“(Un)Happy Meal…” #1

L’Aquilina avrebbe dovuto iniziare lo svezzamento dopo l’ultima visita dalla pediatra dell’11 aprile solo che, visto che nemmeno lei era stata risparmiata dal nostro caro virus gastrointestinale pasquale, abbiamo dovuto ritardare un po’ il cambio di menù in attesa di finire il ciclo di fermenti & co.

E poi che per fortuna il virus se l’è beccato in forma parecchio leggera… perchè ovviamente quando ha dato segno di non essere al top? Ma di sabato mattina, ovvio. E che sabato? Quello di Pasqua, altrettanto ovvio! Così, con tre giorni di “festa” nel mezzo, alla seconda “scarica” (non devo mica specificare di cosa, vero?) ho deciso di chiamar la Guardia Medica… mica che stesse morendo (non aveva manco la febbre!) e mica che pretendessi una visita: semplicemente, chiedevo istruzioni su cosa cavolo fare nel caso la pupa di 5 mesi fosse peggiorata… giusto per poterci mettere una pezza prima che diventasse davvero da visita o da Pronto Soccorso (già che qua sono mesi e mesi che non abbiamo più il servizio di Pronto Soccorso Pediatrico notturno… tocca farsi dai 16 ai 35 km, se il pupo sta male tra le 20 e le 7 di mattina). Vi pare un ragionamento così astruso?

Chiamo la Guardia Medica e (miracolo! Perchè a Pasqua di qualche anno fa, avendo bisogno per me, non riuscii nemmeno a farmi rispondere…) prendo la linea. Inizio a spiegare: “Pupa, 5 mesi… blabla… diarrea… blabla… virus gastrointestinale, in casa malati tutti… blabla… si alimenta a latte artificiale… blabla…”… e qui, la prima chicca del tizio che m’ha risposto: “Le dia il latte materno, quello può berlo”. Eh no, ciccio… ci siam mica capiti! Ti pareva che se la latteria di casa funzionava a dovere le davo il latte artificiale?!!? Da lì, scene da cabaret: non si può dire che la bimba stia male se non ha avuto almeno otto scariche nella mattinata (… insomma, non prima che io abbia finito di buttarla nel bidone mangiapannolini sciolta a rate dentro gli Huggies, indicativamente…), la porti al Pronto Soccorso (… sì, che ce la porto con un virus leggero e la riporto a casa con l’ebola…), e via in crescendo. Non capisco cosa ci fosse di complesso nella mia domanda, ma niente: prima che la pupa rantolasse, istruzioni non me ne avrebbero date.

Sorvolo pietosamente sul resto della telefonata (a un certo punto sono stata lasciata in linea con la promessa “Aspetti un attimo, che chiedo a chi se ne intende di più…”), e concludo dicendo che abbiamo risolto facendo un salto alla farmacia di turno e spiegando la situazione alla farmacista (che ci ha dato degli ovuli omeopatici da darle se fosse peggiorata… eureka! Allora non ero io che parlavo elfico, visto che la farmacista ha compreso!..), ma soprattutto grazie all’Aquilina che non è peggiorata.

Comunque, tornando all’inizio, dal sabato prima del 25 aprile abbiamo iniziato a tentare di sostituirle il biberon del pranzo con una “golosa” pappa di farina di riso in “brodo” di verdure, condita con olio E.V.O. e parmigiano, con omogeneizzato di frutta per dessert. E ammetto che ero già pronta al peggio, perchè a mangiare l’Aquilina è sempre stata noiosina e refrattaria ai cambiamenti. Qualsiasi tipo di cambiamento, se riferito al cibo. C’ha messo 8 giorni (otto) solo per abituarsi al passaggio da tettarella “flusso 1” (0 mesi) a tettarella “flusso 2” (2 mesi +), per darvi un’idea. E in tutta la tettarella cambiava proprio solo il diametro del foro. E no, non le abbiamo propinato una tettarella “non adatta” a lei per “far prima”: quando la “flusso 2” gliel’abbiamo schiaffata in bocca con segni di possibile successo, la tipetta di mesi ne aveva 4 compiuti (alla faccia dell’andar con calma, eh?)…

Insomma conoscendola, nonostante le istruzioni fossero di metterla “davanti al fatto compiuto” (150 ml di brodo di verdure più accessori e dessert), ci siamo presto resi conto del fatto che forse non era il caso di farle fare una roba così drastica tutta in una volta.

