Ciao, Mamma

Sapevo che sarebbe successo, come lo sappiamo tutti per questo genere di cose. E dire che proprio ieri parlavo di te qua sopra…

Immaginavo ormai da un po’ che il momento non avrebbe tardato molto. Ma… lo ammetto, ci speravo. Ci speravo che per l’ennesima volta riuscissi a trovare almeno quel minimo di forze da riprenderti e tornare a casa. Almeno un’ultima volta, almeno per poter vedere tua nipote per la prima volta.

Non avrei pensato che proprio non sarebbe potuto succedere, come non avrei voluto che la prima volta che ti rivedevo dopo quasi un mese e mezzo (tenuta lontana prima dalla gravidanza in fase finale e poi da una bimba troppo piccola per essere sballottata per settanta chilometri per finire in una stanza d’ospedale in visita, o anche solo per poter restare un pomeriggio senza la mamma, visto che solo la mamma c’è a potersene occupare) sarebbe stato quando ormai l’ennesimo peggioramento avrebbe reso la mia visita – per te – praticamente inutile: non sono sicura che tu mi abbia riconosciuta, ed è l’ennesima spina che porto nel cuore.

Andrò avanti, perchè ora tocca a me dare a mia figlia quello che tu hai dato a me. Ma sarà molto più difficile…

Ciao, Mamma.

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25 pensieri su “Ciao, Mamma

  1. …..Non vi sono parole, scritte o dette, che io possa dire per colmare il vuoto che si crea in queste occasioni..e lo so per esperienza,come non mi è possibile consolarti, raccontandoti che ora,la tua mamma è in un posto migliore…perchè il luogo migliore per una madre, è accanto al proprio figlio/figlia, ancor più ora, che avrebbe potuto..e dico potuto,scorgere la luce radiosa di una nuova “stella” carica di luce e vita. (si, l’Aquilina.)
    L’unica cosa che mi è concessa, è cercare di starti vicino, e darti tutto il supporto che mi è possibile…è ben poca cosa, lo so…ma accettala.
    Ah..si………………………ciao mamma………………………..

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  2. Piccola, ti sono tanto vicina.

    Hai detto una cosa bellissima, che ti rende onore, e che ci dimostra che donna fantastica è stata la tua mamma: ora devi prendere tu il testimone e trasmettere all’Aquilina ciò che lei ti ha dato. E’ un modo meraviglioso di far vivere il ricordo di coloro che amiamo.

    Un abbraccio grande come le mie montagne.

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  3. ho perso mia madre all’età di 19 anni. per anni la “sentivo” nella mia testa, quando con la mente le chiedevo un parere su una cosa che facevo o pensavo “chissà cosa direbbe Mamma” e la “risposta” affiorava naturale. risentivo le sue parole, il tono che aveva, i suoi insegnamenti e la sua “presenza” mi hanno seguito tutta la vita.

    il lutto è una brutta bestia, ne sò qualcosa. la tua bambina ti aiuterà a superarlo. devi proiettare la tua vita su di lei e su tuo marito, sappi che in te c’è tanta forza, tutta quella necessaria per portare avanti la tua nuova famiglia anche se tuo marito non ti aiuta (perchè purtroppo gli uomini spesso non sanno capire come consolareil dolore di noi donne) .

    certo il dolore è grande, ma il tempo è un gran galantuomo.
    un abbraccio e auguri!

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  4. Che altro dire se non grazie a tutti. Non so quando tornerò operativa, ma un’occhiata online ogni tanto di sicuro la darò… e le parole di voi tutti mi sono di grande conforto.

    @Renata: devo fare solo una piccola precisazione, perchè mi rendo conto che dal post non si capisce. Quando scrivo di essere “sola”, mi riferisco al fatto di esserlo per la maggior parte del tempo perchè mio marito (ovviamente) deve andare a lavoro e rientra soltanto la sera (mentre non abbiamo praticamente parenti che possano darci una mano… e credo tutti sappiano quanto di questi tempi siano essenziali i nonni, in certi frangenti)… ma per quel poco di tempo che riesce ad essere a casa, è addirittura un padre migliore di quanto sia io come madre. Anzi, scopro un altarino: il primo commento a questo post (Lachdanan) è in realtà proprio del Consorte…

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  5. Ci siamo appena conosciute e in poche ore, attraverso i tuoi racconti, mi hai reso partecipe del primo e dell’ultimo incontro con tua madre.
    Sono dispiaciuta e senza parole… non che servano!
    Leggo che non sai quando “tornerai operativa”. Io spero riuscirai ad usare “la rete” in quei momenti in cui, dovessero esserci, ti sentirai un po’ sola, perché una rete, oltre che a condividere, deve servire anche a proteggere.
    Un abbraccio
    Tri mamma

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    • Come ho scritto nel commento all’altro post, a farlo apposta non ci sarei riuscita… è in effetti una coincidenza particolare, che nel giro di poche ore io mi sia trovata – qui nel blog – a “chiudere un cerchio” praticamente appena aperto.
      Grazie per quello che hai scritto, in effetti – come si può notare – una “sbirciatina” (anzi, “sguicciatina”, come diciamo riferendoci alle gatte…) online ogni tanto la dò… perchè lo ammetto: leggere le parole che in molti si sono sentiti di scrivermi (e molte di queste persone le conosco appunto “solo da online”, quindi ritengo che non sia perchè “in dovere” di dare un segno per convenzione… ma perchè si sentono di farlo e basta, cosa che rende il tutto ancora più da apprezzare) è in effetti una gran medicina!

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  6. Cara Shunrei, meno male che hai un marito sensibile e che sa dimostrarti l’affetto ed il supporto appena libero da impegni di lavoro! camminare con lui mano nella mano nella vita con la vostra piccola è il miracolo più bello che si possa ottenere! assapora appieno ogni momento! questo ti serva di consolazione quando arriva la tristezza…
    un abbraccio e tantissimi auguri Renata♥

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  7. Ciao Shunrei, tempo tiranno e io assente. Leggo solo oggi il tuoi utimi post. C’è vita e c’è morte. C’è una madre che ti ha lasciato e c’è una figlia appena nata. E poi tu.
    Nel pensarti ancora nel doloroso stupore, uno stupore che ancora ricordo, ti lascio un pensiero. Non è mio, ma potrebbe sollevarti.
    “A mio padre, che la morte ha liberato dai burocrati della vita”
    Ti abbraccio.
    Cassandra

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  8. Non rispondo singolarmente solo perchè… la “padrona” sta chiamando per la prossima manutenzione (ma non doveva mancare ancora mezz’ora?!? Bisogna che le regali un orologino da polso… °__°;)! Di nuovo grazie a tutti, leggere tutti questi commenti e incoraggiamenti mi è servito tantissimo, in questi giorni. 🙂
    Diciamo che mercoledì è stata una giornata tanto impegnativa quanto impregnata di un contrasto abbastanza “stridente”: la mattina alle 9 il funerale di mia madre, il pomeriggio alle 15 la seconda visita dell’Aquilina dalla pediatra. Però è stata appunto quest’ultima cosa a indicarmi chiaramente dove devo concentrarmi ora: è andato tutto bene (siamo nel periodo delle colichette, come immaginavo, ma dato che il pancino gonfio a causa loro è l’unico “neo” che la dottoressa ha riscontrato direi proprio che ci sta andando di lusso!), il difetto di crescita che era venuto fuori l’altra volta a causa dei problemi col latte è ormai solo un ricordo… insomma, basta essere tristi, giusto? 😉

    @Cassandra: bella frase, davvero… rende proprio l’idea! 🙂

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