Neverending story – Parte 9^ è__é

Il (c) del marchio Eni è sempre di Eni, il (c) della Morte è sempre di Morte… e a sto punto non mi spiacerebbe proprio se la seconda volesse intervenire di persona sulla prima!

Ora: quando ho battezzato questa serie di post con questo titolo l’ho fatto perchè all’epoca (quasi due anni fa) mi sembrava assurdo che un’emerita vaccata (trattavasi di correggere due dati “scambiati” a computer per farli coincidere con quella che era la realtà) non riuscisse ad essere risolta da una ditta di rilevanza nazionale in ben un anno e mezzo. Ecco, non intendevo venir presa alla lettera.

Già, perchè a distanza di quasi due anni da quando ne scrissi per la prima volta, e di oltre tre da quando l’errore iniziale che ha dato il via alla valanga è stato commesso… eccoli, sti imbalzati di Eni son tornati alla carica. Alla vigilia del primo compleanno dell’Aquilina, così per far girare un po’ di maroni partecipando a modo loro alla festa.

Se ricordate, in questo post scrissi che finalmente era tutto finito. E in effetti a leggere la lettera che avevo postato e che Eni aveva scritto sembrava potesse esserci poco spazio per ulteriori stronzate. Mannò. E dire che ormai dovremmo saperlo che in questo paesucolo non c’è limite al peggio.

Eccovi qua a sinistra (ingrandite per leggere) cosa ha ben pensato di scrivermi Eni e cosa mi son trovata in mano appunto il giorno prima del genetliaco dell’Aquilina. L’importo è un po’ di meno di quello che mi chiedevano con la fattura (errata) che ha aperto le danze di questa serie di post, ma è solo perchè hanno scalato una loro nota di accredito di 60,00 €… emessa come mio risarcimento per la smandrappata di tempo che avevano impiegato/perso a “risolvere” il casino. Ecco, già qui se ci pensate è una chicca niente male: mi chiedono dei soldi dimenticandosi che la relativa fattura emessa è stata un loro errore… però si ricordano di detrarre il risarcimento per il loro ritardo nella correzione di tale errore.

Io per prima cosa son stata un quarto d’ora al telefono con un povero cristo che – una volta assodato che l’utenza era stata chiusa da oltre due anni e poi compresa l’assurdità della faccenda – s’è fatto in quattro per rassicurarmi che stava trasmettendo la pratica all’ufficio rettifiche (alla fine dell’ambaradan era talmente in palla lui, che m’ha salutata in quattro modi diversi “Cia… salv… arriv… buongiorno!”), e che sarei stata ricontattata. Io l’ho ringraziato per la sua pazienza e l’ho rassicurato che sapevo bene che non era colpa sua (ma più probabilmente di imbecilli sicuramente meglio pagati di lui, che rubavano lo stipendio creando casini e utenti imbestialiti che tanto poi avrebbero dovuto smazzare lui e i suoi colleghi… questo però l’ho solo pensato), peccato solo che l’ufficio “rettifiche” dovesse aver già rettificato (a loro dire) sei-sette-otto volte, negli ultimi tre anni, e che mi avesse pure già scritto due volte assicurando che era tutto a posto.

Poi ho preso in mano PC, scanner e compagnia bella e ho confezionato la letteruccia che trovate qui a destra (perchè io ormai di questi e di una semplice conversazione al telefono non mi fido proprio). E chiedo scusa in anticipo per un paio di refusi che ho beccato solo a stampa fatta e fax inviato, ma credo possiate immaginare il frullìo di balle in corso mentre scrivevo… ecco, credo che il risultato sia stato fin troppo buono!

Per i curiosi, ma soprattutto per completezza e per sputtanare un po’ di più quei fresconi dell’Eni che se le fanno e se le ridono manco si fossero fumati la Giamaica, Bob Marley e le bucce di banana dell’intera produzione Chiquita 2011-2012, vi metto qui e soprattutto qui (è la lettera di cui parlavo nel post #8) anche le immaginette delle due lettere che Eni m’ha mandato giurando (prima nell’agosto 2010 e poi nel gennaio di quest’anno) che avevano sistemato l’errore, che la correzione sarebbe stata propedeutica all’emissione di fattura corretta, pìnfete e pànfete (al momento tutta la faccenda sarebbe propedeutica solo a pigliarli a calci nel culo).

Cioè: c’han messo circa 10 mesi (metà gennaio 2012 – fine ottobre 2012, quando loro han scritto) a dimenticarsi quello che han messo nero su bianco. Il che presuppone o un’organizzazione aziendale da branco di scimpanzè del Gabon (i quali, se capitano su sto blog, probabilmente mi citeranno per diffamazione in quanto molto meglio organizzati) o un Alzheimer di quelli così galoppanti da potersi ben piazzare alla Royal Ascot.

