C’è modo e modo

L’altro giorno stavamo rientrando a casa dalla passeggiata del dopo pranzo con l’Aquilina, e mentre passavamo davanti ad un’edicola ho letto i titoli dei giornali dalle locandine (si chiameranno poi così?) disposte appoggiate agli alberi lì davanti. Impossibile non fermarsi per un attimo interdetti davanti a questo:

Ussignur! Un assassino invisibile?? Sarà che in questi giorni, pur se a spizzichi e bocconi, siamo alle prese con la seconda serie del Dottor Who (grazie Coku!! 🙂 ), ma lì per lì a me è venuto da pensare ad un delitto degno di X-Files… altro che tranquilla cittadina di provincia! Abbiamo in giro gli assassini invisibili, mica ciufole! Il titolo di domani sarà sul tutto esaurito negli hotel della zona in occasione del prossimo plenilunio, dato che i lupi mannari per la convention di quest’anno hanno scelto la cena a base di piadina, suppongo…

Poi, avanzando di qualche passo, ecco appoggiata dall’altro lato dell’albero questa locandina:

Aaaaaaaaaaaah… ecco! Altro che X-Files: l’ennesima vittima di una caldaia malfunzionante, non passa inverno senza che qualcuno non ci rimetta le penne. Ora sì che la notizia  assume i contorni di tragedia e smette i panni del fenomeno soprannaturale…

Premesso che anche il primo titolo è in qualche modo corretto, la mia domanda è: voi, tra i due quotidiani, quale scegliereste? Intendo limitandoci al modo di proporre la stessa notizia, indipendentemente dalla testata.

Perchè io, lo ammetto, per queste cose son “tradizionalista”… va bene il titolo ad effetto, ma qui mi viene in mente una frase letta in un libro – mi pare di Luca Goldoni, ma non ci giurerei – in cui si criticavano certi titoli sensazionali a tutti i costi: l’autore si chiedeva ad esempio perchè per forza si dovesse titolare “Montagna assassina uccide due alpinisti“, piuttosto che “Escursionisti pirla cadono in un crepaccio perchè usciti in scalata senza guida e nonostante pessime condizioni meteo” (lo so, il secondo è troppo lungo per essere un titolo… ma il concetto è questo). Inoltre, se mi è concesso, il titolo della prima locandina qua sopra… alla fine dei conti non comunica praticamente nulla!!! Oltre ad essere molto d’effetto, altro non fa…

E… sempre a proposito di scelte poco felici di come parlare di qualcosa, avrei un paio di paroline da dire alla geniale agenzia pubblicitaria che ha confezionato uno spot per uno sciroppo per la tosse (sorry, i miei neuroni si son rifiutati di memorizzare quale…) che ultimamente va in onda sistematicamente intorno alle 19.40 su RealTime: cenare mentre qualcuno ti parla del “viscido catarro”, non ha prezzo… =__=

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23 pensieri su “C’è modo e modo

  1. I titoli di giornali e TG su ” montagna assassina “, ” mare killer ” e simili boiate non li ho mai accettati.
    Come giustamente indicavi: se vai a fare un giro in barca col mare mosso, non sai nuotare e ti tuffi allora MERITI di morire.
    Non è colpa del mare, ma dei genitori ( e della Natura che nel tuo caso non aveva prestato la dovuta attenzione ).

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    • Vabbè, dai, sempre dar addosso ai genitori… escon teste di cappero anche da genitori rispettabili (e viceversa, me lo auguro per l’Aquilina… °__° ), dai!
      (… dici che sto diventando “di parte”? 😛 )
      Sinceramente, una delle poche spiegazioni che sto trovando a quest’abitudine di appioppare aggettivi a conformazioni geologiche, fosse oceaniche, scariche dal cielo o altri fenomeni naturali è che queste cose non possono querelarti.
      Il pirla che ha rischiato di annegare (o la sua famiglia, se per caso c’è pure riuscito) capace che citano il giornale per “diffamazione” per vedere se ci tiran su dei danni morali, di questi tempi…

