Apocalypse now

Un po’ di giorni fa il cartello qui a fianco ha fatto la sua comparsa in giro per gli spazi comuni del palazzo dove lavoro.  In pratica: già qualche anno fa c’era stata una sorta di “emergenza piccioni”, laddove, sfrattati dalla vicina chiesa dove avevano il loro solito domicilio (stavano facendo dei lavori al tetto) detti piccioni avevano deciso di trasferirsi in massa sotto i porticati del nostro palazzo, lì vicino.

Un geniale vicino, poi si era messo pure a foraggiarli (non s’è mai capito se consciamente alla “ciccipucci, vieni a mangiare il panino!” oppure continuando finemente a sbattere la tovaglia fuori dalla finestra, sul portico) e si era arrivati al punto che il pavimento sotto i portici sembrava effettivamente quello di un pollaio appena mezz’ora dopo che la signora delle pulizie aveva scrostato il tutto. Lavoro che ormai doveva fare quotidianamente – non troppo con gioia. Insomma, pur difettando degli elicotteri di cui al film citato nel titolo del post, devo dire che il bombardamento a tappeto effettuato da questi piccioni era un lavoro degno di tutto rispetto…

A seguito delle lamentele dei condomini, la proprietà aveva deciso di intervenire: delle pericolosissime punte fissate su capitelli e quant’altro di sporgente ci fosse e dove i piccioni si posavano. Tempo qualche mese e i piccioni avrebbero ringraziato profusamente per la geniale idea, potendo parlare o almeno scrivere un biglietto: quale miglior sostegno per il nido moderno se non quelle fantastiche punte in metallo? Un salto (pardon, volo) all’Ikea per due mensole e ed è fatta!

Insomma, per farla breve, dopo un po’ siamo tornati al livello-pollaio. Ed ecco il cartello fare la sua comparsa. Che poi, voi lo sapete che io sono un bel po’ demente… beh, ecco l’immagine che mi evocava il “dissuasore per volatili”: un tizio aggrappato in qualche modo al capitello che, sbracciandosi, cerca di dissuadere (appunto) il piccione: “Su, dai, non ti fermare qua… guarda che non è poi così comodo, se arrivi fino a Via Taldeitali c’è anche la baracchina delle piadine lì vicino… Ti sembra che il portico ripari, ma guarda che quando tira la tramontana qua sotto si fan dei mulinelli che poi le uova ti prendon tutte il mal di gola!” (va beh… per chi volesse chiamare il numero del servizio di igiene mentale credo che si trovi anche con Gooooogle. Però prima di chiamare finite il post, così all’assistente sociale almeno gliela raccontate tutta!).

Comunque, il 23 son poi venuti a montare la “piattaforma”. Quest’affare qua: 

Che, a mio parere, ci mancano solo il filo spinato, i cavalli di frisia e magari uno di quei riflettori da penitenziario americano. E il “dissuasore per volatili” di cui parlavo qualche riga sopra (leviamolo da sto capitello, dai, porello!) con tanto di mitra in mano, per fare il suo sporco lavoro (ma qualcuno deve pur farlo).

Oppure, sempre riflettori, ma anche macchine per il fumo, amplificatori e un bell’Eddie di un paio di metri (giusto perchè il soppalco non consentirebbe altro di più grande), e siamo pronti per il prossimo concerto degli Iron Maiden. E invece di cantare a squarciagola “666, the number of the beast” sotto con la sua nuova versione “666, the number of the pigeon”, che sta meno in metrica ma si riferisce poi al numero di piccioni paganti allo spettacolo.

Intendiamoci: i piccioni in effetti per ora non si sono più avvicinati. Credo che siano sbigottiti quanto me dal catafalco. Tra l’altro, pur con le striscette bicolori che segnalano il pericolo di sbattere la capoccia, confesso di aver smesso di fare le scale pure in discesa (in salita già usavo sempre l’ascensore – la pigrizia è un’arte! – ma è notorio che “in discesa tutti i santi t’aiutano”, e allora… finora scale), e ora ho l’abbonamento completo all’ascensore andata/ritorno. Che vi devo dire… non mi sento mica tranquilla a passar sotto quel coso!

In ogni caso, il montaggio dell’affare è terminato nella sola prima giornata: in effetti il cartello era stato fin troppo pessimista, al riguardo. Peccato soltanto che da allora non si sia più visto alcun essere umano utilizzarlo per montare questi fantomatici “dissuasori per volatili”. Insomma… se aspettano troppo, i piccioni ci metton poco a capire che, con un paio di pareti in cartongesso, sto coso è addirittura meglio delle famose punte metalliche, per metter su il nido!

A meno che… a meno che il “dissuasore per volatili” non sia effettivamente tutto questo castello di tubi…

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17 pensieri su “Apocalypse now

  1. La mia adolescenza è contrassegnata dai ricordi dei risvegli nei giorni feriali, quando alle 6:30 io ero ancora nel mondo dei puffi e udivo con la mente ottenebrata dal sonno la voce di mia mamma sul balcone che sbraitava “venite qui.. venite, che vi stermino!!”
    Parlava coi piccioni scagazzatori (non è chiaro se le abbiano mai risposto). Abitando all’ultimo piano i ns balconi erano un disastro.
    Dunque, comprendo l’esigenza…..

