Si torna alla normalità…

Premetto: non ne avevo assolutamente bisogno. Insomma, che da lunedì si torna a lavoro lo so da un pezzo, e che tanto dopo le ferie non si è mai veramente pronti a varcare la soglia di ufficio/officina è risaputo da tutti. Quindi: potevo anche passarmi quest’ultima settimana a casa a boccheggiare di caldo tranquilla e, perchè no?, annoiata. Voglio dire: non l’avrei fatto pesare a nessuno!

Ma deve essere il “tranquilla” che a qualcuno non va giù. Perchè quale miglior modo per spiegare ai tuoi tre neuroni che sì, stiamo tornando al solito bailamme, che svegliarti un martedì mattina con tuo padre che ti avvisa che sta aspettando il 118 perchè portino tua madre in ospedale? E insomma, era da luglio che non la ricoveravano… in effetti, doveva parermi strano che non capitasse niente per tutto agosto. Ora: io ne avrei anche fatto a meno. Credo anche mia madre, per dirla tutta…

Tagliando corto: risultato immediato? Beh, l’ennesima caduta stavolta le ha procurato un paio di microfratture – composte – al bacino. Che saranno una roba noiosa da guarire per qualcuno in condizioni normali (perchè mica ti ingessano: nonò, a riposo per tot settimane letto-divano-letto-divano), ma nel nostro caso… ohi, lo sapete che son pessimista di base, ma stavolta ho bisogno di ricorrere solo al mio neurone realista (senza esagerare un bel niente): secondo me, dal letto o dalla sedia non s’alza mica più.

Perchè se è caduta (per l’ennesima volta) è perchè la muscolatura delle gambe non la regge. Se le gambe non la reggono, è perchè in pratica più che muoversi da una stanza all’altra e uscicchiare per la dialisi non fa. E se si muove così poco è perchè dice (e io ci credo, non dico mica di no) che ha un gran mal di schiena (che i medici hanno già detto che ha solo da tenersi). E qui inizia il circolo vizioso: se si muovesse di più, la muscolatura migliorerebbe, la postura idem e quindi anche la schiena (secondo me, povera scema che non sa una sega di medicina… ma mi baso semplicemente sui risultati che ho ottenuto su di me quando facevo quella mezz’oretta di step tutti i giorni!) farebbe meno male. Ma tanto ogni volta che inizia (controvoglia) un po’ di fisioterapia, tempo 10 giorni e capita qualcosa per cui non può continuarla (giuro, non mi sto inventando niente!).

Oh, io c’ho provato millemila volte a spiegarglielo e a cercare di spronarla, ma tanto non ascolta… ormai c’ha solo in testa che sta male e che gli altri non capiscono quanto sta male. Vacci a ragionare con qualcuno che ha ste idee in testa (e pure il Parkinson, in testa… che non è che aiuti, eh? Soprattutto mischiandolo a diabete, cardiopatia et cetera et cetera) e tutto quello che le dici di diverso è sbagliato. Anche i medici, se le dicono qualcosa “per traverso” (due coglioni così, la volta che una delle dottoresse della dialisi le ha fatto un appunto perchè era aumentata di peso… e io, povera scema, a spiegarle che non è che la dottoressa stava a guardare se aveva cambiato taglia o se non era più pronta per la prova-costume: molto probabilmente era per una questione di peso/ritenzione idrica. Ho solo esercitato un po’ le corde vocali, ecco cosa ho ottenuto).

Il problema è che mo’ son stufa io. Son stufa di passare per la stron7a di turno quando le dico qualcosa che le dà fastidio, son stufa di non sapere mai se domani la vado a trovare a casa o in ospedale, sono stufa di non poter organizzare nemmeno un pomeriggio in giro con mio padre (perchè più di tot non può assentarsi da casa… eh, se no mamma…), son stufa di leggere consigli idioti sul “post parto” del tipo “non abbiate paura di farvi aiutare da vostra madre e da vostra suocera” (allo stato attuale è molto più probabile un aiuto da parte di mia suocera… se riesco a trovare Melinda Gordon per concordare i particolari!).

