Il Regno di Atlantica

Leggere ho sempre letto tanto (al punto che mia madre mi rimproverava per le ore passate sui libri: “Ti rovini gli occhi!!”… e dire che era stata lei ad instillarmi questa passione leggendomi storie ad alta voce fin da quando ero piccolissima!) e di libri, da quando ho iniziato questa avventura del blog, me ne sono passati tanti per le mani, e di parecchi generi.

Come è ovvio: ce ne sono stati di belli, di avvincenti, di “risucchianti” (quelli che non riesci a trovare il coraggio di chiudere anche se ormai è tardisssssimo e il giorno dopo si lavora), di avvilenti e di demoralizzanti (di alcuni di questi ho accennato in questo post). In questi mesi non sono stata a raccontarvi per filo e per segno cosa stavo divorando man mano e cosa ne pensavo solo perchè se no il blog sarebbe diventato monotematico.

Stavolta faccio uno strappo alla regola perchè la sera del 18 giugno, su invito di un caro amico, mi è capitato di partecipare alla presentazione del libro che vedete qui accanto, una serata devo dire molto interessante e piacevole… ancora di più per una giocatrice di ruolo come me.

Se cliccate sull’immagine potete ottenere qualche info in più, in ogni caso cito testualmente dalla quarta di copertina: «Sono tempi difficili per il ducato di Felceri: il passo di Oveda, che attraversa i monti a nord e porta allarepubblica di Katiana, è chiuso. Le tensioni tra i due stati sono forti e provocano non pochi problemi, soprattutto economici e di approvvigionamento. In tutte le città del ducato l’esercito ha n troppa mano libera per mantenere l’ordine e provoca ulteriori ostilità, soprattutto con le piccole comunità di elfi e nani. A Porto d’Argento, il cuore del ducato, la confraternita dei mercanti sembra accettare in silenzio il cattivo andamento degli affari, ma in questi giorni difficili, all’improvviso, il palazzo ducale viene congelato. È qui che entrano in azione i protagonisti di questo romanzo fantasy (di cui La genesi è solo la prima parte): guerrieri, elfi, nani e chierici affronteranno nemici pericolosi, uniti da una forte amicizia. Coraggiosi e di buon cuore, i protagonisti di questa saga dovranno affrontare draghi, non-morti, orchi, goblin, coboldi e, soprattutto, terribili minacce oscure. Potere politico, complotti religiosi, paure e dubbi di cuore saranno alcuni degli ostacoli che i giovani avventurieri Idra, Beltran, Cosetta, Ramas, Otik, Gorak, Martirius e Urania affronteranno affiancati legati tra loro da un forte senso di lealtà.»

La particolarità di questo libro è che l’autore, dopo anni ed anni di gioco a Dungeons & Dragons per lo più in qualità di Dungeon Master (diciamo l’arbitro di gioco, per chi non se ne intende) e dopo aver ideato innumerevoli avventure per  gli amici che componevano il gruppo di gioco e per i loro rispettivi personaggi, dopo aver creato un intero mondo con territori, città, creature, personaggi, ordinamenti (e fin qui, se ci sono dei master che stanno leggendo, potrebbero dire “vabbè, lo faccio pure io ogni settimana!”) ha avuto l’iniziativa di mettere insieme organicamente avventure e personaggi per realizzare un romanzo (o meglio, un ciclo di romanzi, nella sua intenzione) in modo da cercare di conservare queste storie, da non lasciare che i particolari finissero per svanire e trasmettere il tutto ad un pubblico più vasto del “solito party di giocatori”.

