C’è grossa crisi

Allora: che stiamo nella palta lo sappiamo tutti e non è il caso che mi metta a ribadirlo qui. Che le pallucce già girino di loro perchè le misure prese immediate per fronteggiare il casino peschino sempre dalle stesse tasche (ormai vuote) dei soliti 50 milioni di sfigati (o giù di lì), pure. Aggiungiamo la presa per i fondelli del ventilato taglio dei vitalizi (ventilato, sottolineo, che se non ho capito male alla fine – ovviamente – non se ne è fatto nulla) a chi ha sempre e solo rubato nel proprio interesse o che altre misure facciano ridere i polli e spataccare le oche (tipo il superbollo, che alla fine probabilmente lo paga solo chi ha assicurato per la RCA lo Shuttle, dato che sono esenti pure le Porsche… o l’han proprio tolto?), e fin qui non ho scritto un bel niente di originale. Ah, precisazione: non son  lamentele (come invece ne sento in giro… e direi proprio che non tutti  i miopi portan gli occhiali!) nei confronti di chi da un mese s’è trovato a dover sistemare una situazione di “concime organico”… son sempre nei confronti di chi negli anni precedenti ci ha portati tutti a questa situazione con le sue belle trovate del piffero. Sono un tipo coerente, io. U__U

Il punto è che io mi sono resa conto di quanto veramente sia nera sta cavolo di crisi per via di una boiata che m’è capitata nei giorni scorsi. Lo so che bastava anche solo leggere i cartelli dei prezzi dai benzinai… ma ricordatevi che io mi muovo pedibus calcantibus o, bene che vada, in bicicletta. Doveste mai vedermi comprar della benzina, vuol dire che ho deciso di tirar fuori dal sacco della differenziata un po’ di bottiglie di vetro e, sfruttando anche un paio di stracci per la polvere, andare a fare la mia versione dei “botti” in quel di Montecitorio…

Comunque: la mattina del 9 dicembre, approfittando del fatto che la ditta del Consorte ha fatto il ponte per la festa dell’Immacolata e che quindi potevo affidare a lui l’Aquilina, sono uscita per un po’ di rifornimenti in farmacia, una sosta al tabacchi (francobolli per le cartoline di auguri agli aMici delle gatte e sigarette… m’ero ripromessa di non riprendere a fumare, ma col fatto che tanto latte non ne ho, e che gli ultimi aggiornamenti su mia madre si stavano limitando al massimo a “per quanto ne ha ancora”, e la repentina conclusione ve l’ho già raccontata… la mia sigarettina quotidiana credo che ci stia!), e poi banca, già che ci passavo davanti nel tragitto tra gli altri due posti.

In banca ci andavo a lasciare un modulo e per un prelievo, e intanto per farmi dare un paio di agende (in famiglia siamo tutti correntisti lì). Faccio la mia coda pazientemente, che davanti c’avevo 10 persone e m’ero convinta che stessero dando via il pane gratis, arriva il mio turno, espongo le mie richieste. Per il prelievo e la consegna tutto ok (e vorrei vedere), per le agende ne domando due esponendo brevemente che la seconda mi serviva per risparmiare un giro a mio padre: di solito passava lui a pigliarsela, ma quest’anno era fin troppo “impegnato ad assistere mia madre che è ricoverata da un mese e mezzo a 35 km da qui, ecc. ecc.”.

Risposta della tizia allo sportello della “Banca Differente”: “Posso dartene soltanto una”. Ho capito, ma siamo tutti correntisti qui… non è che ne chiedo due per fare regali di Natale (minchia che regalone!) a chissàchi… e la tipa insiste “Non è che non voglio dartela. E’ che abbiamo disposizioni per darne soltanto una a cliente, qui allo sportello. Se ne vuoi un’altra puoi andare a chiederla al Direttore di Filiale, ha l’ufficio là in fondo, e te la dà lui”. Cioè, ci rendiamo conto??? Tutta sta trafila da lasciapassare A38 per una cavolo di agenda in più, tra l’altro per un cliente (non fisicamente presente) che tale lo è da almeno 30 anni e che, per un anno, non è in condizioni di venire a pigliarsela da solo????

