Amore e odio

Dopo aver letto questo post di Valeren di qualche tempo fa, ho passato tipo dieci minuti ringraziando Qualcuno (uno qualsiasi, Odino, Buddha, Manitù, Quetzalcoso…) che mia zia sia munita soltanto di cellulare e non anche di un PC (oltre al fatto che vive pure a 150 km da me, il che rende le occasioni di assistenza più sporadiche… seppure, a mio parere, troppo frequenti comunque).

Ora: che gli utonti non leggano manco per sentito dire cosa compare a schermo è assodato da tempo. Basta uno schermo qualsiasi: del PC, del telefonino, del bancomat o del parchimetro… stupisce che non si sia ancora indagato sul fenomeno: gente laureata perde la capacità di comprendere e tradurre sequenze di lettere e numeri davanti a un qualsiasi monitor. Nozioni da prima elementare (anzi, pure da scuola materna… che io a 5 anni lo stampatello dei fumetti di Topolino già lo leggevo da sola), residenti da decenni nei neuroni… puff! Volatilizzate.

E insomma, capirei se parlassimo di qualcuno che non ha mai avuto a che fare in vita sua (allo stato attuale, direi giusto un boscimano o un pinguino…) con un’apparecchiatura elettronica. E invece mia zia, prima di andare in pensione, col PC ha avuto a che fare per lavoro per anni… e se l’Agenzia delle Entrate è ancora in piedi, vorrà ben dire che in qualche modo lo sapeva pure usare.

Invece niente: son 14 anni che mia zia ha il cellulare, ormai, e son 14 anni che non sa usarlo (roba che pure mio padre, con la quinta elementare e una carriera lavorativa che al massimo lo ha visto alle prese con la calcolatrice [ma poco, che di solito i conti li fa più rapidamente a mente], è qualche anno luce più avanti…). Mica sempre lo stesso cellulare, eh… diciamo che è coerente: qualsiasi telefonino abbia avuto, s’è data da fare per non imparare una mazza (se non come si telefona e si risponde). Beh, una mazza a parte sminchiarli: in quello è un asso, non passa volta che ci vediamo che non debba sistemarle qualcosa… che lei lo sappia e me lo chieda (aggiungere/rimettere numeri in rubrica), o che lei non sappia proprio (se avete in mano un cellulare che per tutto il tempo sembra stia tentando di mandare un SMS a chissà chi, e chi ve l’ha consegnato è convinto che “S-MS” sia una marca di sigarette, beh, il minimo è andare a vedere che cavolo stia succedendo nel menù “Messaggi”…).

A nulla è valso ripeterle fino allo sfinimento “Leggi quello che c’è scritto sullo schermo, se conosci la lingua italiana sei a posto…”. Davanti allo schermo di un telefonino, le sinapsi di mia zia che traducono le lettere in parole di senso compiuto vanno in loop. Il problema è che in loop non ci vanno anche le dita, che quindi continuano a premere tasti a casaccio. Tipo qualche settimana fa: “Cancellare la rubrica?”. I Neuroni “………………”. E le dita: “Sì, certo… eccheccavolo!”.

Salvo il fatto che (devo dirvelo?)… non voleva certo cancellare tutti numeri dal cellulare. E dire che l’ha anche letta, quella domandina sibillina… leggere anche quale fosse il tasto del “sì” e quello del “no” però forse era chiedere troppo. Ah, ovviamente: come nel post di Valeren, è poi risultato che il cellulare aveva “fatto tutto da solo” (altro che IPhone 5!).

Ma qui il colpo di genio. Aspettare 10 giorni, che tanto doveva venir da noi, e supplicarmi di rimetterle (per la milionesima volta… di solito si limita a qualche numero da aggiungere, però) i numeri in rubrica? Naaaah… Prendere coscienza che sarebbe meglio girare con una rubrichina in borsetta (del resto, mica è l’amministratore delegato della Fiat, da star al cellulare 23 ore su 24) e digitare i numerini “come si faceva una volta”? Naaaah…

E’ andata al negozio dove le avevano venduto (credo non più di 3 anni fa, probabilmente meno) il cellulare, lamentando la rubrica persa e la complessità dell’attrezzo (un Nokia, signori. Come il suo precedente. Visto un menù, visti tutti quelli di millemila modelli della stessa marca…). E ne è uscita con… la rubrica ripristinata (ovviamente a mano dalla commessa e servendosi del foglietto dove lei aveva ricopiato tutti i numeri persi)? No. Con un cellulare nuovo. E di marca diversa, tanto per non imparare qualcosa di nuovo. Ma con in più, rispetto al vecchio, tutti i numeri in rubrica, ovvio (ovviamente inseriti a mano dalla commessa e servendosi del già citato foglietto dove lei aveva ricopiato tutti i numeri persi). Vi chiederete: “E il vecchio telefono?”. Ecco, qui il lampo di genio: usa anche quello. Perchè le hanno rifilato anche una seconda SIM (sempre del suo stesso gestore, tanto per aggiungere assurdità all’assurdità), e ora mia zia ha ben due telefoni e due utenze. E le usa entrambe: se non riesce a chiamarti con uno (tipo perchè non sei arrivata a rispondere), ti chiama subito dopo con l’altro. E no, qui io non commento per pietà.

E questo è l’amore citato nel post: perchè in quel negozio di sicuro gliene vogliono tanto. Capiteran mica spesso dei polli cui rifilar telefoni nuovi quando l’unico “difetto” del vecchio è semplicemente l’utonto che lo possiede.

