Cipolle e altre assurdità

Come già accennato in questo post, ho la discontinua abitudine di leggere le etichette della roba che compro… discontinua perchè a volte lo faccio prima di comprare il prodotto, altre volte quando sto per mangiarmelo.

L’altra sera vado per ficcare in microonde una confezione di cipolle al forno comprata al supermercato per riscaldarle per la cena. Controllo tempi e temperatura e stava quasi per sfuggirmi la chicca che vedete nella fotina. Sinceramente, pensavo che dopo i bastoncini di salmone da “far rinvenire” in padella non potesse esserci molto in grado di sbattezzarmi, e invece non si finisce mai di imparare (e di sbattezzarsi): queste cipolle non hanno una modalità di cottura. O di preparazione, magari (visto che cotte le ha già cotte qualcun altro). No. Queste cipolle, per potertele mangiare, devi prima riattivarle.

E insomma, ce l’abbiamo anche fatta: si vede che il sistema operativo del nostro microonde era quello giusto o che le cipolle sono state confezionate già aggiornate all’ultima patch, comunque si sono lasciate “riattivare” e abbiamo potuto mangiarle belle calde (ed erano pure buone). La domanda è la stessa dell’altra volta: ma regalare un dizionario dei sinonimi e contrari (ma anche un dizionario standard, per dire! Giusto per potersi fare un’idea della vaccata che stanno per scrivere…) a chi compila le etichette dei cibi pare brutto????

Sempre in termini di parole & assurdo (che ormai mi pare stiano facendo coppia fissa parecchio spesso… a quando le nozze?), da un paio di settimane mi sono trovata invischiata in un browser game parecchio caruccio. Invischiata perchè, come sa bene chi è finito in una di queste “trappole”, il più è cominciare “a tempo perso”: dopo sei sempre lì a controllare come sta la tua città di sfigati…

Scherzi a parte, il gioco si chiama Athanaton, ma non son qui per far propaganda per quanto la meriti (se poi qualcuno vuol provare, possiam farci due risate sul server S4 Minotauro… indovinate come mi chiamo in gioco? Shunrei. Che originale che sono, eh?)… è solo per un paio di cose che ho notato scrivendo nella chat del gioco.

Ora: già bisognerebbe dir due parole al filtro della censura che blocca, in un gioco che inizia nell’antica Grecia e in cui in una delle prime campagne che il proprio esercito di poracci si trova ad affrontare è la rievocazione dell’Iliade, la parola “Troia“. Roba che in chat si vedono messaggi tipo “Ancora due posti per la legione di *****!!”… sì, arrivo subito! Ma dove cavolo è che hai detto che devo venire?!?!? Intendiamoci: fatta la legge, trovato l’inganno: mettete un po’ di spazi a casaccio o sostituite le vocali con dei numeri e potete scrivere non solo per invitare i vostri amici a combattere per la legione di Tr0ia, ma anche mandarli davvero a donnine o in qualche altra amena località… insomma, conta poco o nulla, è più la rottura di balle quando magari si è di fretta! Anche perchè “porca vacca”, ad esempio, si può scrivere (si può scrivere in chiaro anche la parolina di quattro lettere per indicare il fondoschiena, se è per questo). E in effetti mi chiedo perchè nessuno abbia ancora pensato di sfruttare la cosa e chiedere “venite per la legione di porca, ancora 3 posti!!” (… è un po’ un sinonimo, no?).

Ma il filtro-censura non si limita alle parolacce: per dire, non è possibile scrivere nemmeno la parola tardi (c’ho pensato una mezz’ora e non ho mica trovato significati sconci in “tardi”, io… qualcuno ha ipotesi?) che esce una pioggia di asterischi: “***i”… Se invece provate a scrivere “perspicace” esce questa cosa: per****ace. Forse per evitare pubblicità occulta allo Spic(&Span)? Invece si vede che quelli della candeggina Ace sponsorizzano il gioco, perchè invece quello si può scrivere!

