Di certo c’è rimasta solo la morte…

La frase corretta (da cui l’ispirazione per il titolo del post) sarebbe «Impossibile essere sicuri di altro se non la morte e le tasse», e fu detta nel 1716 dal signor Christopher Bullock, e non da Benjamin Franklin cui di solito viene attribuita (Wikiquote docet). Questo per “inculturarci” un po’ tutti, che non fa mai male.

Comunque: periodo di dichiarazione dei redditi, che da qualche anno la carissima Patt ci compila permettendoci di risparmiare qualche soldino al CAF. Di solito le nostre spese mediche si riducevano a qualche scontrino di farmaci da banco e un paio di fatture del dentista. Giusto per dire che la maggior parte delle volte, anzi, io non arrivavo nemmeno alla franchigia… L’anno passato, invece, tra esami e visite in gravidanza, acquisti in farmacia post-arrivo pupa, caviglie slogate e quant’altro… una massa di roba da scansionare che temevo uno sciopero della multifunzione!

Visto che se c’è qualcosa di chiaro e poco complicato in Italia, sicuramente (non) è il Fisco, l’altra settimana mi arriva un messaggino di Patt: visto che ogni CAF fa un po’ a modo suo (<- e già qui, vi prego di riflettere sulla chicca. A seconda di a che civico consegnate il vostro malloppo di documenti, potrebbero uscire 730 diversi… la divisione Fringe a quelli dell’Agenzia delle Entrate gli fa una pippa!), potevo mica informarmi presso il CAF cui avrei consegnato il 730 compilato per sapere come gestivano loro gli scontrini della farmacia per le voci “dispositivi medici”?

Detto fatto. Eh, un corno! Al telefono non c’è stato verso di parlare con chicchessia (tutti occupati, anche e soprattutto a divertirsi col rompicapo dell’IMU), è finita che il metodo più rapido è stato un inviato speciale (mio padre) direttamente in loco. Ed arriva il bello.

Al mio CAF, i “dispositivi medici” si detraggono solo se… (rullo di tamburi, prego!)… completi di scatola, istruzioni e marchio CE.

Se avete qualche dubbio su cosa sia esattamente un “dispositivo medico”, a rischio e pericolo della vostra sanità (mentale e non detraibile) potete cliccare qui, che c’è l’elenco completo. Son giusto quelle 154 pagine, e in tempi di tablet e I-Pad direi che possono fare tranquillamente le veci della famose pecorelle che saltano la staccionata, se soffrite di insonnia (attenzione: le pecore, pur conciliando il sonno, non sono considerate dispositivo medico!).

Ora: voglio vedercela, la gente, andare al CAF con il trolley per portarsi appresso le scatole di metà armadietto del bagno (e non solo… non so da voi, ma nel mio armadietto dei medicinali un'”apparecchiatura per aerosol” non entra nemmeno pregando in sanscrito). Ancora meglio (pagina 24, “Dispositivi per apparato urogenitale”): vediamo chi ha trombato di più l’anno passato, visto che rientrano in categoria pure i profilattici! 😀

Ma appunto, parlando di profilattici… o comunque di “consumabili”. Ho ricontrollato gli scontrini, oltre al papiro del Ministero, e ci rientrano anche test di gravidanza [toh!], sondini monouso nel caso i pupi siano un po’ stitici, soluzione fisiologica per nasini otturati, capsulame e ovulame vario. Che uno conservi la scatola e le istruzioni di certe cose, sono anche d’accordo: tipo il termometro a infrarossi che abbiam comprato per l’Aquilina. Ovviamente la scatola ce l’ho (mica lo tengo nel cassetto della verdura o nella trousse dei cosmetici), con tanto di istruzioni e scontrino che servirebbe anche per la garanzia oltre che per il 730.

Ma visto che (come sopra) sono considerati “dispositivi medici” pure i ricambi (“definiti usa e getta” pure sullo scontrino) dell’aspiratore nasale…mi spiegate chi, una volta finiti e buttati i 20 ricambi ripieni di muco di neonato (e se vi fa schifo, rileggete qualche riga sopra e ditemi se preferivate utilizzassi un altro genere dispositivo per fare l’esempio! 😛 ), si tiene  lì la scatola di cartone vuota (anzi, LE scatole, perchè da istruzioni della pediatra sta tortura è da fare due volte al giorno, e fino a 6-7 in caso di raffreddore)? Stesso discorso se parliamo di “medicinali” (e intendo capsule, ovuli, pastiglie che comunque si ingeriscono e si consumano).

