Vita con l’Aquilina

Nell’ultimo mese ho avuto meno tempo per pensare del solito (il che porta la mia attività cerebrale quotidiana ad all’incirca 30 secondi complessivi), ma butto qui qualche considerazione sparsa.

Nel nostro caso, la nascita di una figlia ha portato i genitori a rincoglionirsi completamente molto prima di quanto fino al giorno prima si aspettassero. Sarà che si dorme poco, sarà che in attesa di prendere un qualche ritmo ci si sente molto “pallina da flipper”, sarà quel che vi pare, ma noi nei primi giorni ci siamo trovati davanti ad un dilemma che sembrava irrisolvibile: per quanto l’Aquilina non fosse una bimba troppo “minuta”, con i suoi circa 3 kg, tutte le tutine/completini che avevamo in casa per “0-1 mese” sembravano immensi. Manine che si smarrivano nelle maniche, piedini che si fermavano ad altezza ginocchia e dopo poco si trovavano “argloppati” ad altezza culetto in un groviglio di arti inferiori, con i pantaloni della tuta penzoloni più sotto e tristemente vuoti. Come abbiamo risolto? Ohi, non c’eravamo mica arrivati… me l’ha dovuto dire la mia ex collega D. E quanto mi son sentita demente in quel momento! Qual era la soluzione? “Rimbocca le maniche e  ferma i piedi della tuta mettendo i calzini sopra. Non ci voleva la scala. Giusto un paio di neuroni funzionanti (anche solo uno a testa io e il Consorte)…

E’ abbastanza scorretto chiedere “Vorremmo farvi un regalo, cosa vi serve?” a una povera crista non ancora dimessa dall’ospedale che non dorme da 72 ore… in quei momenti non riuscireste a rispondere alla celeberrima domanda “Di che colore era il cavallo bianco di Garibaldi?”, figurarsi avere in mente cosa può servire a quella che – quanto a comprensione delle sue esigenze – sembra a tutti gli effetti una forma di vita aliena che vi sta dormendo accanto. Lasciatemi tornare a casa, recuperare quel minimo di funzioni cerebrali da capire dove mi trovo e cosa ci sto facendo, e dopo forse riuscirò a mettere insieme qualcosa. Sta di fatto che poi praticamente tutte le cose che alla fine ci servivano davvero ce le siamo dovute procurare per conto nostro… per il semplice fatto che quando ci accorgevamo che servivano, servivano subito! Non solo: anche quelle cose per cui sarebbe stato possibile aspettare creavano i loro santi problemi. Provate a chiedere a qualcuno “fuori dal giro” di  una “sdraietta da bagno” o un “aspiratore nasale”. Sguardi vacui come davanti ai migliori cerchi nel grano, connessioni neurali che si rifiutano anche solo di dare un significato alle singole parole (per poi tentare un’addizione)… basterebbe entrare in un negozio specializzato per ricevere l’illuminazione, ma la maggior parte della gente preferisce far finta di non aver sentito e ripiegare tipo sul “pigiamone” imbottito. Taglia 6 mesi, così non si rischia che sia troppo piccolo. Signori: l’Aquilina è nata a inizio novembre... e tuttora non sta crescendo al ritmo di “Tesoro mi si è ingrandito il ragazzino”. Quando avrà 6 mesi saremo a maggio… vi pare il caso che la faccia andare a letto con il “pigiamone”?!?!?

E comunque, ora che ci sono passata so qual è un regalo sempre utile: consumabili. Uno dei doni migliori (senza nulla togliere al resto, intendiamoci! Perchè la crema-cambio che mi ha portato la mia collega P. è stata risolutiva per un problemino che stava iniziando al culetto dell’Aquilina, perchè la luna-carillon arrivata da mio cognato è fantastica anche con il “terzo uso” di “luce di posizione” per non dover accendere luci da stadio quando devo girare per casa di notte con la carrozzina, e perchè la cuffietta di lana che ci ha regalato la mia ex vicina di casa F. è comodissima per le passeggiate fuori, solo per citarne tre) finora è stata una fornitura di otto pacchi di pannolini Chicco ricevuta da una cugina di mia madre… magari non rimarrà “niente” da tramandare ai posteri, ma  volete mettere l’utilità? E nel novero possono finirci anche le ricariche per il “salsicciottatore” (o addirittura il salsicciottatore stesso, se i neogenitori non ci hanno pensato), il latte artificiale (per chi deve usarlo) o qualche chilata di crema per il cambio… basta chiedere ai genitori di specificare marche & co., e sicuramente i regali verranno sfruttati: per un tot di tempo il pargolo non smetterà nè di mangiare nè di “processare” quanto ingerito!

Tutti quelli che ti dicono “Il nostro l’abbiamo abituato subito a dormire da solo tutta la notte” ti stanno raccontando delle fregnacce. Questo perchè alla lecita domanda “E come avete fatto?” la risposta è quasi invariabilmente “Non mi ricordo”. Eh no, cicci. Se aveste trovato un metodo per evitare di alzarvi almeno un paio di volte per notte, e tale metodo avesse pure funzionato su un pargolo di nemmeno un mese, non solo ve lo ricordereste. L’avreste brevettato e ora sareste a svernare su un’isola del Pacifico (acquistata con il ricavato delle royalties). Siate sinceri e ammettete piuttosto che vi è capitato in sorte un rarissimo modello di “neonato-letargico” (leggende narrano che esistano… il rapporto numerico è lo stesso che intercorre tra il numero di oche da cortile presenti sul pianeta e quello di fenici, ma esistono)!

