Vetustà

DisneyE siamo di nuovo nel vortice… da quando è nata l’Aquilina, questo ormai è il quarto album di card/figurine in cui finiamo invischiati “facendo la spesa”. Prima furono le Avventure nella Natura, poi arrivarono i Puffi, quindi Il Giro del Mondo con gli animali del WWF… ecco, ora siamo arrivati ai Classici Disney.

Perchè è vero che all’Aquilina al momento non gliene può fregar di meno… ma tanto la spesa è da fare (lì o là importa poco: per risparmiare davvero bisognerebbe fare il giro di 10 supermercati e prendere in ognuno 1-2 articoli della lista, a seconda delle offerte), poi c’è Tizia che fa la raccolta pure lei e può scambiare, poi c’è Caia che non fa la raccolta ma fa la spesa e passa bustine “aggratis”, poi è interessante/istruttivo/caruccio/utile (nelle bustine ci sono anche dei “buoni” che le scuole locali possono trasformare in attrezzature: sappiamo tutti quali sono le risorse attuali della scuola pubblica, qualsiasi aiuto in qualsiasi modo arrivi è manna dal cielo), poi vuoi mai che in futuro non venga un giorno uggioso in cui uno di sti cosi potrebbe servire a distrarre la pupa anche solo qualche ora… insomma, rieccomi a riordinare card, segnare doppie, chiedere mancanti, metter da parte buoni per la scuola del figlio di S. (che l’Aquilina al momento una scuola “sua” da foraggiare ancora non l’ha). Manco quand’ero alle elementari io, un traffico così.

Devo dire che questa raccolta è carina non solo perchè stavolta il “secondo fine” è quello di insegnare l’inglese, ma anche perchè, a parte, c’è pure un CD di canzoncine: e se per imparare l’inglese è presto, per la musica tutt’altro… come ho potuto constatare grazie al laboratorio musicale che frequentiamo il giovedì pomeriggio.

Poi ti accorgi che tra i “Classici” Disney ce ne sono due (tre, ok. Ma sono quei due lì che contano…) che sei andata a vedere al cinema appena usciti. E non solo: uno l’hai visto che eri in prima superiore, l’altro che eri già in terza… E sì, pare ieri. Intanto son passati in media vent’anni (20?!?!!?).

Però… però quando si pensa ai “Classici” vengono in mente cose tipo La Divina Commedia, il Decamerone… I Promessi Sposi, toh. Oppure Per Elisa, la Nona di Beethoven, le Quattro Stagioni di Vivaldi. Le opere di Leonardo o di Michelangelo. Pure i Greci e i Romani, ecco. Insomma, tutta roba “nata, vissuta e cresciuta” minimo minimo un secolo prima che i tuoi avessero la più remota idea di metterti in cantiere. Roba “vecchia” (se mi passate il termine), antica.

E non importa che poi spulciando in giro ti fai una cultura su quelli che sono considerati i “Classici Disney” (ohi, con una pupa di manco un anno e mezzo in casa, tempo buttato non è stato… verrà buono pure questo per il futuro!) e scopri che rientra nel novero do tale “classicià” anche roba uscita al cinema l’anno scorso… l’alone di “vecchia cariatide” ormai è lì che t’aleggia attorno.

E io mi chiedo: ma in quell’album pareva brutto metterci Biancaneve (che c’ha circa l’età dei miei) o Red & Toby (che sì, è uscito che avevo tre anni e pure quello l’ho visto al cinema in prima visione, c’avevo pure il libro… ma dai, quello che è successo, hai fatto, hai visto quando avevi tre anni è già un “classico” quando ne compi dieci di anni!) come “Classici”, al posto di Aladdin e del Re Leone???? La mia autostima ne sarebbe uscita molto meno malconcia…

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