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  2. ti prego non parlarmi di pubblicità del cavolo…
    perchè vogliamo commentare quella del dentifricio che aiuta pure le gengive e ti fanno vedere uno sputacchio nel lavandino prima con e poi senza sangue? daaaaaaaaaaaaaaaaai mentre magari stai mangiando?!?!? a parte che quella mi fa schifo proprio anche se la vedo in altri orari
    per non dire di certi tg che quando hanno ucciso gheddafi riproponevano la vista del suo cadavere ogni 5 minuti e se pensi che noi il telegiornale lo guardiamo spesso mentre ceniamo… (si lo so,non si fa, tata lucia docet che durante i pasti la tv si spegne e si parla della proprio giornata….lo so lo so! che mi metta in galera)

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    • Ma dì che tata Lucia vada a mangiare da un’altra parte!!
      Qua a casa mia la TV sta accesa giusto il tempo della cena (per il resto finora si va di PC, DVD, fumetti, libri e Wii..), e non è certo lei l’ostacolo maggiore a far conversazione… piuttosto lo è l’abitudine del Consorte di leggere a tavola (sto provando a levargliela, ma 20 anni di abitudine precedente non sono facili da contrastare…)! 😀
      Comunque hai ragione: pure le pubblicità sull’igiene orale non scherzano, tra scaracchi e incrostazioni sui molari degne della grotta di Frasassi…
      Poi figuriamoci quando il prodotto è tutt’altro! Me ne viene in mente una di qualche anno fa, quella che esordiva con “Quando la diarrea ti sorprende…”… ecco, grazie mille, ora sì che la zuppa di fagioli mi risulta appetitosa! =__=

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    • Questa mi mancava (lo spot nuovo, che la supposta effervescente invece era da un po’ che in ogni senso viene presa per il… beh, ok, ci siamo capiti…)! 😄
      Mi permetto di dissentire dalla Littizzetto solo su una cosa: mai dare per scontato che tutti sappiano come si usa una supposta (in riferimento all’evocativa immagine che fa vedere come usarla…)! E’ vero che ormai è entrata tra i medicinali comuni, ma appena uscite mi raccontava mi madre che ci fu chi le usava tipo compresse (un bel sorso d’acqua e via andare) o addirittura qualcuno che – capendo che non andavano prese per bocca, ma non capendo esattamente come andassero usate – provò ad usarle… infilandole nelle orecchie…

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      • Non credo sia una cosa tanto antica il non sapere come si usano le supposte, temo (Tantum rosa e le tante donnedi tutte le età finite al pronto soccorso per intossicazione docet). Secondo me qualcuno ceffa e si lamenta ancora adesso tanto che è riportato sulla scatola che l’uso non è orale. Sigh…

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  3. Direi che il primo titolo dimostra che ormai la differenza tra giornalisti e giornalai si è notevolmente ridotta. il problema è che la gente non legge se non è colpita, quindi sempre più spesso ci ritroviamo ste minchiate in prima pagina, oppure specchietti per le allodole che promettono di parlare di una cosa e invece parlano di tutt’altro. Se questa è la nuova frontiera della comunicazione, restituisco il passaporto. Buon week-end 🙂

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  4. oddio non è che il primo giornalista sia parente di quella mia allieva che in un tema scrisse: enea lasciò didone per cercare un’altra troia? – il tragico è che è stato necessario spiegarle quello che aveva scritto, mentre la classe si scompisciva

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    • Beh, in effetti formalmente anche la frase della tua allieva era corretta! 🙂
      E posso crederci anche sul fatto che le hai dovuto spiegare “cosa non andava”, perchè diversamente non è possibile partorire una chicca del genere in un tema scolastico… se non puntando ad una visitina di cortesia al Preside!

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  5. Beh, la prima locandina è lo specchio dei tempi.
    Occorre creare quell’alone di mistero (che ormai aleggia in tutti i programmi televisivi “gossippari”) per convincere ad acquistare il giornale
    (poi magari la notizia la liquidano in un trafiletto di 2 righe).
    Mi sto convincendo che le notizie più interessanti sono sempre quelle che sulle locandine non ci sono mai ma trovi per caso all’interno del giornale.

