Movimenti rotatori

Linko qui un articolo letto sul sito di Repubblica, ma comunque ne riporto diversi brani direttamente nel post “per rendere meglio l’idea”.

«Oltre la metà delle pensioni erogate dall’Inps, precisamente il 50,8%, non arriva a 500 euro al mese.» Andando avanti a leggere, si scopre poi che le donne sono quasi tutte comprese nella “fascia bassa”, e sono pochissime le fortunate che prendono pensioni di 1.000 o 1.500 €, confrontate con i “colleghi” uomini. Non è tanto il solito discorso che in Italia una donna per farsi considerare al pari di un uomo deve lavorare minimo il doppio e comunque a fine mese incasserà di meno (pari opportunità sto par di palle!), a me interessa proprio il discorso che più della metà dei pensionati non prende nemmeno il vecchio caro milione di lire al mese (qualcuno si ricorda che un Pinocchio qualunque, diversi anni fa, promise di portare tutte le pensioni al milione? Ecco come mantiene ciò che dice. Mi raccomando, continuate a votarlo!). Ditemi un po’: cosa ci fate voi con 500 € al mese? Conosco tanta gente che non ci paga nemmeno l’affitto o la rata del mutuo. Vero, a 60 anni magari il mutuo l’hai chiuso. Magari anche no, visto che ormai i mutui trentennali non sono certo bestie rare e che prima dei 30 pochi riescono a presentarsi in banca a chiederne uno senza che il funzionario non si faccia delle grasse risate.

«Sempre secondo il rapporto la spesa pensionistica nel 2010 è aumentata del 2,3 per cento con un imponente aumento del 73% delle pensioni di anzianità. In tutto sono stati liquidati infatti 174.729 trattamenti a fronte dei 100.880 registrati nel 2009. La crescita ha seguito un anno, il 2009, nel quale a causa del passaggio dei requisiti da 58 a 59 anni a fronte di 35 di contributi il numero di pensioni di anzianità era stato molto basso. Nel 2011 con il nuovo “scalino” (da 59 a 60 anni) e l’entrata in vigore della finestra mobile si prevede un nuovo calo.»  Insomma, se le fanno e se le ridono – queste statistiche – come dannazione gli pare. Sono dati che non dicono assolutamente nulla, quando ogni 2 anni viene alzata l’età pensionabile: è abbastanza ovvio che l’anno in cui si deve andare in pensione più tardi vi siano meno richieste di pensioni e l’anno dopo aumentino di botto (sarà mica perchè chi non è potuto andare in pensione l’anno prima ora invece giustamente ci va? Maaaah… misteri dell’INPS, eh?).

«Il sistema previdenziale, è in equilibrio e le pensioni delle giovani generazioni non sono a rischio. Secondo Mastrapasqua “l’equilibrio e la stabilità raggiunte dal sistema non sono stati conseguiti a scapito delle giovani generazioni. La pensione ci sarà – ha sostenuto – anche per i giovani. Ma la qualità della loro pensione di domani si costruisce oggi, agganciata sempre più al destino del Sistema Paese”.» E, considerando che il paese sta (ir)ragionevolmente andando a puttane – pardone, scusate… si dice “escort”, dimenticavo – sai quanto c’è da star freschi! Che la pensione “ci sarà” anche per i giovani ci posso credere. Tutto sta nel vedere se con un mese di pensione si riuscirà a pagare almeno un pasto al MacDonald’s, o se si dovrà risparmiare per almeno due…

«Accanto alla necessità di una crescita economica del sistema, ha ricordato Mastrapasqua, c’è una necessità che e deve essere ribadita ai giovani e ai meno giovani: bisogna lavorare più a lungo. La fuga dal lavoro è un approccio incompatibile con l’allungamento dell’età anagrafica. Non è mai troppo presto per pensare alla pensione ma non è mai troppo tardi per lasciare il lavoro, anche quando è discontinuo e flessibile.» E qui parlano quelli che hanno permesso generazioni di babypensionati che a 35-40 potevano lasciare il lavoro e mettersi a carico del sistema, parlano quelli che dopo 30 mesi di (dis)onorato servizio in Parlamento hanno già diritto ad un vitalizio finchè campano, parlano quelli che prendono stipendi mensili con i quali una famiglia di 4 persone (deve) campa(re) 6 mesi (se gli va bene.