Son ragioniera, i documenti credo di conservarli tutti abbastanza in ordine: abbiam 4 classificatori ad anelli con dentro svariate buste di plastica ognuna con la sua etichettina (conto corrente, canone, documenti Shunrei, documenti Consorte, documenti Aquilina, una busta per ciascuna stanza di casa con garanzie e quant’altro, 730 Shunrei, 730 Consorte+Aquilina, Esami Shunrei, Esami Consorte, buste paga Shunrei, buste paga Consorte, Vet Gatte,… ecc. ecc. fino a riempire i 4 suddetti affari)… e già occupano il loro nel posto su un mobile e a inizio anno mi richiedono almeno quell’oretta per mettere da parte la roba dell’anno finito e liberare le buste per quello nuovo. Non so voi, ma io non abito a Versailles: lo spazio è quel che è, e tende già a riempirsi di stronzate per i fatti suoi, apparentemente anche senza alcun intervento umano da parte nostra. Soprattutto senza necessità che ci metta il becco anche il fisco su quali oggetti inutili conservare per anni. Quando qualcosa si finisce, la scatola si appiattisce bene bene e si differenzia. Eh, perchè già che all’Hera per ogni chilo di carta conferito fanno uno sconto sulla TIA… va là che ci prendiam dentro, che a fine anno in pratica ci ripaghiamo una bolletta!

E ora, io vorrei chiedervi giusto una cosa. Fatemi capire: se arriva (c’è tempo quanto? 5, 10 anni?) un accertamento dall’Agenzia delle Entrate… questi pretendono davvero che io per 10 anni conservi i rifiuti per fare un favore a loro? Oppure posso rimandarli al mio “Archivio di Fiducia”, la locale Isola Ecologica? Per dirla tutta, avendo tempo, spazio e voglia, mi piacerebbe farlo, di conservar tutto. Anche se non mi fanno accertamenti. Giusto per prender su un giorno e andare a scaricargli nell’atrio tutti i sacchi di ste porcherie dopo qualche anno, in sacconi neri ordinati con su una bella etichetta “730/2012” o “730/2015″…

Ah, last but not least: date un’occhio allo scontrino qua in basso a destra. L’ho un po’ “truccato”, ma quello su cui volevo attirare la vostra attenzione è questo: ammesso e non concesso di conservare nello stesso posto medicinali, scontrini, documenti fiscali e quant’altro… a distanza di minimo 5 mesi (se lo scontrino fosse di dicembre dell’anno prima)… come dannazione riuscite a capire di quale potrebbe essere l’eventuale “scatola” superstite cui collegarlo, con un’esauriente descrizione del prodotto tipo quella dell’immagine (oh, magari l’ignorante sono io e con il codice numerico i CAF o chi per loro risalgono al prodotto)?????

Ora so cos’ha fatto in tutti questi anni il Ministero per la Semplificazione (e direi che grande collaborazione è venuta – letteralmente – anche del Ministero delle Finanze). Volete un indizio? Beh, tornate a pagina 24 del famoso papiro, “dispositivi per apparato urogenitale”…

Annunci

18 pensieri su “Di certo c’è rimasta solo la morte…

    • Visto quello che t’han combinato e il modo in cui sei stata trattata, hai perfettamente ragione e anche di più…
      Io però destino una buona parte d’astio anche verso il sistema fiscale italiano: se non fosse quel ginepraio che è (tra l’altro, volto in ogni modo a fregare il contribuente onesto) cangiante al variare dell’umidità nell’aria, probabilmente anche chi compila le dichiarazione avrebbe la possibilità di commettere meno errori.

      Mi piace

      • su questo sono assolutamente d’accordo. ma se tu che lavori al caf da anni fai errori, non puoi lasciare in autonomia degli stagisti dopo un corsetto di poche ore…
        nel mio caso, erano gli storici e i responsabili del caf ad aver fatto cazzate. li odio. li odio.
        infatti vado al caf della minoranza, ma solo per l’isee. il 730 me lo fa un’amica gattara 😉
        almeno sono sicura e tranquilla.

        Mi piace

        • Concordo su tutto: uno dei problemi diffusi di sto paese è che c’è chi ambisce al posto di responsabilità solo per tornaconto economico… “tanto il lavoro lo fanno i sottoposti/novellini”. E dimenticano che invece il minimo sarebbe appunto controllare che chi lavora per loro abbia le capacità e le possibilità (non dimentichiamolo! Che col casino che è la materia fiscale, per molti poche ore di corso non possono esser sufficienti) di svolgere correttamente il proprio compito.
          Sottoscrivo in pieno anche l’ultima parte: God Bless le amiche gattare che capiscono qualcosa di 730! 🙂

          Mi piace

  1. A me già viene l’orticaria quando entriamo in periodo di 730 ed amenità varie. Il solo pensiero di dover raccogliere tutte le mie scartoffie e andare a perdere mezza giornata al caf (perchè da noi anche se hai l’appuntamento non sono mai puntuali ed ovviamente per portargli tutto quanto mi tocca prendere permessi al lavoro) mi fa girare le palle vorticosamente!
    Ma a questa gente sembra logico chiedere di conservare scatolame di vario genere per farsi fare un rimborso? Lo scontrino non basta, scusa?? Però non è così ovunque, o sbaglio? No, dico, adeguarsi tutti quanti ad un’unica modalità è troppo difficile?