Tra l’altro: non saremo milionari, ma un’agenda posso pure comprarmela da sola, se devono farmi passare per pezzente a chiederla… La questione è solo che, se vogliamo parlarne, con quello che si trattengono ogni trimestre per spese di tenuta conto e ca77i vari, quello che ti chiedono di commissioni per uno stupidissimo bonifico magari su un conto corrente della stessa filiale (per non parlare degli interessi attivi inesistenti, altro risparmio… per la banca!)… hai voglia di agende quante ne compri (perchè mica le pagheranno come pago io una Smemo in cartoleria…)! Se si mettono a contingentarle così, iniziano a venirti dei dubbi che forse i tuoi soldi sarebbero più al sicuro che ne so… non dico sotto il classico materasso, ma nella lettiera del gatto probabilmente sì!

Vi chiederete se sono andata dal Direttore. C’ho provato, sì. Ho lasciato perdere solo perchè non potevo passare tutta la mattinata ad aspettare che il Supermegadirigente si liberasse (c’era un tizio dentro, e probabilmente gli stava parlando di cose serie e non della minchiata per cui mi avevano indirizzata da lui), visto che se è vero che l’Aquilina era in ottime mani è anche vero che… avrei altro da fare nel tempo “libero” tra una sua manutenzione e l’altra che spendere la mia vita in banca per una boiata. Già durante la coda allo sportello avevo mandato un SMS al Consorte, scherzando, dicendogli che “Ne avrò per un po’… ci pensi tu a far studiare l’Aquilina per l’esame di terza media?”.

Però confesso che per un attimo ho avuto la tentazione di restar lì davanti all’ufficio del Direttore e, al mio turno, entrare e lasciargli sul tavolo 5 €uri. Almeno per comprarsi un panino all’ora di pranzo lui e gli altri dirigenti, poveracci… altro che chieder la seconda agenda! Ho consegnato il preziosissimo oggetto rilegato a mio padre, ed ero già decisa a sfruttare un file di word per i miei intenti (semplicemente, appuntare le “tappe” 2012 dell’Aquilina: prima pappa, primo dentino, primo questo, primo quello…) quando…

… venerdì scorso – a una settimana esatta dall’episodio della banca –  il Consorte ha portato a casa l’omaggio natalizio di quest’anno della sua ditta: un’agenda. Visto l’andazzo, mi stupisce che fosse stata confezionata dentro una semplice scatola di cartoncino e non sia stato previsto l’utilizzo di una valigetta di metallo con chiusura a combinazione…

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2 pensieri su “C’è grossa crisi

  1. a proposito di agende (che personalmente uso per trascrivere i numeri danon perdere nelle frequenti rotture di cellulari- guasti schede etc) e altri riferimenti del genere . per il resto faccio invidia ad un elefante. vorrei sapere perchè la mia banca da secoli mi manda l’agenda personalizzata con su scritto margherita facelli va, beh! mi chiamo ANCHE margherita, per l’esattezza paola maria margherita ma… siete arabi che partite da destra e andate verso sinistra? tutto il resto ovviamente ha l’intestazione giusta ma… perchè?

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    • Lusso… addirittura personalizzata! Sbagliata, ma personalizzata… 😄
      Mi fai venire in mente una cosa che mi è successa alle medie: mio padre era uno dei rappresentanti dei genitori della mia classe, e ovviamente gli avvisi per loro venivano consegnati a noi ragazzi. In seconda media, hanno iniziato a consegnarmi questi avvisi intestati così: “Al genitore di ******* Alberto”… Non essendoci altri con il mio cognome, in classe, era ovvio che dovessi ritirarlo io, ma arrivata al terzo avviso di questo tenore ho iniziato a stufarmi. Così, alla prima occasione utile, mio padre fece presente che lui aveva una figlia… e che di certo non l’aveva chiamata Alberto! Tante scuse della Segreteria, che tra l’altro non riusciva a spiegarsi l’errore (stiam messi bene!!): in tutta la scuola non c’era nessun iscritto che si chiamasse ******* Alberto!!

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