Alla ricerca della cartolina perduta

Immagine presa dal web

Oh sì! Oggi ho voglia di faticar poco… e, sulla scia di questo post e come da titolo, stavolta mi lamento un po’ del servizio postale!

Premessa di rito: con le poste ci ho a che fare praticamente ogni giorno – soprattutto per lavoro – e devo dire che molto spesso mi sono trovata davanti gente in gamba, che amava il proprio lavoro e lo faceva anche bene (ad esempio, il postino che veniva in studio e che è andato [sigh! per noi] in pensione a fine 2010). Per la verità i tempi di consegna (soprattutto delle prioritarie, che ormai sono diventate ordinarie “rincarate”, diciamocelo) spesso lasciano un po’ a desiderare, ma dai poi.

Ma sono capitati anche episodi abbastanza assurdi… Questo, ad esempio: A inizio 2006 ricordo un atto che abbiamo dovuto notificare per poi iscriverlo presso il Giudice di Pace locale. La notifica era su Milano (ad una nota compagnia telefonica, quindi nessun problemino di “destinatario sconosciuto”, “trasferito” o robe così), diciamo quei 250-300 km. Spediamo con ampio anticipo e amen.

Si avvicina il momento di depositare il tutto, la cartolina con la ricevuta di ritorno non arriva. Controlliamo su internet: l’atto risulta ritirato, e addirittura pochi giorni dopo la spedizione. A questo punto, coda allo sportello dell’Ufficio Postale locale per avere informazioni “de visu“. La risposta è che non si spiegano come mai non sia ancora tornata la cartolina, forse si è smarrita, possiamo chiedere un duplicato (al massimo ne riceveremo due). Detto fatto: richiesto duplicato. Nel frattempo, in Cancelleria accettano comunque l’atto con la stampa fatta dal sito che testimonia il ritiro dell’atto pur “non fungendo da certificazione” (mi dicono che è già successo e chissà perchè… non fatico a crederci), con l’intesa di portare la cartolina appena ci arriva.

La causa giunge a sentenza (circa un annetto, tra udienze, rinvii, ecc.) senza che nessuna delle due cartoline (originale o copia) si sia vista. Notifichiamo la sentenza (stavolta torna tutto il “ritornabile”), la pratica segue il suo iter, si chiude e finisce in archivio.

Passa un ulteriore annetto, e insieme ad altra posta arriva in studio una cartolina “verde” (<- una normalissima cartolina per atti giudiziari). Nessuno “scervellamento” su cosa cavolo sia, ma solo perchè ho l’abitudine (inculcatami da PrimaCollega) di scrivere in un angolino di ciascuna cartolina di ritorno (bianca, verde o arancione che sia) il nome della pratica cui si riferisce (così quando tornano finiscono subito al loro posto, dato che a volte si scrive allo stesso destinatario per più pratiche e poi bisogna fare CSI con le date di spedizione per assegnare ogni orfana al suo fascicolo). Già, perchè “a memoria” probabilmente ci avremmo messo un pochino di più a capire a cosa cavolo si riferisse visto che in quel momento non avevamo in essere nulla di simile… Essì, perchè… (rullo di tamburi…)

Esatto proprio lei! Proprio la cartolina che “poteva essersi smarrita”. C’ha messo tipo un anno e mezzo per percorrere i massimo 300 km del viaggio di ritorno. Suppongo li abbia fatti a piedi… (non il postino che l’ha riportata indietro, intendo proprio la cartolina “di persona”, a piedi!).

Ah, del duplicato richiesto tuttora non abbiamo mai visto l’ombra… 😉

Annunci

32 pensieri su “Alla ricerca della cartolina perduta

    • Potrei suggerirti di chiedere all’assicurazione il numero della raccomandata per verificare “a che punto sta”… ma, come hai letto nel post, anche saperne qualcosa di più tramite il sito alla fine non è che porti granchè in tasca!

      Mi piace

  1. Anch’io scrivo sempre sulle cartoline a che si riferiscono… Purtoppo non sempre funziona… Tipo quando capita che ti torni indietro dopo mesi una cartolina verde RIFATTA da “loro” perchè quella che avevi fatto tu chissà che le è successo e devi fare, appunto, CSI per capire che è… Perchè tra le altre cose è scritta a mano ad minchiam che più ad minchiam non si può.

    Mi piace

  2. Per non parlare di quella volta, qualche anno fa, quando ho spedito un postacelere URGENTE… Ok… La città di destinazione l’hanno azzeccata… Peccato che l’abbiano consegnata in tutt’altro ufficio… Non ho ben capito, però, perchè l’ufficio a cui hanno consegnato per sbaglio la busta non ha fatto presente l’errore aòl momento del ricevimento… Sarò strana io che controllo subito per chi è la posta quando il postino me la consegna?