    Boooooh. E’ proprio vero che in Italia ci divertiamo a complicarci la vita…

    Mi piace

    • Pensavo anch’io che lo scontrino della farmacia, con tanto di codice fiscale in calce, fosse più che sufficiente… non so, al prossimo passaggio di complicazione ci chiederanno le impronte digitali o un campione di saliva…
      Più che altro mi chiedo: visto che negli USA possono detrarre ogni genere di spesa sostenuta (perchè effettivamente… l’hanno sostenuta… vorrà poi dire che è reddito in meno, no? Per non parlar del fatto che in questo modo la gente è molto incentivata a richiedere fatture, ricevute e scontrini… non è un ottimo metodo per combattere l’evasione?)… se io detraggo la spesa al supermercato, poi devo conservare i gusci delle arachidi per far vedere che le ho comprate davvero?

      Mi piace

        • Stamattina in farmacia la farmacista mi ha spiegato come fare per detrarre i dispositivi medici. E mi ha detto di averlo scoperto in questi giorni (indicativamente, tra venerdì scorso e oggi, visto che giovedì ero sempre lì e non mi ha detto niente!) e di aver iniziato subito a dirlo a tutti (giusto per dire come circolan bene le informazioni in sto paese del cavolo, considerando che sta vaccata vale appunto già per le dichiarazioni dell’anno scorso e che i farmacisti la scoprono ora… e ovviamente: non sto dando la colpa ai farmacisti!!!).
          Comunque: non occorre conservare tutta la scatola, ma il pezzetto con il codice a barre e la scritta “dispositivo medico”, tant’è che mi avrebbe detto di usare quella di oggi per gli scontrini dell’anno passato e la prossima per quelli di quest’anno.
          Lodevole consiglio, non fosse che il fatto che un trancio di scatola possa valere per tipo 5 scontrini mi pare un po’ assurdo…
          Inoltre,terrei a precisare che in tale porzione di confezione non compare nemmeno il nome di quello che hai comprato… e il nome non compare nemmeno sugli scontrini di alcune farmacie… per la serie: massì, attacchiamo agli scontrini pezzi di scatole a casaccio, tanto basta che ci sia un rettangolo con delle righine e la scritta “dispositivo medico”…!
          Concludendo: NON siamo in un paese serio.

          Mi piace

  2. Considera che sino a qualche anno fa, per i rimborsi si doveva aspettare almeno cinque anni, almeno ora li rimborsano direttamente attraverso il sostituto fiscale. Per quanto riguarda le interpretazioni hai ragione, c’è un sacco di gente impreparata che diventa più realista del re. Gli scontrini invece, visto che sono su carta termica, conviene fotocopiarli. D’altronde quelli che le tasse le pagano sono gli unici su cui possono fare gli accertamenti.
    PS. non ho trovato la pagina 24 di cui parli, è nelle appendici? 🙂

    Mi piace

    • Mmmmh… ho ricontrollato, a me vien fuori alla pagina 24/154 (ma parlo del numeretto in fondo pagina a destra), comunque il “codice” è U9001.
      A parte le questioni “tipografiche”, quello che fa girare le balle a me è che in materie come questa possa esistere un “margine di interpretazione”: stiamo parlando di contabilità e matematica (e già qui, se uno vuol commettere errori, di spazio ne ha…), in definitiva, non delle profezie di Nostradamus…

