Se non ci fossi io…

Dai che è capitato a tutti di dirselo,  in qualche situazione. Il problema è che ormai sta diventando il mio (silenzioso) ritornello quotidiano a lavoro… Non dico, probabilmente è colpa mia: nell’ultimo periodo, per cause esterne, ho avuto i nervi a dir poco a fior di pelle e allora certe vaccate che capitano in ufficio ti strappano di testa il pensiero “Certo che i problemi veri non sapete nemmeno dove stiano di casa, eh?”. Insomma, non è questione di non voler dare una mano, di non voler fare qualcosa “oltre” quelle che sarebbero le proprie mansioni o che… è solo che finchè certe cose le fai per un bambino di 3 anni è una cosa (“purino, non ce la fa da solo!”), quando i “bambini” hanno finito la materna da almeno 28 anni in qua, a un certo punto la pazienza cede…

Bisogna accendere la caldaia? Si viene da me. Bisogna spegnere la caldaia? Si viene da me. Si blocca la caldaia? Si aspetta me (sì, si aspetta: perchè succede praticamente tutti gli anni durante le mie ferie a Natale/Capodanno, e malgrado io abbia attaccato un cartello sulla caldaia con scritto cosa fare quando va in blocco per farla tornare in pressione e ripartire, nessuno si degna di leggere tale cartello. Piuttosto stanno al freddo).  Il che mi porta a pensare che ci siano almeno 7 famiglie in Italia che passano l’inverno al “♪♫ freeeeedddooo e al geeeeelooo ♪♫” (cit. Tu scendi dalle stelle) perchè nessuno in casa sa girare un pomello e premere un bottone.

Bisogna portare giù i sacchi della carta? Si aspetta fino a quando il ripostiglio non straripa e poi (anche se il 90% del materiale cartaceo ivi stipato è stato buttato lì da altri, spesso nemmeno nei sacchi) si viene a lamentarsi con me. Almeno tre baldi giovini che potrebbero portar giù qualcosa a turno nel giorno di raccolta intanto che escono ma no: tanto c’è l’idiota che può fare 4-5 giri per scaricar fuori tutto. Fino a due anni fa ci davamo una mano con la mia ex-collega, poi lei l’han lasciata a casa e mo’ “son capperi miei”. Se pensate che la cavalleria sia morta, e che non si sia trattato di morte naturale, posso darvi almeno 4-5 recapiti di possibili sospetti.

Finisce la carta igienica nel bagno dove io non metto piede (ho il “piccolo” a tre metri dalla scrivania. Perchè dovrei percorrerne 15 per espletare le mie funzioni corporali?)? Non si apre il mobiletto sotto il lavabo e la si sostituisce. Si percorrono piuttosto i 15 metri due volte per venire a dirmi che “è finita, non ha visto?” (risposta: “no, non entrando in tal loco da almeno un mese e non avendo la vista a raggi x. Che se pure l’avessi di sicuro non l’utilizzerei per guardare in quel bagno…”). Così ripercorro io altre due volte i suddetti 15 metri per riesumare 2-3 rotoli dal mobiletto. E io vi consiglio: non utilizzate gli asciugamani dopo esservi lavati le mani in casa di soggetti così pigri. Consiglio da amica, eh?

I tubetti di colla finiscono dietro la scatola delle penne nell’armadio della cancelleria? Non si prova a spostare qualcosa, si chiede prima di tutto a me se di colla non ce n’è più. Oddio, fino a ieri l’altro ce n’erano ancora tre tubetti, se poi qualcuno preferisce la Coccoina ai ChupaChups non so… ma intanto tocca a me interrompere il lavoro, alzarmi, spostare la pesantissima scatola di penne a scatto e liberare la colla dalle macerie (di norma crollate per la grazia pachidermica di chi ha iniziato la ricerca). Ripetibile ad nauseam con qualsiasi oggetto di cancelleria di formato inferiore all’A4, intendiamoci (a volte anche con oggetti di formato pari o superiore, per dirla tutta).

