Anarchy in the wardrobe

In ogni caso, per i vestiti nuovi, anche per le prossime stagioni si mantiene il trend dell’anno scorso: “Catz rulez!” 😀 (e pure il rosa confettino, ma quello è un altro discorso… =__=)

A metà settembre mi sono trovata alle prese con un parente stretto di quell’odiosa operazione che toccava fare due volte l’anno quando ancora abitavo con i miei: quell’assoluta rottura di balle del “cambio stagione negli armadi”… Son circa otto anni che non pago più pegno perchè (almeno per ora) nell’armadio di camera nostra riusciamo a tenere a portata di mano gli abiti per tutte le stagioni, e non rimpiango affatto le ore passate/perse a scambiare d’armadio/ripiano maglioni, magliette e quant’altro.

Comunque: dicevo che quest’anno mi ci sono trovata più o meno in mezzo, questo perchè l’avvicinarsi dell’autunno in congiunzione con la crescita dell’Aquilina (che si sta dando da fare per raggiungere i 9 kg e gli 80 cm) ha reso necessaria un’ennesima cernita degli scatoloni di vestiti smessi della cuginetta (ormai quindicenne…) del Consorte che ci ha fatto avere sua zia… e che all’ultimo controllo – mi pare in primavera – avevamo rimesso da parte con la generica etichettatura “Vestiti grandi zia da controllare” (wow, che ideona…). Ma insomma, un’idea di cosa effettivamente si poteva sfruttare e – soprattutto – di cosa invece era necessario iniziare a cercare per il prossimo inverno della pupa dovevamo pur farcela…

Diciamo che ho iniziato l’operazione con l”idea che ci sarebbe voluto un po’ di tempo per passare i capi uno ad uno, sì, ma che comunque grazie alle etichette sarei riuscita a dividerli agevolmente per fasce d’età… in un impeto di ottimismo pensavo proprio di dividerli tipo anno per anno in modo da non dover ripetere l’operazione se non man mano che l’Aquilina raggiungeva “lo scatolone successivo” e quindi limitatamente a quella determinata taglia.

Questo perchè la maggior parte delle marche con cui ho avuto a che fare finora (a grandi linee diciamo quelle presenti nei negozi C&A, Takko, Coop e Oviesse…più che per far pubblicità, per dare un’idea) ha sempre seguito lo standard del “6”, come lo chiamo io. In pratica, i mesi/anni del pupo vengono fatti corrispondere ad un’altezza indicativa, che aumenta di 6 cm (appunto) man mano. Esempio veloce: a 0 mesi 56 cm, poi 62 cm per i 3 mesi, 68 cm per i 6 mesi, 74 cm 9 mesi, 80 cm un anno… via via fino tipo ai 104 cm per i 3 anni (e oltre, sempre di 6 in 6) . Poi magari c’erano marche più “pessimiste” (ad esempio, un paio di completini che l’Aquilina ha ricevuto in regalo, della “Du Pareil Au Meme” prevedono che il pargolo raggiunga i 74 cm soltanto ad un anno di vita, invece che a 9 mesi come invece pensano allegramente le quattro marche di cui più sopra), ma diciamo che bene o male ci si raccapezza.

Illusa.

Vero, alcune marche tendono ad uniformarsi alla “teoria del 6″… la maggior parte, però, applica l’anarchia più totale!

Sorvolando su chi indica solo l’età, che è già un buon punto di partenza (ma sorvolando anche sul fatto che il pantaloncino “3 anni” della marca X sia largo e lungo uguale al pantaloncino “6 anni” della marca Y), mi sono trovata davanti a diverse genialate…

Diverse marche non ritengono di dover indicare alcuna taglia… non sul capo, quanto meno. L’idea deve essere “vieni a comprartelo in negozio e segnati in che scaffale l’abbiamo esposto”.

Altre marche la taglia la indicano. Ma per l’etichetta usano l’inchiostro simpatico: dopo tre lavaggi forse forse si riesce a legger qualcosa esponendo l’etichetta a fonti di calore o [D&D mode on] se si è dotati del talento “Vista d’Aquila” (ma a me manca il prerequisito fondamentale per questo talento: avere almeno un 13 in Saggezza…) [/D&D mode off].