Ah, per chi avesse ancora dubbi: col piffero che pago (“entro dieci giorni”, o un mese, o un anno o un secolo). Sono quelli dell’Eni in torto marcio e pluri-ammesso, e oltre tutto non è  certo uno di quegli importi che molta gente paga comunque pur di levarsi dai maroni pubbliche amministrazioni, gestori, equitalie et similia che tanto non ascoltano/non leggono/non cagano i reclami/ricorsi di qualsiasi natura siano (non sto scherzando, c’è chi ha pagato due bolli sull’auto pur avendo cambiato regione di residenza perchè per l’annata successiva al trasloco la regione di provenienza era sbucata qualche anno dopo con un avviso di morosità, e s’era messa a tritar balle… riuscire a spiegarsi era risultato impossibile, e allora “toh sti 150 € + balzelli e taci…”).

Già tanto, piuttosto, che ho poca voglia di rogne e non mi metto in moto davvero per far pagare loro… per quanto mi riguarda, l’Eni può minacciare giusto sua nonna, di adempiere assolutamente a far qualcosa “entro 10 giorni” per evitare “azioni legali”. E per quanto riguarda la minaccia di distacco dell’utenza… beh, direi che non essendo più loro cliente da ben 2 anni impipparsene è la meno!

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36 pensieri su “Neverending story – Parte 9^ è__é

    • Per la serie “coincidenze”, ecco che è successo mezz’ora fa:
      stavo cambiando il pannolino all’Aquilina dopo il pranzo, suona il campanello. Mi avvio sacramentando al citofono con la pupa mezza svestita, chiedo chi è.
      “Sono dell’Eni, può scendere?” e io
      “Col cavolo, stavo cambiando la bambina e non posso certo scendere in cortile. Al massimo, salga lei. Ma mi scusi, per che cos’è?” (nella mia beata idiozia, pensavo che finalmente avessero mandato qualcuno per chiarire il casino una volta per tutte).
      “E’ per farla risparmiare con le nuove tariffe di gas…”

      Ecco.
      Fosse stata una puntata dei Simpson, a questo punto da casa mia si sarebbe sentito un “Smithers, liberi i cani!!!”

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          • Ma figurati… non hanno aggiornati nemmeno i dati di contabilità (e la mia situazione lo dimostra), che dovrebbero essere importanti sotto svariati aspetti (contabile – appunto -, fiscale, giuridico…)… fa tu se possono aver aggiornata l’anagrafica clienti e aver pure la testa di passarla agli agenti! Questi son poveri cristi mandati allo sbaraglio peggio dei Testimoni di Geova…

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  1. Consiglio sempre in questi casi di mandare in copia anche a Valerio Staffelli nel suo sito (ha a disposizione una redazione molto efficente) e “L’indignato speciale” di Canale 5.
    Generalmente quando vedono in copia a chi è stata mandata la documentazione le situazioni si risolvono immediatamente.
    Buona fortuna.

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    • Buono a sapersi, grazie per la dritta! Valga per la prossima raccomandata, sperando che non debba fare una prossima raccomandata… =__=
      A inizio casino (oltre che per conoscenza all’ADUC) avevo anche segnalato la cosa a Striscia la Notizia e a Mi Manda RAI3… ma non gliene è mai fregato un cavolo a nessuno.
      E dire che – visto che il mio attuale fornitore mi ha detto che solo nella mia città ha altre 500 utenze con problemi di fatturazione per via di errori commessi da Eni nel passaggio dei clienti… quindi mi immagino quanti possiamo essere in tutta Italia! – il casino avrebbe le giuste dimensioni come minimo per farci su un po’ di polverone…

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  2. Ma ce la fanno?? Queste cose fanno girare le palle persino a me, immagino quanto facciano incazzare voi piuttosto…

    Comunque, devo dirlo, dal tenore della lettera si vede che lavoravi in uno studio legale: siamo tutte uguali ahah

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    • Ti dico solo che sono ad un passo dal finire come il cane di Pavlov: solo che invece di salivare al suono di un campanello, a breve inizierò a ringhiare al suono “Eni” (Tipo anche solo “Sabato c’è la fiera del fumetto… ci viENI?” “Grrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr”)… XD

      Ed ebbene sì: quando si tratta corrispondenza “ufficiale”, 11 anni di studio legale li sento ancora eccome… 😀

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  3. Hai due loro lettere in cui ammettono gli errori e dicono di aver rettificato.

    Bon, bastano e avanzano: A/R dal legale per informarli che, in caso di mancata rettifica entro 7 giorni, verranno denunciati per tentata estorsione.
    Ti garantisco che in quei casi CORRONO, perché tu non puoi perdere.

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    • Allora, so che può sembrare strano detto da una che per 11 anni ha lavorato in uno studio legale: ma porca paletta, è mai possibile che bisogni ricorrere a qualcuno con un titolo davanti al nome per farsi dare un minimo di ascolto anche in situazioni come questa, al limite dell’idiozia nella sua semplicità di risoluzione???
      Avessi voluto mettere in mezzo un avvocato, l’avrei fatto due anni fa quando ancora mi pagava uno stipendio… invece credo di averne accennato al mio boss solo per chiedergli se potevo usare il fax di studio per anticipare la raccomandata al numero verde (questo prima di scoprire un servizio per farlo gratuitamente tramite web). Invece non mi andava di fargli perder tempo per una cosa simile, e mi sentivo anche abbastanza imbecille a non riuscire a risolvere da sola una ca77ata del genere.