Così, per cercare di abituarla per gradi, già durante la “convalescenza” abbiamo iniziato a provare a darle un cucchiaino di mela come antipastino al biberon… forti del fatto che la mela grattugiata è inclusa anche nei menù standard post-virus. Ammetto che la fase di test non mi era sembrata molto incoraggiante (ancor di più perchè l’omogeneizzato di mela era effettivamente buono… insomma, nessuna fatica a finirmi io quello che nel giro delle 24 ore non aveva sputacchiato lei, anzi!):

  • Al primo tentativo, l’espressione è stata da “S’ela sta rubàza?!?” (<- cos’è sta robaccia, per i non romagnoli)
  • Al secondo, ha fatto una faccia tipo “Ancora sta porcheria??”
  • Al terzo (aprendo però la bocca all’arrivo del cucchiaino) “Fa schifo, ma te intanto metti qua dentro…”

Insomma, non da salti di gioia… ma sembrava tendente all’incoraggiante. Dopo la mela è stato il turno della banana: e lì per un attimo è parso andasse ancora meglio. Questo fino al 4° giorno di test: da lì è iniziata la fase discendente della parabola (penso perchè i primi quattro giorni li ha impiegati a “studiare il nemico”. Una volta capito come sputarlo, no problem)…

Com’è andata con la pappa vera e propria? Beh, ogni colossal che si rispetti ha almeno due tempi, no? Appuntamento al prossimo post, quindi. 😛

P.S. Il titolo del post viene da questo vecchio spot (che sul Tubo si trova solo così: compresso una chiavica…)…

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17 pensieri su ““(Un)Happy Meal…” #1

  1. La farmacista ha compreso che volevi qualcosa, qualsiasi cosa, e ti ha venduto del fantastico zucchero da somministrare se fosse peggiorata! Eureka!

    P.s. per curiosità, quanto hai pagato questo placebo?

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    • Boh… mi pare 8 €, in media con parecchi altri medicinali. Con la differenza che dopo 10 giorni a botte di 15-9 ovuli al giorno, il flaconcino è ancora praticamente pieno e scade tra 4 anni (se c’è bisogno si riusa millemilavolte, anche perchè la pediatra ce l’ha poi confermato da utilizzare insieme ai fermenti).
      Mettiamola così: che su di noi adulti molti rimedi omeopatici possano servire solo da placebo (“se ne sei convinto, ti farà bene”), sono d’accordo pure io… siamo troppo impasticcati di porcherie, ormai, perchè qualcosa di naturale possa essere veramente efficace.
      Sui bambini la vedo diversamente: prima di iniziare a impasticcare di roba chimica pure loro, iniziare con qualcosa di meno sintetico non può far male.
      Tra l’altro, una pupa di 5 mesi se ne fotte dell'”effetto placebo”, non sa manco cos’è. Se guarisce a discapito di questo… vorrà poi dire che bene o male il rimedio funziona senza interventi “psichici” (abbiamo avuto ottimi risultati anche per le colichette intestinali, sempre con uno sciroppo omeopatico). 😛

      A parte questo, ho passato l’intera gravidanza a prendere medicinali considerati solo “integratori” perchè appunto facevano parte della fascia “omeopatica” (molti ginecologi vi ricorrono, visto che la maggior parte dei medicinali durante la gravidanza non si potrebbe assumere). E se ti dicessi che funzionavano (compresa una pomata all’arnica per una slogatura alla caviglia… e quello mica era un male immaginario, s’era gonfiata come un pallone…)? 😉

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      • Non capisco perchè i bambini non dovrebbero subire l’effetto placebo che è un processo inconscio per definizione e non volontario, per assurdo anzi i bambini dovrebbero essere ancora più soggetti agli effetti del placebo anche per un semplice meccanismo di condizionamento.

        Basta poco: la voce della mamma, qualche carezza ed il decorso delle malattie benigne del bambino scorrono come devono, si autolimitano.

        Quando invece la malattia è grave non esiste omeopatico che possa migliorarla o guarirla.

        Il difficile in questi casi è curare l’ansia del genitori.
        L’effetto placebo sui bambini ha una doppia valenza: funziona sia direttamente sul piccolo da curare ma anche su mamma e papà.
        La convinzione che si stia facendo qualcosa, che ci si occupi del bambino, che si somministra “un medicinale”, tranquillizza il genitore, lo rilassa e gli fa vivere i disturbi tipici dell’infanzia con molta meno apprensione ed ansia.

        Il mio è semplicemente un discorso generale, lungi da me giudicarti, ti leggo volentieri, ma non ti conosco. 🙂

        E sono assolutamente daccordo con l’utilizzo dell’omeopatia SOLO quando non la si spaccia per medicina.

        Sono due cose ben diverse ed il fatto che le “ditte” che producono prodotti omeopatici li pubblicizzino come “medicinali” omeopatici che confonde le idee.