Parlano quelli che nel frattempo ti consigliano di farti anche una pensione integrativa perchè “non si sa mai” (benone: inizia a lasciarmi in tasca le centinaia di € che ogni mese “butto” nel pattume per l’INPS, e poi magari con quelli penso alla pensione integrativa. Perchè con lo stipendio “netto”, magari magari, riesco giusto a pagarci le spese correnti, che dici?). Perchè nello stesso giorno Repubblica pubblica anche questo articolo. E, signori: quando si inizia a dover tirare la cinghia sugli alimentari, non è che ci sia tanto da essere ottimisti.

Parlano quelli che osano chiamare “lavoro” certi contratti a mezzo passo dalla schiavitù, gente che dopo 10 anni di servizio nella stessa azienda ancora non è riuscita a strappare un tempo indeterminato o anche solo un contratto di un paio d’anni (so di persone che vengono assunte sistematicamente 10 mesi l’anno, in maniera da non dovergli pagare le ferie estive). Parlano quelli che non si rendono conto che se il paese invecchia, è semplicemente perchè prima dei 30 anni quasi nessuno riesce ad avere la possibilità di metter su famiglia… e anche dopo i 30 non è sempre così facile. Anche perchè, sempre oggi, il Corriere usciva con questo articolo: a leggere queste cose vien proprio da dar ragione al mentecatto che dice «non è mai troppo tardi per lasciare il lavoro, anche quando è discontinuo e flessibile.», eh?

Un’altra cosa: ditemi voi che razza di incentivo è lavorare (anche in modo discontinuo e flessibile… sisì: flessibilità a 90°!) per 40-50 anni per l’ambito premio (per ora! Perchè sono un bel po’ di anni che parlano di calarle ancora!) di 500 € al mese (se va bene! Se va bene: perchè vi ricordo che più della metà dei pensionati se li sognano). Non fosse per i conti da pagare “nel presente”, verrebbe da mettersi in panciolle, godersi i figli (chi li ha) senza sballottarli come un pacco TNT tra nidi, babysitter e nonni (e risparmiandosi pure i soldi di nidi e babysitter…), leggersi un libro, fare una passeggiata al parco, vedere gli amici (in panciolle pure loro e quindi liberissimi), ed aspettare direttamente la pensione di vecchiaia… che non ha da essere poi molto più bassa, in proporzione.

PS. Vero che non devo specificare “cos’è” che sta roteando nel titolo?

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18 pensieri su “Movimenti rotatori

  1. ovvio che le donne sono penalizzate: chi si mette in maternità, sono loro.
    mia mamma sono 15 anni che rincorre lap ensione. e tutto per 25 fottutissimi giorni.
    ogni anno le cambiano le carte in tavola, ogni anno rincorre la pensione: una donna che lavora da quand’era piccola, che ha fatto l’infermiera mentre studiava per fisioterapista, che ha lavorato tutta la vita così, ha fatto due figlie, s’è curata il suocero e il fratello durante l’ultimo periodo di vita.
    se non fanno stronzate, l’anno prossimo potrà chiedere la pensione, ricevendola dopo quanti mesi? e nel frattempo come si mantiene? insomma, è tutta la vita che fa un lavoro duro e con fin troppa coscienza, è fisicamente debilitata, ha sempre lottato per tutto.
    l’anno prossimo, a 61 anni, forse potrà fare richiesta. e chissà per quanti spiccioli.

    non dico altro, se no mi arrestano per vilipendio al parlamento.

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    • Ma è vilipendio lo stesso se si dice semplicemente qualcosa di sacrosanto?

      E per quanto riguarda la maternità… beh, che problema c’è? Se questa gente pensa sia semplicemente uno “sfizio”, per far perdere tempo e denaro all’INPS… iniziamo a “trasferirgli” i pancioni, uno via l’altro. Nel frattempo che Mastropasqua & co. si sciroppano nausee, capogiri, malesseri vari, analisi ed esami, le future mamme continuano a lavorare tranquille, no? Ovviamente: parto a carico di questi gentiluomini (ma anche alcune gentildonne, intendiamoci)… e appena partorito… ooooh, ecco un’altra pancia da prendere in carico!

