Troppo facile…

Immagine presa dal web

… insomma, ho iniziato la settimana “facendo il cane addosso” alle Poste, e chiudo la settimana tornando a parlare dello stesso argomento (o quasi). Ma diciamocelo: quando le lamentele te le servono praticamente su un vassoio d’argento, vogliamo non approfittarne?

Premessa: ho l’abitudine di controllare la cassetta postale di casa quando rientro a casa durante la pausa pranzo. Può essere sulle 12.40 se rientro direttamente, oppure sulle 13.15 se mi fermo a pranzo dai miei, ma ormai mi è automatico darci un occhio prima di imboccare le scale. Tempo fa 3 giorni su 5 era praticamente inutile dato che la nostra “vecchia” [per modo di dire: più o meno sarà stata mia coetanea] postina gattofila passava intorno all’una, ma il nuovo postino invece passa prima della mezza e quindi “vado a colpo sicuro”.

Questa settimana non ho cambiato abitudini: difatti, da lunedì a mercoledì dietro lo sportellino c’era talmente “vita” che mi aspettavo di sentire la celeberrima particella di sodio che strillava “C’è nessuuuuuuunoooooo??”… Ieri, invece, la posta mi faceva “Ciao ciao” fin dal cortile. Nel senso che c’era il giornaletto dei soci Coop che si sporgeva mezzo di fuori dalla buchetta (e dire che ci starebbe comodamente), facendomi temere che da un momento all’altro intendesse compiere “l’insano gesto” suicidandosi sullo zerbino. Soccorro la nostra copia di Consumatori, entro, apro il solito sportellino. E, sul fondo della cassetta, c’era questa specie di stella filante (la nuova versione degli avvisi di ricevimento) ad aspettarmi: ——————————————————————–>

Qual è la prima “preoccupazione” in questi casi? Capire di che si tratta, ovvio. Giusto per sapere fino a che punto agitarsi, diciamo. Una multa? Naaaaah… intestata a me, poi, che non ho manco l’auto? Che m’han fatto, il velox alla bici? 😀 L’Eni che conferma l’ipotesi di essersi bevuta il cervello shakerato con ghiaccio (il ghiaccio ci vuole perchè con la dose di cervello posseduta da Eni non si riempie una tazzina da caffè) e dopo avermi scritto che la storiaccia era sospesa e in via di risoluzione, ch’ha ripensato? Quel buontempone dell’amministratore di condominio che ha deciso di movimentarci le giornate inviando la convocazione dell’assemblea annuale “truccata” da cartella esattoriale?

Va beh, tagliamo corto: per chi non lo sa, se inserite il codice numerico che sta sopra il codice a barre (quello che qui inizia per 14462), e indicate come data di spedizione una data di poco precedente a quella dell’avviso (dall’avviso non potete sapere di preciso quando è stata spedita, ma ho provato e funge lo stesso nel modo che vi ho detto) in questa pagina del sito di Poste Italiane, potete vedere quando e da dove la raccomandata è stata spedita. Che, spesso, serve a farsi già un’idea. Nel mio caso, il luogo di partenza mi ha preannunciato che si trattava di una bellissima spedizione: il premio che ho ricevuto dal Gatto Ve(r)de!! (E ovviamente ne approfitto per ringraziare anche qui M.E.C. e tutto lo staff! Il Manuelito “3D” è a dir poco adorabile… 🙂 )

Fatto questo, stavo quasi per metter in borsa l’avviso per passare a ritirare il tutto appunto oggi uscita da lavoro… poi m’è caduto l’occhio sulle date di questo avviso. Io l’ho trovato in buchetta ieri (il 19 maggio). Peccato che risulti emesso il 17 maggio 2011 alle 12.26!!!! Nel frattempo io ho: a) controllato la buchetta 3 volte (trovandolo solo alla terza) e b) sono andate alle Poste per l’ufficio sia il 18 che il 19 mattina (e mo’ m’è toccato tornarci apposta una terza volta…)!!! Dove dannazione poteva essersi “nascosto” sto coso?!?!? Io vi do due ipotesi, se vi va votate la migliore:

  1. La nostra cassetta delle lettere è in realtà un portale verso un universo parallelo dove le cose entrano, si fanno dei viaggi e ricompaiono a “random” nel nostro spaziotempo un po’ quando gli tira il c*lo. Chissà quali mondi fantastici ha visitato e quali meravigliose avventure ha vissuto in quelle 48 ore tra il 17 ed il 19 maggio quella striscetta di carta termica! Ah, se potesse parlare..! Uno di questi giorni provo a infilarci Leda (la Shunrei in coda e vibrisse non ci sta come “cubatura”) e poi vedo che succede… il difficile sarà infilarci Leda facendola passare dalla fessura sul davanti (sai mai che utilizzando la porticina posteriore il varco dimensionale non funzioni a dovere… bisogna fare le cose per bene!).
  2. Date un’occhiatina al paragrafo che ho contrassegnato in rosso. Ecco: visto che noi comuni mortali non si ha mai un ca77o da fare e dato che le Poste non ci stavano tirando su abbastanza sulla quota forfettaria di giacenza da pagare per il ritiro a partire dal 6° giorno (perchè quegli stupidi destinatari riuscivano sempre a passare entro il 5°!), hanno pensato di darsi una mano: stampare le ricevute e ficcarle nelle cassette “a sentimento”, in maniera che se si iniziano a perdere 2-3 giorni così nel limbo… va là che quei 0.52 €cent prima o poi li pigliano!
Basta. Rivoglio, esigo, la “mia” vecchia postina gattofila!!!!!!!!!!
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10 pensieri su “Troppo facile…