Non so di preciso con quali altre innocue parole della lingua italiana succeda questa cosa, ma di sicuro ce ne sono altre (non essendo loquacissima in chat, non ho avuto troppe occasioni di incapparci). Ma ho capito. Non è un filtro-censura. Nonò. Stanno usando il filtro del condizionatore, in quella chat…

Annunci

25 pensieri su “Cipolle e altre assurdità

  1. beh complimenti come al solito per il post 🙂 fantastiche le cipolle da riattivare, devo provare a comprarle e vedere se anche il mio microonde ha il giusto programma. per il gioco ora vedo e magari ti avviso se mi metto a giocare. secondo me la chat funziona come il mio telefono. il numero di mio padre e quello della mia collega (visto che si tratta di numero aziendale) hanno l’unica differenza nel prefisso, il mio cellulare però non ne vuole sapere e gira la ruota, a seconda di dove si ferma la stanghetta mi segna sul display o “Papà” o “Mirka”. Questo è per dire che anche la chat vede un “tardi” allora lo elimina anche se non c’è la particella “bas” davanti. Per “perspicace” invece devo pensarci ancora un po’ perchè non ha senso

    Mi piace

    • E’ solo che ti rimane (molto) fuori zona, ma per le cipolle posso fornire il nome dell’Iper dove le abbiam comprate…
      Comunque grazie per il chiarimento su “tardi”: davvero non c’ero arrivata!!! 🙂

      Mi piace

  2. Una volta non ricordo dove avevo scritto “la tal cosa è una sfiga” ed è diventata “la tal cosa è una smazzolino di fiori”…

    Mi piace

  3. I libretti di istruzioni. Ogni tanto ti capita quello giusto che è un vero e proprio concentrato di ilarità.

    E per la serie: non tutti sanno che…

    Se pure gli adattatori di dialoghi per film e telefilm combinano casini e riescono a rovinare completamente gli ultimi 30 secondi dell’ultima puntata della stagione di un telefilm stravolgendone completamente TUTTO il significato traducendo l’ultimissima parola pronunciata e cioè SOUL —>anima (che lo so perfino io che di inglese faccio schifo) con “indentità” * perchè stupirsi?

    * Per chi non conosce il telefilm Buffy mi riferisco all’ultima puntata della 6° stagione: GRAVE (e si fa riferimento al dialogo tra un vampiro senza anima e un’altro demone che lo ha sottoposto a innumerevoli prove che se superate gli permetteranno di ottenere qualcosa che lui vuole)

    Versione originale:
    Spike: So you’ll give me what I want. Make me what I was. So Buffy can get what she deserves.
    Demon: Very well. We will return… your soul.

    Traduzione (più o meno) fedele:
    Spike: Quindi mi darai ciò che voglio. Fammi tornare quel che ero. Così Buffy potrà avere ciò che merita.
    Demone: Molto bene. Ti ridaremo… la tua anima.

    Versione italiana:
    Spike: Posso avere ciò che ho chiesto. Voglio tornare vampiro. Così darò a Buffy ciò che merita.
    Demone: Certamente. Ti restituiremo… la tua identità.

    Se volete piangere ulteriormente (ma soprattutto se avete lo stomaco forte) potete andare a questo link dove un gruppo di persone si è fatta un mazzo non indifferente per farci scoprire le meraviglie del doppiaggio italiano del sopracitato telefilm, giusto per rendersi conto di quello che combinano e di cui non sappiamo nulla a meno di non sapere l’inglese e di guardare film e telefilm in lingua originale : http://www.buffymaniac.it/adattamento.php

    Mi piace

    • Versione italiana completa:
      Demone: “Certamente. Ti restituiremo… la tua identità” *passando a Spike un cartoncino rosellino piegato a metà, molto simile a questo http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/24/Carta_identita_italiana.jpg/100px-Carta_identita_italiana.jpg

