Fotogenealogia

Il mio bisnonno materno Pasquale e suo padre Francesco

Ammetto che a casa mia di foto in giro ce ne sono pochissime… un paio del matrimonio, una “di famiglia” (dove siamo diventati cretini per riuscire a fare una sola foto decente tra quindici tenendo ferme le due belve e sperando che l’autoscatto cogliesse il “momento magico”…), e un altro paio di me e del Consorte da piccoli.

Mi sono sempre ripromessa di stamparne qualcuna da tenere in giro, senza mai trovare tempo e/o voglia per farlo, ma quest’anno la “combo” del tempo che ho passato a casa da sola (credevo che con la maternità mi avrebbero fatto fare meno ferie in estate, invece è stato il contrario: 5 settimane tra luglio e agosto… il Consorte invece s’è trovato in un periodo in cui i capi spergiurano che c’è “tantissimo lavoro da fare” [e dire che avevano richiesto la cassintegrazione ancora da marzo a maggio di quest’anno, eh?] e quindi è già tanto se ha avuto due settimane, questo agosto) e dell‘Inquilina in arrivo mi ha dato la spinta necessaria per realizzare questo progetto.

Eggià, mi sono buttata nella realizzazione di un pannello con l’albero genealogico dell’Inquilina, corredato con tanto di foto dei rispettivi “colpevoli”. Considerando che ci sono diversi parenti che potrà conoscere soltanto in foto (7 degli 8 bisnonni, una nonna – purtoppo – e un paio di prozie) e che anche l’unico zio rischia di essere in un certo senso una figura “mitologica” al pari dell’unicorno o dell’araba fenice (vivendo a 700 km di distanza), mi è sembrata una buona idea per farle pian piano conoscere la sua famiglia. Insomma, con me ha funzionato: due nonni e mezzo (una è morta che avevo 4 anni) li ho appunto conosciuti solo per foto e per racconti… ed è stato un buon modo per volergli bene lo stesso.

Il materiale non mi è mancato: 5-6 anni fa ho contribuito fortemente a far tirare le cuoia prima del tempo al vecchio scanner del Consorte facendo le scansioni di tutte le foto cartacee che avevo in casa fino al 2004 (anno in cui abbiamo avuto la prima fotocamera) e poi scassando le balle a mia madre, mia zia e alla nonna del Consorte per estendere l’archiviazione digitale a tutto quello che avevano loro (o meglio, a tutto quello che si sono decise a passarmi…).

Si tratta di 3 DVD pieni abbondanti (dal 2010 in poi ho ancora tutto solo su PC), che coprono quasi un secolo e mezzo… già, perchè la prima foto risale addirittura al 1870 (ed è proprio questa del post): ritrae il bisnonno di mia madre (classe 1842) con in braccio il figlio, nonno di mia madre (classe 1868), allora duenne. Non so dove l’abbia recuperata una cugina di mia madre, so che però questa santa donna ha avuto la bella idea di regalarne una copia incorniciata a tutti i cugini.

Dal 1870 segue un “buco temporale” fino al 1917, con le foto del mio nonno materno scattate quando, sedicenne, andò volontario a scavare le trincee durante la 1^ Guerra Mondiale. E il motivo per cui all’esame di 5^ elementare portai come argomento di storia la 1^ G.M. fu proprio questo nonno ed il mio nonno paterno, che (classe 1890) era presente e fu fatto prigioniero nella ritirata di Caporetto. 🙂 Dal 1917 in poi, c’è qualcosa quasi ogni anno (per una famiglia o per l’altra), anche grazie al fatto che il mio nonno materno – barbiere – era a tempo perso appassionato di fotografia e si era comprato una macchina personale, di quelle “a soffietto” (mia zia ne parla ancora benissimo: “Riusciva a fare le foto anche quando pioveva!”).

Insomma, non è stata una passeggiata (in mezzo alle migliaia di immagini che mi sono trovata davanti, ad un certo punto mi si incrociavano gli occhi), ma ce l’ho fatta: 7 bisnonni, 4 nonni, 5 prozie, uno zio e i diretti responsabili (io e il Consorte). Presente mio nonno paterno mancato nel ’39, presente anche la zia paterna morta nel ’34 a un anno d’età (non l’ha conosciuta manco mio padre, classe ’36). Chi manca all’appello, Inquilina a parte (un po’ di pazienza, su… non mi sembra il caso di aver fretta e piazzarci un referto ecografico!)? Per assurdo, due che dovrebbero essere facili facili… lo zio paterno del Consorte (ci sono un paio di foto degli anni ’70… ma diobono, è ancora vivo! Non posso metterci una foto di 40 anni fa!!!) e il nonno materno del Consorte, mancato nel 2001.

