Open source and closed mind

Immagine presa dal web

Pensierino sulla scia di un viaggio neuronale di quando ero ancora a lavoro… a seguito di un ennesimo commento velenoso da parte di utonto “illuminato” (<- non credo che la sua bolletta dell’Enel sia granchè alta, per dirla tutta). L’utonto in questione s’è trovato a salvare (sul PC di qualcun altro) un file .doc che era arrivato via e-mail; trovandosi ad utilizzare la suite OpenOffice (installata su detto PC) al posto dello stiloso “Office 2051 Odissea nell’Ospizio” che usa di solito, ha terminato l’operazione (tra l’altro salvando il file in una cartella di sua scelta, tant’è che l’utente del PC poi non sapeva ritrovarselo…) commentando non so che “difficoltà” si fosse trovato davanti con un “Eh, ma è questo programma che è tarocco…”.

Al che un paio di appendici che io non dovrei nemmeno possedere (e a dimostrazione di tale fatto ultimamente c’è pure la presenza dell’Aquilina) hanno iniziato a ruotare: taroccato OpenOffice???? Taroccato un Open Source??? Ma ci rendiamo conto di con che scusa del cavolo stiamo giustificando la nostra “utontità”??? E va beh che è detta dalla stessa persona che salva i documenti scansionati in .tif (formato che ormai pure mia nonna ha smesso di usare) e che quando gli si chiede “Scusa, ma un jpg o un pdf?” risponde che il proprio scanner (che ha circa 6 mesi di vita) salva solo in quel formato.

Da quando la diffusione dell’Open Source ha preso piede ho smesso di ricercare i programmi che mi servivano mettendo come chiavi di ricerca “shareware” o “freeware” e scaricando programmi che funzionano per 30-60 giorni prima di iniziare a scassarti le balle in qualche modo: perchè complicarsi la vita? Quel che si dice dei diamanti lo si può dire dell’Open Source: “è per sempre”.

E quando ho scoperto che OpenOffice è perfettamente in regola anche se utilizzato in ambito professionale, figuratevi se non ho istituito (in qualità di amministratore di sistema… di ben 2 PC, nell’effettivo) il cambio di suite: tutto in regola, a costo zero. E, tra l’altro, con le ultime versioni sempre più “simili” visivamente al più famoso MS Office (perchè le primissime versioni di OpenOffice che scaricai e provai erano effettivamente un po’ differenti… serviva quel famoso ingrediente che non si può assolutamente richiedere all’utonto medio: un po’ di elasticità mentale) e con un semplice click di spunta che permette di utilizzare come formati predefiniti dei file quelli di  MS Office… rendendo inutile ogni lamentela su “ma poi non mi apre i miei documenti (vaccata!)/non posso scambiarli”.

Resta il fatto che in questa schizzinosità nei confronti dei software gratuiti non è la prima volta che mi capita di incappare. Per la serie “la vita è fatta di priorità”, c’è gente che preferisce buttar soldi piuttosto che qualche ora di tempo per imparare le differenze tra un programma e l’altro… quando spesso le abissali differenze si riducono ad un tasto di salvataggio che ha il “dischetto” di colore diverso, per dire. Come se trovando qualcosa di “leggermente spostato” (un tasto, un comando) d’improvviso non sappiano più usare il PC. Pensateci, è allarmante: c’è gente che se cambia auto poi non fa più benzina perchè il tasto per aprire lo sportello del serbatoio è spostato. C’è gente che se va a casa d’altri torna a farsela nei calzoni come quando aveva 6 mesi perchè il WC è in posizione diversa rispetto al lavabo.