      Scherzi a parte, che pure l’adattamento/traduzione di molti telefilm lasci a desiderare non faccio fatica a crederlo: me ne sono accorta pure io che non sono un genio dell’inglese! Diverse volte m’è capitato di intuire che nei dialoghi originali ci sarebbero stati giochi di parole o assonanze (a volte utili per capire tutto il senso del discorso, del passaggio o della puntata), che invece nel dialogo in italiano erano stati bellamente ignorati…

      Mi piace

      • Già, in verità il demone voleva far girare Spike in piena tranquillità per tutta la Comunità Europea, visto che il passaporto non glielo davano…. ^__^

        Se poi capita di prendere un DVD e di guardarlo in lingua italiana con i sottotitoli italiani si può scoprire che quello che viene detto e quello che viene scritto sotto sono cose diverse… E che non mi si venga a dire che è per il labiale o per il numero di lettere che compongono una parola perchè in Star Wars III, ad esempio, ad un certo punto, chiamano Obi-Wan “Il Negoziatore” e nei sottotitoli ci hanno schiaffato “Il Diplomatico”.
        Cioè gli adattamenti del doppiaggio e quelli dei sottotitoli li fanno persone diverse? Per spendere di più? Lo avrei capito se facevano un lavoro schifoso per risparmiare ma così che senso ha?

        Ora se volete ridere potete leggere qua (chicchetta in 3 parti sulla traduzione del DVD pirata di Star Wars III. I “pirati” pare abbiano ricavato i sottotitoli in inglese dai sottotitoli cinesi (?!?!)… E Per fare in fretta e soprattutto risparmiare probabilmente hanno ingaggiato un’analfabeta sordo che di inglese ne sapeva meno di me…).

        [V.M. 14 ?!?!]
        Parte 1: http://attivissimo.blogspot.com/2005/08/guerre-stellari-episodio-iii-tradotto.html
        Parte 2: http://attivissimo.blogspot.com/2005/08/guerre-stellari-episodio-iii-tradotto_19.html
        Parte 3: http://attivissimo.blogspot.com/2005/08/guerre-stellari-episodio-i_112443785641867692.html

        Mi piace

        • E, già che siamo in tema: perchè in certi libri i traduttori prendono decisioni incomprensibili quali… tradurre in italiano i nomi di persona?

          C’è una serie di libri fantasy che il Consorte ha adorato (ambientata nei Forgotten Realms… chi ha un’infarinatura di D&D sa di cosa parlo), tranne uno… perchè in quello il traduttore aveva avuto la bella pensata di tradurre il nome del signor Tempus Blackthorne in “Tempus Rovonero” e quello di uno dei cattivissimi, Lord Bane, in “Dissidio”.

          Personalmente ho letto con un certo senso di nausea alcuni libri della serie delle Dragonlance, dove (tra le altre cose) gli alberi di vallenwood erano diventati “alberi di vallonia” e il povero Tanis Mezzelfo era mutato misteriosamente in “Tanis il Semielfo”… (e cos’è, una malattia genetica???)… PERCHE’???????

          Mi piace

          • Traduzioni “cartacee” dei nomi alla dove cojocojo no, non si possono sentire proprio perchè non hanno minimamente senso. Quoto. MA PERCHE’!!!!!

            Mi piace

  4. Io adoro il fantasy, e ammetto di aver imparato quel poco di inglese che so per potermi gustare Tolkien in linqua originale. Questo mi porta a una riflessione: nell’edizione italiana de “il Signore degli anelli” in mio possesso molti dei nomi dei personaggi sono stati tradotti – e devo ammettere che hanno un suono meravigliosamente fiabesco, che il nome inglese non ha (almeno alle mie italiche orecchie). Credo però che ciò dipenda dall’abilità del traduttore (il quale in una nota spiega le ragioni che l’hanno condotto a tradurre alcuni nomi, mentre altri no)
    Il punto è questo: la traduzione (specie se si tratta di un capolavoro letterario) è un’arte difficilissima. Perché lasciarla nelle mani di persone che non hanno alcuna cultura nel genere che stanno traducendo?

