Defezioni in dispensa

Ho già scritto che ha nevicato (al momento siamo “in pausa”, ma le previsioni metton neve fino al 14 °__°;)? Sì, tipo un post un po’ più sotto… 😛 E ho già scritto che è tutto tanto carino così coperto di bianco… ma mi ha già rotto le balle? Basta, l’abbiamo vista, il resto del mondo l’ha anche calpestata, le scuole le han chiuse… bon, finiamola. Sì, lo so, è febbraio ed è il momento giusto per questo genere di cose… ma non potendo uscire (la carrozzina non ha gomme termiche nè catene) perchè nella mia via la neve è stata solo “pressata”, ma il sale abbiamo ancora da vederlo (e qui forse mi farebbe comodo una carrozzina con pattini da ghiaccio), e avendo per tutto il giorno quali interlocutori n.2 felini e n.1 infante di manco tre mesi… ekkeppalle!!!

Intendiamoci: non sono sempre stata così “acida” nei confronti della neve. Anzi… ricordo il febbraio dell’84, che ho passato su da mia zia perchè mia madre era ricoverata a Modena: a parte la varicella (mia zia in quei 28 giorni invece collezionò la pertosse… fortunelle, eh?), mi sono anche beccata le nevicate migliori della mia vita… va bene che ero tappa io, ma quando giravamo per strada la neve era più alta di me! Difatti in quelle settimane mi c’han fatta giocare poco, con la neve in cortile (sempre varicella a parte)… ho idea fosse perchè mia nonna temeva di smarrirmici in mezzo e di potermi poi riconsegnare a mia madre solo dopo il disgelo e non alle sue dimissioni dall’ospedale.

La cosa buona della neve quando ero piccola era sbrigare i compiti in qualche frazione di secondo e uscire in cortile per approfittare delle “ore più calde” (ottimista mia madre, eh?), intabarrata fin sopra le orecchie, con in tasca qualche bottone, un pezzo di carota (investirne una intera per il pupazzo non era il caso), una sciarpa ed un berretto in più da “sacrificare” sull’omino di neve (le volte che scendeva anche la mia vicina di casa, capitava anche il lusso di poter realizzare il pupazzo tabagista aggiungendo una delle pipe della collezione di suo padre), e poi restarci fino a quando le punte delle dita, sotto i guanti, non iniziavano a prendere quella sfumatura di celestino che faceva tanto pendant con la giacca a vento rossa… o meglio, fino a quando mia madre non si stufava e mi chiamava dalla finestra “… che è pronta la cioccolata!”.

Già, perchè il rito era appunto agevolare il processo inverso all’ibernazione con una bella tazza di cioccolata calda… magari con qualche troccolo di pane pucciato dentro (sisì, semplice pane: quello tutto bitorzoli del fornaio di zona, ci stava un bijou!).

E insomma, a forza di veder nevicare, ieri pomeriggio m’è presa voglia appunto di una cioccolata in tazza. Apro il pensile di cucina alla sezione “infusi & solubili” e rinvengo nell’ordine:

  • cappuccino solubile
  • cappuccino d’orzo solubile
  • caffè solubile
  • orzo solubile
  • orzo & caffè solubile
  • parente povero del Nesquik
  • ovomaltina
  • thè verde al gelsomino (n.2 confezioni, ma di marche diverse… di cui una sigillata. Quella sigillata è stata acquistata prima dell’altra. Roba che se non facevo quest’azione di ricerca ciobariana, chissà per quanti altri mesi ce la saremmo dimenticata…)
  • infuso ai frutti misti
  • tisana rilassante (esilarante… in questo periodo mi basta stare in posizione orizzontale per 30 secondi per abbioccarmi, altro che tisana!)
  • infuso di menta piperita
  • infuso di finocchio (residuo del mio tentativo di entrare nell’industria della mungitura)
  • tisana depurativa (??? manco me la ricordavo…)

