L’importante è non ammalarsi…

Mettiamo che un giorno di inizio novembre tocca chiamare l’ambulanza perchè una “bella mattina” non riuscite a reggervi in piedi.

Mettiamo che invece di ricoverarvi nel locale ospedale, vi ricoverano invece nel reparto di Nefrologia (perchè da qualche mese siete sottoposti a dialisi) dell’ospedale del capoluogo di provincia, a 35 km di distanza, dove tra le altre cose (che già sapevate di avere e non) vi trovano un focolaio ai polmoni con relativo versamento di liquidi, e quindi viene iniziata la terapia.

Mettiamo che nel frattempo, in quello stesso ospedale, la vostra unica figlia mette al mondo la vostra prima nipote… ma non c’è modo che voi possiate vederla: voi non potete andare nel reparto di Ostetricia (per via del focolaio), una neonata non può essere portata da voi (devo ripetere il motivo?).

Mettiamo che passano tre settimane, durante le quali continuate a non poter vedere nè figlia nè nipote, e vostro marito (un giovincello di 75 anni) continua a fare su e giù due volte al giorno (140 km quotidiani) per assistervi, e sta anche iniziando la stagione della nebbia.

Mettiamo che trascorse queste tre settimane il focolaio in qualche modo è guarito, e che viene presa la decisione di trasferirvi. Ma non  nella clinica vicino a casa dove tre volte a settimana fate la dialisi (come da giorni vostro marito prova a chiedere), bensì in un altro reparto per iniziare la fisioterapia (… inutile chiedere se si può fare il trasferimento nell’analogo reparto della clinica di cui sopra).

Mettiamo che il giorno successivo a questo vostro trasferimento ci si accorga che (ops!) non riuscite a reggervi in piedi da sole (mmmmh… un attimo… ma non era il motivo del ricovero iniziale?!?!?!?) e che quindi non ci sia modo di farvi fare la terapia che evidentemente avevano in mente. Beh… più nello specifico, che non ci sia modo di farvela fare così “facilmente” come pensavano (per dirla tutta: si aspettavano forse che dopo 23 giorni ferma in un letto una 77enne con salute già gravemente compromessa – e che nel frattempo ha collezionato anche piaghe da decubito – fosse in grado di fare le flessioni e il salto con l’asta?? No, perchè dopo 23 giorni di ricovero pure io farei fatica a reggermi…).

Ecco… mettiamo tutto questo, e… d’incanto, vi dichiarano guarita. Potete tornare a casa.

E se vostro marito prova a far presente che a casa non sa come fare, visto che è da solo ad assistervi e che voi non riuscite a muovervi da sola (mmmmh… motivo per cui 23 giorni prima aveva chiamato il 118), che magari invece delle dimissioni si potrebbe fare un trasferimento nel reparto di fisioterapia della clinica di cui sopra, ecc. ecc. ciò che gli viene risposto è di ricoverarvi in un’RSA. Siete guarita, loro non possono (!) più fare niente, dovete tornare a casa. Mo’ so ca77i vostri, per non far giri di parole.

Per chi avesse dei dubbi, sì: parlo di mia madre (e ho riassunto parecchio, ad esempio vi ho risparmiato la saga della fistola per la dialisi al braccio “installata” ad agosto e che ora si sono accorti che non funziona e quindi… sotto con altri sforacchiamenti e cateteri vari).

E ora qualcuno venga pure a dirmi che dovrei star tranquilla, rilassata, e godermi questi primi giorni dell’Aquilina. Fanculo (e “scusate il cattivo francese” cit. It – S. King).

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15 pensieri su “L’importante è non ammalarsi…

  1. Il fatto è che anche se minacci causa non ricavi nulla, perchè loro trovano sempre il modo di uscirsene puliti, almeno questo ho avuto modo di vedere nel corso degli anni a proposito dei medici che fanno puttanate. Ammalarsi è un lusso che non ci si può più permettere in Italia, sia a livello economico (perchè ormai ti fanno pagare qualunque cosa) sia a livello “pratico”: se ti viene qualcosa devi pregare di beccare il medico giusto, sennò amen, ti fanno perdere tempo prezioso quando poi la soluzione a volte sarebbe anche immediata (e spesso e volentieri il tempo è un fattore fondamentale in medicina, prendere una cosa per tempo significa avere molta più probabilità di risolverla). Mi dispiace e spero riusciate a risolvere il tutto al più presto. Se ti va mettici anche tutto il vocabolario di quel francese lì, non servirà a molto ma almeno ti sfoghi un pò.