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        • Ma difatti molto spesso basterebbe qualcuno con un po’ di testa e tatto che riuscisse a chiarire dubbi e incertezze dei genitori…
          Invece, da parte delle istituzioni spesso ti trovi davanti o degli incompetenti o gente che comunque ha fretta/impegni/scarse risorse e quindi poco tempo da dedicare ai singoli, internet non parliamone, i consigli che raccogli in giro spesso sono contraddittori (per quanto magari abbiano a suo tempo funzionato tutti!) perchè anche nelle cure e nella puericultura esistono delle “mode” e finisce che ti incasinano solo di più.
          E il serpente si mangia la coda… 😉

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  2. Concordo con ogni tua parola sull’omeopatia
    Ad ogni modo aspetto con ansia il seguito 🙂
    No comment per la guardia medica…se non hai voglia di lavorare il sabato di pasqua devo rimetterci io?

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    • Guarda, negli ultimi anni le volte che ho avuto a che fare con la G.M. c’era da mettersi le mani nei capelli… come ho accennato, 4 anni fa nella notte tra Pasqua e il Lunedì dell’Angelo non sono proprio riuscita a contattare nessuno: il telefono suonava libero… e basta!
      E dire che qualche anno fa non era così: ricordo una dottoressa, intervenuta una notte perchè mio padre aveva avuto una pesante reazione allergica, che addirittura telefonò qualche ora dopo essersene andata per sapere se stava andando tutto bene (per dirti l’attenzione e la cura per il paziente).
      Ora, purtroppo sbagliò a digitare un numero e in pratica tirò giù dal letto i nostri padroni di casa (esatto: i nostri numeri di telefono differivano solo di una cifra: un 13 al posto di un 16) alle 3 di notte, ma a parte questo.. davvero una tipa in gamba! 😀

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    • E’ praticamente quello che è successo a noi!
      Il mio problema è essere talmente ignorante in materia da non sapere quali (e se ci) siano i segnali da parte della pupa per capire se è il momento adatto o no… anche perchè il dubbio ce l’ho: siam tutti diversi. Sarà possibile che a 5 mesi e 1 giorno (per dire) tutti siamo pronti a far sto passo??

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      • Mio figlio, (29 anni fa) continuava a piangere, diagnosi coliche gassose. Latte in polvere speciale e via di sto passo con pianti a non finire. A un certo punto l’abbiamo fatto mangiare e ha smesso di piangere 🙂

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        • Mmmmh… il mio problema principale è giusto che di neonati ci capisco poco e niente (<- quindi ho paura di combinar qualche pasticcio e passar per incosciente), perchè se no… avrei una di quelle voglie di "andare a naso", che non ti dico!! 🙂

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          • Qualche anno fa passò nel ufficio una giovane mamma che è anche pediatra, con il suo bebè di circa sei mesi, un bel faccione pieno che sembrava avesse un anno, a che non ho potuto fare a meno di dire “le regole nutrizionali valgono solo per gli altri”.
            A parte la battuta, che è vera, un dato quasi certo è che da piccoli si mangia troppo da grandi si tende ad aumentare oltre misura. Però ieri parlavo con un ragazzo che quando aveva 8 anni era un metro e venti d’altezza e quasi un metro di larghezza, ora ha 16 ed è un figurino da palestra 🙂

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  3. per fortuna il bel tempo si vede dal mattino:di mio figlio, mio padre diceva:-l’è mei carial ch’empinil-(è meglio caricarlo di viveri da portar via che cercare di riempirlo) e mio cognato, nonché padrino, agricoltore: pare un mietitrebbia!
    infatti a 30 anni fa il cuoco

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    • ;D La frase di tuo padre è bellissima!!
      Io non so cosa aspettarmi, da questa qua!
      Perchè è vero che potrebbe essere effettivamente una noiosa col cibo… ma d’altra parte, visto quello che finora le è stato proposto come “cibo”, non riesco nemmeno a darle torto se non se ne sente granchè attratta! 😀

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  4. infatti mio figlio era ruspante:niente alimenti per bambini… la sua madrina pediatra un giorno è arrivata e scandalizzata ha preparato il brodino vegetale con dentro una delle solite pappettew… ha rovinato una bellissima camiceta di seta:(

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  5. Sono d’accordo anche io per quanto riguarda la “cura omeopatica”, alla fine è solo effetto placebo.
    Però la guardia medica che dà certe risposte sarebbe quasi da denuncia, dai… Noto comunque che è così ovunque: queste persone non hanno assolutamente voglia di lavorare, neanche per telefono!

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  6. Pingback: La gourmet | Gite Mentali

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