L’errore ortografico

L’avevo accennato anche in qualche post precedente, che tra le spese che ci aspettavano entro l’anno o giù di lì ci sarebbe stata quella per sostituire la nostra cara vecchia Dedra. Decisione un po’ dettata da necessità (di spazio, per lo più… che andare in giro con l’Aquilina tuttora mette in giro una quantità di masserizie tali da avvicinarsi al trasloco di un monolocale), un po’ da vetustà (15 anni e 300.000 km sul groppone non sono poi pochi), un po’ da buon senso.

Ecco, quest’ultima merita d’esser spiegata. Il punto è che la targa posteriore della Dedra, nel corso degli anni, ha man mano perso la “catarinfrangenza”… e s’è pure sbiadito il nero delle cifre: in pratica ormai è di una specie di grigetto quasi omogeneo. La mia teoria è che quella targa faccia parte di una “partita” uscita male di fabbrica, ed è supportata dal fatto che in giro ho visto qualche altra sua coetanea con lo stesso difetto (sempre e solo alla targa posteriore)… ormai poche, perchè non ci sono tante auto 15enni in circolazione (la maggior parte sarà stata rottamata prima che il difetto diventasse così evidente), ma quanto basta per convincermi di quest’idea. Comunque: poco importa la motivazione ed anche il fatto che (nonostante il pallore) le multe arrivino a casa senza alcun problema (tipo quella che ci siam beccati per ZTL a Firenze, in occasione del Micing di gennaio 2011): all’ultima revisione di marzo 2011 al Consorte è stato più o meno detto “Per stavolta ok, ma per la passare la prossima revisione deve sistemare la targa”.

Facile a dirsi, ma a farsi? Perchè non è che ci si può metter lì con le tempere e il pennello di Educazione Artistica a ritoccar la targa (per quanto mi sia capitato di vedere un tizio che stava ripassando la sua con un pennarello, dopo averla smontata e poggiata sul cofano. Il tutto in un parcheggio pubblico davanti a dei negozi…). Non si può nemmeno andare al PRA o all’ACI e chiedere “una copia della targa “12PSO36”, solo quella posteriore, però, che quella anteriore è ancora perfetta”. Nonò… avremmo dovuto reimmatricolare da capo la Dedra. E voi fareste uno sbattezzo del genere (con relativa spesa e nugolo di pratiche burocratiche) per un’auto che con ogni probabilità nel giro di altri 2-3 anni massimo sarebbe stata comunque da cambiare? Ecco, ci siamo capiti. Da lì la decisione “Vabbè, prima di marzo 2013 vediamo di cambiar la macchina…”.

Comunque: decidersi a sostituire un’auto che – pur comprata usata – in 10 anni s’è piccata di non darci niente di più da fare se non la manutenzione ordinaria credo non sia facile… si ha sempre l’impressione che meglio di così sia difficile che possa andare. E insomma, siamo arrivati alla settimana di ferie che il Consorte ha avuto a fine agosto con il progetto di iniziare a girare per cercare di farci almeno un’idea per questa benedetta sostituta, ma con pochissimi requisiti in mente: un bagagliaio più ampio di quello residuo (da 10 anni lì ci abita il bombolone del metano) della Dedra, possibilmente già a metano (e per evitarsi la spesa di metterci l’impianto, e per conservare detto bagagliaio), non immatricolata da un neopatentato Matusalemme (va bene che se è tenuta bene gli anni sul groppone contano fino a un certo punto… ma contano) e nemmeno da Phileas Fogg (che se s’è già fatta il Giro del Mondo in 80 Giorni, pure quello vuol dire). E magari non oltre il 1800 di cilindrata, che i reni si finisce in fretta di venderli, quando devi pagare ogni anno RCA e bollo su certe mandrie di cavalli fiscali.

A giro iniziato, sembrava che intestarsi al PRA l’Araba Fenice potesse essere più semplice. Di già “metanizzato” praticamente nulla sia nel nuovo (credevo che ci fossero più case automobilistiche che avevano iniziato a metterlo come alternativa… illusa!) e pochissimo nell’usato (quel poco che abbiam visto, aveva tutto su dei cartelli “VENDUTO” grossi come il parabrezza. Di “massacrabile” mettendoci noi l’impianto a metano, si finiva su “bestioni” (senza guadagnar poi tutto sto spazio) e difficilmente sotto i 10.000 €uri per arrivare a “prodotto finito”.

