La crisi

Le foto di questo post le ho scattate nel corso di una passeggiata in centro fatta una sera d’agosto nel tentativo di combattere l’afa con un gelato. Stavamo sbirciando la vetrina della locale fumetteria, quando poco più avanti ho notato una specie di “poster” attaccato al muro tra due negozi.

Ingrandendo l’immagine qui a sinistra si dovrebbe riuscire a leggere la citazione di Albert Einstein (sorry, il mio cellulare non è un IPhone 5, quindi con la fotocamera fa quel che può… c’è però da dire che per comprarlo c’ho messo 10 minuti e non 48 ore di fila all’addiaccio, quindi ditemi voi chi è il patacca!), ma una versione “simile” la trovate anche qua, nel blog di Renata… si legge meglio e il senso è lo stesso (nel caso in futuro Renata facesse dei restyling [come è giusto che faccia “in casa propria”, quando le va 😉 ], la trovate pure qua).

Difatti è stato (ri)leggendola da Renata che mi sono tornate in mente le foto che avevo nel telefonino da più di un mese…

Quello che però volevo farvi notare è la postilla che un’altra mano ha aggiunto in calce alla “pergamena” (la riporto anche qui, che la scritta a biro si legge male: “Quante belle parole. Io ho 4 figli e 600 € al mese, dillo a sto cazzo di Einstein”):

Vero che Einstein non c’entra niente con la situazione del commentatore (o commentatrice), anche se è comprensibile che in certe situazioni (nelle quali molta gente s’è venuta a trovare suo malgrado e spesso solo per mero interesse monetario di qualcun altro) i buoni propositi e i begli incitamenti facciano solo girare i coglioni.

C’è da dire che qua in Italia si tende un po’ troppo a scaricar barile pensando che tanto è colpa di qualcun altro o che tanto non si può farci niente (e purtroppo in molti casi è anche vero… prendiamo il sistema elettorale: tanto qualsiasi parte si voti, ad andar su poi son sempre i soliti decisi da altri soliti).

Certo però che se per una manifestazione seria si riuscisse ad avere tipo il 10% (o anche meno) di impegno che c’han messo quelli in coda davanti ai MelaMorsicataStore la settimana passata… ecco, le proteste degli ultimi giorni in Spagna ci farebbero una pippa! Intendiamoci: cito sta storia del nuovisssssimo megafonino solo perchè è l’esempio più recente… ma hai voglia quante altre volte negli ultimi anni le sollevazioni popolari (o quasi) si sono fatte per delle vaccate, mentre le cose importanti andavano allegramente a donnine (<- metafora più letterale di quanto non vorrei) apparentemente nel disinteresse generale.

Ma si sa… “la vita è fatta di priorità” (e qua da noi, in questo senso, siam fermi fissi al Magnum da circa 15 anni…).

Annunci

6 pensieri su “La crisi

  1. Giusto ne parlavo con un’amica pochi giorni fa. Qui bisogna fare un passo indietro, ma mentre una volta eravamo abituati a “stringer” la cinghia, perché i voluttuari erano ben pochi che se li potevano permettere, ora nella civiltà del consumismo, dire ad un giovane che vuole a tutti i costi essere “uguale” a tutti i suoi coetanei più fighi, questo non te lo puoi permettere, perché ci sono altre priorità, difficilmente sarà accettato e forse non saprà farsene una ragione.

    Mio figlio quando gli dissi prima di far la spesa, non chiedetemi nulla, perchèi soldi sono pochi e non si poteva spenderedi più (altrimenti venivo assalita da mille richiesta da ambo i bambini), di botto ribatté (a 5 anni) “facciamo una rapina in banca” ovviamente gli spiegai dopo un urlo le ragioni dell’incongruenza della sua soluzione, ma era un esempio lampante di “lavaggio del cervello mediatico”, perché io a casa mia esempi così semplicistici non li ho fatti mai neanche per scherzo.

    Quello che fa schifo è che mentre noi stiamo a guardare i centesimi e spaccare il capello, i nostri politici stanno rubando a mansalva spremendoci come un limone!

    Come hai citato tu, sotto la frase di Einstein, ho messo il mio commento : “sisssì, va be! è giusto tutto quello che dice, ma qualche volta vorrei una vita normale e non una vita fatta di crisi 😉 “

    Mi piace

    • E difatti il tuo commento alla citazione lo sottoscrivo in pieno! 🙂 Anche perchè poi non è che si chiederebbe la luna… giusto una vita appunto “normale”, o quanto meno con qualche attimo per tirare il fiato.

      Credo che uno dei grossi problemi di questi anni sia una grossa e generale miopia: ognuno bada al suo orticello, pensa ai prossimi cinque minuti… di quello che succede un metro più in là o che potrà capitare tra cinque anni o ai suoi figli, chissenefotte. Basta che *qui* e *ora* vada “tutto bene”.

      Mi piace

  2. Probabilmente l’autore della “postilla” non sa chi sia Einstein perchè siri non gliel’ha detto (perdonami, ma ce l’ho a morte con quella gente lì…si nota? :-)). Tornando all’argomento del post devo purtroppo darti ragione: gli italiani sanno fare casino solo per le cose inutili. Mobilitazione di massa per la chiusura di green hill (motivazione giusta, per carità) ma nessuno, e dico nessuno che protesta perchè gli stanno levando il mangiare dal piatto. Sto seriamente pensando di andarmene all’estero, perchè metti caso che uno voglia restare e combattere: ma per chi? per gente che si fa infinocchiare con le migliori vaccate e non ragiona?mmm…

    Mi piace

    • Guarda, sono dell’idea che un’app che ricordi all’utente che deve inspirare ed espirare con una certa regolarità potrebbe avere un grosso successo! =__=
      E comunque non sei l’unico ad aver pensato di tagliare la corda…a volte verrebbe voglia anche a me.

      Per la verità quello che mi piacerebbe sarebbe un bell’esodone di massa: tutti quelli che pagano regolarmente le tasse, che non rubano, che non fregano, che lavorano onestamente e per questo lo pigliano regolarmente in quel posto, fan le valigie e se ne vanno dall’Italia… dove non importa, giusto star via uno-due anni. Quelle decine di milioni di gente in vacanza (che tanto in certi paesi si camperebbe bene con poco)… e tutti i parassiti della società qua, con nessuno da “succhiare”. Tanto per vedere quanto durano…

      Mi piace

    • Provocazione mica più di tanto… credo che il pensiero di piantar lì tutto e ricominciare altrove (dove ci sia qualche possibilità in più di veder ripagata la propria fatica e dove i costi della vita non siano inflazionati da tasse astronomiche – senza corrispettivo di servizi adeguati – e dai continui furti di chi ha in mano la cosa pubblica… o magari anche solo una delle due, sarebbe già un miglioramento) negli ultimi mesi sia passato per la testa praticamente a tutti.
      E c’è anche chi l’ha già fatto, come dimostra la fuga (giusta: perchè restare qui a far la fame senza prospettive di mettere a frutto i propri studi, mentre all’estero le proprie competenze vengono valutate e retribuite per quello che sono?) di cervelli degli ultimi anni…
      Solo mi chiedo: ma davvero non c’è qualche altra soluzione più “attiva” che non abbandonare (sia filandosela che continuando a non fare un tubazzo) il paese a chi lo sta mandando in rovina?

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...