Poi c’è chi vuole esser creativo: la regola del “6” la segue, ma a modo suo: le altre marche hanno 80 cm per l’anno e 86 per i 18 mesi? Ebbene, io ti faccio la maglietta per… gli 82 cm. E ora tutti a chiederci perchè dannazione pensare a un vestito per l'”anno e due mesi”…

Poi ci sono quelli che si rifanno alle taglie “da adulti”… ma a quelle per la biancheria (quando invece magari tu hai per le mani un giaccone trapuntato). Così ti ritrovi la braga che reca un bel “2” (ma un bambino di 2 mesi ci sguazza e uno di 2 anni diventa cianotico dalla vita in giù)…

Non paghi, alcuni optano per i numeri romani: ho avuto a che fare con un maglione di lana con su un “III”. Medaglia di bronzo?

Poi abbiamo i “confusi“: ho beccato una gonna che portava orgogliosamente la taglia “22”. Escludendo si riferisse all’età o all’altezza (o magari ad entrambe… praticamente un puffo di 22 anni alto 22 cm, “♪♫ 2 mele o poco più ♪♫”, ricordate?), l’altra opzione era che si riferisse alle misure delle scarp(in)e. Ma mi pare un po’ (tanto) machiavellico… e soprattutto inutile (potrò poi metter la stessa sottana sia che io abbia il 35 che il 40 di piede, giusto? Mica dipende da quello se ci entro o meno…)!

L’Oscar per i più subdoli? Ebbene, di sicuro a quelli che per le taglie hanno deciso di mettere i classici “XS”, “S”, “L”… come per i grandi, dai, che fa figo! Ecco… peccato solo che sia il modo migliore per non capirci una ceppa! Perchè trovare un criterio logico a questa classificazione è assolutamente impossibile! Assodato che una “Small” per un pupo di 6 mesi non potrà essere uguale a una “Small” per un pargolo di 5 anni, il ragioniere che è in te prova a suggerirti: “Ma dai… XS sarà quella di partenza per i neonati piccoli-piccoli-piccoli e tipo l’XL è per i ragazzini di 10 anni”. E sticavoli: ho beccato una polo targata “XS” che, fino a poche settimane fa, l’Aquilina avrebbe potuto usare agevolmente come tenda canadese monoposto per campeggiare…

P.S. Per favore, non ditemi “Basta che glieli fai provare, per vedere se van bene”: in primis perchè non ho la minima idea di quanto stazzerà l’Aquilina tipo fra 3 anni… ma soprattutto perchè tuttora (e non prevedo miglioramenti a breve-medio termine) la pargola considera il dover infilare una manica lunga un sopruso degno di Guantanamo (e figuratevi che tutte le maglie di maniche ne hanno addirittura due. Due, dico!!)! Sono convinta che appena riuscirà ad usare un cellulare farà il numero del Telefono Azzurro per lagnarsi di sta cosa: “I miei genitori sono crudeli… pretendono di vestirmi!!”.

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17 pensieri su “Anarchy in the wardrobe

  1. Da donna pratica!

    MISURA LA BIMBA dal collo al punto vita, dal punto vita al piedino per i pantaloni, circonferenza vita e lunghezza maniche.

    MEGLIO ! (*) poni la bambina distesa su di un giornale, falle la sagoma attorno come si faceva una volta per mani e piedi quando eravamo piccoli e sovrapponi i capi sopra lo stampo per vedere l’aderenza approssimativa, per avere un colpo d’occhio delle misure.

    Gli indumenti dovresti dividerli
    a) primavera/autunno & estate & inverno, dove quelli della media stagione vengono riposti sotto canfora solo da giugno-agosto, novembre-marzo.
    b) la successiva divisione va per tipologia d’indumento: giacche, cardigan, maglie, magliette, gonnelline, camicie, calze.
    c) riprendi in mano pila per pila e distenti ogni capo e sovrapponili, sotto quelli grandi sopra quelli più piccoli, considera l’attuale statura e peso della bimba, (*) ricicla tutti quelli piccoli, usa quelli che vanno bene, tenendo a mano i “probabili” tenendo conto dell’eventuale crescita, gli altri li riponi con canfora, in una busta con su scritto la stagione e l’uso di pertinenza.
    d) Ovviamente nella selezione dividi: per esterno, per casa!

