Giornata di melma

Per non dire qualcos’altro, ma ci siamo capiti: cambian due consonanti. E’ che mi faceva poco fine scriverlo proprio nel titolo. Più oltre son molto meno fine, sapevatelo.

And the winner is… ieri! Per il momento è in netto distacco su qualsiasi altro giorno di questo 2012 per vincere l’Oscar per la Miglior Giornata di Merda dell’Anno.

Si inizia presto, alle 7.45. Accendo il PC per combinar qualcosa prima della colazione dell’Aquilina (che ormai la mattina è l’unico momento in cui la rete funziona decentemente, qua), e trovo una mail (e qui scopiazzo a man bassa dal mio commento di risposta a Mika, che m’è venuto benino) inviata nottetempo da ENI Fresconi S.p.A. (vedasi post precedente e miriade di post altrettanto precedenti): dice che sul loro fichissimo sito è disponibile la fattura da 819 € (perchè finora io so solo che l’hanno emessa, mai vista in faccia… e osta se mi interesserebbe vedere quei conteggi creativi!) da salvare, stampare, cestinare, sbaciucchiare.

Provo a loggare sul sito: niente, il mio account “non è autorizzato”. Sta a vedere che sbaglio qualcosa io (non son più cliente da 2 anni…): controllo l’UserID, va bene. Mi faccio mandare una nuova password, non funziona: sempre non autorizzata. A sto punto provo a rifare la registrazione (come suggerito nel box che non mi autorizza). Si accorge che la mia utenza è già esistente (bravo!), ma… non mi autorizza ad entrare. Richiedo nuova password (sai mai, nuova registrazione): niente. Insomma, non ho alcun modo di poter vedere quel documento (visto che l’ufficio Eni di zona è chiuso da giorni senza apparente motivo, e pare apra ad minchiam quando tira il culo all’unico dipendente/martire rimastovi in servizio. Ma ho un’amica dei miei che abita lì di fronte e che, allertata, ha detto che la prima volta che vede la saracinesca alzata mi chiama. Per dirvi a che punto stiam messi, che almeno voi vi fate due risate) a meno che non si decidano a spedirmelo anche in forma cartacea. Di nuovo: alla faccia della serietà aziendale. è__é Intanto domattina mi fiondo all’Adiconsum per una chiacchieratina.

Alle 10 di mattina, spedita fuori l’Aquilina col nonno per un giretto (e per fortuna che sono rimasta a casa, l’idea era sistemare lavatrice, documenti per Adiconsum e topinambur-al-vapore per pappa pupa) mi arriva un SMS di puro stampo terroristico dalla mia banca. Riporto pari pari e ditemi se questi non potrebbero dar punti ad Al Qaeda: “GENTILE CLIENTE, LA PREGHIAMO DI RECARSI URGENTEMENTE P/O NS FILIALE VIA PINCOPALLO PER INFORMAZIONI SULLA SUA CARTA BANCOMAT. BANCA DI PINCOPALLO” (così, tutto maiuscolo che a leggerlo ti sanguinano contemporaneamente sia gli occhi che le orecchie). Ora: se leggete una roba così cosa pensate (beh, a parte un giustificato “Che ca770 vuol dire «P/O», che “presso” si abbrevia c/o?!?!?!?”)? Porca puzzola, m’han clonato il bancomat!

Stendi i panni alla ziobono, stampa veloce gli addebiti sul c/c dal 1° ottobre (sì, ho un filettino di Excel che aggiorno man mano. Son ragioniera mica per sticavoli, ohi), acchiappa un ombrello, inforca la bici. Che era successo?

Una vaccata. A gennaio mi scade il bancomat (che quelli col chip non son più sempiterni come quelli obsoleti con la sola banda magnetica). Gli mancavan due ca77ate nella mia scheda cliente per potermi inviare quello sostitutivo in automatico. Scrivere una cosa tipo “Ciccia, tra un po’ ti scade il bancomat. Passa di qua appena puoi che abbiam due domanducce da farti” pareva brutto??? In coda dietro di me c’era una signora (destinataria dello stesso SMS minatorio) che pareva sull’orlo della sincope…

Finita qui? Eh, figurati. Non c’è due senza tre. Ecco il tre.