E l’odio, del titolo? No, sbagliato: non è il mio. Ne ho le balle piene, ma non sono a sto punto. Questo lo assegno invece a quel povero operatore del 119 della TIM che s’è trovato alla prese con un’utonta che esigeva le ripristinasse i numeri della rubrica persi. Già, perchè prima di andare al succitato negozio mia zia ha chiamato il suo operatore telefonico, per chiedere aiuto (e s’è pure piccata del fatto che l’operatore l’abbia più o meno mandata in un certo posto)…

Ho solo un dubbio, sull'”odio”: se per caso questo operatore ha un suo blog personale, allora deve esser stato riconoscente a mia zia per il succulento post che gli è stato servito su un vassoio d’argento! 😀

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12 pensieri su “Amore e odio

  1. Vogliamo parlare di quello che succede quando hai IN CASA uno che di computer ne capisce ? Messaggi come “AVG : Aggiornamento completato con successo” diventano più oscuri di ciò che Gandalf lesse in lettere feanoriane sulle porte di Moria 😛 Davvero, seriamente … se il pc scrivesse “Ennyn Durin, aran Moria. Pedo mellon a minno” avrebbero meno difficoltà a capirne il senso. E questo per n (mooooooolto grande) volte. Al giorno.

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    • Se lavorassi ancora in assistenza tecnica, ma soprattutto potendolo fare, mi piacerebbe poter tradurre tutti i vari messaggi delle finestre in elfico (o vulcaniano, o sanscrito o… è uguale). Scommetto che le lamentele degli utonti sarebbero identiche a quelle dei giorni precedenti… 😀

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  2. Ahahahah sublime!
    Ecco, immagino che tu non la pensi come me, ma leggere questi aneddoti ma fa sempre sorridere e tornare istantaneamente il buonumore (a te, ed agli operatori 119, credo inizieranno a venire istinti omicidi invece) xD

    Per consolarti, ti dico solo che mia madre (che sta alla tecnologia come un tasso) ha fatto l’ECDL.
    Indovina a chi toccava sentire le sue domande idiote? Ancora mi sanguinano le orecchie…

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    • 8-9 anni fa ho avuto in studio una praticante, che aveva fatto l’ECDL proprio durante i due anni di pratica (per “far curriculum”). Ecco, tra le sue chiamate di disperazione alla sottoscritta (autodidatta mio malgrado, il sistema con cui mi avevano insegnato a usare il PC durante il mio primo lavoro – assistenza tecnica! – era stato l’equivalente di insegnare a nuotare al pupo buttandolo a mare…) annovero:
      – “Si è cancellato Windows!” (= “No system disk or disk error”, era rimasto il floppy nel lettore quando aveva spento l’ultima volta)
      – “La tastiera è rotta!” (=”No keyboard found”, s’era staccato il cavo… lunedì mattina, forse era stata la signora delle pulizie con la scopa…)
      – “Word non funziona, quando scrivo mi cancella il resto del testo!” (=manco a dirlo… era finita in modalità di “sovrascrittura”).
      Ecco. Io non dico che se hai il diplomino europeo sei messo così. Però sicuro che non è una bella pubblicità…

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      • al verga avevamo 2 segretarie, poi la signora elisa è andata in pensione 4 anni fa ed è rimasta carla, alora la preside ha assunto un’altra che doveva essere un mostro di efficwnza:era della stessa forza e, trascorsi i 6 mesi di pratica carla ha scongiurato di lasciarla lavorare da sola: perdeva meno tempo che a sistemare i casini della tizia (e non solo col pc:quello lo disimballavo io nell’ora buca)

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  3. il mio problema è un altro, periodicamentew (circa 6 all’anno) spacco irrimediabilmente il cel (i miei cel si suicidano saltando fuori dalle tasche o buttandosi dai mobili e facendosi rosicchiare dai cani o volando nella tromba delle scale) quindi dato che non faccio caso a dove salvo i numeri…. periodicamente perdo quelli sul telefono .

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    • Io ogni tanto faccio un backuppino di tutto il telefono sulla schedina SD: negli ultimi due passaggi a nuovo cellulare (visto che ormai sono abbonata alla stessa marca, e bene o male son più o meno tutti compatibili per i backup… almeno per le cose importanti tipo rubrica o agenda) mi ha risparmiato diverse ore a copiare roba a mano dal vecchio al nuovo!
      Diligente, eh?
      Il problema è che non so da quanto tempo non copio il backup della SD su un qualche PC di casa: dovessi perdere fisicamente il telefono (come è successo un mesetto fa a mio padre), sarei nella palta fino alle orecchie… =__=

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  4. mio padre è un po’ così …
    il primo giorno che aveva in tasca il cell nuovo con il touch screen (regalato non per vezzo, ma perchè quello vecchio stava in carica ormai un minuto e cambiar la pila costava quasi come sostituire il telefono) ha fatto partire quelle 50 telefonate ai numeri che erano in rubrica.
    Colpa del cellulare akinator ovviamente … che, con la forza della sua memoria, aveva autonomamente provato ad indovinare chi avrebbe voluto chiamare nei giorni a venire 🙂
    (se non altro, a mente fredda poi ammette di non potercela fare e se la ride lui per primo …)

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    • No, non farmi pensare a mia zia con un touch screen (perchè prima o poi glielo appiopperanno, osta se glielo appiopperanno!)… T__T
      Già i suoi cellulari con fotocamera sono pieni di foto dei suoi piedi o della sua pancia scattate “senza saperlo”.
      Già è l’unica persona che vedo bene solo con un telefono di quelli che “si chiudono”, perchè se le metti il blocco ai tasti (proprio per evitare che, con altri modelli, “la sua borsa” telefoni all’intero globo terracqueo) poi non se lo sa togliere.
      Se c’è un dio, non può permettere che mia zia abbia per le mani un touchscreen!!!

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