Vittime innocenti e idee grafiche

Quando nel secolo scorso frequentavo le superiori (“Eeeeeh, esagerata!”… ennò: il mio quinquennio di Ragioneria risale veramente al secolo scorso, c’ho ragione io), ricordo che uscì una linea di quaderni spiralati con fogli colorati (poi misero fuori anche raccoglitori ad anelli, block notes e non so quant’altra roba) la cui particolarità era l’avere in copertina la foto di un frutto o un ortaggio con il colore originale modificato per coincidere con quello delle pagine del quaderno stesso: pere bianche, limoni rosa, mele viola, cavolfiori azzurri… e via andare.

Non ho la minima idea se si trovino ancora nei negozi (su internet probabilmente sì) per il fatto che è qualche lustro che ho smesso di bazzicare assiduamente per cartolerie, comunque ricordo che oltre che esser carini (e relativamente utili, perchè come si dice “melanzana” in inglese è stato grazie a quello scherzo della natura giallo che non me lo son più scordata…), la carta era anche di buona qualità: insomma, mi piacevano parecchio e li ho avuti praticamente tutti, quelli dell’immagine qua a destra.

A questo punto mi chiederete giustamente perchè dannazione son due paragrafi che sto a rompervi le scatole parlando di quaderni.

Presto detto: è stato a questi quaderni che ho pensato immediatamente quando l’altro giorno ho scoperto le due banane (… per la verità non sono nemmeno sicura che si possano ancora definire tali…) che vedete nella foto a sinistra, rintanate in fondo a uno dei due cassetti della verdura (per la precisione, l’etichetta sul sacchetto vantava orgogliosamente la data d’acquisto all’Iper del 16.08.2012).

Sì, siamo recidivi… (a proposito, giusto per la cronaca: la cipolla di quel post è stata tra le vittime vegetali dell’afa di quest’estate. Ci concediamo 10 secondi di silenzio per commemorare per il coraggioso e (bis)sfortunato bulbo).

Il Consorte ha un rimpianto: quello di non aver fotografato, all’epoca, il celebre limone verde e peloso che  qualche anno fa subì la stessa sorte di oblio delle banane. Dice che le due foto accostate (e magari incorniciate e appese a futuro monito allo sportello del frigo) avrebbero proprio fatto pendant.

Io invece ho un dubbio e un “rusghino” (nel senso di qualcosa che dà fastidio, precisazione ad uso e consumo dei lettori non romagnoli): il dubbio è se un quaderno con le pagine nere avrebbe mercato… il rusghino è che la banana sia già stata tinta di azzurro e usata per quella serie di quaderni. I miei due esemplari qua di fianco non avrebbero avuto bisogno di mezzo click di Photoshop per essere già perfetti per una copertina! 😛

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17 pensieri su “Vittime innocenti e idee grafiche

    • Per la verità, l’utilizzo principale che ne facevo io non era assolutamente scolastico…
      Sono sempre stata molto prolissa, e di conseguenza quando scrivevo ai miei penfriend col cavolo che mi bastava il classico foglio di carta da lettere (quanti ricordi pure per quella! C’era la tabaccheria vicino casa mia che aveva un assortimento quasi infinito di carte da lettere, tra l’altro a prezzi stracciati rispetto alle cartolerie del centro)… così rimediavo aggiungendo secondi o terzi fogli presi da quei quaderni! 😀

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  1. Bellissimiiiiiiiii. Me li ricordo bene anche se sono più vecchia di te. Sì, si trovano ancora, ma costano molto, almeno qui a Torino che siamo parsimoniosi (leggi tirchietti).
    Però l’idea di farne una collezione, magari spiritosa, tipo Smemoranda, che so con carta riciclata non è un’idea malvagia. Anzi. Proponi a qualcuno, magari è un tuo nuovo lavoro che ti permette di occuparti dell’Aquilina e di liberare la parte creativa che c’è in te. Che ne pensi? Ovviamente voglio l’invito al lancio della linea Brocco Tarocco o del film “Quel che resta del pranzo”

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    • Non erano molto economici nemmeno all’epoca (c’è da dire che la carta era di qualità veramente ottima)…
      In effetti se penso a quelli, e a quante penne a inchiostro gel (scrivono daddìo, ma durano il tempo di mezza pagina! Ora si trovano anche a prezzi umani… ma appena uscite erano un salasso) ho sterminato nella mia carriera scolastica, mi chiedo come mai i miei non mi abbiano disconosciuta o almeno cacciata di casa! 😛

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    • Diciamo che si prestavano per un sacco di utilizzi… a parte quelli scolastici (mica vorremo rovinarli per i compiti di inglese o grammatica, giusto?!?!?)! 😀

      Per le banane… ecco, se passasse di qui la mia amica D. capirebbe alla perfezione come mai noi non siamo riusciti nemmeno a cominciare la raccolta dei pupazzi dei Naturotti del Conad (http://www.conad.it/mediaObject/newsletter/2012/settembre/naturotti/original/naturotti.jpg) che lei invece ha completato per i suoi bimbi a scuola! 16 € la settimana da spendere al reparto ortofrutta, in questo periodo, a casa nostra significa una strage di vegetali (difatti ultimamente ho ripiegato su surgelati e verdure in scatola: almeno quando ti servono non sono mummificati!)… =__=

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    • Difatti i miei la frutta la tengono e l’hanno sempre tenuta in un’alzatina (si dirà così?) a tre piani in cucina… Solo che qua la combo “meno-spazio/due-gatte-di-cui-una-ladra/pupa-in-fase-afferra-e-scaglia” scoraggia alquanto dal pensare di poter tenere qualcosa in una ciotola sul tavolo. Soprattutto illudendosi poi di ritrovare qualcosa di integro… 😀

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    • Io credo di avere ancora da qualche parte i retri di due copertine (una a quadretti, una a righe), dove c’eran le immagini di tutti i quaderni della serie: le fotine mi piacevano troppo per buttar via tutto pure se il quaderno era defunto da tempo!

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    • Ricordo che all’epoca in cui ho scritto questo post, facendo la ricerca per le immagini delle copertine, erano usciti anche siti che li sembrava li vendessero ancora (non ho indagato granchè perchè non mi interessava)… nel mentre son passati tre anni, ma ti auguro di riuscire a trovarli (tra l’altro, la qualità della carta era ottima)! 🙂
      E in bocca al lupo per l’università!

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