      Però ammetto che a sto punto, se c’è la possibilità, io la denuncina per tentata estorsione sarei proprio contenta di fargliela…

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  4. Ma perchè non fai seguire la cosa all’associazione consumatori? Io mi trovo in una situazione simile con AEON, per il momento sembra si sianp messi tranquilli, ma se mi arriva una qualsiasi lettera faccio intervenire l’Adiconsum, e a quel punto chiedo i danni morali.

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    • Vale lo stesso discorso che ho scritto per il commento di Valeren… mi scoccia alquanto che per risolvere una vaccata così (tra l’altro teoricamente già risolta almeno due volte!!!) non sia possibile per il consumatore riuscire ad ottenere giustizia senza dover “chiamare mamma”. L’ennesima dimostrazione che sto paese merita d’affondare, visto come si è solo in grado di complicare anche le cose più chiare e semplici.

      Devo dire però che stavolta ad andare a informarmi all’Associazione Consumatori qua in centro ho iniziato a pensarci… perchè finora mi era sempre solo interessato esser lasciata in pace (anche quando era arrivata, un anno fa, la nota di accredito di “risarcimento per ritardo nella gestione di reclamo” con l’annotazione che sarebbe stata “detratta dalla prossima fattura”, quando ormai io non ero più cliente da oltre un anno… ecco, li avevo compatiti ma non mi ero certo mossa per avere quei 60 € che mi spettavano, pur di non dover avere più a che fare con Eni), ma adesso sto iniziando ad aver proprio voglia di far pagare loro i casini che stanno creando a me!

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      • Negli ultimi tre mesi ho avuto il mio grattacapo con E-on (finito proprio ieri, spero).
        Mi arriva un sollecito di pagamento di una bolletta (da 380 e) del maggio 2009, che non avevo pagato in quanto da febbraio 2009 ero passato a enel-energia, faccio un fax è dopo un po altro sollecito a mezzo raccomandata e passano la pratica a italcredit perchè voglio gli sghei. Naturalmente non pago, anzi li invito a rifare i conti che, secondo me, sono loro che mi devono 25 € di rimborso.
        Per tutta risposta inizia un bombardamento di telefonate da italcredit tanto che ad un certo punto sono andato a denunciare la cosa ai carabinieri intanto che avviavo la tutela con adiconsum.
        Bhe alla fine tutto risolto, hanno annullato la bolletta da 380 €, hanno annullato la precedente di 509 € (che però avevo pagato e promettevano di rimborsarmela) e ne hanno emessa una da 468 € (con prezzi e iva correnti). Alla fine ieri ho avuto il rimborso di 509 e pagato 468 €. Farmi pagare la differenza no, troppo complicato.
        Secondo te il gas lo vendono o se lo inalano? 😉

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        • Guarda, se lo inalassero davvero e a pieni polmoni avremmo risolto un sacco di problemi…
          Io son riuscita a chiudere in qualche modo la faccenda, ma se a fine gennaio non avessi deciso di romper le balle ulteriormente alla tipa di Eni costringendola a metter nero su bianco (anche solo in una mail) che loro non dovevano avere più niente da me… beh, io il documento di storno definitivo devo ancora vederlo! E dire che da dicembre il tempo di emetterlo ce l’hanno avuto.

          Questa gente è assurda, e se mi permetti anche un bel po’ delinquente: puntano sul fatto che gli utenti non abbiano tempo/voglia di mettersi a questionare per cercare di tirar su soldi che non devono avere… e sono sicura che riescano anche a lucrarci sopra, soprattutto quando non chiedono somme assurde (fino a 100 € per me un sacco di gente arriva al punto di pagare pur di levarseli dalle balle).

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    • Guarda, hanno i loro ultimi “10 giorni di tempo” per far qualcosa fino al 10 dicembre (la mia ultima raccomandata l’hanno ricevuta il 29/11)… io l’11 ho già l’appuntamento (il secondo) con l’Adiconsum, se non hanno preso immediatamente in mano la questione è solo perchè da parte mia si continua ad esser CORRETTI e quindi s’è deciso di aspettare anche la scadenza di questo termine.
      Occasioni di risolvere di lusso (senza che io chiedessi danni a loro, o semplicemente un calcolo corretto di quanto devono rimborsarmi per i ritardi con sto reclamo!) ne hanno avute a bizzeffe, ora basta. Anche perchè se hai letto il post dopo questo, avrai già visto che oltre ai casini creati da loro, devo tuttora smazzarmi quelli con Hera (che se la son dormita un po’ pure loro, ma intanto è me che minacciano di distacco dell’utenza… senza che io abbia colpa di nulla!).

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