Non l’avrei mai detto…

Fin da piccola io il fatto di esser nata femmina l’avevo sempre digerito poco. Boh, sarà che son sempre stata per la parità, e visto che in casa mio padre era praticamente l’unico maschio in mezzo a uno stuolo di donne… diciamo che per “solidarietà” ci tenevo a fare un po’ il maschiaccio.

Intanto, già ai tempi dell’asilo mi ero resa conto che ci fosse sotto qualche fregatura… i maschi erano molto più comodi quando si trattava di far pipì, e non avevano sempre (non sempre sempre, su!) qualcuno che gli rompeva le scatole con cose tipo “Stai composta, comportati da signorina, non correre, non sudare, non spettinarti, sii educata, non sporcarti”. Cristo, ma comprarsi (o assemblare una classe di) una bambola non sarebbe stato più pratico???

Poi… beh, i regali: cosa dannazione ci potevo fare se il mio sogno era avere una spada di plastica? Da pirata, da Zorro, quel che vi pare… ma una spada di plastica. Per avere una spada ho dovuto aspettare di fidanzarmi: in occasione di uno dei nostri primi Natali insieme il Consorte (a conoscenza di questo mio desiderio mai avverato) mi regalò appunto una “spada bastarda” (“a una mano e mezza”, diciamo) che aveva realizzato lui andando in officina fuori orario di lavoro (e mica di plastica è, questa…). Perchè prima: “No, è un gioco da maschio”. O la pista per le macchinine Polystil (o come cavolo si scriveva)… non ho il ricordo di quante volte esattamente l’ho strategicamente piazzata nella letterina a Babbo Natale o alla Befana. Voi l’avete vista? Io no. Sessisti pure Babbo Natale e la Befana, diobono…

Poi cresci. E non è che sia molto meglio: son sempre stata “di sana e robusta costituzione”. Sì, anche sana (deo gratia), ma più che altro diciamo robusta… Sì, è vero, venivano pigliati in giro anche i maschi grassi. Ma di meno. Perchè a volte avere un amico massiccio in fondo ti pare il sedere se qualcuno ha voglia di romperti le scatole… avere un’amica cicciona al massimo serve solo per non farti fregare l’oggetto delle prime cottarelle. Utilità pratica di una cicciona o semplicemente non filiforme (soprattutto per i maschi): sta cippa. Ergo: massì, risatine e prese per i fondelli a tempo perso ci stanno, dai…

Cresci ancora e olè! Gaudio e tripudio: ogni 28 giorni o giù di lì una bella rottura di scatole con cui convivere (e, se il ciclo dice sul serio, ti trovi lì a fare il countdown alla menopausa… “Allora, indicativamente… meno 39 anni e 7 mesi… ussignur! O__O; “), di solito regolare ma con la fantastica tendenza a ritardare/anticipare ad hoc in occasione di gite scolastiche, vacanze, giornate ai parchi giochi, campi estivi, ecc. (da qui la mia teoria che le mestruazioni in qualche modo siano dotate di vita propria e soprattutto di una mente. Malvagia, s’intende). E poi l’altra rottura (neanche ogni 28 giorni, pure più spesso… se poi siete così fortunelle da esser nate di capigliatura scura)… depilarsi. E in tanti anni non ho mica ancora trovato qualcuno che abbia saputo darmi una spiegazione sensata di a cosa cavolo servano i peli. Come le zanzare: ci sono, scassano i maroni… e non servono a una beneamata cippa. Se ho perso interesse nei confronti del mare (e mi sono innamorata della montagna, cosa di cui non mi pento di certo! Dolomiti… *__*) confesso che è stato anche per questo: esser troppo grandi da non poter più pastrocchiare con la sabbia… ma essere abbastanza grandi da doversi depilare. Più la rottura di coglioni che il divertimento…

Insomma, non che ci fossero solo lati negativi, eh (perchè se fossi nata maschio col Consorte avremmo indubbiamente continuato ad essere soltanto giocatore e master… quindi, molto molto molto meglio così!). Però… avevo questa sensazione un po’ come… di fregatura, ecco. Perchè non è che poi nel mondo del lavoro le cose migliorino epocalmente (anche se lo ammetto: non ho di che lamentarmi, personalmente. Questo è un pensiero più generico per come va sto cavolo di mondo), e più in generale tutta sta vaccata della “parità” altro non è in definitiva che una vaccata (per tanti motivi che non sto ad elencare qui…).

