L’era glaciale

In ufficio dove lavoro abbiamo un frighino. Oh, capiamoci: non ve ne parlo per vantarmi o perchè penso sia qualcosa di eccezionale. Potrei aggiungere che abbiamo pure un microonde e fino a qualche tempo fa pure la macchinetta del caffè (dopo la sua decisione di defungere, non è più stata rimpiazzata) e lo stesso saremmo sotto gli standard di molti altri posti di lavoro. Dal Consorte, per dire, hanno anche il distributore dell’acqua col boccione! E lui st’inverno si vantava “Sai, in officina possiamo prendere anche l’acqua gusto neve!” (<- riferendosi al simbolino del fiocchetto sul tasto per l’acqua fredda). Ora che è estate ha smesso di vantarsi e si porta l’acqua da casa, perchè il suo boss ha deciso che “usare la refrigerazione spreca troppa corrente e poi si sa l’acqua fredda col caldo fa male, meglio a temperatura ambiente”… (personalmente – se ho sete – faccio fatica a bere l’acqua a temperatura ambiente pure in inverno, ma dai poi…).

Ma torniamo al mio frighino. Fino a un paio d’anni fa lo usavamo spesso perchè la mia collega si occupava di tenerlo rifornito di acqua e bibite, da quando l’hanno licenziata è caduto un po’ in disuso perchè (andando a lavoro in bici) io non ce la facevo a caricarmi tipo mulo di litrate di liquidi gassati e non (pensate che qualcuno di quelli che viene in auto potrebbe fare questo lavoro, invece? Illusi!). Insomma, era andata a finire che addirittura in inverno gli staccavo proprio la spina, dato che per la maggior parte del tempo era vuoto come un Ipercoop a mezzanotte e mezza.

Comunque. Da quest’anno uno dei soggetti dell’ufficio ha riscoperto il frighino e deciso che gli poteva tornare comodo per le volte che non rientrava a casa sua a mangiare. Benissimo: riattacchiamo la spina, e via andare. La vita del resto del mondo è continuata come al solito (io non lo uso perchè ho preso l’abitudine di portarmi thè, karkadè e infusi vari da casa, e di norma li finisco prima che diventino “caldi” dopo l’uscita dal mio frigo…), in pratica lo utilizzava solo questa persona. Fino a qualche giorno fa.

Il mio boss s’era fermato a comprare del pesce per il pranzo, e ha pensato di approfittare anche lui del frighino per tenerlo in fresco fino all’ora di tornare a casa. Peccato che aprendo lo sportello si sia trovato davanti il gemello buono dell’iceberg che ha seccato il Titanic. Come un qualsiasi essere senziente farebbe, ha comunicato in giro la situazione e quindi io (dopo aver salutato l’iceberg e averne valutato la stazza) ho pianificato una bella sbrinata per la mattina successiva.

Nella foto di sinistra vedete la situazione a circa 4 ore dall’inizio del disgelo: come mio solito mi scuso per la scarsa qualità dell’immagine, ma il frighino sta in archivio e lì dentro c’è tanta luce come in un presepio prima dell’arrivo della cometa…

Quello però che volevo portare alla vostra attenzione nella foto “generale” si intravede soltanto… quindi vi rimando alla foto di destra. Cosa vi sembra? Ebbene sì: dopo qualche ora dal distacco della spina e dall’inizio del disgelo lo scomparto-ghiaccio ha dato alla luce… un pasto pronto surgelato (ormai direi piuttosto ibernato, se vogliamo)!!!

Nello specifico, trattavasi di una porzione di zuppa rustica scaduta il 15.06.2011. “E va beh, è scaduta solo l’altro giorno”, direte voi. E sti cavoli, vi rispondo io! Stiamo parlando di un surgelato… presente la scadenza dei surgelati (se la risposta è no, leggete il “comandamento n.5” di questa pagina)? Ecco, fatevi due conti di da quanto poteva essere lì, stratificazione glaciale a parte!!!!

Insomma: non solo l’utente del frighino s’è ben guardato dal pensare minimamente (o dal segnalare e farci pensare qualcun altro, come poi ha fatto il mio boss) alla manutenzione del povero elettrodomestico… ma ha continuato imperterrito a farlo anche quando ormai non poteva più utilizzarlo per i suoi scopi e soprattutto dopo che un povero piatto di un qualcosa un tempo commestibile è rimasto vittima dell’avanzare del ghiacciaio!!!

Che ne è stato del reperto mummificato? L’ho chiamato Ötzi. Poi l’ho buttato nel cestino. Con un requiem, però…

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13 pensieri su “L’era glaciale

  1. Guarda, sei stata ancora fortunata.
    Le robe che vengono dimenticate nel frigo del mio ufficio (siamo metà di mille, bisogna dirlo) normalmente arrivano a bussare dall’interno per farsi aprire e se ne vanno indignate x non essere state mangiate, animate di vita propria.

    non ti dico il lezzo.

    A.

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    • Posso immaginare… capita anche a me di rinvenire “cadaveri” nel frigo (abbiamo la tendenza a dimenticarci di avere in casa il limone. Alla terza volta che trovavamo questa specie di palla da tennis verde e pelosa in fondo a un cassetto, abbiamo deciso irrevocabilmente fare un’opera di bene nei confronti di questa categoria di agrumi e di comprare solo le bottigliette di succo spremuto!) e non è mai una bella esperienza!!
      Difatti non mi dà fastidio tanto la “zuppa obliata”, quanto l’usare le attrezzature e fregarsene di tutto il resto (mi chiedo: quando il ghiaccio non avrebbe più permesso di chiudere lo sportello – mancava poco – finalmente la cosa sarebbe stata segnalata??), perchè allo stesso modo viene trattata altra roba. Il solito concetto che quando una cosa “è di tutti” in realtà significa che “tutti se ne fottono”….