Il giorno che l’Aquilina è nata, c’è stato un problema ai server di Athanaton (un giochino online che seguiamo/seguiremmo io e il Consorte (in)compatibilmente con le richieste di manutenzione della pargola): il giorno dopo, per risarcire i giocatori, è stato fatto partire un evento-bazza di compensazione con svariati bonus per chi giocava (bonus che noi ovviamente non abbiamo sfruttato, dato che in quei giorni avevamo “un altro gioco” da fare…). Dopo qualche giorno dalla sua nascita, lo Psiconano si è dimesso (eccheccavolo, a saperlo prima che ci voleva questo, avrei fatto una figlia ancora anni fa!). Un altro segno del genere, e inizierò a smettere di prenderla in giro quando fa le smorfie e a cercare le prove di una sua possibile soprannaturalità…

E, a proposito di smorfie… lo scrivo ora e nella speranza che lei non legga mai questi sproloqui. Ha una posa in cui la combinazione  tra la posizione dei manini e l’espressione del viso – secondo me – la rendono uguale uguale all’Andreotti di Forattini (senza gobba, rughe e orecchie a punta, intendiamoci). Poi ha un’altra espressione in cui pare spiccicata Fantozzi (quando ho scoperto che anche il Consorte aveva avuto lo stesso pensiero, son state grasse risate). Lo so, è poco lusinghiero da dire nei confronti della propria figlia e probabilmente tra qualche anno riceverò una denuncia per diffamazione per questo… però quando è vero è vero! 😀

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9 pensieri su “Vita con l’Aquilina

      • Esatto! Tanto più che, soprattutto al primo figlio, credo sia capitato anche ad altri di “scoprire” le cose che servono “man mano” che capitano le occasioni d’uso… credo che nessuno, prima di trovarcisi in mezzo, sappia esattamente cosa occorre ad un neonato!
        Le liste nascita aiutano, ma noi l’abbiamo scartata a priori perchè già quando ci siamo sposati c’è stata parecchia gente che l’ha evitata come la peste malgrado una lista nozze ci fosse… che senso aveva sbattersi una seconda volta?
        Solo che pure quella dei buoni è una cosa cui la gente di solito non pensa/non fa (perchè confesso: presi in mezzo tra parenti che insistevano da una parte e la nostra ignoranza dall’altra, ci abbiamo anche provato a suggerire “Facci un buono regalo al Negozio Pincopallo…”)… non so se sia per una sorta di “vergogna” nel far sapere esattamente il valore del regalo. Sta di fatto che risulta utile quanto la classica “busta coi soldi” e anzi si è sicuri che il regalo verrà speso in oggetti per il piccolo e non dai genitori (esempio) per comprarsi il cellulare nuovo (se la gente avesse mai dubbi riguardo il “regalare denaro”)…

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        • Propendo per la “vergogna” nel far sapere esattamente il valore del regalo, personalmente è una cosa che mi blocca assai, anche per le liste nozze in negozio o in agenzia di viaggi.

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          • Questo è vero, ma in questi casi ho imparato a mettermi “dalla parte di chi riceve”: probabilmente gli fa più piacere sapere che hai speso “solo” 50 € per un set di mestoli che gli manca o mandarli “a quel paese” (<- ove hanno deciso di andare in luna di miele), piuttosto che "non sapere" che ne hai spesi sempre 50 per l'ennesimo servizio da caffè (<- al ricevimento del quale stanno valutando se mollare il lavoro d'ufficio ed aprire una caffetteria…)…

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  1. Odiami. Mia figlia a un mese dormiva tutta la notte, salvo il risveglio per la poppata alle 3.30. E dormiva nel suo lettino. Però c’è il rovescio della medaglia: a volte vorrei dormire abbracciata a lei, ma non me lo lascia fare 😀

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    • Qua invece non ha ancora capito che farebbe un gradito regalo a non addormentarsi secca dopo la poppata delle 12.30 (che tanto dopo si esce per fare un giretto… magari le capiterebbe di intravedere qualcosa! 😛 ) e a non tenere gli occhioni spalancati per quelle 3 ore filate dopo quella delle 3.30… =__=
      Son qua che le faccio il tifo perchè cresca presto, che almeno se tra un po’ riusciamo a giocare con qualcosa il modo di tenerla sveglia di giorno lo trovo eccome! 😉
      PS. Se ti può consolare, nemmeno alla mia piace dormire nel lettone con me… perchè si calma se te la tieni vicino, sì (non sempre, difatti per me siamo pure alle prese con le famigerate colichette…). Ma solo se mamma o babbo tengono il busto bene in posizione verticale (se poi deambulano pure, ancora meglio), eccheccavolo! XD

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