Il Quizzone

Ultimamente a lavoro da me non stanno capitando chissà che robe eclatanti… il solito roteare di appendici più o meno sferiche, diciamo. Per fortuna, però, ci pensa il Collega del Consorte a tirarmi su di morale: dopo aver eletto il Consorte a suo consigliere di fiducia sui più svariati argomenti (e vi risparmio le domande più “scabrose”…), ogni tanto capita che qualche chicca arrivi anche alle mie orecchie, la sera, dopo la fatidica domanda di rito fatta a cena “Allora, com’è andata oggi?”. E qualcuna non è affatto male… intendiamoci, non è per prendere in giro qualcuno, solo che  certe cose sembrano talmente assurde, da pensare, che fanno sorridere!

“Al parco giochi” 

  • “Senti, dammi un parere” 
  • “Dimmi” 
  • “Come faccio a non andare a Mirabilandia?” 
  • “… NON ci vai? Non è che c’è l’obbligo…” 
  • “Ah, no, è che l’ho promesso alla tipa… ma poi io mi rompo, tanto non salgo su nessuna giostra…quindi volevo chiederti come fare a non andarci”
  • “… non lo promettevi alla tipa (o magari le dicevi prima che tanto poi le toccherà salire da sola dappertutto?)?”
"Il misterioso mondo della geografia" (un paio di giorni dopo quella precedente)
  • “Scusa, tu ci sei mai stato a Gardaland?” 
  • “Sì, ma anni fa… ormai chissà quanta roba avranno aggiunto” 
  • “Ma è meglio Gardaland o Mirabilandia?” 
  • “Mah, dipende… le giostre ci sono in tutt’e due, Mirabilandia è più vicino” 
  • “Ma Gardaland dove rimane? Vicino a Genova?” 
  • “… ehm… guarda, ti do un indizio: si chiama GARDAland perchè è vicino al lago omonimo…” 
  • “Ah, sì, in LIGURIA” 
  • “In Liguria?!!?!?” 
  • “Ma sì, che c’è un lago grande, famoso, vicino a Genova-..” 
  • “Sì… si chiama MAR LIGURE… (e non è un lago, ma a questo punto non sottilizziamo…)”

Del resto, da qualcuno convinto che Ancona sia “vicino a Milano, è la città dell’Arena, no?” non è che si possa pretendere chissà che… (beh, se non l’indirizzo delle scuole elementari che ha frequentato, giusto per evitarle come la peste al momento di iscriverci i propri figli…).

Poi ci sarebbero tutti i vari quesiti di carattere medico-scientifico (è notorio che all’IPSIA indirizzo Elettromeccanico che ha frequentato il Consorte ci fosse anche un rinomatissimo corso di specializzazione in medicina generale e d’urgenza!), ma uno dei migliori secondo me resta questo:

dopo tutte le innumerevoli volte in cui il Consorte si è trovato a dover convincere il Collega ad andare dal medico perchè il problema poteva non essere la vaccata che sembrava, se trascurato, ce n’è stata una in cui invece l’ha dovuto – con grosse difficoltà – distogliere dall’idea di andare a farsi visitare d’urgenza. Collega aveva scoperto di avere, su un braccio, un pelo pericolosamente più lungo degli altri… 

L’ultima “uscita” è di tutt’altro carattere. Il Consorte non è l’unico a cercare alternative per bere, e l’altra mattina il Collega stava riempendo la sua solita bottiglia di plastica al distributore col boccione prima che arrivasse il boss a staccare la corrente a detto distributore:

  • “Eh, questa è l’ultima volta che la uso, poi mi tocca buttarla…”
  • “E come mai? S’è rovinata, è sporca?”
  • “No, è che l’altra sera han detto a Striscia la Notizia che il numerino stampigliato sul fondo delle bottiglie di plastica indica il numero di volte che si può riempire la bottiglia. Questa sotto ha stampato un «3», e visto che è la terza volta che la uso dopo devo cambiarla…”

A nulla è valso tentare di convincerlo che il numeretto stampato sotto al massimo è un codice della macchina stampatrice/dello stabilimento di produzione della bottiglia  (un po’ come quella storia assurda che circolava tempo fa sui numeri stampigliati sul fondo dei cartoni, che avrebbero dovuto indicare le volte che il latte era stato “ribollito” e rimesso in vendita), e che essendo la plastica “eterna” al massimo la bottiglia sarebbe stata da buttare per questioni igieniche se si fosse formata muffa o altro. L’aveva detto Striscia, ergo era verbo del signore.

