Neverending story – Parte 10^

Il (c) del marchio Eni è sempre di Eni, il (c) della Morte è sempre di Morte…

Questi ultimamente li sto sentendo più spesso di mia zia. E credo che tra titolo e “death-logo” qui accanto abbiate già capito a chi mi riferisco. Tenterò di esser concisa, che alla 10^ puntata di telenovela mi sembra il minimo, ma non lo prometto…

Ho ricevuto risposta alla raccomandata che avevo spedito a Eni e della quale parlavo in questo post nemmeno 20 giorni fa. E ve la posto proprio qui di fianco, così chi vuole se la può rimirare. La chicca la potete leggere tra i due rigoni fucsia.

Riassumendo in breve, sti fresconi ammettono (per l’ennesima volta) l’errore, assicurano di aver corretto tutto (e ridaje) e dicono di aver finalmente emesso la fattura corretta a chiusura. Nella loro magnanimità, dal loro abominio contabile di 5.000 e rotti € hanno scalato i 60 che mi devono di rimborso per aver gestito il reclamo in modo osceno e poi altri 4.000 e rotti € che evidentemente in precedenza hanno messo su “per sbaglio” (ma che per quasi 3 anni hanno provato comunque a farmi pagare!). In conclusione: se gli pago €.819.58, loro sono a posto. 

Loro.

Io no. E la spiegazione completa la trovate in questa letterina che gli ho spedito immediatamente (dopo aver cagnato per telefono un operatore del callcenter. Il terzo operatore, perchè i primi due non hanno esitato a sbattermi il telefono in faccia appena iniziato a capire di che si trattava. Alla faccia della professionalità).

Riassumo brevemente il motivo per cui col cavolo che vedranno quegli 800 e rotti €:

abbiamo pagato regolarmente ad Eni tutte le fatture fino al 30.08.2010 (e il RID sul conto corrente è stato tolto soltanto a febbraio del 2011, quando è arrivata la bolletta-pazza da 5.000 €, proprio perchè fino ad allora avevamo ogni intenzione di pagare la bolletta a chiusura come s’era sempre fatto). Quando il 1° ottobre 2010 abbiamo cambiato gestore, in sospeso con loro avevamo solo i consumi dal 31 agosto al 30 settembre. Ergo: il 30 agosto ci sono stati fatturati i consumi fino alla lettura di 11116 metri cubi. Arrivati al 30 settembre, come da loro lettura rettificata, il consumo era arrivato alla lettura di 11164 metri cubi. Totale consumi in sospeso (a causa di un loro errore, perchè io sarei stata felicissima di pagarglieli 2 anni fa):

48 metri cubi di gas metano.

Calcolando che la fattura del 30 agosto (che potete vedere qui “di pirsona pirsonalmente”, come direbbe Catarella al commissario Montalbano), che portava un consumo di 114 metri cubi, portava pure un totale di €.105,30… beh, sono curiosa di sapere come sia possibile che 48 metri cubi portino ad una fattura a chiusura di €.819,58 (non credo si tratti di interessi di mora, perchè sarebbero al di là di un tasso usuraio… e soprattutto perchè visto e riconosciuto il loro errore di fatturazione non possono certo pretendere di addebitare a me importi per ritardi nel pagamento). Voi non lo sareste, un pochino curiosi?

Nulla mi leva dalla testa, come ho scritto anche nella raccomandata, che abbiano “fatto il tentativo” di tirar su da questa faccenda (visto che gli stava buttando male) se non “qualcosa” (€.5.134,95) almeno “qualcosina” (€.819,58), magari sperando che la mia esasperazione fosse tale da accettare questo furto “ribassato” pur di liberarmi di loro una volta per tutte.

Cascan male. Questa è l’ultima raccomandata che gli scrivo io, ormai ne ho le scatole piene. Ho paura che la “minaccia” relativa alle azioni legali (richiesta di danni e querela per estorsione) sia un po’ troppo “tirata” (non so se ci siano i presupposti giuridici, e soprattutto credo che prima di andare in Tribunale si debba passare attraverso un inutile tentativo di conciliazione… conciliatemi sto ca770, su!), ma intanto se la son beccata. La minaccia di mandare tutto ai media (e con quello che han scritto loro nero su bianco, la figura di merda è assicurata) e di passare la pratica a un avvocato, invece, le sto davvero valutando sul serio. Penso di esser stata fin troppo buonina e paziente, finora.

P.S. Mi scuso se sto continuando a rompere con questa faccenda (figurarsi… piacerebbe per prima a me che fosse ormai morta e sepolta!), ma ho pensato di continuare a scrivere degli sviluppi perchè se qualche internauta, incastrato nello stesso o in un simile ginepraio, capita qui e riesce a trovare qualcosa che gli sia d’aiuto… beh, ne sarei solo contenta!

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20 pensieri su “Neverending story – Parte 10^

  1. O Shun, ma non è che hai fatto breccia nel cuore dell’addetto ai rapporti con la clientela (sì, lo so, si dice diversamente, ma in questo momento il mio unico neurone non riesce a ricordarlo)? No perché sennò non si spiega tutta ‘sta trafila (eccezion fatta per la motivazione che hai dato tu e che, a questo punto inizia ad essere assai credibile…). Speriamo che finisca al più presto e a tuo favore!