      Mi piace

  3. In Italia ultimamente si assiste ad un dilagare di pubblicità che vanta effetti farmaceutici di sciroppi, compresse e pomate a base di erbe registrati “dispositivi medici”.
    Una notevole anomalia è vedere in commercio almeno un paio di SCIROPPI PER LA TOSSE registrati DISPOSITIVI MEDICI!!!
    Questi sono formulati con Grindelia e Piantaggine che sono nella lista del Ministero della Salute delle sostanze e preparati vegetali ammessi negli INTEGRATORI ALIMENTARI.
    Quindi se questi sciroppi agiscono lo fanno per ASSORBIMENTO INTESTINALE e non operando in modo meccanico come deve fare un dispositivo medico.
    Evidente che qui lo stratagemma di mercato è abbinare il termine “medico” e non “alimentare” (integratore alimentare) anche a prodotti di derivazione erboristica, senza dover necessariamente dimostrarne a priori l’efficacia secondo criteri medico-farmaceutici: un ‘sistemino’ per aggirare i problemi legati all’iter di registrazione di un farmaco e al giro di vite che subiranno gli integratori alimentari da parte dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare.
    Così il consumatore medio (che non sa cosa è un dispositivo medico) crede di acquistare un farmaco.
    Ciò nonostante l’art. 1 D. Lgs. 46/97 reciti: “s’intende per: a) dispositivo medico…il quale prodotto non eserciti l’azione principale, nel o sul corpo umano, cui è destinato, con mezzi farmacologici o immunologici né mediante processo metabolico…”.
    Inoltre nella pagina web “Dispositivi medici – Prodotti borderline” del Ministero della Salute si legge:” La destinazione d’uso del dispositivo medico che, comunque, deve essere in ogni caso connotabile con una finalità medica, dovrebbe dirimere ogni dubbio di demarcazione con prodotti che non devono vantare tale finalità, come cosmetici, erboristici, integratori alimentari, apparecchiature estetiche”.
    Poi lo Stato deve anche farsi carico di rimborsare il 19% del prezzo pagato (su ricetta!) per questi “dispositivi medici”.

    Mi piace

    • Su cosa debba pesare a carico dello Stato e cosa no basterebbe un minimo di chiarezza: SI’ o NO… punto.
      Non mi interessa cosa fa la roba segnata in scontrino, come agisce o a cosa serve, se ci vuole la ricetta oppure no… detraibile/NON detraibile. Punto.
      Non che (nonostante ci siano già innumerevoli categorie tra medicinali, farmaci, integratori, dispositivi, cippirimerli) “si può detrarre, ma: conservando la confezione/facendo una giravolta su sè stessi/se il MIlan vince lo scudetto/se al CAF gli tira il cu*o”.
      Al contribuente onesto in questi casi non interessa il “perchè” o il “come”: è sufficiente essere in regola e magari non rimetterci più di quello che già gli stanno fregando da ogni dove…

      Mi piace

  4. Uddiu.. Ho portato solo il normali scontrini per le medicine con C.F. e al CAF sono andati bene…. Fra 9 anni e 364 giorni mi arriverà un multone da levarmi d’insieme….
    Comunque è vero che CAF che vai interpretazioni che trovi. Ad una mia collega che và da uno diverso dal mio non hanno conteggiato una detrazioni/calcolo/chil’hacapita che a me avevano fatto e a lei no nonostante avesse fatto presente l’esistenza della stessa. Meno male che ne abbiamo parlato e ci è tornata a farsi correggere il 730 se no si perdeva per la strada “solo” qualche centinaio di euro… E io continuo a chiedermi: e i poveri tapini che non si sono accorti che in quel CAF là si son persi le detrazioni/calcoli/chil’hacapiti per la strada perchè “noi non le consideriamo”? *__*

    Mi piace

    • L’altra cosa che mi chiedo io è: e quanti rimborsi (che sarebbero correttamente dovuti) si risparmia di dare lo Stato, perchè qualche CAF (o chi per lui) eccessivamente prudente omette di inserire per evitare possibili contestazioni o complicazioni?
      Ho sentito di gente che volontariamente non inserisce nei 730 le donazioni che fa alle ONLUS (con l’ammirevole motivazione: “faccio queste donazioni per aiutare qualcuno, non per ottenere sgravi fiscali!!”)… ma questo è un conto.
      Pagare di più (o venire rimborsati di meno) perchè le norme fiscali le scrive lo sceneggiatore dei film di Pierino, invece, è ben altra faccenda..!

      Mi piace

  5. Innanzitutto felice di leggerti perchè significa che non avete avuto grossi problemi con gli avvenimenti del fine settimana 🙂 Tornando al post fortunatamente mio padre è commercialista, quindi non dobbiamo sopportare sbattimenti vari tra caf e cose del genere. Per quanto riguarda il fatto degli scontrini, da me scrivono il nome del medicinale e non il codice, quindi è un po’ più facile risalire se si presenta l’esigenza. Nel tuo caso credo useranno il codice, deve pur servire a qualcosa 🙂

    Mi piace

    • Me lo auguro che serva pure per il 730 e non solo al magazziniere della farmacia! Deve essere per uno dei soliti eccessi di “privacy”, altra boiata…
      E’ che tutto sto bordello mi dà l’impressione che la cosa meglio funzionante (per non dir l’unica) nel nostro paese sia l'”Ufficio Complicazione Cose Semplici”! 😛

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...