    Mi piace

    • Lasciamo stare… l’altra mattina mi arriva in studio un corriere, di quelli che consegnano anche la corrispondenza ordinaria (e già, se molte ditte – soprattutto banche – hanno iniziato a servirsi dei corrieri invece che delle poste per consegnare estratti conto, contabili, ecc… qualcosina da pensare viene!).
      Arriva piuttosto agitato (direi anzi alterato!) e mi mette sotto il naso un pacco di lettere dicendo “E’ mezz’ora che giro per il palazzo, e nessuno mi sa dire dove sia questa Pincopallo S.r.l.!!!”.
      Al che pure io gli rispondo che in quasi 9 anni MAI ho sentito parlare della Pincopallo S.r.l.
      POI butto l’occhio sul pacco di lettere: “Pincopallo S.r.l. – Via Pallini n.4”. Peccato solo che noi siamo sì al n.4… ma di Piazza 91 Settembre!!!
      Pare che “leggere” sia diventato un optional…

      Mi piace

  3. …“E’ mezz’ora che giro per il palazzo, e nessuno mi sa dire dove sia questa Pincopallo S.r.l.!!!”….?!!?!?!?!

    Posso piangere?

    Mi piace

  4. ok, tu mi vuoi proprio male.

    all’epoca del liceo (prima dell’avvento delle email) avevo una penfriend tedesca. io stavo tra i monti, lei vicino a duesseldorf. ci scrivevamo regolarmente.
    da duesseldorf ai monti ci metteva 3 giorni 3 per arrivare la lettera. al ritorno forse qualche giorno in più. per fare invece monti – altra zona d’italia ce ne metteva almeno 6 e faceva dei giri assurdi.

    qualche anno fa ordino un libro da internet, un libro di un certo pregio. il venditore mi fornisce il codice di spedizione e noto che sul sito c’è scritto che è stato fatto un tentativo di consegna ma del relativo cartoncino non ho avuto traccia. anche perché all’epoca le mie coinquiline c’erano eccome a casa.
    chiamo l’ufficio postale di deposito, mi dicono che sì avrei potuto ritirare il tutto spiegando bene di persona.
    vado il giorno dopo, spiego tutto alla signora che mi chiede “ma la cartolina? senza non posso far nulla”. inspira-espira-inspira-espira e gentilmente ho fatto capire alla signora che le avevo appena detto che NON mi è stata lasciata (e che anzi, se voleva facevo un reclamo…) e soprattuttto che io senza quel pacco non mi schiodavo di là.
    è stata ragionevole e mi ha portato il pacco…

    queste sono le cose che ricordo in merito alle poste, ma se vogliamo parlare dei corrieri divento una iena.

    ah, dal primo di giugno qui non consegneranno più la posta di sabato.

    Mi piace

    • Per certe (dis)avventure con i corrieri occorrerebbe un blog dedicato a parte!! 😉
      Per quanto riguarda l’ufficio – relativamente alla consegna della posta al sabato – ti direi che a me andrebbe meglio se non la consegnassero! Essendo chiuso, capita di trovarsi un mucchio di avvisi di ricevimento lasciati proprio il sabato (ma com’è che gli altri giorni tutta sta roba non arriva??), e poi c’è da perdere qualche secolo il lunedì prima per raccogliere tutte le firme di delega e le copie dei documenti dei vari destinatari e quindi – dopo le 10.30 – in posta per ritirare…
      Parlando di casa… di nuovo non mi cambierebbe un tubo: è l’unico giorno in cui all’orario di passaggio del postino (12-12,20) saremmo in casa, ma tanto non è mai capitato che qualcosa “da firmare” ci sia stato recapitato di sabato… e quindi, ad nauseam, ogni volta di nuovo trafila per ritirare alle poste centrali!

      Mi piace

  5. Io ho un postino totalmente idiota: a parte il fatto che se arriva una raccomandata spesso non bussa nemmeno ma lascia l’avviso di mancata consegna (e quindi devo andarmi a fare la fila alla posta solo perchè non può premere col suo ditino delicato il tastino del citofono), ma poi, visto che nel mio palazzo abita anche un parente con lo stesso mio cognome, non indovina mai, e dico mai, a chi consegnare le lettere: io ricevo quelle di mio zio e lui le mie, e sono 15 anni che abitiamo qui e quel deficiente non ha ancora imparato, nonostante gli sia stato ripetuto più e più volte..