Per molti parenti alla fine confesso di aver vergognosamente sfruttato le foto del nostro matrimonio del 2004, ma se il nonno in quell’occasione era assente giustificato, pure lo zio era assente… anche se magari un po’ meno giustificato…

C’è ancora tempo: intanto che strolgo come sistemare questa folla di gente in maniera comprensibile sul cartellone, conto di tornare a rompere le scatole alla nonna del Consorte… se le spiego di che si tratta, sono sicura che mi darà una mano! 😉

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14 pensieri su “Fotogenealogia

    • Oddio, “bellissimo” non so… diciamo che è un pezzo che non ho a che fare con cose del genere (cartelloni, ritagli, collage…)!
      Stavo quasi pensando di provare a chiedere la consulenza di Shaula, che tra insegnamento e parrocchia di sicuro è più ferrata di me…
      Comunque, grazie per la fiducia! 🙂

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    • L’avvocatessa del mio studio l’anno scorso ci si mise d’impegno sul serio per ricostruire l’albero genealogico della sua famiglia (tipo andando a consultare anagrafi, registri parrocchiali e diocesani alla biblioteca del vescovado) ed è riuscita ad “andare indietro” di oltre 200 anni: suo marito la prendeva un po’ in giro, la figlia 17enne la guardava tra l’incuriosito e lo scettico… io invece ero ammiratissima!
      Che devo dirti… mi ha sempre affascinata la storia “recente” (motivo della mia “preistorica” iscrizione a Storia Contemporanea), ancora di più quella della “gente comune”, quella che non è raccontata in nessun libro. Quando poi i protagonisti di questa “storia” sono addirittura tuoi parenti, non capisco come si faccia a restare indifferenti… vabbè, magari son “malata” io! 😛
      Comunque, in bocca al lupo anche a te per il tuo “albero”! 😉

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  1. dato che subisco il fascino delel foto antiche, anch’io ho selezionato l più belle e le ho appese: un bellissimo ritratto del 1885 con mia nonna di 5 anni , le sorelle maggiori già signorinette elegantissime la mia bisnonna Rosa e il bisnonno stefano, un’altra di pochi anni dopo con la zia cecca, diciottenne , una fin de siècle con la zia mary, un’altra del 1927 con mio padre di circa 3 anni addobbato tipo piccolo lord:velluto scuro e colletto di pizzo,una “rubata” in casa di mio cognato con mio suocero soldato di leva nellla prima mondiale, e poi due foto storiche del 1887 -1890: il mio bisnonno come amministratore(sordo da quando nel 1882, aveva assistito al crollo dell’ultimo diaframma del tunnel di tenda) e i due cognati come ingegneri,
    che sovrintendono al raddoppiamento del ponte della ferrovia a valenza. altre sono ancora negli album dai quali ogni tanto ripesco le foto di cani e gatti del tempo che fu

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    • E’ pensando a cose come quelle che racconti tu, che ho superato la mia “allergia” alle foto… perchè in una certa misura, alla fine, non riguardano soltanto “noi” e il nostro presente, ma anche chi verrà dopo. E chi sono io per decidere a priori che “a qualcuno” non fregherà niente di sapere dov’ero e cosa facevo?

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  2. Ho un paio di foto delle bisnonne in giro per caso… Ehmmm… Meglio un lavoro come il tuo, tutti i parenti tutti insieme appassionatamente.

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    • Figurati che io finora non ho nemmeno foto di parenti “in giro per caso”! Guarda cosa mi c’è voluto per iniziare a darmi una mossa… 😀
      Che dire… la pigrizia è un’arte che va coltivata sotto tutti gli aspetti, no?

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      • E’ che le bisnonne erano tanto care e brave ma nelle foto.. Ecco… Sono tipicamente in bianco e nero e non sorrido neanche per sbaglio. E se le becchi di notte quando sei sovrappensiero…

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        • Tempo fa c’era quest’abitudine di fare le foto con l’espressione di chi ha appena perso il gatto… 😄
          Forse perchè se ne facevano veramente poche, e dovevano valere “per tutte le occasioni”.
          In ogni caso, hai sollevato un argomento sui cui sto ragionando in questi giorni: visto che il pannello va in camera di una bimba, e visto che alcune foto (le più vecchie, appunto) viste con gli occhi di un bambino potrebbero risultare abbastanza inquietanti (anche solo per il b/n)… devo trovar la maniera di rendere il più possibile “allegro” il contorno! 🙂

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            • Nonò, a ritoccarle non ci penso minimamente!! Non sono capace di andare oltre una correzione di sfumature o schiarire/scurire… non oso pensare a che razza di porcheria ne uscirebbe!
              Mi riferivo al “supporto” su cui verranno incollate, su quello credo di poter lavorare! 😉

              PS. Giammai “aggiungerle in seguito”! Non si può chiedere proprio a una ragioniera di realizzare qualcosa… omettendo (anche temporaneamente) proprio “l’inizio” di tutto!! 😛

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