      Scherzi a parte, mio suocero è all’incirca nella stessa situazione di tua madre: anche lui sono anni che si sta informando per sapere “quando” e sono anni che lo rimpallano da un anno all’altro. Lavora da quando aveva 18 anni, lavori tutt’altro che leggeri (tuttora è turnista addetto alle macchine in un’azienda che lavora materie plastiche), ultimamente ha avuto anche diversi problemi di salute (forse conseguenza del lavoro), ha subìto un intervento tutt’altro che simpatico e vive costantemente “tenendosi il male” perchè allergico agli analgesici. Ma… c’è tempo, no?

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  2. ovvio che a nessuno frega nulla :ognuno gudica da se stesso e chi dovrebbe occuprsi del problema spende 5oo euro per un paio di pantofole. però continuano a votarli e a credere alle loro anane. intanto i evwlimigliori se ne vanno. sabato si sono sposati due amici della collega di greco (lo so perchè è arrivata elegantissima a fare 2 ore di lezione prima di andare a far da testimone alla sposa) il viaggio di nozze degli sposi è il rasferimento negli stati uniti dove lui medico lei biologa hanno rovato lavoro a tempo indeterminato

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    • Non è per criticare chi sceglie di emigrare (figurarsi: tra fare la fame qua e veder giustamente retribuito il proprio lavoro… come si fa a criticare una scelta simile?), ma il punto è che non tutti possono prendere una decisione del genere.
      Leggendo i commenti dei lettori a questo genere di articoli (ed altri) ne ho trovati tanti dove si incita a lasciare il paese, sia da parte di chi l’ha già fatto sia da parte di chi vorrebbe ma non può.
      Solo, vorrei che tutti si rendessero conto che “fuggire” non è mai stata una soluzione (se non solo per sè stessi… ma allora non si ragiona in maniera molto differente da chi ci governa), e che se anche se emigrasse tutta la forza lavoro italiana… non si sarebbe risolto un tubo comunque, se non lasciare il paese in mano a chi lo sta rovinando. E non illudiamoci che lasciandoglielo “vuoto” questa gente non riuscirebbe a lucrarci sopra comunque!

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  3. Ciao, è la prima volta che passo di qua… posso lasciare un commento anche io?
    Anche mia suocera rincorre la pensione da anni (ma a lei sono mancate tre settimane per avere la pensione-baby dopo 19 anni, sei mesi e un giorno di servizio e … beh non credo che conti).
    A me è venuta voglia, nell’ordine, di emigrare – ma non posso; e di fare la casalinga (a ben vedere mio marito risparmierebbe un po’ sulle tasse per avermi fiscalmente a carico e inoltre potremmo rientrare nel redditometro per un sacco di agevolazioni sui servizi); ma il mutuo della casa come lo pagheremmo?
    La triste verità è che la casalinga è diventata un bene di lusso, che pochi possono permettersi. E la pensione… c’è quasi da augurarsi di non poterla avere… per non morire di fame dopo. E poi ci raccontiamo che questo è un paese civile ed economicamente avanzato 😦

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    • Grazie mille per la visita ed ancor di più per aver commentato! 🙂

      Hai scritto una cosa verissima: poter fare la casalinga è diventato un lusso per moltissime persone. E’ un ruolo snobbatissimo e assolutamente non considerato, per la maggior parte dei lavoratori si tratta di “mangiapane a tradimento” che non fanno un cavolo da mattina a sera: peccato che prendano ad esempio le mogli di ricconi con tanto di colf che non sanno come spendere il tempo tra shopping e beautyfarm! E, ho notato con un certo disgusto, le persone più “incattivite” nei confronti di queste scansafatiche di casalinghe, sono per lo più donne lavoratrici in carriera che tra equilibrismi vari, nonni e babysitter si vantano di riuscire a fare “tutto” (sotto sotto un po’ d’invidia, forse? Scusate, ma è legittimo…).

      Leggevo in un commento ad uno degli articoli citati (sorry, non ricordo quale) questa “storia italiana”: un tizio verso i 40 anni, che raccontava come da piccolo a casa sua il padre, con il suo solo stipendio da operaio (non commercialista, dirigente, banchiere, politico…), riuscisse a mantenere due figli e la moglie (casalinga) e addirittura ogni anno potessero permettersi (udite udite!) 10 giorni di vacanza al mare.
      Lo stesso tizio diceva che ora, pur lavorando sia lui che sua moglie, fanno quasi fatica a mantenere due bambini, pagare il mutuo… e che molte volte sono costretti a pagare le bollette in ritardo (perchè alla scadenza i soldi sul conto non ci stanno). Niente cene fuori, niente extra… figurarsi le vacanze.