Sì, eran tutte cose che sapevo anche prima. E sì, lo sapevo anche prima che se già ora c’era da arrangiarsi in futuro ci sarebbe stato solo da arrangiarsi di più. E sì, non mi sono mai illusa di poter fare tante cose con l’Inquilina e la nonna materna. E sì di nuovo: c’è chi è messo anche molto peggio e non si lamenta. Tanto di cappello. Io, purtroppo, dopo 4 anni senza soluzione di continuità ormai ne ho le balle piene… E siccome ormai di sicuro le avete pure voi, prometto: dal prossimo post, si torna alle vaccate.

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16 pensieri su “Si torna alla normalità…

  1. col cazzo.
    (scusami)
    sfogati almeno qui che puoi. io penso che tu abbia tutte le ragioni di questo mondo. non lo dico per far sviolinate o per far bella figura. penso di aver capito un pochino che tipo sei e mi pare che forse davvero tu possa esser stanca.
    l’unica cosa che ti posso dire è sì di cercare di continuare a fare quello che la tua coscienza ti dice ma di ricordarti anche che ora l’equilibrio della TUA famiglia sta iniziando a cambiare e dovrete esser bravi (ma voi mi parete invidiabilmente affiatati, tuttavia non abbasserei la guardia) a ricordarvi che l’inquilina adorabile vi rende coppia genitoriale ma – mi sto incartando – siete nati come coppia di amanti(si). per cui, non farti schiacciare dalla situazione perché se dai subito una mano, poi sei costretta a dar due braccia.
    non so se riesco a spiegarmi, ma ricordatevi di partire prima dalla VOSTRA famiglia e poi, per come vi è possibile e ritenete, salvare il resto del mondo.
    ogni tanto, ma questo più per il futuro, sfruttate qualche amica che faccia da babysitter e concedetevi un piccolo spazio che sia solo vostro di coppia.
    scusa, ho sproloquiato ma vedo mia madre schiacciata dalla presenza dei suoi genitori e, nonostante la badante, sono anni che non può allontanarsi più di una giornata da casa. se no, scatta l’inferno.

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    • Ti sei spiegata eccome! Soprattutto perchè hai centrato due dei motivi per cui a volte mi sento la peggior figlia dell’universo:
      – ormai mi spiace quasi più per mio padre (visto che hai citato la situazione di tua madre, posso dirti che lui ne è il corrispettivo) schiacciato in quest’ingranaggio di responsabilità e pensieri che per mia madre… insomma, temo che alla fine “mi duri meno” pure lui per tutta la fatica che fa ogni giorno;
      – faccio per loro meno di quel che vorrei proprio perchè tra lavoro, casa (mia) e famiglia (mia) ho idea che se tentassi di fare quello che “sarebbe da brava figlia” o anche solo “giusto” darei il crollone (nonostante l’appoggio costante del Consorte)…
      Insomma, quando pulisco le lettiere delle gatte mi sembra di buttare nel sacchetto roba migliore di me…

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  2. In questo momento travagliato, ti sono vicina. Ti capisco e dirti: tieni botta che ora devi stare tranquilla è come mettere benzina sul fuoco. Ti consiglio di sfogarti, di buttare tutto fuori x’ tenere dentro è peggio.
    Io, ora devo andare a fare terapia, ma se hai bisogno di sfogarti chiamami…. Visto che questa sera Fla nn si sà a che ora rientra e Voi messi così, hai piacere che faccia io un salto? Prometto che ascolto solo…
    (se mi vuoi mandare un sms o solo un mess su FB…)
    Ciao

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    • Ti ringrazio sia per il sostegno che per l’offerta! 🙂
      Purtroppo oggi è una giornata del menga: toccata e fuga qui a casa per mangiare e un attimo di respiro, ma tra poco devo uscire per andare dal mio doc… e se il trend è il solito, ho idea che ci passerò l’intero pomeriggio (è stata proprio l’associazione mattina-in-ospedale/pomeriggio-dal-doc a farmi intuire che stasera sarei stata schienata e farmi mandare l’SMS al GM…)! =__=

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  3. Eh no, Shunrei, non mi cadere sui buoni consigli dei medici, somministrati a una signora anziana. Troppo facile.
    Troppo facile dire “basterebbe un po di ginnastica, solo un quarto d’ora al giorno”, ma se non riusciamo noi, come puoi pensare che lo faccia lei.
    Sii indulgente verso tua madre, chissà come saremo noi a quell’età.

