Riflessione all’incrocio

Linko qui un articolo che ho letto un paio di giorni fa sul sito di Repubblica. Riassumendo in breve: a Milano, un’automobilista che nel 2009 parcheggiò in sosta vietata, è stata condannata a sei mesi di reclusione (non temete: non sconterà nemmeno un giorno: sospensione condizionale della pena) perchè, impedendo con la sua auto la visuale sulla strada, ha in pratica “contribuito” al verificarsi di un incidente mortale.

Cosa ne pensate?

Io vengo subito al sodo: vorrei abbracciare il giudice che ha emesso la sentenza.

Già, perchè a novembre 2007, mentre stavo rientrando a casa dal lavoro con la mia fida bicicletta, sono stata investita a circa 100 metri da casa praticamente proprio per questo motivo. Auto parcheggiate fin sullo spigolo dell’incrocio, e così la signora che guidava l’auto che mi ha buttata a terra – che stava uscendo da una strada secondaria per immettersi sulla principale con diritto di precedenza che percorrevo io – non mi ha vista.

E’ vero che “non mi ha vista” nonostante io avessi il fanale acceso (e guardate che, quanto a questo, ormai sono una bestia rara!) e che “non mi ha vista” nonostante le fossi ormai completamente di fronte (non ho avuto modo di far nulla tranne prepararmi alla botta proprio perchè ha iniziato a muoversi, da ferma che era, quando le ero del tutto davanti), ma le auto parcheggiate in divieto praticamente sull’incrocio hanno senz’altro contribuito parecchio all’incidente: se non avesse dovuto sporgersi con più di metà auto oltre la linea del dare la precedenza, sconfinando per mezza carreggiata nella strada principale anche solo per vedere chi arrivava, non sarebbe successo probabilmente niente.

In quell’occasione io me la sono cavata decisamente benone, per un incidente bici-auto: il cappottone di piumino lungo sotto il ginocchio che avevo addosso è anche servito un po’ da “materasso” nella caduta, e ci ho ricavato “solo” una bella distorsione al ginocchio destro e un brutto ematoma allo stesso polpaccio. Un mese di infortunio ferma immobile con il tutore alla gamba, un altro mese e mezzo di fisioterapia, ed ero di nuovo sulla bicicletta.

C’è da dire che se le pubbliche amministrazioni non fossero così parsimoniose di specchi (molti incroci che ne sono sprovvisti diventerebbero meno pericolosi. Se non ci pensano certi automobilisti a “riflettere” mentre guidano o parcheggiano, magari proviamo a dar loro un aiutino con uno specchio, che “riflettere” è anche il suo mestiere) magari qualcosina si guadagnerebbe.

Sempre per “criticare” le pubbliche amministrazioni – e qui mi riferisco in particolare a quello che vedo nella mia città, poi al massimo ditemi voi se è così anche altrove -, forse se invece di concentrare le contravvenzioni nel centro storico bersagliando pericolosissimi dischi orari o tagliandini di parcheggi a pagamento scaduti, iniziassero a far girellare un po’ di più i vigili anche “fuori le mura” dando un’occhiata alle auto parcheggiate alla vigliacca (insomma, faccio tuttora fatica a capire l’impellente urgenza del “signor Pino” che blocca completamente un incrocio perchè deve comprare un filone di toscano senza dover fare più di 10 passi tra andare/tornare all’auto), magari aiuterebbe… Perchè in certe zone, attualmente, si può essere matematicamente certi che anche parcheggiando di sbieco con le ruote anteriori che risalgono un platano non si troverà mai nessun “bigliettino” sul parabrezza.

Al motociclista di Milano, comunque, è andata molto peggio che a me. E dato che non credo che sia il solo ad averci rimesso le penne, e che nemmeno il suo investitore sia il solo ad essersi trovato un procedimento penale addosso per un incidente che senza ostacoli alla visuale forse non sarebbe nemmeno successo… ben venga la decisione del Tribunale di Milano, se può servire a iniziare a far riflettere un pochino tutti quelli che invece di parcheggiare (e spesso appunto per non sprecarsi a fare tre passi in più a piedi) “buttano lì” l’auto come capita capita.