    Mi piace

    • Sfondi una porta aperta:
      – dove abitavo con i miei, un civico più in là c’era uno con il mio stesso cognome e nome (ovvio, lui aveva una “o” al posto della “a” nel nome)…
      – nel palazzo dove lavoro c’è una tipa che ha lo stesso cognome del mio boss – i due ricevono ovviamente tipologie ben diverse di posta, ma figurarsi! – e sul campanello ha messo il suo cognome invece di quello del marito perchè “troppo lungo”…
      Ecco, ti lascio immaginare! 🙂

      Mi piace

    • So che sembra fantascienza, ma… mi racconta mio padre che una cinquantina di anni fa il postino passava addirittura due volte al giorno, mattina e pomeriggio. Così come le “levate” dalle cassette postali erano due, mentre oggi (almeno qua da me) è rimasta soltanto quella di mezzogiorno.
      Viene effettivamente da domandarsi qualcosa; a me soprattutto quando sono in coda alle Poste Centrali per spedire qualcosa e c’è solo uno sportello aperto per la corrispondenza, a confronto con i 4-5 aperti che però fanno solo i “servizi finanziari”. A me sa un po’ di logica malata…

      Mi piace

  6. Ciao Shunrei, sono mancata per un po’ nel tuo blog, ma ti ritrovo sempre grintosa e tosta.
    Io sentii di una cartolina di Natale arrivata 40 dopo al destinatario che, nel frattempo era (pace all’anima sua) deceduto. Ma siamo in italia il paese delle banane e del bunga bunga. Ciao a presto.

    Mi piace

    • Graditissimo ritorno! 🙂
      In effetti viene da pensare proprio “la vita è fatta di priorità”… e si vede bene quali sono quelle di chi ci “comanda”! =__=

      PS. “Grintosa” in questi ultimi giorni è dir poco… dato quanto mi stanno girando un paio di appendici, a breve per poter parlare con me ci vorranno sgabello e frustino, come con i leoni del circo… 😄

      Mi piace

  7. Tuo padre ti ha detto giusto e anche fino a 35 anni fa il postino mi ricordo che passava la mattina e poi nel pomeriggio.Le poste erano aperte fino alle 17 ma solo per i pacchi ,raccomandate e telegrammi,ora chiudono alle 13,00 e chi s’è visto s’è visto.Sembra di parlare di millenni fa eppure io che ho 57 anni mi ricordo quando le cose funzionavano.Stiamo facendo come i gamberi ,camminiamo all’indietro ,oppure 1 passo avanti e 2 indietro.

    Mi piace

    • Diciamoci una cosa: qua in Italia, dalle varie privatizzazioni, gli unici che non c’hanno guadagnato un piffero sono stati gli utenti… (ragion per cui mi sta così a cuore il prossimo referendum: nello specifico mi riferisco ai due quesiti sull’acqua)!

      Mi piace

    • Il colmo a me è successo 7 anni fa: quando mi sono sposata ho voluto mandare almeno i confetti a diverse mie amiche di penna. Una cosa semplicissima: alla prima occasione di rispondere alle loro lettere, mandavo una bustina imbottita con dentro il classico sacchettino di tulle con il bigliettino.
      Ebbene: ad una è arrivata la busta imbottita, la lettera… ma i confetti se li è pappati qualche postino tra qui e Cosenza!

      Mi piace

  8. Del resto, avete mai fatto caso a come, quelli che consagnano la posta, parcheggiano motorini, bici e quei quadricicli elettrici (orrendi) ?
    Provate a notare …
    Della gente che lascia i mezzi in ogni dove (tipo i motorini in mezzo alla strada, quando li potrebbero benissimo nn mettere in mezzo ai piedi) non deve essere troppo illuminata …
    (e le lettere già è tanto se prima o poi arrivano … c’è anche qualcuno che le butta direttamente nell’immondizia)

    Mi piace

  9. E meno male che ti è arrivata, io sto ancora aspettando la cartolina di ritorno di una assicurata dall’Inghilterra che di certo il destinatario ha ricevuto.

    Dove lavoro utilizziamo un corriere che prende preleva la posta direttamente al protocollo centrale – oramai lo fanno tutti per risparmiare sul costo del personale – e un giorno ha perso tutta la corrispondenza di un altro ente.

    Come lo abbiamo saputo?

    Semplice: è venuto a chiedere se aveva lasciato una cassa di posta.
    Hi hi hi

    Mi piace

  10. Vorrei azzardare un’ipotesi per “giustificare” sia i parcheggi selvaggi di moto e bici, sia quello che s’è smarrito uno scatolone di posta (… qui si fa dura, intendiamoci!).
    Ormai l’imperativo è dappertutto “risparmiare”: quindi poco personale, formato ancora meno, con mansioni spesso assurde da svolgere in un lasso di tempo limitatissimo… è così praticamente ovunque, ma tanto ormai della qualità nei servizi non importa più a nessuno: basta che l’utente PAGHI.

    Mi piace

    • e qui mi suggerisci l’ultima assemblea condominiale (ma anche qualche riunione di facoltà, quand’ero rappresentante degli studenti) e su come la vita delle donne delle pulizie sia cambiata: le cooperative pretendono che le signore puliscano l’infinito in poche ore. praticamente non fanno in tempo ad aprire lo sgabuzzino delle scope che devono già andar via. e per pochi spiccioli.
      questo mi fa mooooolto incazzare.