    NB : ottimale formare dei completi per avere, come dice la Carla gli outfit già pronti e non perder tempo mentre la vesti!

    Buona cernita!

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    • E’ che per misurare quella ci vorrebbe la carta da giornale per tenerla ferma, come si fa con le anguille! 😄
      Ti dico solo che ultimamente mi sono specializzata a vestirla sia supina che prona, perchè se no perderei più tempo a girarla per il verso che a infilarle la roba…

      PS. Per gli “Outfit” no problem: ho tutti gli abbinamenti in testa, che se vestire me è diventata una depressione (tanto non mi va bene/sta bene più niente) almeno con lei ho modo di divertirmi! 🙂
      Anzi, sono talmente caso clinico che piuttosto devo trattenermi dal cambiarla completamente se per caso sporca uno dei capi che ha addosso (scombinando appunto il “completo”…)… 😛

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    • Il problema sono le “previsioni”… non mi va di ritirar fuori 5 scatoloni di roba (vabbè che man mano caleranno perchè i vestiti finiranno nelle scatole etichettate con “Ormai sono grande U__U”) ogni 6 mesi per rifar la cernita! 😛

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    • Non conviene: sebbene nella pubblicità usassero un suo affine per parare polli ( http://www.youtube.com/watch?v=uMrQXemPCa8 ), non è abbastanza resistente per rimanere integro per più di 5 minuti addosso alla mia, di “pollo” (adora accartocciare e ridurre in coriandoli i fogli di alluminio)…
      Ammetto che però al goccino di Attack per non dover rimettere scarpine ogni 3 secondi c’ho pensato, eh.

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  2. Fai una bella cosa, piegali e riponili mettendo i più grandi in basso e i più piccoli in alto, man mano che non vanno più bene riponili in una cassapanca per il prossimo bebè che ne potrà fruire.

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    • Per il momento son riuscita a dividere almeno in tre fasce: 18-24 mesi (i prossimi che saranno da prender su), 3-5 anni, 6+ (poi ci saranno le dovute eccezioni e correzioni di tiro man mano che cresce… se continua a venir su così “lunga” e a prender da babbo che sfiora il metro e 90, ho idea che molte cose le metterà prima del “previsto”).
      E per il prossimo passaggio, pensavo anch’io di seguire il consiglio che ci è stato dato anche dalla zia del Consorte: tra l’altro, anche se nel frattempo non dovessero essere utili a nessun conoscente, qua vicino c’è un Centro di Aiuto alla Vita che raccoglie ogni sorta di materiale, per i bimbi!

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    • Ti dirò… con tutte le cose che non mi vanno più bene (spero solo temporaneamente…) e che ho dovuto scartare solo per la “sezione estiva”… se trovassi il coraggio di ripetere l’operazione con i capi invernali e da mezza stagione, al momento avrei metà del mio armadio completamente vuoto! Altro che dover trasferire roba… =__=

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  3. A proprosito di “cat power”, ieri da “du pareil au même” (dove ero andata a cambiare un vestitino preso due giorni prima, ela cui taglia 12mesi si era rivelata troppo “precisa”)ho visto questo (http://www.dpam.com/robe-bebe-fille-laine-bouillie-p-31853.html?c=539&cPath=21_22_57) e ti ho pensato intensamente. Che poi l’avrei anche preso, se non fosse che era un po’ troppo rigido el’effetto era troppo zerbinoso… Però a vederlo è davvero troppo carino!

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    • 😀 Carinissimo davvero!! Il retro poi è geniale…
      Comunque quello della “rigidità” è un difetto che ho notato in diversi capi visti in giro… indubbiamente tessuti tipo certi feltri o panni non si prestano per vestitini così piccoli! Anzi, ti dirò che io ci vado coi piedi di piombo pure con i jeans: vero che la pupa potrebbe iniziare a stare in piedi “da sola” prima del tempo (mica ce la fa a piegar le gambe!), ma alcuni sembrano gambali da armatura…

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  4. Pingback: Optional (non) necessari (?) « Gite Mentali

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