Ma veniamo al titolo del post: non l’avrei mai detto. E’ che ho trovato un motivo per smettere di lamentarmi di quei due cromosomi x che mi sono trovata sul groppone 33 anni fa. Perchè dico così? Beh, perchè se fossi nata maschio non avrei proprio potuto avere a che fare con tutta quell’attività tipo “Alien” (sì, lo so, detta così è molto poco “aggraziata”… però posso assicurare che rende l’idea) che l’Inquilina sta mettendo in atto là sotto ormai da un paio di mesi (anche dopo le preoccupazioni di qualche settimana fa che l’attività “aliena interna” cessasse prima del tempo..!). E in effetti devo ammettere che anche solo questo mi ripaga di tutto… 🙂

P.S. Come accennato in un commento all’ultimo post… la visita di sabato è poi andata bene!

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18 pensieri su “Non l’avrei mai detto…

  1. proprio oggi raccontavo a mio marito di un ferragosto quando avevo 4 o 5 anni, allora c’era l’abitudine di riunire tutta la famiglia alla cascina dello zio nino (quella dei post: pars dominicia e cascina vera e propri con annessi e connessi) ora: porti una bambina in cascina (dove ho sempre passato meravigliosi periodi con gli zii (tipo fuga della mula nina , nascita di pasqualino, mele al maiale crispino e via raccontando) sant’iddio, cosa vai a mettere ad una tizia come la sottoscritta (maschiaccio libero come un gatto) una vestina di organdis bianco con sfondo di delicata seta rosa, corredata da scarpine scamociate bianche (ecco perchè il ricordo: oggi ho comprato un paio di scamociate tinta tortora, prervedendo per loro una fine rapida ed infausta),con le ziie che dicevano “sembri un gelatino”… al pranzo du balle perchè mi hanno avvoltolata in uno di quei tovaglioli di lino di una volta, modello asciugamano da bagno,poi, appena la zia rita ha servito il caffè e il parentado si è distratto sono felicemente fuggita nella cascina vera e propria a giocare con dante e maria i figli del contadino , dantte un anno più di me maria più piccolina, ed invariabilmente siamo finiti nella stalla a trovare nina e pasqualino..(.per i riferimenti vedi cartella il tempo) immagina come ne sono uscita!alla faccia del geltino! 😀 😀 😀

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    • E’ stata spesso la storia della mia vita!!! 😀
      E capitava spesso appunto quando c’erano riunioni con i parenti oppure la domenica, che c’era la messa. Ecco: i miei avrebbero potuto risparmiarsi il giro in pineta dopo la messa o comunque la domenica (giorno di festa, quindi bisognava vestirsi “bene”), quando eravamo da mia nonna: diventava una passeggiata alla “guardare e non toccare”, due scatole così…

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  2. Anche io ero un maschiaccio: mi arrampicavo regolarmente sugli alberi (specialmente i vecchi meli e il susino), giocavo a pallone e sognavo la pistola ad acqua. Invece mi regalavano le barbies, cicciobello e – quando mi diceva bene – la valigetta del dottor Kildare. Le macchinine me le sono comprata da grandicella, con i primi soldini guadagnati facendo la … baby sitter! Bah, io volevo fare il meccanico!

    Poi sono diventata grande (troppo in fretta: ero “signorinella” in V elementare; alle medie le mele me le portavo sul petto, altro che coglierle sugli alberi 😦 ) e son cominciate le rogne vere…

    Comunque, le paranoie “da femmina” ho cominciato a farmele solo dopo sposata, insomma sulla trentina. Va bene così, almeno mi sono saltata la fase in cui si parla solo di maschi e di vestiti e make-up 🙂

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    • La pistola ad acqua, cosa mi fai ricordare!! *__* Figuriamoci, se mi erano precluse le “armi bianche”, quelle “da fuoco” erano ancora più “out”… proprio per questo, ricordo che ho adorato letteralmente una pistola spara-stelle-filanti: di plastica color verde pisello ma a forma di vero revolver, aveva sopra la canna una specie di “cucchiaio” da catapulta. Bastava mettere una stella filante arrotolata nel cucchiaio, tenerne un capo in pugno e premere il grilletto: e ovviamente la striscia di carta partiva…

      PS. Conosco gente che la fase “maschi-vestiti-make up” non l’ha ancora passata… e ti parlo di gente vicina alla 50ina e con figli alle superiori… XD

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  3. Buahhhhhhhhhhhhhhhhhhhh… Ho chiesto per anni anni e anni che mi regalassero un piccolo gommoncino gonfiabile e niente!!!! Ed ero io che ero menosa non loro che hanno continuato a farmelo chiedere per 10 anni per niente, eh… Che poi quanto sarà costato all’epoca? Nè più nè meno che l’equivalente di 2/3 salvagenti. Sai che sforzo visto quanto lo avrei potuto sfruttare abitando in Liguria vicino al mare e andando comunque tutti gli anni in vacanza in posti fronte mare?

