Cosa non si inventano…

Tutto ha inizio in un normalissimo sabato pomeriggio, quando vi rendete conto che se continuate ad aspettare alla “tanto c’è tempo”, a breve vostra figlia dovrà essere giocoforza vestita con fogli di scottex, e quindi viene decisa una spedizione punitiva – con tanto di prozia della sventurata al seguito – nel locale negozio C&A (ammetto che io prima dell’apertura di un punto vendita nella nostra città 2 anni fa non sapevo manco esistesse… ma, pur non essendo appassionata di shopping di abbigliamento&scarpe, è stata una bella scoperta), che vi ha sempre dato idea di avere capi carini, con taglie umane (leggasi “non filiformi”) e – last but not least – a costi accessibili senza dover ipotecare un rene.

Siete lì, letteralmente persi in mezzo agli scaffali, senza avere la più pallida idea di cosa portare a casa: perchè è vero, la lista dell’ospedale dà un tanto di indicazioni… ma si ferma alla fase “inventariale”: 5 di questi, 5 di quelli, 5 di sti altri. Ok… ma… quanto grandi? Quanto pesanti? Serve altro? E dopo, a casa?

E tu sei sempre lì, sospesa tra quello che ti ha raccontato una tua amica (“Non prender roba troppo piccola, perchè la tutina “bella” che comprai per M. per fargliela mettere appena nato, quando è stato il momento di portarlo a casa dopo 5 giorni son state le infermiere a farmi notare: «Signora, quando arriva a casa gliela levi perchè non ci sta già più!»…”), tra la parola d’ordine “limitiamoci alle cose utili ed evitiamo le minchiate” (dove per “minchiate” leggasi ad esempio scarpine della Nike/Champion/altra griffe carinissime et costosissime [in proporzione], taglia “infante i cui piedi non vedranno un pavimento per almeno altri 7 mesi”… ergo: a mettergli ai piedi la scatola di dette scarpine, si ottiene lo stesso risultato a livello ortopedico. Certo, un po’ meno figo) e tra la tua scarsissima esperienza nel vestire “qualcun altro” (a maggior ragione senza averne le misure), risalente a una ventina abbondante di anni fa e limitata a Barbie e bambolotti vari. Che non avevano alcun problema ad “uscire” indossando il costume da bagno a dicembre, per intenderci e renderci conto di quanto possa esser stata un’esperienza educativa.

Poi, mentre i neuroni stanno per lavarsene le mani e andare in gelateria – loro -, lo vedete. E metteteci che in casa i gatti piacciono (diversamente, non ce ne sarebbero due…), metteteci che i vestiti da neonato son carinissimi, ma quelli da neonata raggiungono soglie di pucciosità credo illegali in alcuni paesi… potevamo non comprarlo? Tra l’altro, credo sia uno dei pochi sfizi “economici” che ancora ci si possa togliere: il completo 3 pezzi costa 14 €uri (ho visto in giro jeansini “taglia-puffo” più costosi degli ultimi jeans che mi sono comprata io… solo che con la stoffa dei miei se ne fanno almeno 10 di quelli “puffosi”!!!).

Peccato per la taglia, c’era solo quella 0-1 mese (forse perchè andando più avanti potrebbe essere la pupa a girarsi verso i genitori e chiedere “Ma… vi siete bevuti il cervello? Vi pare una roba seria da mettermi addosso???”) quindi lo sfrutterà quel tanto che si può. Del resto, tentare un “tiro salvezza” sulla volontà sarebbe stato impossibile, peggio che Ulisse alle prese con le sirene: troppi malus (si notano poco nella foto, ma il cappuccio ha pure due orecchie feline fittizie)… e sappiamo riconoscere una battaglia persa in partenza! 😛

Tra l’altro trattasi anche di una delle poche ed ultime soddisfazioni “tutte nostre” (comunque al C&A di roba carina ne hanno parecchia, anche per un futuro!): più o meno appena pagato il conto alla cassa, il Consorte è stato chiamato da una sua zia (due dei suoi cugini sono moooolto più piccoli di lui: 24 e 28 anni di differenza) che ci ha letteralmente riempito l’auto di scatoloni di tutine, vestitini, biancheria (alcune cose non “praticamente” nuove… proprio nuove con tanto di etichette e graffette attaccate. E pure lì di roba “pucciosa” ne ho vista un bel po’!), ecc…, tra l’altro con la minaccia “Vi richiamo a breve, perchè ce n’è ancora…”.

Insomma, guardaroba sistemato e neuroni salvi (il gelato, poi ce lo siamo pigliato noi sul serio… e il gusto “cremino” meritava davvero! :Q___ ). 🙂

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12 pensieri su “Cosa non si inventano…

  1. confermo: crescono manco li innaffiassi! e si che, di solito capita il contrario! a me era andata bene:ho ereditato il guardaroba praticamente nuovo della figlia della mia amica che, prudentemente, aveva comprato tutto di allegri colori non vincolanti (a quel tempo le ecografie erano fantasiose, a me avevano detto che stava per nascere eleonora….!)

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    • Come mi pare di aver già scritto, io pure dovevo essere (dal battito cardiaco) “un bel maschione”, a detta di uno dei medici che ha visitato mia madre all’epoca… 😀
      Comunque tra le cose che ci hanno regalato ce ne sono sia da femmina (cuginetta più grande), che da maschietto (il “piccolo”… “piccolo” che ormai ha 10 anni! XD) che “neutre”… insomma, per tutti i gusti e per tutte le occasioni! 😉

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  2. In effetti, a quanto ho avuto modo di vedere, vestire un/a bambino/a nei primi mesi è impresa abbastanza ardua, ve la siete cavata ottimamente 🙂 ho avuto modo, a proposito, di assistere a cose che voi umani non potete immaginare: una mamma che pretendeva che TUTTO quello che la sua bambina dovesse usare dovesse essere italiano. Alla fine si contarono 1200 euri di spesa per roba usata manco un mese…in quel modo la mamma fece girare sia l’economia, sia le scatole la marito..che brava, eh? 🙂

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    • Chissà perchè, ho idea che le balle del marito abbiano girato anche più dell’economia… 😄
      Altra cosa che mi viene da pensare è… ma dove cavolo è riuscita ‘sta donna a trovare roba davvero “fatta tutta in Italia”, quando ormai a meno che non ti fili la lana in casa e ti fai le robe da solo non c’è speranza? Praticamente in tutte le etichette delle marche italiane maggiori, se vai a guardarci bene, trovi dei gran “Made in qualche paese dell’Est il cui costo del lavoro è una minchiata rispetto all’Italy

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  3. Avete una potentissima arma di ricatto per quando l’ex inquilina sarà adolescente, minacciare di far veder agli amici la sua foto con indosso la tutina puccettosa se non mette a posto la sua stanza…. ;-P

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  4. Pingback: Il buco con il dubbio intorno « Gite Mentali

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