      E io dico: ma a voi, questo, sembra veramente progresso?

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      • Anche a casa mia, negli anni ’70 e ’80 mio padre, con la pensione di un operaio specializzato, ha mantenuto la sua famiglia, ha ristrutturato la casa dei nonni e ha fatto studiare, fino all’università la sua unica figlia. Certo un piccolo aiuto all’economia famigliare veniva dall’orto e dagli animali da cortile (allevavamo qualche gallina, qualche coniglio e tenevamo un apiario).
        Ora sia mio marito sia io siamo impiegati, abbiamo la fortura di essere assunti a tempo indeterminato, ma con un solo stipendio non potremmo mai permetterci non dico una vita agiata, ma neppure una vita dignitosa.
        E hai ragione: le più incattivite contro le casalinghe sono le donne, specialmente le donne in carriera. Questo la dice lunga sulla cosiddetta solidarietà di genere…

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        • Solidarietà di genere un corno! 🙂
          I peggiori “boss” che ho avuto finora sono effettivamente state donne! Non so se diventino così acide per la fatica di arrivare dove sono o per quella di restarci, ma forse è proprio guardando certi esempi che l’idea di sbattermi per far carriera non mi alletta per un cavolo…

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          • Io credo che nelle donne in carriera operi un mix letale:
            per prima cosa devono dimostrare di essere dieci volte più “brave” (e ciò significa in soldoni produttive, servere con i sottoposti e in generale aggressive) dei colleghi maschi per progredire in carriera e fare una faticaccia per restare al vertice. A questo consegue che perdono il significato del valore del lavoro, sia del proprio che di quello altrui. Il terzo passo è che dimenticano che il lavoro dovrebbe essere un’occasione di crescita non solo economica, ma anche e soprattutto umana; poi dimenticano che è la vita intera che importa, non solo il lavoro (e così fanno in modo che il lavoro diventi la loro vita a scapito di famiglia, amici, interessi e quant’altro). E’ una vita dura, e siccome “mal comune è mezzo gaudio” le donne-manager si ingegnano per far partecipare anche gli altri alla sofferenza.
            Nel mio piccolo – molto piccolo in verità 🙂 – sono anche io un po’ donna in carriera, però cerco sempre di ricordarmi che voglio essere una bella persona prima che un capo-padrone. Se ci riesco o meno dovreste chiederlo ai miei colleghi, però :S

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            • Allora, avercene di “boss” come te, in giro! 🙂 Perchè già il solo fatto di pensarci – di voler essere una “bella persona” e non una schiavista – è una gran gran cosa.
              Mi viene da pensare a quella “capa” che invece si sta trovando sul groppone una mia carissima amica (<- vedere in crisi – a causa delle "trovate" di questa arpia – una persona "forte" come la "mia" S. posso assicurare che è una cosa che mi scuote parecchio…) e penso che dovete essere proprio le due facce opposte della stessa medaglia!

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              • 🙂 Grazie!

                Non vorrei aver millantato un credito che non ho… sono solo l’apicale di un ufficio di cinque persone, non una manager, ma tanto basta per poter diventare l’arpia di turno, se ci si lascia andare.

                Comunque il mio capo peggiore è stata… una suora :S

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                • Non è la quantità che fa, ma la qualità! 😉
                  (tra l’altro, dovrebbe essere così per ogni cosa… ma ormai si guarda solo alla “massa”: più è, più per forza deve esser migliore, no? … Ennò, invece!!!)

                  PS. Apperò, che “suorina” simpatica..! 😛

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  4. Io mi sono rassegnato all’idea di non averla mai una pensione: a 27 anni non ho mai avuto un regolare contratto, le volte che ho lavorato sempre a nero. C’è sempre più una spaccatura tra quei fottutissimi dati calcolati su non so quale ipotesi e il paese reale. E ne vedremo delle belle (si fa per dire), gli episodi della fincantieri di castellammare e sestri sono solo la punta dell’iceberg purtroppo..vai a parlare a loro di pensione e vedi che ti rispondono (ed è solo un esempio)

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    • Difatti mi piacerebbe proprio mettere questi signoroni che sproloquiano davanti ai giornali in mezzo ad un capannello di operai/precari/disoccupati (senza “security”, così… in “amicizia”!)… poi vediamo se hanno il coraggio di dire le stesse cose!