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    • Se parliamo di “tempismo”, dopo anni che rompevo le scatole a me arrivò finalmente la prima scatola un po’ “seria” di Lego (nel senso che c’erano abbastanza pezzi da poter fare un mucchio di cose diverse a fantasia, e non solo la composizione sulla confezione)… avevo già 11 anni. Quanto c’avrò giocato, secondo te? Me l’avessero regalata prima, al posto dell’ennesimo peluche o bambola…
      Punto d’onore con l’Inquilina: a parte richieste “fuori budget” per il nostro c/c (non per esser venali, ma purtroppo i conti sono da far quadrare… soprattutto considerando che tra un po’ ci sarà pure uno stipendio in meno), nessun giocattolo sarà “assurdo” o “inappropriato” se lei ci terrà davvero a giocarci!

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      • BRAVA!
        Quello che mi chiedo è, anche i nostri genitori da bambini, sicuramente, avranno chiesto in regalo qualcosa che non gli è stato dato e ci avranno sofferto. Perchè da adulti si sono comportati nello stesso modo con noi? E dire che le nostre non erano richieste assurde. Bah? Mistero misterioso…

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        • Per quanto riguarda i miei (classe 1934 mamma e classe 1936 babbo, tra l’altro orfano di padre a 3 anni), trattavasi all’epoca di situazione molto particolare: c’era addirittura una guerra mondiale di mezzo, quindi suppongo che abbiano saputo fin troppo bene cosa voleva dire non poter avere qualcosa (o perchè proprio non c’era, o perchè se si comprava il giocattolo non si comprava la cena). Vorrei rispondere che forse è per un certo “retaggio” di privazioni, ma d’altra parte altri generi di giocattoli in casa mia non sono mai mancati… ce n’erano proprio alcuni tipi che “stavano antipatici”!! 🙂
          Resta il fatto che di certe negazioni non si riesce a capire il motivo neppure una volta cresciuti: mi raccontava il Consorte che, quando suo fratello era piccolo (ci sono 9 anni di differenza tra loro) in casa sua vinsero non so dove una bicicletta e un computer. Il computer fu assegnato al Consorte (che a 12-13 anni già poteva sfruttarlo), la bicicletta (“da grandi”) fu assegnata a suo fratello “per quando cresce” (NB: nemmeno il Consorte aveva una sua bici, utilizzava al bisogno una vecchia di suo padre). Risultato? La bici fiammante finì in malora sfasciata dopo qualche anno da un cugino di passaggio, senza che il Consorte avesse mai potuto salirci sopra… e senza che suo fratello arrivasse ad usarla. Passati oltre 20 anni, lui ha ancora il rimpianto di non aver potuto usare quella bici!! XD

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  4. La frase “stai composta” era un tormentone quotidiano…la detestavo, mi faceva venire voglia di sbracarmi di più e guardavo con sospetto le bambine tutte perfette, mai un capello fuori posto, infinita grazia perfino quando si soffiavano il naso, l’incedere elegante, le calze che a loro stavano su…eppure guarda, tornassi indietro, non cambierei una virgola e rimarrei allegramente scomposta! All’Inquilina permetterai di salire sugli alberi?!

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    • Credo di aver iniziato ad odiare le sottane proprio per quello: “Stai composta”. Non potevi sederti come ti pareva (si vedevan le mutande), non potevi andare sullo scivolo (o meglio, potevi andarci, ma se si vedevano solo le mutande era andata fin troppo bene), un intralcio pure per l’altalena o qualsiasi gioco su cui arrampicarsi… e qui, a mia madre vorrei chiederlo: “Ma perchè cappero mi portavi a giocare al parco col vestitino, diobono?!?!?”.