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    • Ho ricordi “simili”, però a base di tortore: negli ultimi anni che ho passato a casa dei miei, avevano preso l’abitudine di venire – appena sorgeva il sole – sul davanzale della mia camera a tubare (“Tu-tu-tuuu tu-tu-tuuuuu”)… lo sporco lo subiva la padrona di casa al piano di sotto, io però ne ho avute presto le scatole piene di queste sveglie all’alba (per quanto romantiche fossero)!
      E, quando le strisce di carta argentata hanno perso efficacia, le punte sul davanzale mi sono dovuta rassegnare a metterle pure io (con tanto di “effetto Alcatraz”)… =__=

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    • Sai Ubaldo che non è mica un’idea malvagia? 😀
      Sempre detto che la saggezza di voi gatti è inarrivabile!

      L’unica cosa è che mi sa proprio il caso che tu, Tami e Goccia veniate a dar supporto a Leda: con gli insetti è una serial killer d’eccezione, ma qui parliamo di stormi di piccioni… un lavoraccio! Ci vuole di sicuro un'”équipe”.

      E la Shunrei in coda e vibrisse non le sarebbe per nulla d’aiuto perchè… beh, non me ne voglia la Cicciagatta (perchè è la vera verità!!), ma a livello venatorio è una chiavica!!! =__=

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        • Mmmmh… quest’idea della task force felina a me piace sempre di più… 😀

          Tra l’altro, ho idea che un paio di “gatti topaioli” da gattile sarebbero costati (ma giusto per la “manutenzione ordinaria”: scatolette e assistenza lettiere) alla proprietà molto meno di quel che verrà a costare tutto st’ambaradan… ma figuriamoci: poi ci sarebbero stati i soliti condomini idioti a dire “Ah, ma adesso sporcano i gatti…”

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  2. Ricordo che quando ero piccolo, la piazza si riempiva di piccioni ogni volta che qualcuno buttava per terra un po’ di mais …
    Orde sterminate di volatili mai più viste tali, che con il senno di poi vien da chiedermi:
    Quelli cos’è erano, già catalizzati ?
    Non sporcavano ?
    In effetti ricordo che la città era sempre pulitissima …
    Boh, ci son cose che mi sfuggono, i dissuasori nn sapevano neppure cosa fossero, come cavolo facevano a risolvere il problema ?
    Ok, vien da pensare che pulissero (molto) meglio, ma il segreto era tutto lì ?
    Misteri …

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    • Ricordo una mia foto, sui 4 anni, mentre sto dando il panino ai piccioni proprio davanti alla chiesa di cui parlo a inizio post (era uno dei motivi per cui mi piaceva andarci)… adesso è VIETATO per delibera comunale, mi pare! Proprio per evitarne la “prolificazione”… =__=
      La teoria che tempo fa pulissero meglio (magari anche solo più spesso) non è affatto da scartare, ed aggiungerei anche il fatto che magari – avendo più posti dove stare, visto che i dissuasori non esistevano e che comunque le città erano più vivibili – i piccioni non erano costretti come ora a concentrarsi tutti negli stessi posti… cacchina “diluita”, cacchina meno visibile…

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    • E’ un bel po’ imboscato: diciamo che o ci devi andare apposta, o non l’hai mai visto, anche perchè è all’interno di un palazzo. Però… se sai dove ha la sede la CISL, fuoco fuochino!

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  3. io invece ho una finestra e una portfinestra munite di zanazariere antibato, ossia protette da una rete, che sono fissate tda ganci robustissimi e prive di basulla.: danno su un tetto dove fanno il nido i balestrucci e le tortore

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    • Qua invece ci vorrebbe il “gatto vigilantes”… perchè per me anche solo a vedere qualche felino in giro, buona parte dei piccioni girerebbe l’angolo senza spargimenti di sangue e cacchina! 😉

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  4. Nel mio paese non ci sono i piccioni.
    Però, tempo fa’ nei giardini vicino a casa mia c’erano 4-5 coppie di colombe…ma il mio caro Meo le sterminò tutte.
    Poi me le portò a casa tutto contento!
    La soluzione di un esercito di mici e’ la migliore!

    Comunque bel l’articolo Shunrei…mi son morta dalle risate! 🙂

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    • Avevo una gatta che con il tuo Meo avrebbe formato una perfetta coppia-killer: si chiamava Micky, ripulì completamente il cortile di dove abitavamo da volatili, lucertole e insetti… quindi, avendo “finito il materiale”, prese l’abitudine di continuare la sua attività venatoria “in trasferta”, dedicandosi al piazzale della parrocchia e ai giardinetti intorno!! 😀

      PS. Grazie! 🙂

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