      I dati sulla disoccupazione sono falsati da mo’ (non tengono conto, ad esempio, di chi il lavoro non lo sta cercando perchè impiegato in nero, o di chi ha proprio rinunciato a cercarlo, o di chi lavora ma con contratti ridicoli… che per me non è lavoro ma sfruttamento!). Le cifre dicono appunto una cosa, ma basta guardarsi intorno per vedere il contrario o quasi.

      Per quanto riguarda la pensione… nemmeno chi lavora in “regola” ha la garanzia di avere tutti sti “privilegi”.
      Essendo l’unica dipendente vedo bene, ogni mese, quali sono i contributi versati per me all’INPS (uno sproposito, rispetto al netto in busta). E ho già capito che, nel caso, non arriverò a rivedere nemmeno quelli (non parliamo di rivalutazione!), al mese! E dire che, adesso, li stanno incassando eccome…

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  5. Le pensioni sino ad un decennio fa son servite a far girare il denaro, ovvero redistribuzione del reddito. Poi si sono accorti che tra il 48 e il 60 son nati troppi bambini (se nascevano già vecchi il problema ci sarebbe stato comunque) poi le nascite sono diminuite e anche l’occupazione, così oggi ci si ritrova che il rapporto tra chi lavora e chi percepisce la pensione è poco sostenibile. Anche il rapporto tra chi lavora e chi si fregia di rappresentarci è cambiato. Volevano eliminare le provincie ad esempio, poi quegli stessi che volevano abolirle han trovato le poltrone comode e non si vogliono più alzare, anzi per risparmiare vogliono anche spostare i ministeri come fossero roulotte. Eh si, noi al ministero ci andiamo tutti i giorni, è un problema popolare, “Dove vai a far la spesa?”, naturale al ministero, Come diceva Totò “ma mi facciano il piacere….”.

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    • Il punto è che questo “trend” della popolazione si poteva non dico “prevedere”, ma quanto meno valutare già da un tot… inutile tentare di tappare adesso falle tipo Titanic, quando per parecchi anni sui soldi versati all’INPS c’hanno stramangiato in chissà quanti!
      Anche perchè la storia del “non ci sono i soldi perchè ci sono troppi pensionati” dovrebbe palesemente essere una vaccata: ognuno (o quasi, ovvio che ci sono delle eccezioni. Ma l’investimento “oculato” dei soldi ricevuti negli anni dovrebbe appunto servire a coprire queste eccezioni!) dovrebbe semplicemente ricevere indietro i versamenti fatti negli anni precedenti all’INPS. Se adesso (e addirittura tra 10-20 anni sanno già che non ci saranno!) non ci sono, cosa vorrà mai dire?

      E dei Ministeri… ho avuto una sola esperienza in merito: quando avevo 13 anni eravamo a Roma per una vacanzina, e una mattina ne approfittammo per accompagnare mia zia – allora dipendente dell’Ufficio del Registro ora Agenzia delle Entrate – al Ministero del Tesoro (o delle Finanze, non ricordo), per informazioni sulla sua pensione (toh, e torniamo a parlarne), dato che nel giro di 4-5 anni avrebbe maturato gli anni di servizio necessari.
      Per chi si intende di fantasy, sembrava di entrare in un dungeon: sto palazzone con corridoi pieni di schedari e carte posate addirittura sul pavimento (con come fermacarte un pezzo di mattone, a volte), negli uffici stessa situazione solo “più concentrata”. Personale presente in loco? All’incirca uno sperduto “impiegato” ogni 10 uffici…

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  6. sto lavorando ad un nuovo blog a cui tutti potete collaborare essendoci 9 tematiche e 46 categorie in cui esprimere il proprio malcontento e proposte per un Italia migliore tutto il materiale verrà utilizzato per un Centro Studi che avanzerà proposte alla Politica Grazie… altro

    MUGUGNO mugugnoblog.wordpress.com
    Il BLOG/FORUM, nasce dall’intuizione di alcuni intellettuali e dal confronto tra la Base ed esponenti politici. Nasce come incubatore del malcontento vissuto dalla collettività per un attenta valutazione delle problematiche…

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