      Nel caso l’Inquilina non abbia ereditato da me coordinazione ed agilità (e si trovi pure un albero adatto allo scopo)… why not? 😉
      Se invece avrà la coordinazione di un pinguino legato e l’agilità di un blocco di ghisa che ho io… beh… ci sono un sacco di cose divertenti da fare con i piedi per terra, no? 😛

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  5. Da uomo ti dico che abbiamo una piccola rottura di balle anche noi: farsi la barba quasi tutti i giorni (almeno io). Per il resto che riguarda voi donne non so ma immagino, soprattutto per il ciclo ho visto ragazze dover rimanere a letto per il dolore quindi non deve essere l’esperienza più esaltante di questo mondo. Anche per la maternità mi devo affidare a racconti, e quella si che deve essere davvero un’esperienza che ripaga di tutto, soprattutto, a quanto ho avuto modo di vedere recentemente con mia nipote, quando nasce e la si può tenere in braccio dopo averla solo “immaginata” 🙂

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    • Proprio perchè sono convinta anch’io che pure la storia della barba sia una scocciatura (a volerla tenere rasata e/o ben curata… una versione più “ridotta” della depilazione, ma più “frequente” ancora), mi sono sempre rifiutata di rispondere al Consorte quando mi chiedeva se mi piacesse di più con o senza (per dire quanto il resto del mondo sia un po’ caziano, invece: mia madre gli diceva che era meglio senza, a sua nonna materna invece piaceva con)… visto che è lui a doverci “perder tempo” e (soprattutto!) a portare in giro la faccia, l’unico ad aver voce in capitolo direi che è proprio lui!
      Il mio massimo di risposta è sempre stato: “Quando inizia a darti fastidio, rasala…”. Del resto, a me importa del “supporto”, mica della barba… 😉

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    • Noi donzelle non abbiamo il problema del radere la barba (anche se qualcuna ha grossi problemi di baffi) ma abbiamo lo stesso grosse rotture di rasature, depilazioni e cerette che voi maschi non vi immaginate neanche che razza di tortura sono…

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  6. La panza semovente è troppo di compagnia! Io penso già da ora che mi mancherà, forse perché ora è un modo per sentire la bimbetta dentro senza doversi fare troppe paranoie, tanto tutto ciò che vuole lo può prendere da sola, mentre una volta fuori, mi chiedo, sarò in grado di capirla?
    Però ti dirò che un po’ speravo fosse un maschietto, almeno per farle evitare tutte le rotture del ciclo…

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    • Sottoscrivo:”di compagnia” lo è parecchio, soprattutto in questi giorni che fino alle 18.15 gli unici altri esseri viventi in casa sono le gatte! 🙂 Tra l’altro, forse forse riesco anche a tirar su qualcuna con dei buoni gusti musicali: in questi giorni sembra apprezzare parecchio i Bon Jovi, e quando il lettore stava ancora alla lettera “A”, pure gli ACDC pare siano piaciuti! 😉
      Per la storia del ciclo… mi consolo pensando che gli assorbenti che ci sono ora sono già molto più “user friendly” di quelle mattonelle da un cm che c’erano quando mi ci sono trovata di mezzo io! Quello che mi ha fatta pensare “Opporella…” quando abbiam saputo che era femmina, invece, è stato il pensiero della depilazione… è da allora che sto facendo scongiuri che “abbia preso” più da babbo che da me, perchè sono convinta che per questa rottura le si semplificherebbe la vita (tanto per cominciare, il Consorte è biondo…)!!

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      • Ok, allora tifiamo perché la piccola sia bionda! All’ultima eco non ti hanno accennato al possibile colore? A me hanno detto che, visto il poco che si vedeva o è chiara o ha i capelli molto corti… Miracoli della scienza! 🙂

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        • Maddechè!! Ora, faccenda depilazione a parte, per me potrebbe pure avere i capelli verdi e mi andrebbe bene uguale… ma assolutamente a noi non sono riusciti a dirci manco se li abbia ancora o meno! XD
          Tutta colpa della posizione che – da brava zuccona – ha preso da luglio: testa talmente in basso che la doc fa fatica a prenderle le misure per la stima di peso e quant’altro. Tra l’altro, da quanto è geniale nello stare in modi assurdi durante le ecografie, ho idea che non fosse stato per l’amniocentesi (da cui sono risultati ben chiari i due cromosomi x), è possibile che non saremmo nemmeno riusciti a sapere se era maschio o femmina… (a sta qua, la legge sulla privacy le fa una pippa! Sa ben lei come organizzarsi…)

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