito ergo sum… l’evoluzione.

    • Per parecchio è stato così anche per me… ma ammetto che negli ultimi mesi in ufficio ci stanno mettendo “il carico da 10”, sui miei nervi (probabilmente perchè inizio ad esaurirmi io per via di altri fattori esterni)!

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    • Aspetta, che rigiro anche il coltello nella piaga: di lunedì mattina, e subito dopo il 1° maggio caduto di domenica!
      E qualcuno è ancora curioso di sapere quali sono i fattori di stress? 😉

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  1. dopo il post di poco fa, potete capire meglio perché per me il lavoro non è stressante se non quando ci sono errori generalizzati.

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  2. poi ci sono quelli come la sottoscritta che non vivono bene se non sono sotto pressione (carla la mia amica segretaria, quando siamo in vista delle maturità ed io ci sguazzo mi dice regolarmente: ma non capisco chi te lo fa fare, visto che non hai bisogno di lavorare!- MA, SIGNORI E SIGNORE:A ME PIACE!
    come dice mio figlio.ognuno si diverte come può
    grazie per la segnalazione dello spassoso gruppo su fb!

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    • Il mio fattore di stress principale, a lavoro, son le urgenze “che lo diventano”, non tanto i momenti di “pressione” (che è normale ci siano): quelle cose che hanno scadenza da o fra settimane o mesi (quindi ampiamente programmabili/gestibili… purtroppo da qualcun altro!), che ci si riduce a fare all’ultimo momento con l’acqua alla gola perchè qualcuno se ne è fregato/ha continuato a rimandare pensando “tanto c’è tempo”.
      Beh, certo… tanto c’è tempo, soprattutto quando hai modo di scaricare le rogne all’ultimo su qualcun altro… =__=

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  3. A me sembra una legge fatta apposta per ripararsi dal rischio di accuse di sfruttamento che provoca reazioni psicofisiche tali da non consentire una normale attività lavorativa.
    Faccio fare il corso, somministro un test e alla fine aggiungo: “adesso tutti al lavoro e recuperate il tempo perso. Se volevate divertivi la prossima volta prima di validare l’entrata in servizio pagate il biglietto d’ingresso”.

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    • A me invece dà l’impressione di essere l’ennesima legge fatta per “accontentare” alcune categorie (nello specifico, quelli che poi organizzano – a pagamento – corsi, documenti programmatici ecc. per conto terzi) che così possono fatturare…
      Insomma, pure tutta quella solfa sulla privacy alla fine non è altro che montagne e montagne di carta sprecata.

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  4. E come dicevano i Trettrè ” a me..me par na strunzat” (qui su wordpress non so fare i link diretti, faccio copia e incolla: http://www.youtube.com/watch?v=JCNO_ZAHfR8 ). In italia si fanno 10000 progetti (basati su buonissime intenzioni, per carità) ma alla fine della fiera non si risolve mai nessun problema perchè manca la cosa basilare che hai ben citato: il buonsenso..e qualche mania di protagonismo in meno dei datori di lavoro, almeno in certi settori 🙂

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    • E’ come per la sicurezza sul lavoro: teoricamente un’ottima cosa. In pratica, nonostante corsi, controcorsi, documenti, cassette di pronto soccorso obbligatorie, non mi pare che gli incidenti siano calati di sto granchè… (purtroppo)
      In primis perchè le misure veramente efficaci sono troppo costose/rallentano il lavoro, in secondo luogo perchè se non si cambia prima la mentalità della gente son tutte risorse sprecate!

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      • dove lavoro io, colosso ha fatto tutti i lavori di ristrutturazione di un’ala del palazzone che prima era concessa ad una municipalizzata. beh, tutto perfetto per la sicurezza. peccato che ci siano uffici sovraffollati, alcuni siano davvero pesanti come aria (non potremmo aprire le finestre) e come temperature.
        ma la sicurezza innanzi tutto.

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        • Valga per i posti dove, se ti fai anche solo un taglietto con la carta, o ti sei portato i cerotti da casa in borsa o continui a sanguinare come un maiale sgozzato… =__=
          A parte questo, si potrebbe quasi dire che hanno messo in regola per la sicurezza… ma che qualche dipendente potrebbe lamentarsi per lo stress correlato che ne è derivato visto l’ambiente che si è creato!
          Giusto per dire che tanto in sto paese non si è mai a posto con niente…

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