Oppure. Tragedia perchè non si trova il Dott. Pincopallo sull’Albo di Roma (oddio, ma chissà se questo sedicente Pincopallo è davvero un professionista regolare!!). La mia domanda è perché invece che cercarlo sull’Albo dell’Ordine di Tivoli (dove ha lo studio) lo si cerca sull’Albo di Roma? E quando io lo trovo regolarmente iscritto (a Tivoli) la giustificazione è “eh, ma tramite l’Albo di Roma non veniva fuori”. E certo. Perché se apro il frigo cercando l’idraulico liquido, la colpa è del frigo se non lo trovo (se invece lo trovo, forse è il caso di non invitare a pranzo nessuno)… 

Una delle migliori però è questa: le passeggiate per le richieste di assistenza tecnica su PC/stampanti a danno fatto. Da intendersi come chiamare disperati la “tennica” non prima di cliccare a casaccio sullo schermo, ma dopo… questo senza poi saper minimamente dire come diamine si è arrivati alla situazione apocalittica che c’è a video. E qui si va dal “Proviamo a riavviare” (universale, quando la versione dell’utonto è simile a questa: “Ho premuto dei tasti… ed è venuto fuori così. Dice che ho perso quello che stavo facendo?” “Ma quali tasti ha premuto? (perchè nemmeno un programmatore Microsoft, secondo me, aveva previsto potesse succedere una roba così a video…)” “Boh, non mi ricordo mica… dei tasti”) all’“Eh, ormai è fatta… se ha inserito l’indirizzo di posta certificata nel sito che le diceva di aver vinto un premio come milionesimo visitatore, l’unica è che si prepari a cancellare taaaaaaanto spam…” (questo dopo aver passato anni a ripetere che l’indirizzo di posta certificata è da usare solo su siti sicuri, per siti un po’ dubbi c’è l’indirizzo normale che ormai è già sputtanato da anni per lo spam… ma no, ora dobbiamo averli intasati entrambi!) al Sì, le alternative sono due: portare la stampante in assistenza così com’è, o tirare forte forte forte quei 15 fogli inceppati e portarcela dopo…” (perchè spesso ricaricare i fogli che stavano per finire mentre la stampante sta stampando non porta a buone cose…).

E poi mi fermo che se no il post non lo finisco più. Però sì: sarei veramente curiosa di potermi aggirare da quelle parti in forma ectoplasmica per vedere quanto ci mettono a collassare senza la sottoscritta…

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30 pensieri su “Se non ci fossi io…

      • L’ibernazione la rischiano anche d’estate perchè qui non abbiamo caldaia ma condizionatori caldo/freddo ed evidentemente ci vuole la laurea in utilizzocervellopercosepratiche per poterli usare con successo.
        Ho messo cartelli per poter usare fax e fotocopiatrice ma potevo anche scriverlo in aramaico antico che era lo stesso…
        Io non devo buttare mucchi di carta accumulati nel tempo però mi sobbarco le confezioni di bottiglie di acqua da sgabuzzinare e scatoloni di rismone di carta da stoccare in posti invisibili che se stanno a mezzo fanno brutto ma col cavolo che qualcuno si offre di dare una mano…

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  1. Quella del bagno e la carta igienica da me ha la variante che, a cambiare il rotolo ci pensano quelli delle pulizie (meno male), da me vengono a dire che è finita quando nel mobiletto non c’è più nessun rotolo e sono completamente senza…

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    • Dirlo un attimo prima per vedere se si riesce ad aver il tempo di riordinarla pare brutto, lo so… un po’ come quelli che sgocciolano in giro per mezzo mondo le mani bagnate perchè “proprio” ora “son finite le salviette di carta”.
      Sono dell’idea che in un asilo nido si creino meno problemi…

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        • Ehm… da certi “risultati” che mi racconta la mia collega (lei invece usa il “bagno grande” perchè è quello che sta a 3 metri dal suo ufficio), oserei dire che… pure qui ci sarebbe un pochettino da imparare (non da me, dato che non posseggo l’opportuna attrezzatura, ma se ci fosse un corso…)!

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          • Ecco, quello è uno dei motivi per cui in quel bagno ci entro una volta ogni tot mesi per mettere i pacconi di carta igienica, la mattina presto, e STOP…. Neanche se mi prendesse una vendetta di Montezuma epocale.

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            • La verità? Il bagnetto dove vado io è utilizzato praticamente solo da me, da un’altra donna e il lunedì mattina presto dalla signora delle pulizie come “spogliatoio”. Diciamo che lì certe cose non capitano e che non c’è nemmeno bisogno di attaccare (come mi han fatto fare!!!) i cartelli tipo Autogrill con “Trovarlo pulito è un piacere, lasciarlo pulito è un dovere”… =__=
              A onor del vero, il bagno grande è quello che usano anche i clienti, quindi un po’ del risultato è “d’importazione”, ammettiamolo…

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              • Uguale tranne che non lo usa la donna delle pulizie. ll bagno radioattivo lo usano anche i clienti ma nun gli frega nulla lo stesso.

