Son fortune…

Sabato pomeriggio di inizio marzo, interno giorno, 13.30. Cucina di appartamento condominiale, ultimi preparativi di pulizia in attesa di ospiti nel pomeriggio… fuori un bel sole, e il programma di fare una capatina a goderselo magari coadiuvati da un bel gelato della gelateria bio che ha riaperto in centro (certo, non appena Sua Signoria l’Aquilina si degnerà di finire quei dannatissimi ultimi 50 ml di latte… che pare sia convinta siano gli ultimi sulla faccia della Terra, visto quanto li sta centellinando) prima dell’arrivo degli amici, così S.S. la Pupa si fa pure la passeggiatina quotidiana rigorosamente “nelle ore più calde della giornata”.

Ma… e poteva andar liscia? Sticapperi.

Il Consorte chiude il rubinetto del lavello (che degli anni addosso ne avrà, non discuto… visto che era ancora in buone condizioni, quando ci siamo trasferiti qua sette anni e mezzo fa abbiamo mantenuto quello che già c’era) dopo aver finito di pulire pensili, piano cottura e compagnia bella, ma il rubinetto non è dello stesso avviso. Perde. E mica goccia-goccia, nonò. Un bel filo costante d’acqua… che continua imperterrito (beh, un po’ più magrolino, dai) a scendere anche dopo aver chiuso il rubinetto centrale sotto il lavello (stupido rubinetto centrale…).

E quindi: a donnine la passeggiata, a donnine il gelato, a donnine la ricerca di un paio di tettarelle “flusso 2” per completare il set dell‘Aquilina (ieri erano svanite dalla faccia di tutte le farmacie che son riuscita a girare… e oggi si passava alle parafarmacie dei centri commerciali, visto che la pupa col foro più grande non ci si sbrodola più e decisamente è ora di passare tutti i biberon al “livello successivo”… che così si confonde meno e magari ci mettiamo meno di 90 minuti a botta per  finire 150 ml di latte), a donnine quattro chiacchiere con gli amici che non vediamo da un mese e rotto (come minimo avrei dovuto mandare un SMS dicendo di pigliar su le pinne, se volevan venire comunque… sai mai…), a donnine anche l’opera di pulizia/riordino appena fatta in cucina (se mai mo’ c’è più casino di prima, con la roba che di solito dimora sotto il lavello sparsa per il pavimento/il tavolo/i ripiani):

Fortuna nella sfiga: vero che di sabato pomeriggio un idraulico non si trova manco a pregare in sanscrito, ma almeno il Consorte non è a lavoro… ha potuto smontare il rubinetto defunto seduta stante, farsi da esso accompagnare al negozio di brico che fa il continuato, vedere di reperirne uno compatibile e, sperando che lo trovi (perchè è là in questo momento mentre io sto di guardia all’opera  di equilibrismo/Tetris per incanalare l’acqua ribelle fino all’annaffiatoio – sia mai buttarla – e non dal piano-lavoro al pavimento… come invece vorrebbe far lei, dato che che non goccia direttamente nel lavello, ennò! Scivola subdolamente contro il muro), iniziare a montarlo.

Però, un paio di madonne me le concedete lo stesso?

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18 pensieri su “Son fortune…

  1. Si, concesse anche più di un paio, anzi, te ne regalo un po’.

    Ma perchè Murpy e la sua dannata dannata teoria preferita “se qualcosa può andare storto stà sicuro che lo farà” non prende e se ne va a….?

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  2. sei annegata o sei ancora dei nostri? 😀 un classico:a nooi si è alagata la casa la mattina dell’epifania del 2009 e MIO MARITO non sa manco piantare un chiodo: gatti sulle alture, cani come potoscafi, mio padre al piano di sotto con l’ombrello. fortuna che l’ineffabile signora domanica ha recuperato un genero idraulico (che però è dovuto venire das piacenza) e il veterinario ha reclutato un cliente elettricista (ovviamente era saltata pure la luce) cui aveva appena salvato la cagnetta !anche lui è dovuto venire da un altro paese! (sono l’unica che per trovare un elettricista in una mattina di festa alle 7,30 del mattino telefona al veterinario e quello non solo non la manda a fa un bagno nelle risaie, ma le trova l’elettricista e , più tardi passa di persona a vedere come vanno le cose!)

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  3. E che dovrebbe dire mia moglie, visto che ho smontato un rubinetto a cui le gelate hanno rotto la valvola. sono uscito per comprarne una nuova e al rientro non solo non ho comprato la valvola, ma mi sono accorto di avere lasciato sul tavolo quella rotta. Ci penserò lunedì, tanto è un rubinetto esterno 🙂

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  4. Ci siamo ancora e non siamo affogati!
    Diciamo che ci è andata bene: rubinetto compatibile trovato (è pure più carino e stiloso dell’altro, pur essendo uno dei modelli meno costosi… del resto, il vecchio era ancora uno di quelli a “manopole”, lontano anni luce dai miscelatori), montato (grazie ai vicini del piano di sotto che ci hanno prestato una chiave inglese regolabile… abbastanza regolabile da arrivare là, dove la nostra non era mai arrivata – perchè troppo grande), funzionante… fine lavori, compresa la successiva manutenzione dell’Aquilina (che ormai era ora) ore 16.15.
    C’è stato tempo per la ricerca delle famigerate tettarelle (Parafarmacia del Conad santa subito!) e pure per un gelato “aggratis” (perchè arrivando in centro da un’altra parte siamo incappati in una gelateria che inaugurava… oggi pomeriggio!)… prima volta che ho sentito gelato gusto “Miele alla lavanda”, e mi sa che non sarà nemmeno l’ultima! 😀
    E, ciliegina sulla torta: gli amici possono venirci a trovare sabato prossimo.
    Insomma… molto molto meglio di quello che mi aspettavo 6 ore fa… per una volta! 🙂

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  5. Ma mica solo un paio, tutte quelle che vuoi tu!
    Comunque son contento sia andato tutto per il meglio, almeno hai un altro pò di tempo per insegnare all’aquilina a nuotare 🙂 buona domenica 🙂

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    • Ohi, sotto quest’ottica non l’avevo vista… e dire che sarebbe stata l’unica chance per l’Aquilina di frequentare un corso di nuoto neonatale! 😀
      (Perchè col piffero che mi metto in costume da bagno io per entrare in vasca con lei… mica voglio che leggiate sui giornali “Avvistata Moby Dick in una piscina della Romagna”! Al massimo la pupa aspetta di avere 5-6 anni, e si fa il corso di nuoto regolare come ha fatto sua mamma all’epoca! U__U)

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  6. Posso darti un consiglio, da massaia esperta di simili incidenti : I prodotti sotto il lavello li ho raccolti in due catini di plastica quadrati, che ho inserito nel mobile, dividendoli per necessità, così all’occorrenza con due soli movimenti svuoto il mobile, sia per la normale pulizia che in casi limite! Lasciando davanti sciolti solo quelli di uso frequente come il detersivo x piatti, x pavimento, cif e varecchina per avere la loro immediata disponibilità.

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    • Ti dirò… l’idea sarebbe quella anche da noi (anche se i catini sono un po’ troppo piccoli per lo scopo)… solo che poi ci si mette il disordine cronico (che tra l’altro pare riprodursi per partenogenesi) e la fretta (quello che viene preso, troppo spesso viene “rimesso a posto” con semplici lanci da cestista) e…vabbè, mi sono vergognosamente spiegata… 😛

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