Cosa che ho sentito dire più e più volte in ormai 13 anni di gioco, soprattutto quando (fino a qualche tempo fa) tenevo (a modo mio) gli appunti di ogni sessione: “Ah, ma poi ci scriverai su un libro!”. Seeeeh, come no… un libro tragicomico-parodistico, visti i geniali soggetti che popolano (master suo malgrado) le nostre sessioni!! 😛

Intendiamoci: il fantasy negli ultimi anni ha avuto un grosso sviluppo, sono usciti un sacco di romanzi e tantissimi autori “emergenti”, anche italiani, vi ci sono cimentati. Alcuni con buoni risultati (Licia Troisi, ad esempio), altri… vabbè, sorvoliamo. Per quanto riguarda Giorgio Zanzi, il “bagaglio culturale” che ha messo insieme negli anni trascorsi a masterizzare e fantasticare sulle avventure da proporre ai suoi giocatori ha senza dubbio avuto un grosso peso (e merito) nello sviluppo della storia, nella sua “credibilità” (perchè guardate, se c’è un brutto pensiero che gira per la testa di qualcuno che un pochino di fantasy se ne intende e si trova davanti storie “inverosimili” e zoppicanti è questo: “Cs’ela, sta cazeda?”, che tradotto sta per “Che è ‘sta ca77ata??”) e godibilità. Anche la forma di narrazione (per lo più in prima persona, in quanto diario di uno dei personaggi femminili della storia) è stata una buona scelta. C’è un’altra cosa che mi è piaciuta, ma forse più da “giocatrice di ruolo”: pensare che i personaggi di cui stavo leggendo le avventure non erano semplici “omini di carta” partoriti dalla fantasia di uno scrittore. Erano personaggi che altre persone avevano creato, caratterizzato, guidato nelle scelte e nelle reazioni… amalgamati dallo scrittore nell’ambito della trama/gioco. Che dire… in un certo senso, è un pensiero che li rende ancora più “reali” e vivi.

Insomma, questo libro in definitiva mi è piaciuto e le 600 pagine son finite anche troppo presto (sebbene la mia propensione all’abbiocco rapido di questo periodo abbia provveduto ad allungare i tempi di lettura rispetto al mio solito… ma ultimamente mi capita con qualsiasi libro. 😦 Voglio dire, una settimana per leggere un Terry Pratchett è scandaloso, giusto?)!

Ho solo un appunto da fare (ma direi più alla casa editrice, che all’autore!)… che lo sapete che son pignola con queste cose (ormai vi ho abituati, ci sono post precedenti a riprova), anche se mi è stato spiegato da più parti che ormai il “correttore di bozze” è nelle case editrici quello che in mitologia è l'”araba fenice”: tutti dicono che esiste, ma nessuno l’ha visto. Ho trovato un po’ troppi errori di battitura e refusi di stampa (“predo” al posto di “prendo”, “essere” al posto di “esse”, aggettivi che non concordano in genere/numero con i rispettivi sostantivi, discordanze tra verbi e relativi soggetti… roba così): il senso della storia non ne viene toccato, ma a lungo andare stonano. Proprio perchè rovinano qualcosa di bello. Scrivendo vaccate qui da qualche mese, so bene quanto sia facile che cose del genere sfuggano… pur rileggendo più e più volte mi capita di pubblicare un post e trovarci nuovi errori a pubblicazione avvenuta. A maggior ragione questo può succedere per un romanzo, e a maggior ragione può succedere a chi l’ha scritto: dopo un po’ che si rilegge, il cervello sistema le magagne da sè… ma non sulla carta. Per questo servirebbero occhi estranei per il lavoro di “rifinitura”! Tra un po’ lancio una campagna per la salvaguardia dei correttori di bozze dall’estinzione

Dovessi aver interessato anche qualcun altro alla lettura, devo avvisare che per il momento il volume è disponibile per l’acquisto online (come da link nell’immagine) o in alcune librerie “di zona”… insomma, se magari vi ho incuriositi e la curiosità è abbastanza, il modo di procurarselo c’è. In ogni caso, per ulteriori info “alla fonte” questa è la pagina su Feissbuk… a me non viene in tasca nulla, avevo semplicemente voglia di riconoscere pubblicamente quello che considero un buon lavoro di uno scrittore al suo primo libro! 😉

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6 pensieri su “Il Regno di Atlantica

    • Sono della tua stessa risma: capace di inca77armi come una iena se qualcuno mette le mani su un atto che ho dattilografato io e cambia la rientranza di un paragrafo rispetto agli altri, fa tu! 😉
      Peraltro, mi offrirei di fare da correttore di bozze per la “modica cifra” di una copia definitiva (e corretta) del romanzo, fa te… 😛