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    • Guarda, una breccia a me piacerebbe farla… ma in un’altra parte anatomica (/scurrile mode on) che inizia sempre per “cu” (/scurrile mode off) di quel mentecatto che, scambiando le matricole di due contatori (questo dopo almeno un decennio che i contatori erano stati installati, con relativi anni ed anni di letture e relative fatture corrette), ha aperto la diga a questa valanga di vaccate!

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    • Ormai in effetti penso si possa parlare di persecuzione.
      Poi, si può sicuramente parlare anche di deficienza (se si vuol pensar bene) o di delinquenza (se si vuol pensar un po’ meno bene)…

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  2. Mi sembra di avertelo già detto una o due puntate fa.
    Se tu hai voglia di insistere con call center che se ne sbattono meno di zero e letterine, fai pure – ma saranno altre 20 puntate.

    Altrimenti dai mandato ad un legale di intimargli di annullare tutto, subito e di non farsi più sentire con alcuna pretesa o scatta la denuncia per persecuzione e tentata truffa.
    Hai X lettere in cui dichiarano di aver sbagliato: rivolgiti ad un legale che abbia contatti con Striscia o le Iene e vedrai che in meno di due settimane la situazione è risolta.

    Se invece provi un piacere perverso nel ricevere le loro richieste, beh, ciascuno ha i suoi feticismi.

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    • Che se ne sbattano completamente non direi… sono lenti come una lumaca zoppa, ma pian piano qualcosa recepiscono. Anzi, non direi qualcosa: recepiscono tutto, ma sono talmente delinquenti che continuano a provarci.
      Parlando chiaro: mi scoccia alquanto che in questo paese l’unico modo per il cittadino di farsi ascoltare e far valere i propri diritti sia “chiamare la maestra” (dover pagare qualcuno con un titolo davanti al nome o un’associazione di categoria dietro le spalle che faccia quello che tu hai già fatto “n” volte).
      Il prossimo passo è sicuramente questo, ma se ci arrivo il minimo è che questa persona poi riesca a farsi dare da Eni pure le spese per il suo intervento, perchè sinceramente non mi sembra giusto che debba rimettercele io…

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  3. Il sistema migliore secondo me rimane sempre di segnalare a “http://www.valeriostaffelli.it/segnalazioni/”.
    La loro redazione ti contatta, tu gli madi tutta la documentazione e se la sbrigano loro. E FUNZIONA!!!!

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    • La segnalazione l’ho appena fatta…
      Permettimi però, da brava pessimista, di esser scettica (sembra che di questa storia non interessi nulla a nessuno…).
      Ammetto però che sarei stra-felice di sbagliarmi in pieno!

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        • Grazie! 🙂 Qua sto facendo incrociare pure le code alle gatte, nella speranza di poter mettere una pietra sopra a sta storia una volta per tutte…
          Per ora mi è arrivata l’e-mail automatica di conferma ricezione della mia segnalazione… sperem che qualcuno mi contatti!

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  4. La finezza del “richiesta risarcimento danni in sede civile e querela per tentata estorsione in sede penale” è assolutamente meravigliosa!
    Grandissima!

    Speriamo che chiudano definitivamente la faccenda, eccheccazzo <.<

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    • Eh, purtroppo temo sia proprio solo una “finezza”… intanto però venerdì provo ad andare a far due chiacchiere all’Adiconsum qua in piazza: è il caso di aspettare una risposa alla mia ultima raccomandata prima di fare qualsiasi altra cosa, ma intanto mi informo su un po’ di cosucce.

      Quello che m’ha messo “fretta” è stato il fatto che stamattina mi arriva una mail dai Fresconi, dice che sul loro fichissimo sito è disponibile la fattura da 819 € (perchè finora io so solo che l’hanno emessa, mai vista in faccia… e osta se mi interesserebbe vedere quei conteggi!) da salvare, stampare, cestinare, sbaciucchiare.
      Provo a loggare sul sito: niente, il mio account “non è autorizzato”.
      Sta a vedere che sbaglio qualcosa io (non son più cliente da 2 anni…): controllo l’UserID, va bene. Mi faccio mandare una nuova password, non funziona: sempre non autorizzata.
      A sto punto provo a rifare la registrazione (come suggerito nel box che non mi autorizza). Si accorge che la mia utenza è già esistente (bravo!), ma… non mi autorizza ad entrare. Richiedo nuova password (sai mai, nuova registrazione): niente.
      Insomma, non ho alcun modo di poter vedere quel documento (visto che l’ufficio Eni di zona è chiuso da giorni senza apparente motivo) a meno che non si decidano a spedirmelo anche in forma cartacea.
      Di nuovo: alla faccia della serietà aziendale. è__é

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        • Le associazioni consumatori probabilmente sì… questo alla luce degli ultimi sviluppi di questi giorni (sì, inizia a tremare: scriverò pure di questo 😛 ).
          Ma non so se in generale o se in relazione a questo caso specifico (nel quale c’è talmente tanta corda per impiccarli – grazie alla serie di vaccate che hanno inanellato – che li si potrebbe prima legare tipo arrosto…),

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  5. Pingback: Giornata di melma « Gite Mentali

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