      Mi piace

      • Lasciamo stare, quello delle pulizie è un altro tasto dolente/fantascientifico: in ufficio dove lavoro io (e saranno, tra i 7 uffici 3,5×3,5, 2 bagni, corridoione-sala d’aspetto largo 3,5 metri e lungo almeno 15 e biblioteca 4×8… toh, quei 150 mq. abbondanti sicuri!) viene una volta a settimana una signora per ben tre ore, il lunedì mattina (alla stratosferica cifra di 7 € l’ora).
        Ebbene: ci sono dei mentecatti che hanno il coraggio di scandalizzarsi se negli angolini sotto i tavoli nel groviglio dei cavi dei PC c’è della polvere. E un malato di mente ha addirittura preparato il “trabocchetto” per la signora, lasciando una monetina per terra apposta per poter dire che – dopo che lei era passata – la monetina non era stata spostata.
        Devo forse aggiungere che si tratta di gente che a casa propria ha sempre avuto la colf (e che quindi non ha la minima idea di cosa significhi fare le pulizie e di quanto tempo e fatica ci vogliano per farle bene)?

        Mi piace

  11. Lasciamo perdere il discorso della formazione… Che qualcuno difetta pure di senso logico…
    Ad esempio addetta postale che riconsegna raccomandate con cartolina di ritorno mandate da me e ritornate indietro perchè destinatario trasferito o altro… Questa tipa voleva staccare le cartoline di ritorno dalle racomandate… Secondo il suo pensiero dovevo firmare le cartoline di ritorno come se fossi stata il destinatario (e non il mittente), che poi mi sarebbero ritornate indietro per posta normale… Allucinante…
    Ma era in buona compagnia visto che nonostante i miei avvertimenti una mia collega invece, in una successiva ritornata di raccomandate spedite da noi, le cartoline le ha per davvero firmate e riconsegnate all’addetta postale…

    Mi piace

    • So che non è consolante, ma è capitato pure a noi…
      A inizio anno, quando – dopo il pensionamento del nostro precedente postino, che era bravissimo – ha iniziato a consegnarci la posta il postino attuale.
      La mia collega mi porta la mia parte di posta e io trovo appunto una raccomandata tornata al mittente, e a parte la rispettiva cartolina… accuratamente staccata dal postino e firmata (al posto del destinatario!) dalla mia collega stessa!!!

      Mi piace

  12. Ma almeno a te le ha consegnate tutte inseme appassionatamente, raccomandate e relative cartoline corrispondenti? No, perchè da me le cartoline se l’è riprese la postina, senza che la mia collega dicesse nulla, e mi son tornante indietro giorni giorni giorni e giorni dopo… Tanto chi doveva diventare scema a ricercare i fascicoli per l’ennesima volta di troppo ero io… -_-

    Mi piace

    • Devo riconoscere che almeno ci ha lasciato tutto in una botta. Probabilmente però perchè girando la cartolina, riconoscendo la mia calligrafia o sbirciando la busta la mia collega s’è accorta della vaccata e gliel’ha detto lei (dopo aver firmato, ma questo è comprensibile: quando ti buttano lì una pila di 1 cm di roba da firmare, non è che stai a controllare una cosa per volta, se no ci vuole da qui all’eternità)… =__=

      Mi piace

      • E’ successo di nuovo. OGGI. Non ci posso credere, 2 colleghe su 3 non ci arrivano proprio.
        Ieri mi è tornata indietro una raccomandata perchè il destinatario aveva cambiato residenza.. Okkey.. La guardo per metterla a posto e manca la cartolina di ritorno. O_o?
        Oggi mi arriva la cartolina, osservo e ci trovo la firma dell’altra mia collega.
        E BASTA!!!! Quante volte glielo devo dire di NON FARLO? E poi, perchè devo sprecare fiato per dirgli di non farlo? Non potrebbero PROVARE ad usare il cervello ed evitare di fare scemate nonchè grosse figure di merda?

        Mi piace

        • Lancia spezzata a favore delle tue colleghe: il primo pirla di tutta questa faccenda è il postino!!!!!!!!!!!
          Che poi, ad un’analisi più attenta, i veri delinquenti sono quelli che avrebbero dovuto formare il postino… perchè per imparare che le raccomandate vanno rese al mittente così come stanno bastano 2 neuroni. Voglio dire… se l’abbiamo capito noi mittenti!!!!
          Se però nessuno ti spiega un cavolo e tu in vita tua non hai mai avuto a che fare con le poste nemmeno come utente (<- perchè a questo punto bisogna pensare anche questo!), le cose cambiano…

          Mi piace

  13. Pingback: Troppo facile… « Gite Mentali

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...