Ebbene sì: NIENTE cioccolata. E non è che non abbiamo minchiate da mettere in tazza, eh? No, non è che stiamo cercando di metter su un bar abusivo… è che con i ritmi del menga che abbiamo da qualche mese a questa parte, spesso la voglia alla “Ambrogio… ho un certo languorino” è più pratico risolverla con una tazza di latte&qualcosa. Giusto per: siamo passati da un consumo settimanale di 2 litri di latte a 5 (cinque), e certe settimane si fatica ad arrivare al sabato (per queste evenienza, abbiamo anche un litro di UHT come “razione d’emergenza” [si chiama “Frattaglia”, ma questa la capiranno in pocherrimi] nella sezione “conserve” dei pensili). L’altra cosa inquietante è che ora ho la necessità ossessivo-compulsiva di “rasare” qualsiasi misurino di “polvere” (come faccio per preparare il biberon all’Aquilina), che sia cappuccino o caffè per la macchina dell’espresso… @__@

Comunque, tornando a sta cioccolata in tazza mancata: ho provato a risolvere dopando oltre i limiti di legge una tazza di latte con il parente povero del Nesquik (assente all’appello anche il cacao in polvere, e comunque non avrei avuto voglia di rischiare l’esplosione della cucina tentando di cimentarmi nella cioccolata “home made”). E no: non è assolutamente la stessa cosa… T__T

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12 pensieri su “Defezioni in dispensa

  1. Grazie x avermi fatto ricordare i pupazzi di neve con le pipe di mio babbo.. Quanti ricordi!!! Bisogna proprio che troviamo un pomeriggio per parlarne! Come sta la piccola? La mia ha la febbre… Un bacio!

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  2. @laila78: in parte… più pertinente la paternità della fetta di pane con tavoletta di cioccolato che ci davano ogni tanto per merenda alla scuola materna! Inutile dire che il pane veniva scafato per primo (prima il dovere…) e la cioccolata divorata a morsi subito dopo (… poi il piacere!), cosa che regolarmente veniva disapprovata: “Mangiala COL pane, che così non va bene!”. Mai capito perchè la cioccolata mangiata in contemporanea col pane dovesse far meno male di quella “au nature”… 😀

    @valeren: grazie per aver segnalato il post! Devo averlo letto troppo dopo la pubblicazione, per non aver commentato almeno con un :Q_____ (va’ che lo faccio adesso, tiè!)

    @impiegatasclerata: non si tratta esattamente di “astinenza”, che di cioccolata di altri tipi in casa ce n’è (è uno dei beni primari)… ma so cosa aggiungere alla lista della spesa settimanale. Sempre se domani riusciamo a raggiungere un qualsivoglia supermercato senza dover prima passare le selezioni per Holiday On Ice…

    @puffola pigmea: eheh, lo so… e te lo spiego in un attimo: uno dei difetti mio e del Consorte è che ogni cretinata “nuova” che troviamo al supermercato, dobbiamo provarla. Tipo ravioli con le pere, crocchette di prosciutto di tacchino, merendine con farciture multicolore-multigusto, yogurt fiori&frutta (esistono!), yogurt alle verdure (sono esistiti pure questi… ma tipo pomodoro, carota, roba così. Li faceva la Yomo. Notare il tempo imperfetto del verbo)… Poi, se il cibo o presunto tale fa schifo non lo si compra più, ma intanto l’assaggio si fa. Ecco: io non vedo l’ora che l’Aquilina cresca, così quando si va a far la spesa magari almeno uno che tira fuori un “Basta vaccate in sto carrello!!!” c’è… (nella speranza che non sia una tara ereditaria…) 😉

    @Federica: benvenuta! 🙂 Eh, da raccontare di quegli anni ce ne sarebbero tante da aprirci un altro blog… 😉 Qua tutto bene, oggi siamo in fase letargica: sembra sia più interessante dormire che mangiare (roba che tra un po’ mi tocca svegliarla apposta…), anche se al momento sta dormendo “tittando” un biberon immaginario… (che sia un Pokémon? http://it.wikipedia.org/wiki/Drowzee) °__° Scherzi a parte, in bocca al lupo per la piccola (c’è una mezza epidemia in giro, una mia amica ha a casa ammalati sia figlio che marito…)!!

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  3. a me vanno a male gran parte di quelle cose.
    e ho una collezione invidiabile di the e tisane 😀
    io ricordo il natale 85 che giocavo nella neve altissssssssssima per me. che bell’immagine *__*
    ci pensi che fra qualche anno potrai farlo con tua figlia? non è bellissimo??