    Mi piace

    • Sottoscrivo: il traduttore non deve soltanto tradurre, ma anche “adattare”… e direi che è questa la parte più difficile. E non è possibile adattare qualcosa se non si ha la minima idea del genere che si sta trattando (sarebbe come far tradurre a me un testo di ingegneria meccanica o medicina…). E’ estremamente brutto quando il lettore si fa l’idea, leggendo “questo ero capace di renderlo meglio io…”.
      Ad esempio, dopo aver saputo alcuni dei nomi originali di personaggi di Harry Potter (e considerando anche che il target di questa saga comprende comunque anche i bambini più piccoli, che farebbero ovviamente più fatica a comprendere il senso, il doppio senso o i riferimenti di termini “troppo inglesi”) non ho potuto che pensare che in questo caso il traduttore-adattatore ha fatto un gran bel lavoro.

      Mi piace

      • Si, anche con Harry Potter il traduttore ha fatto un ottimo lavoro.
        Purtroppo di regola il genere fantasy è considerato letteratura di second’ordine, destinata per lo più a preadolescenti (e purtroppo molte delle saghe che vengono pubblicate sono effettivamente porcherie senza alcun valore). I testi di buona qualità, però, vengono bistrattati come – e forse più – di quelli scadenti. Basti pensare che Christopher Tolkien non ha concesso i diritti di traduzione in italiano (dopo i disastri dei primi tre volumi) dell’immensa raccolta di racconti scritti dal padre e in seguito da lui pubblicati sotto il titolo “the histories of Middle-Earth”.
        … forse però non tutto il male vien per nuocere: gli appassionati finiscono per leggere la fantasy in lingua originale 🙂

        Mi piace

  5. ho il dubbio che abbiano assunto a scrivere le etichette oppure a inserire le parole da filtrare quella mia allieva di parecchi ani fa che durante l’interrogazione sull’eneide mi disse:-enea abbandonò didone e si recò in lazio per trovare un’altra troia- e non capiva l’ilarità generale

    Mi piace

    • Dici che dopo aver capito il “doppio senso” di quello che aveva detto, ora sia talmente ligia che censura Troia anche quando non dovrebbe? E’ una teoria interessante! 😀

      Mi piace

  6. Io una volta su una confezione di non mi ricordo cosa lessi che l’alimento andava “rianimato”: tentai di prendere due elettrodi e di inviare sul corpo dell’alimento delle scariche elettriche, ma stranamente non successe nulla, si sentì solo una gran puzza di bruciato..

    Mi piace

  7. potrebbe essere così, oppure potrebbe non averlo mai capito ed aver eliminato quella ed altre parole dal proprio vocabolario ed averle sostituite con riattivare rianimare c**** etc
    sai sono traumi giovanili e allora..

    Mi piace

  8. ehm… su una confezione di croccantini sta scritto che “rendono lucidi i capelli”…. al punto che la signora del negozio nel consegnarmeli ha avuto la premura di precisare: “Mi raccomando! non li mangi lei!!”. Un errore di traduzione per “rendono lucido il pelo”… ^.^

    Mi piace

    • Il maffo traduttore on-line Altavista Babelfish ad esempio traduce boots (stivali) con caricamenti del sistema (eh?!?!?!)… Probabilmente per risparmiare usano quello?

      Mi piace

      • Qua in casa ricorderemo sempre il famoso programma che si poteva scaricare gratuitamente e che aveva la comodissima funzione di convertire le tue “lime” (=file) video in lime di dimensioni più piccole…

        Mi piace

  9. Pingback: Pizze e combustibili « Gite Mentali

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...