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  2. Quella di denunciarli mi è stato suggerito da più parti, ma devo dar ragione a Sanguemisto: non servirebbe a niente.
    Lo dico per esperienza professionale (e mi è stato confermato anche dalla mia ex collega M.), sia per esperienza personale (mia suocera ci ha lasciato le penne, per un molto probabile errore di dosaggi di farmaci, e la causa legale non ha portato a niente se non ad una presa in giro. Figuriamoci una cosa del genere per mia madre, che ancora respira con i suoi polmoni…)…
    Forse un’idea buona me l’ha data appunto M.: riportarsela a casa, poi andar subito dal medico curante e farsi far le carte per il ricovero in fisioterapia nella clinica dove fa la dialisi… non so se sia fattibile (di queste cose non me ne intendo), ma quanto meno provo a suggerirla a mio padre la prima volta che ci sentiamo.

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      • E’ proprio dal pronto soccorso del locale ospedale (dove il reparto di Nefrologia non esiste) che l’hanno spedita dove si trova ora: ricominciare la stessa inutile trafila per altri 24 giorni, non mi pare decisamente il caso… =__=
        Tra l’altro mi stavo chiedendo: ammettendo di voler ascoltare l’idiot savant che ha sparato la boiata ieri (da notare l’immenso tatto, tra l’altro), ma in che ca77o di ricovero si potrebbe mettere qualcuno che tre volte a settimana deve comunque essere portato in un’altra clinica per la dialisi???

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        • Cioè con tutto che tua madre è un’abituè che ci sono medici che conoscono a menadito tutto il parco macchine di sfiga di tua madre ecc l’hanno spedita là?

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          • L’assurdo è che dall’Ospedale Civile locale l’hanno spedita là proprio perchè là dovrebbero conoscerla “meglio” (il reparto di Nefrologia della Clinica fa comunque capo all’Ospedale del capoluogo di provincia)…
            Comunque ho avuto un aggiornamento da mio padre poche ore fa: siamo “fortunati”, per il momento non possono più dimetterla.
            Le è tornata la febbre.
            Guarita, eh?

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  3. una cosa indegna…. la riduzione dei costi per la sanità non poteva che portare a risultati paradossali.
    é chiaro che potendo l’unica soluzione è davvero una struttura di lungo degenza, o una persona che aiuti tuo papà a casa (iter che abbiamo dovuto adottare a suo tempo con mia nonna) con costi sulle spalle dei privati.

    indecente.

    in bocca al lupo x tua mamma.
    baci

    A.

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    • Ah, del gentile omaggio che è capitato a me (e di riflesso all’Aquilina, povera crista) grazie alle riduzioni di costi e personale in sanità ne parlo proprio nel prossimo post (che di sto passo mi sa che dovrò spezzare in due parti…).
      C’è da dire che con quello che paghiamo noi “giovincelli” per la sanità tra tasse, ticket e quant’altro (gli ultimi aumenti e balzelli con la storia dell’autocertificazione del reddito, per dire), considerando che pur essendo “esente perchè in gravidanza” ogni mese che andavo a fare gli esami mi partivano 40 € (e grazie al ca77o che sono esente! Se non lo ero, dovevo chiedere un altro mutuo o mandare a lavorar le gatte…), almeno avrei sperato che sti soldi potessero andare ad aiutare chi ne ha bisogno quando ha bisogno… niente.
      Insomma: se quando qualcuno sta male lo si rimanda a casa non appena diventa un po’ più difficile dargli una mano, stiamo in una botte di ferro. A somministrare antibiotici per 24 giorni per un focolaio ero buona anch’io (con le dovute istruzioni e i dosaggi, si intende), sinceramente…

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      • Shun, mi dispiace per tutti i casini che vi stanno creando: spero che in qualche modo riuscirete ad uscirne…
        Però, riguardo agli esami in gravidanza, mi pare strano: io ho avuto sempre tutto gratis, tranne un paio di esami (in nove mesi) che saranno costati nemmeno dieci euro in due… Ma non stavamo nella stessa regione???

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        • Non so che dirti… io so che il mio medico mi faceva sempre due fogli di richiesta distinti: uno esente, e l’altro (dove c’erano le analisi per la toxo e il citomegalovirus) che invece pagava il ticket. Non erano sempre 40 €, una volta saran stati 25, un’altra 36… ma non ho MAI fatto analisi del sangue/urine senza dover tirar fuori il bancomat! Ah, e questo anche prima dell’aumento dei ticket di settembre… (che poi è di 5€ se si è in fascia 2, quindi ben lontano dai tipo 36 pagati in luglio)

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          • Azz’! Il citomegalovirus passi (io l’avevo fatto, quindi ho evitato i test), ma la toxo, una volta risultato che sei recettiva, non si paga assolutamente! Io ho pagato giusto un emocromo ed un’urinocoltura fatti nelle settimane in cui non spettavano…

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