Ore 12.24, sto iniziando a dare la pappa al topinambur all’Aquilina (che gradisce pure… esperimento riuscito!). Campanello, citofono: raccomandata da firmare. Molla lì pupa ben legata al seggiolone in compagnia di Chuggington, allontana ciotola dal raggio d’azione dei manini, due piani di scale in ciabatte alla velocità di Flash. Che è? Raccomandata di Hera. Sempre per il casino combinato da Eni (di loro avevo parlato qui, qui, qui… e forse anche in quelli precedenti ma lasciam perdere): anche in ottobre ero passata da loro (perchè mi era arrivata un’altra nota di accredito perchè avevano ancora in corso la correzione della loro fattura errata sulla base dei dati passatigli sbagliati da Eni), mi avevano detto che stavano lavorando per sistemare tutto ed emettere finalmente la fattura corretta.

Comunque: Hera mi intima di pagare entro il 6 dicembre precisamente la fattura “bloccata” che proprio un mese fa mi avevano assicurato stessero ricalcolando sulla base delle letture mie e non del vicino, impantanata anche per (de)merito dell’aumento dell’IVA intervenuto nel frattempo (che non so cosa c’entri nell’era dei computer, ma pure questa giustificazione m’era stata data).

Ebbene. Per me è colpa dei quei ca77o di Maya e del 21 dicembre, se in questo periodo si stanno svegliando tutti i coglioni addetti alla contabilità delle ditte (“Oddio oddio, facciamoci pagare i sospesi (senza verificare come mai lo sono), il 21 finisce il mondo e bisogna che incassiamo prima! Vorrai mica arrivare all’Apocalisse senza avere i conti con saldo pari!!?!?”).

Pomeriggio allo sportello Hera a chieder lumi, impiegata “novellina” sbattezzatasi all’istante che promette di passare alla collega più anziana ed informata del ginepraio, e di farmi richiamare. Perchè non è che io non li voglia pagare. Anzi. Mi rode il culo ad avere dei conti in sospeso, e con chiunque. Ma purtroppo (son ragioniera, l’avevo mica detto?), ho anche questa strana e compulsiva “mania” di voler pagare quello che ho consumato/utilizzato/comprato io… non le spese dei vicini o del primo pirla che passa. Son noiosa, eh?

Ora però basta. Che se capita un’altra giornata del genere, giuro che la mia prossima ricerca con Google sarà “Bomba Atomica: do it yourself”.

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43 pensieri su “Giornata di melma

  1. Telefona al call center e chiedi di aprire una pratica di RECLAMO!
    è la parola magica che fa scizzare tutti sull’attenti, poi scrivi una lettera in Raccomandata Ricevuta di Ritorno sempre con la parola RECLAMO! ben evidenziata.

    per la sorveglianza delle società devono rispondere ai reclami e dirimere la faccenda entro 30 giorni, ma datosi che le aziende oggi come oggi sono un cesso dove che i crediti sono gestiti a Canicattì, i debiti a Campione d’Italia e clienti a Voghera, i call center possono fare ben poco: ma se mostri i denti li vedono anche attraverso il telefono!

    In bocca al lupo!

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    • Guarda, con il callcenter di Eni ho avuto a che fare taaaaaante volte… per bene che ti vada, becchi un poveraccio educato e sottopagato che comprende la situazione e prova a far qualcosa (ma il massimo che possono fare è “segnalare”). Per il resto, la maggior parte di quelli che “rispondono” misteriosamente ti riattaccano il telefono in faccia appena capiscono che la situazione è un po’ complicata. Dei reclami se ne strafottono, addirittura se ne strafottono pure delle raccomandate A.R. (che hanno valore legale riconosciuto, a differenza di una telefonata o di un moduletto precompilato).
      Ma di tutte queste cose ho avuto modo di parlare anche troppo nel post di lunedì (quello prima di questo) e nei 9 (nove!) precedenti della stessa serie, dove ho spiegato ampiamente tutto il casino.
      L’unica per Eni ormai è veramente mettere tutto in mano all’Associazione Consumatori. Però è uno schifo.

      Hera invece ha un ottimo Sportello Clienti qui nella mia città: l’impiegata ha speso quasi un’ora per capire la situazione (quella che l’aveva gestita finora non c’era) e ci ha messo 10 minuti d’orologio per scrivere un sollecito circostanziato (con letture, dati, conteggi e differenze) all’ufficio competente della sede, che se l’è dormita da novembre 2011 (data in cui a computer nella mia pratica è stata inserita l’annotazione che i conteggi sono stati corretti, ma che la fatturazione era bloccata per via dell’aumento dell’IVA dell’anno scorso) senza correggere la fattura della quale intimano ora il pagamento (con minaccia di staccare l’utenza).