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  4. Noooo! Ma se avevi una tavoletta di cioccolato potevi approfittare di quella per un’ottima cioccolata calda!
    Ah! Anch’io sono “prodotto nuovo” addicted, e confido nella presenza della Patagnappetta per smetterla (mica poi possiamo mangiarci tutto di nascosto?). 🙂

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  5. Capisco. La dispensa può essere un temibile nemica in condizioni di fermo forzoso. Tuttavia puoi ripiegare su una strepitosa miscellanea. Caffè, zucchero, cioccolato (cacao o tavolette scaldate) e pezzi si pane. Per alcoolisti, ma non credo che vada bene a una neomamma: qualche goccia di rum. Se poi passi a Torino, magari quando l’Aquilina sarà più grandicella, ti suggerisco di passare al Bicerin http://it.wikipedia.org/wiki/Bicerin ricetta tutta torinese a base da caffè, cioccolata e panna da gustare in un bar storico di piazza della Consolata. Pare che Cavour ne fosse golosissimo. Lì potrai gustare anche dell’ottima cioccolata.
    Scusa la pubblicità del mio campanile: ma quando ce vo, ce vo….

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  6. @Sloggata: pensa che fino a qualche giorno fa, alla lista avrei dovuto aggiungere “Thè solubile al limone”… ma l’abbiam finito (e 20 km per andare a riprenderlo all’Eurospin – il loro è il migliore, niente sapori strani – col piffero che li facciamo, in questi giorni! Nevica pure ora!)…
    E non farmi pensare all’Aquilina con la neve: sono combattuta tra i messaggi subliminali mentre dorme “Cresci! Cresci in fretta!!” e l’affezione di Murphy nei nostri confronti: appena lei potrà giocare con la neve, non nevicherà più per 15 anni (più o meno come è stata da queste parti fino a 2-3 anni fa, che dopo le nevicate dei primi anni 90 la neve non s’è più vista per secoli)… T__T

    @MQ: Wow, mi tiri su di morale!! Allora non siamo gli unici con la compulsione all’acquisto di cose nuove/strane! 🙂 Che dirti… speriamo appunto nella ragionevolezza delle nuove generazioni… 😉 P.S. C’hai ragione, ma ad usare la cioccolata “vera” i miei neuroni non ci son proprio arrivati… @__@

    @Cassandra: caffè, cioccolata e panna? *___* Ma ci sarebbe da venire a Torino anche solo per quello… (se non si è capito, sono molto interessata al turismo gastronomico… tipo in Veneto nel 2010 mi divertivo come una bimba a chiedere ai nostri amici, con i menù in mano: “E cos’è lo schiz? Aaaaaaah… e questa cosa qua, il pastin? Oooooooh…”… e ancora di più si divertiva il mio palato, ovviamente, a mangiare dopo le spiegazioni! 😀 )

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  7. M’hai fatto venì una voglia di cioccolata calda, settimana prossima finisco il mese di dieta post-natalizia e strafogo, mandando tutto allegramente a farsi benedire 🙂 comunque quand’ero più giovincello e d’inverno sotto il diluvio andavo ad arbitrare partite di calcio, per rinfrancarmi degli insulti presi (a proposito: devo fare un post con gli insulti più originali ricevuti durante la mia carriera arbitrale) tornavo a casa e iniziavo il mio rito iper-iper calorico: cioccolata calda in cui inzuppare pandoro ricoperto di nutella. 4900 calorie a morso ma ne valeva la pena. Alla faccia di chi mi voleva male 🙂

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    • I miei complimenti: tu hai pure iniziato il mese di dieta post-natalizia!!
      Io, con la scusa “Bisognerà finire la roba che abbiamo in casa da Natale”… sto ancora in alto mare! =__=
      Però… nonostante ora abbia in casa tutto il necessario (cioccolata in tazza-pandoro-nutella) troverò la forza di resistere al tuo suggerimento.. (sono le mie coronarie a chiederlo, temo di non aver più l’età… oddio, temo di non averla mai avuta per una “loveria” del genere! XD)!

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