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    • Consiglio ottimo e tentazione di seguirlo altissima. Peccato solo che i soggetti siano tutti miei superiori… (ennesima dimostrazione, per me, che il pezzo di carta “laurea” spesso non corrisponde alla quota di neuroni effetivamente funzionanti…)

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    • Ogni tanto li lascio parlare ma poi mi prendono per sfinimento perchè dopo la 5° volta che ripetono la stessa cosa rischio di uscire di matto.

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  2. potrebbe avverlo scritto l’amica segretaria della mia scuola :se non ci fosse lei il verga COLLASSEREBBE! per la serie -crla si dovrebbe far…-già fatto- vuole aiuto? no razi meglio di no! (le avevano proposto un’aiuto segretaria:l’ha provata e ha decretato:mi fa perere tempo!

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    • Ho idea che ci sia un po’ dappertutto qualcuno che diventa – spesso suo malgrado, anche se questo non è il caso della vostra segretaria! – il punto di riferimento/rifugium peccatorum del resto della truppa… solo che troppo spesso ho visto interi uffici andare in tilt perchè veniva a mancare quella determinata persona, e se sono abbastanza “smart” io da capire che è un atteggiamento sbagliato… m chiedo perchè i “capi” di mezzo mondo non lo capiscano a loro volta!

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      • Ho messo scritte su fax e fotocopiatrice, ho fatto un foglione con tutti i numeri di telefono ma non c’è niente da fare, pure la mia collega (e anceh quella prima di lei, tutte e due storiche) cade spesso dalle nuvole. E anche per quanto riguarda il trovare cose sul mio PC non c’è vero che stia a sentire e riesca in quello che le dico. Diciamolo francamente ci sono persone che non sanno arrangiarsi, appena trovano un intoppo si bloccano e stop, la prova è che se mi chiedi ogni santa volta sempre la stessa cosa che potresti trovare sul sito in internet ma ti pesa troppo il culo per farlo qualcosa vuol dire.

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        • Sì, spesso è questione di mentalità: perchè tanto se spieghi nessuno ti sta a sentire (tanto lo spiegherai anche la volta dopo, no?) e soprattutto appena le cose non sono nell’esatto ordine che si aspettano… apriti cielo! L’altro limite – rilevato anche in parecchi altri blog dove si parla di lavoro – è che tanto la gente non legge. Sui cartelli invece di istruzioni, divieti, contatti, avvisi, si potrebbe scrivere “La vispa Teresa” e l’effetto finale sarebbe lo stesso…

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  3. l’idraulico liquido da cercarsi nel frigo è una metafora troppo spassosa … 😛

    Il fatto è che milioni di individui per me, son stati programmati male
    (e ora c’hanno bisogno delle patch per rimediare ;-)).

    Tu pensa, sui biglietti c’è un enorme “freccione” orrendo che indica il senso di inserimento.
    La prima volta che li vidi (giuro) pensai:
    “avevano paura che non lo vedessero?”
    Cioè, son passati ormai 2 anni e il 90% di chi entra in un bus raramente e/o per la prima volta (grandi, piccini, anziani, uomini, donne ecc ecc) sbaglia il senso di inserimento (nonostante il suddetto freccione … e mica una, ma più volte !!!)
    C’è da dire che tanti di quelli, lavorano in uffici e allora se poi tanto mi da tanto ….

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    • Mica bastano le patch… qua bisogna far uscire dei Service Pack di giga e giga!!! 😉
      Non per generalizzare, ma a volte mi sembra che più uno è specializzato in lavori “di testa”, più diventa deficiente per le cose pratiche o che comunque che fanno lavorare i neuroni di “bassa manovalanza”…
      Del tipo: “so farti il progetto per uno Space Shuttle, però se si fulmina una lampadina sto a lume di candela finchè mio figlio di 6 anni non si decide a svitare una ghiera…”

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  4. Scusa Shunrei,ma tu sei sempre così paziente ?? Va bene una
    volta ,2 volte,3 volte ma alla 4° richiesta io sarei scoppiata.
    Ma l’istinto di mandarli a ……………..lo hai mai avuto ??IO
    gli chiederei quando cercano la carta igienica se il culetto da soli se lo sanno pulire ,che tanto mentre sei lì !!!
    Che gente Signur !!!l

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  5. quortidianamente, carla deve sorbirsi preside vice preside insegnanti, 300 e pssa ragazzi (ricoda non so come nomi e orari di tutti) gentitori bidelli impresa di pulizie rappresentanti di libe , più lavoro amministrativo e organizzativo, sempre col sorriso sulle labbra!

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  6. Pingback: A riposo « Gite Mentali

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