Poi è successo che nel corso delle ricerche ci siamo lasciati convincere a farci fare un preventivo per un’auto nuova. E il bello è che non solo non avevamo pensato a quel modello di auto… ma addirittura, quando il tipo della concessionaria lo ha citato (in sede in quel momento non ne avevano, da farci vedere de visu), la reazione del Consorte è stata “Non l’ho mica presente…” (manco a dirlo, ora è un mese che non facciamo altro che vederne in giro di tutti i colori e in tutti gli allestimenti…). Però ci siamo resi conto che (grazie agli ecoincentivi, che a prezzo pieno sticapperi) potevamo starci con una spesa non troppo superiore a quella per l’usato che cercavamo… e che probabilmente non sarebbe stata una cattiva idea concederci un “lusso”, per una volta. E abbiamo deciso di prenderlo davvero, sto Qubo (o “sta” Qubo”? Son qua col dubbio se sia maschio o femmina…).

Ironia della sorte per una come me così precisina e tignosina quando si parla di ortografia e grammatica, ora siamo in attesa che il nostro “errore ortografico” (e lo so che qualcuno direbbe piuttosto “orrore ortografico”… ma a casa mia le auto si comprano per girarci sopra, non per fotografarle!) sia pronto per il ritiro, questione ormai di giorni.

E proprio rosso, così come quello della foto. Che se quando parlo del Consorte uso il rosso un motivo ci sarà, giusto? Ammetto che io avrei preferito il blu… ma diosanto, per una volta che riesce a prendersi un’auto nuova (e non è detto che in futuro avremo la possibilità di ripetere l’esperienza), visto che per il 99% del tempo sarà lui a guidarla… alla fine ho pensato che il minimo era che la prendesse del colore che gli piaceva di più!  🙂

 

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27 pensieri su “L’errore ortografico

  1. Dico solo che sei una santa.
    Io vivo in nero, vesto in nero, il mio blog è in nero, la mia precedente macchina era nera ma al momento di scegliere il colore della nuova auto AM ha ” sfrucugliato gli zebedei ” per il grigio metallizzato.

    Ma cazzarola è la MIA auto!
    Mai più, cielo mai più.

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    • Da parte mia, l’unico colore cui mi sarei opposta sarebbe stato il BIANCO.

      Quando sono nata io, mio padre aveva una 112 bianca, poi ha avuto una Delta bianca e quindi (dopo una pausetta con una Dedra blu, alleluia!) ora guida una Alto bianca.
      Sempre quando sono nata io, mia zia aveva una Kadett bianca, poi ha avuto una 127 bianca e ora ha una Clio bianca.
      Quando è stato il momento di prender la patente, ho fatto tutte le guide su una Fiesta bianca.
      Solo una parola: NAUSEA

      P.S. Se leggete questo commento un paio di volte, la parola “bianca” arriva a perdere di significato… 😀

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  2. sono felicissima per voi! è un investimento importante e con l’arrivo dell’Aquilina forse è meglio partire con un nuovo sicuro: sugli usati c’è da stare attenti (e magari spenderci troppi soldi in aggiustamenti in giro).
    onestamente mi piace di più rossa, però resta il fatto che sei stata carina nel lasciare la scelta del colore al Consorte 🙂

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    • anche al mio ex capitò la stessa cosa con la targa. e un po’ suggerito dai caramba, arrivammo alla stessa conclusione: i veicoli immatricolati con quel lotto di targhe non erano più catarinfrangenti.
      per cui, risparmiata la multa, i caramba ci dissero di reimmatricolare l’auto. son soldoni, altro che!

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      • E’ che son dell’idea che per certe cose è giusto che decida l’interessato/a… ad esempio, in quasi 14 anni il Consorte non è mai riuscito a sapere da me se lo “preferisco” con o senza barba. Il punto è che visto che la barba deve portarla in giro e/o farsela lui, non capisco perchè dovrei metterci il becco io. Idem per la macchina: vero che i soldi per comprarla sono di entrambi… ma io (dio volendo) la guiderò ogni morte di papa! E la passeggera posso farla uguale con qualsiasi carrozzeria.