  1. Le cose, invece di migliorare, peggiorano.
    Ah, spera di non avere MAI a che fare con la dogana. Qualche anno fa avevo ordinato dicansi 11 libri 11 dagli USA… Dopo un po’ approdano alla Dogana di Milano Roserio… Mi viene spedita a casa lettera in cui mi si cheide di inviare via fax la fattura e alcuni dati personali e così faccio… Poi tutto quello che si sa è che si deve aspetta con pazienza ulteriore comunicazione con importo di dazio e IVA da pagare… Passati diversi mesi provo a telefonare e dopo diverso tempo tempo (settimane) riesco a parlare con qualcuno che prende i dati e mi assicura che mi avrebbero fatto saper qualcosa… Niente. Scrivo mail su mail. Niente. Morale della favola? A distanza di anni nonho ancora capito che fine abbiano fatto i miei libri. Neanche il venditore li ha più rivisti… Macero o intascati?

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    • Ehm… memore della fine che fecero i miei confetti nuziali 6 anni e rotti fa, dì pur che son perfida, ma… per me quei libri se li è letti qualche doganiere!

      In posta m’hanno risposto che “chiederanno al postino”… azzardando l’ipotesi che il 17 abbia stampato l’avviso e l’abbia messo per sbaglio nella buchetta di un vicino (il quale poi, il 18-19, l’avrebbe messo nella mia).
      Ora: di buchette ce ne sono in tutto 3 (TRE!! Non 600), ognuna con il suo doppio cognome moglie/marito sopra.
      Se il postino riesce a sbagliare in queste condizioni, stiam messi bene… per non parlar del fatto che se il mio vicino è – mettiamo – un mentecatto che non apre la buchetta per giorni o magari è in vacanza… io rischio di non riuscire nemmeno a ritirare nulla, perchè finisce la giacenza (per gli atti giudiziari, per dire, è di soli 10 giorni!) e il tutto viene respinto al mittente!!!

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  2. Spero che quel doganiere si sia tagliato a morte ogni singolo dito ad ogni singola pagina di libro sfogliata.

    Come detto, non ci sono più i postini di una volta…. =_=

    Da me la siutazione diventa particolarmente tragica d’estate quando il postino “ufficiale” và in vacanza e viene sostituito da chissàcchi…

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  3. perché, non hai visto la puntata di ieri sera di striscia la notizia? servizio di luca abete sul fatto che in un paese non viene consegnata la posta da mesi.
    vai a cercarti il servizio e poi riparliamone.

    io quando devo ricevere posta, tremo. e inizio subito ad incazzarmi. preventivamente,.

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    • Rabbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbrividiamo….
      Ne hanno fatti di servizi a riguardo. Il postino che si riempiva la casa di posta non consegnata… Quello ceh la buttava nel cassonetto…

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      • Intendiamoci, ce ne sono anche di bravi… ricordo quello che consegnava la posta quando abitavo con i miei, poi quello che passava in studio prima che traslocassimo (mi saluta ancora quando lo vedo!), quello dell’ufficio che è andato in pensione (T___T) a fine anno e, appunto, quella che passava da casa mia fino a pochi mesi fa.
        La mia impressione, però, è che siano una razza in via d’estinzione…

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        • dimentichi che una volta erano assunti seriamente e per fare i postini.
          ora non vengono assunti se non con contratti che definirli tali è un’ipocrisia e in più quelli che erano postini ora si ritrovano a vendere polizze mutui simcard.
          parliamone.

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          • Ne avrei da dire! Ma ancor di più ne avrebbe la mia amica E., che ho già citato in altri commenti e che per anni ha fatto la postina “intermittente” (l’assumevano, la lasciavano a casa, l’assumevano, la riprendevano, di nuovo a casa, torna che abbiam bisogno…).
            Tutta questa storia della “flessibilità” sul lavoro, dei contratti a termine senza garanzie, ecc. ha solo contribuito ad un progressivo “inschifimento” dei servizi (in generale: prendiamo anche solo il 187 di un po’ di anni fa!), a danno di lavoratori ed utenti… e ad ingrasso dei dirigenti che invece guadagnano sempre di più (e che non utilizzano certo i servizi di noi “poveri mortali”).

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