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  1. Ho partecipato qualche volta da spettatore a delle sedute di giochi di ruolo e devo dire che i master, se bravi, danno quel qualcosa in più al gioco. E per molti il passaggio dal gioco al libro sarebbe cosa da fare, almeno per ravvivare un pò il panorama letterario italiano al di fuori dei libri di Moccia 🙂

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    • Hai proprio ragione! 🙂 Diciamo che la pecca maggiore, spesso, è che chi ha le idee buone per un romanzo non coincide con chi ha tempo e risorse per mettersi a scrivere “seriamente”… con risultati che nel primo caso restano “chiacchiere” e nel secondo… beh, li troviamo come best seller sugli scaffali delle librerie! 😦
      Anche in questo caso particolare del GdR, ci sono master e master: ci sono quelli che comprano i libri di avventure già fatti e non fanno altro che leggerseli e seguirli, e ci sono quelli che invece si metton lì e investono tempo libero e neuroni per tirar fuori qualcosa di originale.
      Sembran cavolate, ma avendone sposato uno della seconda categoria (c’è stata una sua campagna che ho adorato, con un mondo intero inventato di sana pianta con tanto di pantheon di 12 divinità una diversa dall’altra… enorme peccato che fosse strutturato per AD&D: la decisione di passare a D&D 3rd Ed. ha decretato la “morte” del tutto) ho modo di vedere “di prima mano” cosa significhi organizzare “due stupide ore la settimana”…

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  2. Alimentiamo allora la creatura!!! Grazie… grazie e ancora grazie… non chiedevo di meglio! Grazie per la fiducia e per l’apprezzatissimo commento. Ho visto il post sul Regno di Atlantica e ovviamente mi sono precipitato immediatamente qua. Per la questione degli errori… grazie della comprensione… ti assicuro che quando scrivo ne faccio anche di più grossi… proprio perchè il cervello controlla che venga espresso il concetto e bypassa il controllo della forma. Hai toccato anche altri aspetti della storia… hai fatto le cose per “benino” come dicevi… il commento è molto serio e di questo posso solo dire grazie. Grazie anche per il “collegamento” che hai fatto col mio passato di Dungeon Master… mi piace pensare… come hai scritto… che ho cercato di “salvare” l’inventiva delle mie partite… e di poterle offrire a un pubblico più ampio. Infatti… come hai specificato… prima di essere l’autore del libro sono l’autore di tutte le avventure che ho proposto ai miei amici. Una cosa manca… nella tua recensione… (secondo me.. ma puoi averla evitata volontariamente) … un giudizio tuo… sentito… personale… cosa ti è piaciuto? Chi ti è piaciuto? Quale particolare ha detto maggiormente qualcosa… A TE?
    Ovviamente lascio un invito a tutti frequentatori di “Gite Mentali”… a visitare il REGNO DI ATLANTICA.
    Grazie ancora. Spero potremmo vederci ancora per chiacchierare.

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    • Oddio, ma grazie di che? 🙂 In primis, grazie a te per avermi fatto trascorrere un po’ di tempo con i personaggi della tua storia… e poi, ogni promessa è debito: ho detto che avrei fatto sapere… era giusto che lo facessi! 😉 Ovvio: se il libro non mi fosse piaciuto, avrei scritto solo su FB: una cosa è raccontare di qualcosa che gli altri non conoscono per provare a trasmettere questa conoscenza, altra cosa è denigrare qualcosa che gli altri non conoscono (e che non hanno neanche possibilità troppo agevole di conoscere…. i libri di cui ho parlato nei post citati, invece, sono facilmente reperibili (sigh!) in tutte le librerie): aria fritta fine a sè stessa.
      Nel post non sono scesa troppo in dettagli… ma effettivamente mi sembra giusto soddisfare la tua curiosità! Il personaggio che mi è piaciuto maggiormente è stata Idra… fino all’entrata in scena di Urania (diciamo che al momento si stanno contendendo la pole!). E l’esordio nel palazzo avvolto dai ghiacci… beh, decisamente spettacolare!

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