        Per la storia della targa, mi confermi il dubbio che avevo… 🙂 Qualche anno fa, il mio ex boss perse la targa posteriore dell’auto: fu fortunato da perderla nel parcheggio del Tribunale del nostro capoluogo di provincia (io me ne accorsi arrivando in ufficio alle 16, la mattina dopo ci chiamarono dalla Cancelleria per dire che la targa era stata trovata e portata lì da loro), e iniziai a guardare in giro per sapere come fare se non fosse venuta fuori (questo è un altro caso in cui tocca reimmatricolare l’auto da capo)… un ginepraio (e non finii di raccogliere tutte le informazioni appunto perchè la cosa si risolse praticamente da sola)!

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        • beh, ma saprai tu se preferisci tuo marito con la barba o meno! per una volta che un uomo si pone un dubbio simile…
          è come se tu gli chiedessi se lui ti preferisce coi capelli lunghi o corti…

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          • Ecco, giusto paragone… sarà perchè ho lottato tipo per 8 anni con mia madre per riuscire ad avere la frangetta, proprio per quello non ho mai fatto questo genere di domanda al Consorte.
            Insomma, se pure mi dicesse che mi preferisce con i capelli tipo Rapunzel o rapata a zero, ecco… alla fine dalla parrucchiera farei comunque quello che pare a me: sono pur sempre io che devo andarci in giro 24 ore su 24, giusto? 😉
            Ergo, vale la stessa cosa per lui e (quando potrà esprimere la sua opinione in merito) per l’Aquilina…

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  3. La stragrande maggioranza delle macchine sono blu, scure o grigio vario. Impossibili da trovare nei parcheggi. Avere la macchina rossa aiuta molto. ^__^

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    • Ecco, dal lato consumi mi sento di star tranquilla… uno dei vicini di mia zia ha un Qubo gemello di quello che ci arriverà (il suo però è blu), sempre 1400 a metano. Fatte le debite indagini, ci ha confermato che è andato in vacanza con moglie, figlia, masserizie per l’appartamento affittato e che comunque dentro ci sta anche Dio (volendolo portare al mare a Cervia pure Lui), e che con 10 € di metano fa effettivamente i 300 km promessi “su carta” (e lui per lo più lo usa pure su strade di montagna). 🙂

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      • Tale e quale la Nemo, con 10 € di verde 50 km 🙂 (in pianura). Al prossimo cambio passo al metano, solo che un anno e mezzo fa il Qubo a metano costava 5000 € in più e prima di ammortizzarli ce ne sarebbe voluto di tempo. Vorrà dire che al prossimo cambio …

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        • Come ho scritto nel post a essere determinante per la nostra decisione è stato l’ecoincentivo: 4.000 € in meno sul prezzo di listino, più altri 6-700 del concessionario su un pacchetto aggiuntivo in promozione (barre laterali [che tanto volevamo mettere], vetri oscurati [e dire che li ho infamati per anni… però mi rendo conto che con la pupa piccola sul sedile posteriore saranno comodi] e cerchi in lega [chissene, ma erano compresi nel pacchetto]), più un arrotondamento a cifra tonda del venditore… ecco, senza tutta sta roba non so proprio se avremmo fatto la stessa scelta!
          Perchè ammettiamolo: a prezzo pieno sarebbe stato un po’ troppo costosetto…

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  4. Bella capiente! E rossa mi pare pure simpatica!
    Detto ciò, per la prossima volta che cambiate auto, informatevi anche su quelle a km 0: noi abbiamo preso la nostra a maggio e abbiamo risparmiato circa 3000€… Per una macchina immatricolata due giorni prima che la ritirassimo!
    P.S. LA Qubo è di sicuro femmina, d’altronde è unA macchinA! 😄

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    • Non ne sarei così sicura… ricordo che l’amica di una mia amica aveva una Panda. Beh, non ho idea del perchè, ma la sua era “maschio”, e guai a dirle il contrario: tant’è che lo chiamava il Pandino”! 😀
      L’altro esempio che mi viene in mente è la Ka gialla dell’amica di una mia ex collega, conosciuta e nominata da tutti (proprietaria compresa) come “Il Brufolo”… 😄