      In ogni caso… non ce la faccio più!!!!!!!!!!!!!!!

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  2. Ok, ok. Stai calma.
    Sei ragioniera e perciò sai il fatto tuo.

    Immagino che ogni telefonata con il call center sia stata segnata con data, ora e numero di operatore che ti ha risposto, poi apri una pratica di reclamo, controllando quanto sono gli standard sulla carta die servizi e poi il passaggio successivo è il giudice di pace. Scrivimi se hai bisogno di ulteriori chiarimenti

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    • Il problema è che per avere a che fare con questi non ci vuole un ragioniere. Ci vorrebbe Darth Vader con tutta la Morte Nera.
      Non sapendo come contattarlo (dall’aldilà, più che altro…), domani giro tutto all’Adconsum…
      I tempi standard di gestione del reclamo sono stati oltrepassati ormai da mesi se non da anni: la mia prima segnalazione risale al marzo 2010, quella relativa alla bolletta-pazza da 5000 € è del febbraio 2011. L’errore iniziale è stato commesso da Eni nell’agosto 2009, la trasmissione dell’errore ad Hera (dopo aver assicurato di aver sistemato tutto) è del settembre 2010.

      Intanto son poi riuscita ad avere in mano la fattura Eni “da 819 €”. Le virgolette sono d’obbligo: si tratta di 7 pagine di assurdità contabili e creatività aziendale. Si inizia con la prima pagina che recita “Vi stiamo fornendo il gas in Via…………” quando son due anni che mi forniscono soltanto casini, fa partire i conteggi dal 23/06/2010 quando io li ho pagati fino al 31/08/2010, si esibisce in 3 pagine di conteggi incomprensibili e termina con un saldo negativo a mio favore di 4200 e rotti €, proclamando che “Nulla è dovuto su questa fattura”.
      Ma la chicca è nella settima e ultima pagina: un bel bollettino postale per pagare 819 €, bollettino facente riferimento alla fattura di cui sopra (a saldo zero), senza che in detta fattura la cifra di 819 € compaia in alcun modo nelle sei pagine precedenti.
      E invece io ero curiosa proprio di sapere a cosa imputavano questo importo… è molto simile – ma non uguale, troppo facile! – all’importo dell’IVA sulla fattura errata da 5000 e rotti €, la mia teoria è che non potendo più recuperare l’IVA sulla fattura errata emessa a inizio 2011 e stornata solo ora [il termine è di un anno dall’emissione, per il recupero dell’IVA] stiano in qualche modo cercando di recuperarla DA ME.
      Non ho parole, decisamente.

      E… guarda, qualsiasi consiglio è ben accetto!

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      • Per tutti sti casini non so cosa consigliare o come darti conforto ma per quanto riguarda Darth Vader… Beh.. Ecco….
        Lucas ha venduto la Lucasfilm alla Disney che ha in programma, nel 2015, di far uscire il film Star Wars Episodio VII… E potrebbe pure esserci Darth Vader.
        Oltre a tutti gli altri dell’allegra brigata….

        P.S.
        ODDIOMAMMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!

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  3. Uhm… scusami se diro’ cose ovvie, ma non ho seguito la vicenda (non ho potuto, a dir il vero), pero’ ti dico che a me era successo un casino simile con la telefonia, e anch’io non riuscivo a risolvere con i call-center, anche se credo che ci abbiano tappezzato tutti gli uffici con tutte le segnalazioni e le raccomandate inviate.

    Poi, una tranquilla giornata di pioggia, mia sorella (ragioniera anche lei, quindi persona estremamente in gamba) scocciatissima da tutto cio’ (oltre che dal costo dei “generi metallici di consumo” che “consumavo” io dopo ogni reclamo) ha “casualmente” scoperto l’indirizzo email di un “Mega Direttore Galattico” e ha inviato una email riassuntiva di tutto (indizio: google, wikipedia e email aziendale standard).
    Costui, fingendo di cascare dalle nuvole, ha assunto il ruolo di paladino dei torti e delle torte, ha mangiato una scatola di spinaci e, piu’ veloce della luce, ha risolto ogni problema, indicando come procedere e seguendo tutto “in prima persona personalmente” fino alla completa conclusione.
    Manco a dirlo che, da allora, stanno ben attenti a non fare la minima cazzata sulle bollette… 😉

    Ora, “cambiando le mutande” (come dicevano quelli del lazio qualche decennio fa, prima di venir a giocare con noi galletti), prova anche te a seguire la falsariga della situazione e vedrai che risolvi sicuro.