Sarà che a casa mia i soldi non li abbiamo mai trovati sugli alberi o sotto i cavoli, ma sinceramente: il solo pensiero di risparmiarmi qualche decina o centinaio di €uro è un grossissimo incentivo per la sottoscritta ad impegnare i suoi tre neuroni per imparare ad utilizzare un programma “nuovo” o “diverso”…

Insomma, io sta gente non la capisco. Disposti a spendere centinaia di euro solo per un po’ di pigrizia mentale. Come se il solo fatto di aver pagato (o pagato di più) qualcosa (diamo per scontato che gli utonti schizzinosi poi abbiano anche pagato regolarmente tutti i programmi costosi che si bullano di utilizzare, via… insomma, facciamo finta che ormai la questione “crack” sia estinta per tutti. Facciamo finta) lo rendesse migliore di qualcos’altro di analogo. Vero è che questo concetto aberrante viene poi esteso ad un mucchio di altre questioni (vestiti, tecnologia, auto, arredamento…). Se è gratis o costa poco, allora fa schifo. Vero per alcune cose, ma non per tutto in assoluto. Perchè hai voglia quante fregature si posson pigliare, pagandole pure salate! Altrettante, se non di più, che approfittando di sconti o roba low cost.

Chiudo con un cameo: tra le cose per cui la Pediatra dell’Aquilina mi ha fatto un’ottima impressione c’è stato il vederle accendere il monitor e iniziare ad inserire i suoi dati in database… facendo partire OpenOffice! 🙂

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14 pensieri su “Open source and closed mind

    • Ok, ho inviato per errore (mi sa che a me l’Enel oggi me l’ha proprio staccata, la corrente!). Cmq, a proposito di Open Office, è davvero un’ottima soluzione, anche se, fino a un po’ di tempo fa, era pesaaaaante! Più dell’Office, quindi immagina un po’!).
      Detto ciò, se è open source ci piace, è in continua evoluzione, va incontro ai bisogni dell’utente e per di più è gratis: che ci vuoi di più dalla vita? 😉

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      • in effetti openoffice è ancora un po’ lentuccio, ma tutto sommato va bene!
        quando ho fatto formattare il mio portatile, ho chiesto di mettermi su xp perché, oltre al fatto che l’anno scorso erano ancora una chiavica questi nuovi windows, non mi potevano garantire che su vista o w7 gli opensource sarebbero stati compatibili.
        per cui, il tipo non mi ha installato quasi nulla. e tutta contenta sono tornata ad installarmi openoffice et alia. ah che soddisfazione!
        che poi, parliamone: non è che office 2007 sia tanto simile a office 2003 (che è più comune). io la prima (e credo unica) volta che ho visto office 2007 non mi ci raccapezzavo più. è stato quasi più immediato openoffice.
        per cui, è solo questione di etichetta. potrei dirti che quella è una ferrari quando magari è una maserati, tu utonto non ne capiresti la differenza. suvvia.

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        • Quando si parla di software, la discriminante per la velocità alla fine è sempre la stessa: versione del programma/anzianità del PC. Quando il computer inizia ad avere un po’ di annetti sulle spalle, installarci su le ultime versioni dei programmi (ma in generale) spesso equivale a mettergli un cappio al collo… o si aggiorna il sistema, o si porta pazienza e ci si prepara un thè intanto che parte PhotoShop, o si mantiene l’ultima versione del programma che non richiede 3/4 d’ora per avviarsi (e requiescat in pace agli aggiornamenti).

          Faccio un esempio: sul portatile dell’ufficio (un notebook che se va bene è del 2007-2008) ho mantenuto installata la versione di OpenOffice 2.qualcosa proprio perchè aggiornare alla 3 avrebbe significato perdere un decennio di vita ogni volta che il programma era da aprire!
          Qui a casa sul notebook invece ho la 3.2: potrei aggiornare alla 3.3 (che è quella del fisso), ma mi piacciono le iconcine colorate di questa versione (dalla 3.3 i file del formato MSOffice diventano – visivamente – di un pallosissimo bianco/azzurro… sono colorati solo quelli con le estensioni “native” di OpenOffice). Eh, son sofistica… (parte in meno di 10 secondi, giusto per dare un’idea).