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    • Roba da far impazzire gli archeologi del futuro, in effetti… “Chell’è sta roba? Mi-cro-on-de…? Mah… chissà cosa ci facevano con questo i nostri antenati degli anni 2000?” 😉

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  2. certo che x far “glaciare” un alimento rendendolo un corpo unico con il ghiaccio ce ne vuole !
    (secondo me occorre proprio impegnarsi)

    cmq concordo …
    l’acqua calda è imbevibile in ogni stagione …
    (o forse è solo un metodo per non bere troppo ;-))

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    • Ah, ma quando c’è da impegnarsi nelle vaccate, conosco gente che non è seconda a nessuno!! 😉

      Uno dei ricordi più “orribili” che ho di quando ero piccola era quando si era in giro e mamma, al bar, chiedeva per me la minerale “fuori frigo” perchè se no dava fastidio… l’unico lato “positivo” è che mi faceva passare la sete senza berla, bastava il pensiero!

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    • Ora accetto suggerimenti per un’altra mummia che mi era sfuggita: l’ho trovata oggi nel “cassettino” (credo per il burro) dello sportello… un kinder bueno scaduto il 24.12.2009!!! Tutankhamon? Però in Egitto fa caldo…

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  3. C’è gente strana. Non c’è che dire.

    Una volta ho lavorato mezza settimana in un ufficio il cui frigo era dotato di serratura… E si erano persi la chiave… Non oso immaginare che cosa ci fosse dentro…

    Un’altra volta ho lavorato in un ufficio nel cui frigo ho trovato uno yogurt scaduto da, non ricordo con precisione, 9 o 11 mesi… E una mozzarella parecchio datata che non so ancora adesso come non sia esplosa…

    Per non parlare di un’altro posto dove compravano bibite (a spese della ditta) e le lasciavano in frigo per settimane… L’isola di muffa galleggiante non è uno spettacolo che auguro a nessuno…

    Non c’entra nulla ma è sul bizzarro pure questo: una volta ho fatto un colloquio in un ufficio, dato che mi hanno fatto aspettare quasi un’ora (chissenefrega tanto ero disoccupata, grazie 1.000) ho chiesto se potevo usare il bagno… La gentile ragazza/impiegata mi ha dato il suo personale privato rotolo di carta igienica preso da un’armadietto di metallo dotato di serratura dove teneva le sue cose personali (bell’ambientino davvero, come non ho pianto quando non mi hanno richiamata….).

    P.S.
    L’acqua a temperatura ambiente/tiepida… Si è dura da mandar giù ma dicono che un bel bicchierone appena svegli aiuta il movimento intestinale.
    Consorte potrebbe raccontarlo al datore di lavoro facendo presente che continuando con l’acquetta piscettosa si fa perdere un sacco di tempo/lavoro alla ditta perchè aumenta il tempo che i dipendenti trascorrono in bagno…

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    • Eccheccavolo, il frigo con la serratura… vogliamo forse badare a spese? E mettiamoci anche una combinazione a tempo, allora!
      Comunque concordo: il posto dove bisognava tenere la carta igienica sotto chiave meglio perderlo che trovarlo… anche solo per il fatto di dover tenere detta carta igienica tra le proprie cose personali (un bell’ambientino, niente da dire…)!

      P.S. girerò il suggerimento al Consorte… sai mai… 😉

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  4. Nel mini frigo del mio ufficio la roba non invecchia: ci organizziamo per tempo e, ogni tanto, tiriamo il collo ad una bottiglia per accompagnarla con pane e salame, colomba, panettone, cesto di viveri omaggio dei consulenti, gelato..dipende dalla stagione. I colleghi si lamentano e ricordano che, fino a pochi anni fa, il venerdi nel tardo pomeriggio si organizzava sempre anche l’aperitivo, si univano anche i capi capi e che certe belle abitudini si sono perse! Comunque ho scoperto che un quarto d’ora di pausa e quattro risate hanno il potere di rendere la giornata di lavoro molto più leggera. Dovesse bloccarsi il frigo, chiameremmo immediatamente la manutenzione: vuoi mettere la priorità dell’intervento?!

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    • Questo genere di commenti mi risolleva il cuore: ma allora posti così (umani e civili) esistono ancora (per la verità anche PerennementeSloggata ha raccontato più volte di episodi simpatici nel suo ufficio)!!! 😀
      Ormai sento solo di gente che lavora col cronometro (cronometro che deve fermare quando va in bagno per farlo ripartire quando ha finito, con conseguenti lamentele dei capi se perde troppo tempo in detto luogo) e di posti in cui l’unico momento di socializzazione è quello in cui metti a mente il cognome del collega per poterlo sputtanare con il superiore… =__=
      Anch’io, per riuscire a scambiare due parole con la mia collega, divento deficiente: i boss hanno il radar per avere bisogno di te esattamente tre secondi dopo la domanda di una delle due “come va?”… questo magari dopo non averti passato una pratica per tre ore!!

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  5. Pingback: Il Quizzone « Gite Mentali

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