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  5. mi pare simpatica e il rosso mi piace 8è il mio parametro per valutare qualsiasi auto) la nostra vectra rossa è durata moltissimo e ha avuto il buon senso di spirare davanti alla concessionaria opel di qui sostituita con un’altra opel sostituita con l’attuale opel ma nessuna che sia durata come quella

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  6. Mia mamma ha avuto una Panda Rossa e mi piaceva scovarla subito nei parcheggi, oggi la sua macchina, sempre una Panda, è verde scuro ed è più anonima e si nota meno. Ben venga il rosso. Mi sa che la pupetta ti farà girare fino all’Università stile trasloco
    Elisa

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    • Per noi si può parlare di un “ritorno alle origini”: quando ho conosciuto il Consorte, aveva una Uno rossa (la sua prima auto)… anche se non se l’era scelta perchè l’aveva presa usata.
      Fino a quel momento il colore più “originale” con cui avevo avuto a che fare io era l’oro metallizzato della mia Y10… solo che quelle avevano tutte il portellone posteriore nero, quindi in certi parcheggi contava una cosa relativa (per non parlar del fatto che era piccoletta e veniva sovrastata da un sacco di altri modelli).

      E per la pupa… beh, visto che mentre mia madre – per le vacanze – mi preparava la valigia “standard”, io mi preparavo lo zaino con i giochi (fino almeno alle medie, poi pupazzi, barbie e quant’altro son stati man mano sostituiti da libri e musicassette)… sì, penso tu abbia ragione: per un tot andare in giro richiederà i facchini! 😀

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  7. Una coppia di amici ce l’ha e sono soddisfattissimi, anche se secondo me i giudizi del possessore non sono mai attendibili.
    L’auto per l’italiano è sacra, in quanti ammetterebbero col senno di poi di aver comprato una ciofeca ?
    (credo siano proporzionali ai genitori che NON pensano di avere un potenziale genio che scorazza per casa ….
    ma questo è un altro discorso che appurerai con il tempo … ;-))
    Tornando ai colori rosso non è male, mi piace anche verde pisello (ce l’ha una collega) anche perchè, per dire, bianca …
    sembrerebbe un furgoncino da consegne.

    (e a proposito di bianco … mai avuta un’auto bianca … ne vedo tante in giro e come colore lo sto rivalutando parecchio …
    per tua somma gioia, magari al prossimo giro faccio l’esperienza ;-))

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    • Beh, una cosa la sappiamo già perchè l’abbiamo letta in rete (ma, essendo anni e anni che si gira a metano e tra l’altro su auto non concepite per questa alimentazione, non è certo una “novità” per noi): non ci si può aspettare che abbia prestazioni “sportive”… i suoi dignitosi 130 km/h di crociera in autostrada e probabilmente la richiesta di un passaggino alla benzina in caso di strade ripide, ovviamente non sarà mai una macchina “scattante” essendo solo un 1400!

      Ah, e per quanto riguarda i possessori di “geni in erba”… figurati se non ci sono già dentro! =__= Per il momento giusto al parco, quando capita di scambiar due chiacchiere… ma immagino che se portassi l’Aqulina al nido la situazione sarebbe ben più pesa! 😀

      P.S. Liberissimo di optare per il bianco, che anzi su certi modelli di auto riconosco che ci sta anche bene! Solo che, per quanto riguarda me… ecco, ho già dato! 😛

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  8. A breve anch’io dovrò fare il “grande passo”: 14 anni e 200.000 e rotti chilometri possono bastare, ma il vero motivo è che beve più la mia macchina che un alcolizzato all’ultimo stadio. Quindi opterò anch’io per una macchina a metano. Rigorosamente grigia metallizzata perchè tiene meglio lo sporco 🙂 Di Qubo qui non ne girano parecchi, però abito sopra una concessionaria della fiat e dalla finestra li vedo, e mi piacciono, quindi ottima scelta 🙂

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    • Ti confermo che il grigio metallizzato lo sporco lo tiene benissimo… è il colore della Dedra, e se ti dicessi (poveretta!) quante (rare) volte in questi anni è stata lavata, pur continuando a mantenere un aspetto “circolabile” c’è da vergognarsi! 🙂
      Sul rosso, da questo punto di vista, sono effettivamente un po’ più dubbiosa (ma pure sul blu, intendiamoci…)… °__°;

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