          Paranoie mie a parte, era solo per dire che l’utonto che in ufficio da me denigrava OpenOffice perchè lentissimo faceva il confronto con O.O. installato sul suo vecchio portatile classe 2005 (impallato da settordicimila programmi inutili che partivano all’avvio del sistema senza servire a una cippa, tra i quali due antivirus attivi contemporaneamente) e l’MSOffice 2009 installato sul portatile nuovo di pacca comprato la settimana prima… grazie al piffero, il portatile nuovo ha – solo per dirne una – 4 volte la RAM del vecchio e non hai ancora avuto il tempo di installarci su pure tua nonna! 😀

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  1. guarda che quelli che pensano che il pc sia uno strumento del demonio e che non hanno capito che alla fine i programmi funzionano tutti secondo logica , sono la maggioranza anche tra gli addetti ai lavori. anni fa è andata in pensione la segretaria storica cui già si affiancava da anni la mia amica carla. dato che il lavoro è molto è stata assunta (in prova fino alla fine dell’anno scolastico) una segretaria diplomata trentenne molto decorativa: ho passato 6 mesi a risolvere i casini che faceva per evitarle di essere strozzata da carla la quale a periodo di prova finito ha scongiurato la preside di NON prenderle più nessun aiuto: faceva più presto a fare tutto lei e si arrabbiava meno!

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    • Credo che il problema di fondo sia che il significato della parola “logica” si è ormai perso nella notte dei tempi…
      Insomma, io quando vedo gente laureata (quindi, un minimo di neuroni li avrà pure da qualche parte, no? Se no mica arrivava alla laurea…) che dopo un veloce sguardo allo schermo decide di “non saper usare/non capire” senza nemmeno posare un ditino sul mouse… boh, non è che mi invoglino a mettergli in mano i miei problemi condominiali o la progettazione della mia casa…

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  2. Io ho rinunciato a installare open office sui pc dei clienti che aggiustavo (tuttora lo faccio ma ne aggiusto molti di meno) perchè poi mi chiamavano altre 60 volte entro i primi 3 giorni post-installazione per chiedermi come funzionava e mi chiedevano di tornare a “casa microsoft” @_@ Open office è un’ottima soluzione, tra l’altro se sai smanettarci bene è molto meglio di office della microsoft perchè permette di fare tante cosine (tipo modificare pdf protetti) veramente utili. Comunque anche la microsoft ha capito che gli office tarocchi erano più degli originali e ha messo a disposizione una versione gratuita online della suite sul sito msn, cosa che per un utente domestico che produce un file di word all’anno secondo me va più che bene. Diverso è il discorso per i sistemi operativi, perchè su linux parecchi software che uso per studio/lavoro non girano e quindi sono rimasto ad xp, che è stabile e quasi “universale”. Anche se il pinguino secondo me è il meglio che c’è, checchè ne dicano gli sboroni degli utenti mac.

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    • A livello di S.O. non mi pronuncio: è da un pezzo che avrei la curiosità di installare un PC con linux, ma mi sa che rimarrà tale per un bel pezzo se non per sempre… proprio perchè sarebbe più curiosità che altro per il motivo che dici tu: poi parecchia della roba che uso non ci girerebbe/non so se ci girerebbe. Mettiamola così: attualmente il tempo è talmente poco che pensare di installare ex novo un PC solo per arrivare in fondo e capire che bisogna ricominciare daccapo… non mi esalta eccessivamente! 😉

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      • Beh se vuoi provare un s.o senza installare tutto ex novo su un pc puoi provare con una macchina virtuale (la più “famosa” è vmware), che praticamente crea un pc virtuale sul tuo computer su cui puoi poi installare ad esempio linux. L’unica indicazione è che il computer “ospitante” deve essere abbastanza prestante perchè condivide le risorse con quello virtuale. Io vmware lo uso spesso per le simulazioni e devo dire che è abbastanza comodo. Buona domenica 🙂

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        • Mmmh… mi sa che l’unico in grado di supportare una cosa del genere sia il mio PC fisso, qua. Peccato che al momento riesca ad accenderlo sì e no una volta al mese per archiviare la posta elettronica (il portatile l’ho settato su “lascia la posta sul server”, se ogni tanto non vuoto le caselle dall’altro PC finisce che mi esplodono)… 😄

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