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9 pensieri su “Riflessione all’incrocio

  1. lo abbraccerei pure io il giudice, ma nn so se hai visto a fianco dell’articolo …
    C’era il commento del tale dell’ACI che già parlava di forzatura perchè deve essere cmq colui che sta procedendo sulla carreggiata a valutare la situazione.

    Finirà come solito all’italiana …
    Con la revisione della sentenza.
    Al “parcheggiatore abusivo” insomma, oltre a non fargli fare neppure un gg di galera, toglieranno la pena …
    (eppure, credo che solo con severità e rigore, si potrebbe provare a mettere ordine … e mica solo sulle strade)

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    • stessa osservazione che stavo per fare anch’io.
      io ci pensavo ogni volta che con l’auto si usciva dal parcheggio condominiale di casa vecchia: c’era spesso un furgone o due auto a coprire l’ultimo parcheggio, o addirittura la doppia fila. roba da rischiare le penne ogni volta.
      certa gente deve ringraziare di non esser stata coinvolta in questioni penali come quella del motociclista.
      io credo che sarebbe importante un inseverimento della pena.

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      • Concordo sul fatto che tanto finirà tutto, purtroppo, a “tarallucci e vino”… 😦 (la pena è già sospesa e probabilmente pure “con non menzione” nel casellario penale, figurarsi…)

        Però, secondo me, il tizio dell’ACI dovrebbe essere condannato ad uscire – almeno 10 volte al giorno – da incroci con visibilità zero per i prossimi 8 mesi. Poi ne riparliamo e vediamo cosa dice.

        Pure perchè l’art.158 del Codice della strada sul divieto di sosta (citato anche nell’articolo di Repubblica) “impone a ogni automobilista l’obbligo di assicurarsi che dal luogo scelto per parcheggiare non possa derivare pericolo per l’incolumità delle persone”.
        Altro che “forzatura”!! Questo giudice non ha fatto altro che leggersi per bene il codice laddove altri “ci danno un tanto al chilo”…

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  2. E’ una questione di educazione purtroppo. Basterebbe poco e un po di moto non fa mai male.
    Mi credi se ti dico che a Milano ho sempre parcheggiato regolare? Mai una seconda fila, mai un passo carraio, mai sulle strisce. A volte per natale me ne sono, anzi ce ne siamo tornati a casa, ma sull’andare a Milano in periodo di portafogli gonfi lo sapevo all’inizio che era inutile.
    Poi usando da anni le due ruote, la situazione stradale è un vero e prorio attentato all’incolumità, ma gli amm.ri dei comuni se la cavano con un codice della strada che non li coinvolge, anzi li assolve in partenza avendo il conducente l’obbligo di adeguare velocità ecc. allo stato della strada. Un paese ipocrita non può che avere leggi ipocrite.

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    • Ci credo eccome! Perchè ogni tanto qualche “mosca bianca” deve capitare, in mezzo a tutti quelli che se ne fregano… tanto per dire: ne ho appunto sposata una! 😉

      Mi trovo a concordare (con tristezza) anche sulla tua ultima frase. Tra l’altro, laddove ormai buonsenso e buoneducazione non arrivano più, ci si aspetterebbe almeno che arrivi il CdS. Nada. Manco quello… al solito, “fatta la legge, trovato l’inganno”.

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  3. Concordo sul fatto che, purtroppo, il codice della strada sia spesso “inadeguato” a molte situazioni (ehh….ma dovevi assicurarti che il tizio che ti ha TAMPONATO non ti tamponasse!! °_°) ma, c’è da dire, che nel tratto di strada che precede l’incrocio indicato da Shun…c’è un bel cartello di DIVIETO di SOSTA E FERMATA…e quindi ci sarebbe dovuta scappare, come minimo, una multa al “fenomeno” parcheggiatore!

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    • Sogna e spera! Come ho già scritto (e scusate il francesisimo): ai vigili gli scoccia dover muovere il cu*o fuori dalle mura, figurati se mai faranno delle multe dalle parti dove abito io!!!

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