Questa storia l’ho saputa perchè, trovandoci a pranzo fuori invitati dalla nonna del Consorte, al Consorte – prendendo in mano una delle bottiglie sul tavolo – è scappato il commento “Questa la devo portare a Collega: c’è stampato sotto un 90, sai quante volte la può usare prima di doverla buttare?”. Al che gli è toccato spiegare la faccenda a me e al resto della famiglia attorno al tavolo!

A proposito: se qualcuno ha il link a quel celeberrimo servizio di Striscia, è caldamente pregato di passarmelo… sì, voglio vedere con i miei occhi e sentire con le mie orecchie…

Ah, se a qualcuno dovesse scappare il commento “mi piacerebbe avere un tizio del genere che mi ravviva le giornate”, sappiate che penso che il Consorte sia disponibilissimo ad incartarlo e spedirlo in tutt’Italia con pacco celere… 😉

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12 pensieri su “Il Quizzone

    • E perchè no? 😉 “Geografia creativa”, mi pare si chiami…
      Però, se può essere di consolazione: questo più di tanto non può far danni… il soggetto del post di mestiere fa il tornitore meccanico.
      M’è capitato di sentire castronerie simili da parte di insegnanti (di tutt’altra pasta di Paola dei Gatti!!)… questo mette i brividi davvero!

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      • mi fai venire in mente un aneddoto di un conoscente che per lavoro faceva il commerciale di un’azienda. ed era un loro ufficio a dover prenotare alberghi ecc.
        fortunatamente ho rimosso le castronerie geografiche che gli stavano per combinare (e meno male che lui se le verificava prima, soprattutto vicinanza reale tra alberghi e appuntamenti coi clienti)…

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        • Ora, io non dico: anche a me Geografia piaceva poco (a differenza di mio nonno materno che – mi dicono – la adorava)… tutti quegli elenchi di fiumi/monti/pianure da mandare a memoria erano pallosissimi!
          Ma nell’era di internet e del TomTom… non è che ci voglia molto per farsi un’idea di dove sta un posto, no?
          Del resto, di che mi stupisco… una volta ho giocato a D&D con un master che non sapeva minimamente i punti cardinali: il party di giocatori, dirigendosi a ovest verso i monti (come da piantina che ci era stata consegnata), cammina cammina si ritrovò davanti… un porto di mare (che sulla piantina stava a sud…)!! 😉

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  1. Beh, ma certi personaggi sono in tutti gli ambienti lavorativi …
    Prima di fare l’autista avevo un collega secondo me inarrivabile.
    Lui faceva il saldatore e raccontava di quelle castronerie che se riuscivi a seguirlo, senza ridergli in faccia sguaiatamente, era uno spasso.
    Sosteneva di aver saldato petroliere sul fondo dell’oceano (lo guardavi e ti domandavi: ma se anche fosse, un “mito” del genere oggi lavorerebbe qui ?) ma la più bella era quella dell’aereo.
    Lui in volo da vatteallapesca, il comandante che rileva una incrinatura alla fusoliera, lui che si alza e armato dell’inseparabile saldatore, esce a 10000 metri di altitudine (!!!), salda e ritorna come se nulla fosse in cabina applaudito e acclamato dagli altri passeggeri …
    Era il suo cavallo di battaglia, l’avrò sentita raccontata tale e quale decine di volte, con la stessa passione …
    Mi sa che alla fine si era autoconvinto fosse successo tutto per davvero …

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    • Ma che era, il cugino di MacGyver?!?!? 😀
      C’è da dire che forse certi soggetti vengono distribuiti direttamente dall’Ispettorato del Lavoro: tipo per rendere un po’ meno monotona la giornata lavorativa…

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  2. Pingback: Referrer Top 10 #5 « Gite Mentali

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