    Lo so, lo so, che sei stanca, ma credimi, se la guardi con altri occhi ti sembrerà tutto più facile.
    Se ti può aiutare sappi che mia madre si era fratturata il bacino perchè era stata investita e dopo un mese a letto è rimontata sulla bici. Aveva 70 anni.
    In ogni caso ti sono vicina. Cassandra

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  4. già, Cassandra tocca un aspetto fondamentale, come saremo noi a quell’età ?
    Il tragico è che comincio a sospettare che la risposta sarà “eguali, se non peggio”.
    Ho sentito i miei genitori lamentarsi con i nonni, degli stessi,identici comportamenti che ora, stanno affiorando in loro.
    Penso che avanzare con gli anni riduca l’elasticità mentale e che siano pochi quelli disposti ad accettare consigli.
    A leggerti, par di vedere la reazione mia madre quando le dici una cosa …
    sei sempre cattivo e non la capisci, per cui (gioco di parole) capisci che non vuole capire.
    Se ti fa stare meglio sfogati, l’importante è che poi resti serena senza troppi tarli.
    La vita è una ruota che gira, per certi versi crudele, che però sa regalare momenti felici in contrapposizione a quelli tristi, non abbiamo il potere di cambiare la ruota, per cui possiamo solo e nel limite del possibile, vivere.

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    • Commento “misto” per Cassandra e autistaxcaso (c’ho provato, ma non riesco a separare per bene le due risposte…)
      Giusto per dare un’idea di mia mamma: 11 anni fa, è stata buttata a terra da una tipa in bicicletta (lei era a piedi, e in zona pedonale). S’è slogata un piede, neanche rotto. Ok: a distanza di 11 anni, per le malaugurate parole di un medico dell’assicurazione “Signora, ne avrà finchè campa”, è ancora lì che dice che se fa fatica a camminare è (anche) per quello. 11 anni. Poi ci va dietro l’intervento per l’ernia del disco di 40 anni fa, e via discorrendo.
      Se provi a dirle che alla tenera età di 77 anni qualche problema sarebbe normale anche senza tutti gli altri suoi casini di salute (quest’anno io c’ho messo 10 giorni a guarire dalla stessa slogatura che a 10 anni ci metteva 2 giorni a passare), non ci crede.
      Inoltre, la dedizione di mio padre in un certo senso “gioca contro”: ormai non si fida di nessun altro per farsi accompagnar fuori a far due passi (le volte che si sente).
      Non intendo darle addosso: credo che con quel che ha passato e sta passando in parecchi avrebbero fiaccata la “voglia di provare”. Io per prima, probabilmente (a meno che questa situazione e il ricordo di come la vive chi ti vuole bene non mi serva “di sprone” quando – se dal piano di sopra lo concedono – a 77 anni ci sarò arrivata io).
      E’ solo che sentirsi così impotenti, al punto di non riuscire nemmeno a farsi ascoltare, al punto di non riuscire nemmeno a darle quella sorta di “pacca nel sedere” che la spinga a reagire anche solo per dimostrarti che sbagli, e anche il sapere che quando il malato non dà alcuna chance alla cura che sta facendo (reputandola comunque inutile e superflua, come succede per la dialisi che detesta) già perde in partenza metà dei possibili benefici (una sorta del famoso “effetto placebo”) è davvero logorante…
      Ma soprattutto, chiudendo: grazie per avermi letta e per aver commentato! 🙂