    Ps.
    sempre sulle pubblicità …
    vogliamo poi parlare dei vari prodotti che combattono riflussi, bruciori di stomaco ecc ecc ?
    Una volta c’era giusto il maalox che conoscevo per curiosità
    (in un supermercato straniero dove ne avevano esposti in quantità, manco fossero i pangrì, lessi la confezione)
    ora sbucano come funghi …
    ogni 3 spot uno è di questi prodotti
    (c’è lo stomaco dell’uomo che va in fiamme … i pompieri che trattano le pareti dello stomaco, ecc ecc)
    Cioè, ma come mangia questa gente ??!!
    (se fino a pochi anni fa questi prodotti non erano praticamente considerati a livello pubblicitario, qualcosa sarà cambiato)

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    • ti rispondo con due risposte:
      1. se presti attenzione, ormai tutti sono ipersensibili / intolleranti / allergici a qualsiasi cosa, lattosio sopra tutto. 24 anni fa, quando è nata mia sorella, la cosa era piuttosto sconosciuta. Infatti mamma (infermiera e fisioterapista e mamma di professione) ha fatto una grandissima fatica a far sottoporre da neonata mia sorella ad analisi e verifiche. Infatti mia sorella è allergica a qualsiasi elemento abbia a che fare col latte ed evita anche la carne bovina. Da un’allergia, è facile che si scatenino altre intolleranze (mia sorella: soia, fragole, glutine).
      Ora siamo tutti (io compresa) intolleranti al lattosio: che latte ci fanno bere?
      2. la società è troppo frenetica ed impegnativa, nessuno può dirsi totalmente sereno e felice come magari potevano essere (forse) i miei genitori quand’ero piccola io e quindi somatizziamo, ecc. I rapporti interpersonali, professionali, affettivi, ecc. sono più complessi e somatizziamo. Dove scarichiamo? Sullo stomaco spesso. E o si ferma lì e hai bruciori e gastriti e gastroesofagiti (io) oppure scarica sulla difficoltà di digestione e di conseguenza sulla testa (v. emicranie e me).
      E’ una società terribile. Era meglio negli anni ’80, a mio avviso: meno input e più serenità.
      Ora abbiamo librerie piene di falsi bestseller (ormai vengono pubblicati tutti, cani e porci) e fatichi a trovare libri più classici. Una volta c’erano un tot di gruppi e cantanti musicali che producevano un tot di musica ogni tanto. Ora cani e porci incidono qualsiasi cosa.
      Prima o poi arriveremo ad involvere di nuovo.
      Dio, o chi vi pare, c’assista.

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    • Concordo con Sloggata… basta pensare a quanti celiaci conoscevate tipo 15 o 20 anni fa (ora, invece, ci sono reparti e linee di prodotti apposta anche nei supermercati). Se parecchia gente è diventata intollerante a latte e pane (che sono tuttora importanti, ma che erano la base dell’alimentazione non per modo di dire: pensate se una cosa del genere fosse successa cent’anni fa, che la carne era un lusso e che cenare a pane e caffellatte era tutt’altro che strano!), effettivamente qualcosa di veramente marcio deve essere successo nel frattempo…

      Ah, e non fatemi parlare dell’altra questione (che ormai cani scrivono e porci cantano), che poi non la finisco più di cristonare…

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  6. I titoli son fatti apposta per attirare l’attenzione, ce ne sono anche simpatici, tipo “Il Presidente ha investito il nuovo premier” e magari uno si aspetta li leggere la prognosi del pronto soccorso. Il bugiardino ha sostituito lo strillone che più le sparava grosse più vendeva.

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    • In effetti alcuni titoli possono ricordare alcune vecchissime barzellette che ho iniziato a sentire ancora alle elementari, tipo: “Ragazza stufa scappa di casa, la famiglia muore assiderata”… 🙂 Si sorride per non piangere pensando che ogni tanto un minimo di serietà professionale non guasterebbe…

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  7. Pingback: Tromboni e principi delle tenebre | Gite Mentali

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