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    • Infatti quello che mi fa incavolare è che basterebbe una persona con un minimo di buon senso e tanto così >-< di voglia di lavorare (= cliccare due tasti a computer, mica chissà che… l'errore che ha dato il via alla valanga – anzi, a ben due – è di una semplicità schifosa, da sistemare!) per aver risolto tutto da anni e in tre secondi. Io avevo già pagato due anni fa quello che dovevo, e amen. Invece no…
      E sai qual è la "litania" più comune (la sai di sicuro, visto quello che è capitato anche a te)? "Ah, ma guardi che io non c'entro niente, non è colpa mia, segnalo solo a chi di dovere…". Ma "Chi di dovere" pare avere le stesse probabilità di esistenza dello spaturno o dei due liocorni della canzoncina.

      Grazie per il consiglio, forse ho trovato un indirizzo del genere (e ho anche già mandato due righe con in allegato le mie quattro raccomandate)… mal che vada, sarà l'ennesimo tentativo a vuoto.

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    • Solo un piccolo aggiornamento: come ho scritto, ieri sera ho seguito il tuo consiglio.
      Ebbene, ecco cosa ho ricevuto poco fa:

      “Da: Mbx Info Governance
      Data: 30/11/2012 14:56:20
      A: Shunrei
      Oggetto: R: Utenza 130001****** – Reclamo riconosciuto fondato, ma mai risolto, in essere dal marzo 2010.
      Gentile Sig.ra Shunrei,
      la ringraziamo per averci contattato, abbiamo trasmesso il suo reclamo all’ufficio competente.
      Cordiali saluti”

      Magari è aria fritta… però riconosco almeno che da questo indirizzo mi hanno risposto con una celerità che callcenter, uffici reclami e sportelli vari non hanno mai avuto!

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      • Se nella firma della risposta c’è un nominativo di qualcuno con qualche incarico diverso da “addetto al call center”, allora è praticamente fatta, altrimenti ti tocca risalire agli altissimi livelli, bypassando l’intera scala gerarchica (mia sorella aveva inviato la mail iperdettagliatissima, con nominativi, date e risposte ottenute, e non solo, direttamente a quello che appariva come Presidente dell’azienda, poi invece le ha risposto il Direttore Responsabile dell’ufficio amministrativo, ma questo perchè solitamente i mega presidenti non sanno scrivere email… 😛 )

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        • L’e-mail è pari pari quella riportata (con sotto tutte le intestazioni della società, ma quella è roba standard).
          Però… ecco, per scaramanzia per ora non scrivo altro, ma forse stavolta ho centrato un bersaglio di quelli sugosi.
          Se così non fosse… beh, se la vedranno con l’Adiconsum!

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  4. Certo che sei discretamente fortunata coi servizi clienti, eh? 🙂 per quanto riguarda la banca hai ragione, è puro terrorismo psicologico: io bancomat non ne ho, però so che la prassi è che un mesetto prima mandano una lettera in cui avvisano dell’imminente scadenza e spiegano cosa c’è da fare, l’sms minatorio è la prima volta che lo sento. Per quanto riguarda l’eni ormai credo che l’unica è far “parlare” qualcuno in tua vece: avvocato, federconsumatori (hai provato con loro? mi pare offrano in alcuni casi anche assistenza legale) o striscia/altri programmi tv, perchè è evidente che questi se ne fottano altamente se a parlare è un cittadino comunque. Eppure basterebbe così poco in certi casi ad evitare casini da parte loro..

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    • Guarda, quella dell’SMS (se usata civilmente!) è una cosa che può anche esser comoda: le lettere arrivano quando alla posta gira di consegnarle, al telefono spesso perdi solo tempo perchè non trovi la persona (non è in casa, il cellulare è staccato perchè lavora, ecc…): ad esempio, danno anche il servizio gratuito di mandarti un SMS ogni volta che fai un pagamento col bancomat superiore ai 60 €, con tanto di nome del posto dove l’hai (o avresti, se t’han ciulato o clonato la carta) usato.
      Però ribadisco… usata civilmente!! 😀