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      • Cara Shunrei, credimi se ti dico che posso capirti. E’ difficilissimo mantenere un equilibrio proprio, quando i genitori invecchiano è sempre durissima e si rischia di farsi schiacciare dalla responsabilità che (per senso del dovere, per amore e per infiniti altri motivi) ci rende “genitori” di chi ci ha messo al mondo. Invecchiando, poi, si diventa inevitabilmente egocentrici: si guardano i propri acciacchi, l’orizzonte si restringe. Ci sono poche cose che causano tanta pena in una figlia come il rendersi conto che i propri genitori non sono – e non saranno mai più – quelli di una volta.
        Per esperienza imparata nella carne, ti posso solo dire di tener duro, di proteggere a ogni costo la tua famiglia (quella nuova, con il consorte e con l’inquilina) e di dedicare a te stessa del tempo. Tempo di riflettere, perché i cambiamenti in atto con l’arrivo della piccola non sono davvero da poco; tempo di riposare la mente e le membra, e so bene che sembra impossibile; tempo di gioire di tutte le cose buone che la vita ti riserva.
        Non lasciarti andare, non cadere nella trappola di non vedere di fronte a te un aiuto o una via d’uscita che non sia quella, lacerante, della separazione finale dalla tua mamma. Oddio, detta così sembra tragica, ma è fin troppo facile lasciarsi fare a pezzi da situazioni anche meno dure della tua.
        Ti mando un caro abbraccio, e l’augurio di gioire di ogni momento bello, e di superare serenamente ogni difficoltà. Ricorda che non sei da sola, consorte è li con te. 

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  5. far ragionare chi non può o non vuole è un’impresa disperata. quando è nato mio figlio, mi è stta molto più utile mia suocera, donna inmitabile e intelligentissima, pur essendo residente in sardegna e noi a pavia di mia madre ad un tiro di schioppo ma buona solo a rompere le palle e senza l’attenuante della malattia. se avevo necessità di una parola telefonavo a mamma callina (caterina). credimi se tutte le suocere fossero come è stta la mia indimenticabile seconda mamma non ci sarebbero più barzellette sulle suocere…ma sulle madri si

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    • Non posso sottoscrivere il tuo commento solo perchè mia suocera è venuta a mancare dopo nemmeno un anno e mezzo che io e il Consorte ci siamo messi insieme: non ho avuto il tempo per poterla conoscere come avrei voluto. Ma, da quel poco che mi è stato concesso e anche da come ha tirato su (insieme alla nonna paterna del Consorte) sia mio marito che mio cognato… credo che avrei potuto tranquillamente metterla nella stessa categoria della tua “Callina”! 😉

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  6. Non è che ci sia molto da dire o da fare.
    E’ una situazione piuttosto classica e senza una sostanziale via d’uscita.
    Il ciclo della vita, e in uesto momento sei tra il battistrada e il pavimento.

    Dirti di tenere duro? Piuttosto inutile visto che non c’è un’alternativa.

    Da quanto leggo sai molto bene cosa puoi fare e fino a quale limite.
    Tienilo chiaro in mente e parcheggia i sensi di colpa nella lettiera felina.

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  7. Esatto, lavora sui sensi di colpa e cerca di toglierti questo grosso peso, almeno questo te lo puoi togliere dalle spalle e cercare di vivere meglio. Ricorda che tu stai facendo TUTTO il possibile e anche di più.

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  8. è un terreno abbastanza “minato” questo dei rapporti figli-genitori anziani, non ho esperienza diretta ma ricordo di mia madre con mia nonna ed era sempre più o meno una guerra. Non credo ci siano consigli “assoluti” da dare, hanno già detto più o meno tutto nei commenti precedenti quindi evito di ripetere cose già scritte o di dire banalità. Tieni duro e pensa soprattutto all’inquilina adesso, questo mi sento di dirti..e quando hai voglia di sfogarti le pagine virtuali servono a questo, ci sono molte persone disposte ad ascoltare, ma questo hai avuto già modo di constatarlo. Non risolve, ma è qualcosa 🙂

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    • E’ vero: ai fini pratici a sfogarsi “per scritto” forse non si risolve niente (a parte che per risolvere qualcosa credo ci vorrebbe minimo minimo un’aureola in testa…)… ma a livello di sostegno morale, ho avuto già modo di vedere che è una gran cosa! 🙂

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