Del ripulir pareti e gatte…

Non so di preciso ogni quanto bisognerebbe tinteggiar casa… so che da noi ormai eran trascorsi sette anni dall’ultima volta che le pareti avevano avuto un contatto ravvicinato con pennelli e vernice, e che l’arrivo dell’Inquilina ci ha dato l’input per deciderci a dare una rinfrescata. Memori però della faticaccia fatta in due nel 2004 per improvvisarci imbianchini (oltretutto in un appartamento vuoto), considerando i mobili che nel frattempo hanno preso residenza insieme a noi e il fatto che stavolta io avrei potuto fare anche meno di quello che ho fatto al tempo… “Crepi l’avarizia” ci siam detti “stavolta chiamiamo qualcuno”.

Così nei giorni scorsi abbiamo avuto gli imbianchini in casa: il Consorte s’è preso tre giorni di ferie per tener aperta casa e poi finir di risistemare tutto; io invece, data la mia inutilità in loco, ho per lo più “svernato” in ufficio. E insomma, adesso è tutto più bianco di prima… per i prossimi 7 anni almeno, direi (il mio stipendio di agosto ha giusto fatto in tempo a fare un salutino veloce al conto corrente, sto mese…)!

Per dirla tutta, la “cosa” che ci preoccupava maggiormente della faccenda erano poi quei circa 11 kg di felino (dis)equamente divisi tra Leda e la Shunrei in coda e vibrisse. Non volendo che fossero “in mezzo” agli imbianchini (e per gli imbianchini, e per le belve), e dovendo ridipingere tutto l’appartamento abbiamo scartato a priori l’idea di segregarle da qualche parte (a parte che, con quelle due, sarebbe stata una cosa molto alla Highlander: “Ne resterà soltanto uno…”) in casa. Vabbè… allora mandiamole al “cat parking” per un giorno, nel senso di trasferirle in garage durante i lavori.

Detta così non sembra un’idea nè malvagia nè troppo complicata: si approntano lettiere e ciotole, si porta di sotto almeno uno dei graffiatoi, ecc… però. Ci deve essere un però, no? Il “però” altro non è che il garage posteriore e il cantinotto che lo collega con quello davanti: non sono piastrellati, pavimento di cemento. Se può esistere qualcosa di polveroso al mondo, di sicuro è un garage con il pavimento di cemento. E non importa se lo avete spazzato 10 minuti prima. C’è polvere. Sempre.

Di riflesso, se c’è qualcosa che raccoglie polvere meglio di uno Swiffer, è un gatto in esplorazione che gira per un posto “nuovo” con la panza rasoterra. Come lo so? Per esperienza. 5 anni fa abbiamo ridipinto le finestre, e visto che il grosso del lavoro lo abbiam fatto di sotto abbiam pensato: “Portiamoci dietro Shunrei, così sta in compagnia!”. L’abbiam fatto il primo giorno. Poi più. La gatta bianca e tigrata che conoscevamo era diventata una specie di scopettone grigiastro, a infilarsi in ogni angolo strofinando con cura ogni parte del corpo contro qualsiasi superficie. Uno scopettone grigiastro pure piuttosto inviperito, quando riportata di sopra abbiamo tentato di levarle il polverone di dosso con una lozione-shampoo “a secco” per gatti: il nostro scopo era anche nobile (evitare che, ripulendosi lei a colpi di lingua se mai ne avesse avuto il coraggio, poi si trovasse un bolo di calcestruzzo-misto-pelo nello stomaco)… ma non è stato molto apprezzato. Si dice che i gatti abbiano la capacità di lanciare maledizioni fino alla settima generazione. Ok: penso che da quella volta i nostri discendenti siano stati sistemati almeno fino al 3500 d.c.

Stavolta di gatte da ripulire ne avremmo avute due… gaudio e tripudio! Comprato lo shampoo in spuma per gatti (di Hello Kitty, ma che non si sappia troppo in giro. E’ solo perchè in offerta quello c’era… e lo faceva la stessa ditta di quello non in offerta), scartata l’idea di cercare un sacerdote per farlo benedire/esorcizzare, ci siamo preparati al peggio. Per due gatte.

Com’è andata? Beh, son qui che scrivo. E, giuro, sto scrivendo con tutte le mie 10 dita. Che non mica è poco…

In verità, lo shampoo non sarebbe stato da risciacquare, ma solo da spazzolare “dopo qualche minuto”. La prima cavia è stata la Shunrei in coda e vibrisse, e dopo averla impiastricciata per bene di schiuma (mentre lei strillava come una martire) ci siamo resi conto di 2 cose:

  1. non saremmo mai riusciti a tenerla ferma “per qualche minuto” in attesa di spazzolar via quella roba…
  2. solo con una “spazzolata”, pur se energica, chissà quanto shampoo-misto-polvere-et-pelo si sarebbe ingoiata a ripulirsi dopo da sola…

… quindi è stato d’obbligo portarla – sempre gemente – nella vasca e risciacquarle via velocemente con l’acqua tiepida shampoo e lordera. Ohi, è tornata bianca dove doveva esserlo, e anche i cuscinetti rosa delle zampe sono tornati color confetto invece di quel beigino poco invitante. Tra l’altro, appena mollata dopo una bella asciugata con un telo di spugna, ancor prima di pettinarsi, ha immediatamente smesso di sgolarsi per rivolgere le sue attenzioni a tutte le cose che non erano ancora al loro posto… 10 minuti dopo, la nostra ugola d’oro faceva già le fusa ad accarezzarla. E, per una gatta che non era MAI stata lavata “ad acqua” prima, non è mica poco! 😄

Turno di Leda, quindi. Per tutto il giorno si era raccomandata (le volte che siamo scesi in garage) di esser riportata di sopra, stavolta che il momento di risalire era finalmente giunto, sembrava quasi disinteressata… che le geremiadi della sua collega fossero arrivate fin giù? 😉 Lavare lei è stato meno problematico e molto più silenzioso: un po’ sapevamo già di dover partire dalla vasca, ma soprattutto da piccola m’era già capitato di doverlo fare per la sua propensione ad infilarsi nelle pentole e padelle vuote temporaneamente incustodite per leccar via sughi e condimenti vari… il primo “gattino unto” della storia! 😛 In compenso, Leda è rimasta molto più traumatizzata della Ciccia dalla giornata passata in garage: per 2 giorni ha perso completamente la sua solita baldanza a coda dritta… e per 2 giorni praticamente ha “vissuto” dietro il televisore del salotto (uscendo a malapena per mangiare, non sembrava nemmeno la stessa gatta che ci faceva gli occhi dolci ad ogni pasto per un assaggino… anzi, per la prima volta in due anni s’è fatta fregare lei la pappa dalla Ciccia…). Se non fosse che le sta passando, vi avrei chiesto se conoscevate uno psicologo per gatti! 😀

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14 pensieri su “Del ripulir pareti e gatte…

    • Perdonarti? Ma ognuno dovrebbe esser liberissimo di prendersi i suoi ritmi!! A maggior ragione sul suo blog, no (e poi la “sorpresa” di rientro del racconto delle avventure di Anselmo, mi sembra un buon regalo di rientro!)? 😉
      Bentornato online anche da qui! 🙂

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    • Credevamo peggio pure noi… insomma, anche Leda dall’ultimo lavaggio aveva messo su quei 2 chili e abbondanti di più di forza e ignoranza!
      Ammetto però una cosa: in due, ce l’abbiam fatta. Uno da solo… non credo proprio… 😛

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