      P.S. Non parlarmi dei servizi clienti, che l’unico che si salva finora è quello di Hera… ma solo perchè ha uno sportello dove puoi parlare di persona con loro dipendenti. Pure Eni ha uno sportello, ma non gestito da loro dipendenti… c’è un povero Cristo che lavora per una società che ha l’appalto e che può solo consultare passivamente dati a computer (senza poterli modificare o fare segnalazioni) e al massimo far delle stampe! Specchio della completa inettitudine di tutta la società…

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    • Mi segno anche questa, sai mai! Grazie mille per essere tornato qui per darmi la dritta. 😀

      Intanto stamattina son stata all’Adiconsum: ci aggiorniamo tra una decina di giorni, visto che devo ancora avere risposta alla mia ultima raccomandata (se mai ci sarà una risposta… ma ci penseranno loro in ogni caso). Il povero cristo che m’ha ascoltata ha passato un’ora solo a leggere tutti i documenti, basendosi sempre di più man mano che andavamo avanti… XD

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    • L’Adiconsum è ancora più perfetta per il fatto che il signore che m’ha ascoltata non solo è stato Presidente della Camera di Commercio della mia zona per anni e anni e anni… ma (l’ho scoperto stamattina, quando si è fatto sulla porta mio babbo, che mi aveva accompagnata per tenere “in carico” l’Aquilina mentre io spiegavo… spiegavo… spiegavo…) è pure un amico di vecchissima data di mio padre. Roba che prima di sposarsi hanno pure fatto estati ed estati di vacanze insieme con lo stesso gruppo di amici…
      Non ho mai sfruttato conoscenze di nessun tipo, anche perchè praticamente non conosco nessuno che conosca nessuno.
      Ma stavolta m’ha fatto un bel po’ piacere il fatto di poter essere passata da “numero qualsiasi” a “persona”… 😛

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    • Ho giocato un’ultima carta la sera del 29, come ho scritto in un commento in risposta a MK66… ma è stato il mio ultimo “attacco” personale.
      All’Adiconsum mi hanno dato appuntamento per aggiornarci dopo l’Immacolata, ma solo per il fatto che quando ieri sono andata a parlargli non erano ancora passati i 10 giorni di tempo che avevo dato ad Eni con la mia ultima raccomandata, mentre all’Hera hanno rinviato le “scadenze” al 31/12 (con l’impegno a sistemare la loro fatturazione molto prima di quella data… visto che è da novembre dell’anno scorso che pare che i conteggi corretti siano stati fatti… ma son restati nel limbo della variazione dell’IVA, senza che nessuno li mutasse in fattura. Ecco, questo è l’unico grosso errore che posso addebitare a loro).
      Resta il fatto che se ci fosse stato modo di comporre la faccenda direttamente, io finora mi sarei accontentata di un “pari e patta, non fatevi più vedere nè sentire nemmeno di striscio da qui all’eternità”. L’Adiconsum, invece, con tutte le vaccate che Eni ha scritto e fatto… beh, ha i loro attributi letteralmente su un piatto d’argento.
      Non parliamo poi del fatto che le mie segnalazioni, finora, siano state ignorate dai media (probabilmente perchè perse in mezzo a migliaia di altre): riuscire a far scoppiare pubblicamente una bomba del genere, ricoprirebbe di “melma” l’Eni come una torta Sacher…

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  5. Aaaaargh!! Ma non ce la possono proprio fare? >_<
    Se ti consola (ma dubito), anche noi siamo alle prese con il recupero crediti in questi giorni… peccato che i nostri "clienti" non vogliano effettivamente pagare e si inventano le peggio scuse.
    Avessimo a che fare con gente come te, ci faremmo il culo per dargli una mano!

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    • In effetti ormai che “proprio non ci arrivino” è l’unica spiegazione razionale…
      Sai cosa? Come puoi immaginare ho pure io diversi ricordi (legati al lavoro) di supercazzole e tentativi patetici per non pagare/chiedere sconti/rimandare… (soprattutto sul recupero crediti per i clienti), e il buono è che tutta sta gente se ne stava lì bella come il sole e paciosa finchè non si vedeva (giustamente) pignorare casa, auto o quant’altro.
      Il mio problema, invece, è l’esatto contrario: io VOGLIO pagare (però il giusto, eccheca77o), non me ne danno modo, e nel frattempo ci rimetto sonno e salute…
      (e a questo punto la canzone di oggi è ufficialmente… http://www.youtube.com/watch?v=RtzVZERd5R8 )

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