Di fondate lamentazioni e idiote risposte

cloudyLavorare a tempo indeterminato per quasi vent’anni, versare tutti i contributi INPS del caso, perdere il posto perchè la ditta è stata ceduta a società estera che ha ben pensato di chiuderla, trovare un posto a tempo (ovviamente) determinato con contratto rinnovato ogni qualche mese, non appena passati i giorni necessari per non “dover” essere assunti a tempo indeterminato. E “misteriosamente” veder posticipata ad arte l’ennesima riassunzione che cadrebbe nel mese del proprio matrimonio (giustamente programmato da mesi e da mesi a conoscenza della ditta, che non è che si organizzi uno sposalizio in tre quarti d’ora)… sia mai che la ditta (per la verità per parte dell’importo in collaborazione con quell’INPS che tu per anni hai profumatamente foraggiato, ma il datore di lavoro dovrebbe anticiparti tutti i soldi e poi attendere il rimborso parziale dall’INPS… figuriamoci!!) ti debba pure pagare la licenza matrimoniale, ma quanto sei esoso ragazzo mio! Lo so che la fruizione del congedo matrimoniale ha le sue regole (essere assunti da almeno una settimana, per dirne una), ma con tanti anni di contributi INPS precedentemente versati, permettetemi di scrivere che una cosa del genere sa un po’ da presa i fondelli: l’INPS non ha soldi per coprire questo e quello, ma intanto incassa… poi spesso (per svariati motivi, se vi va qui trovate qualche info in più… io ho avuto conferma dell’idea che m’ero fatta di dove finiranno i miei 13 anni di contributi e i successivi [se mai ce la caverò a tornare a lavorare quando sarà il momento, ovvio]) magari manco eroga. Pare solo a me che qualcosa non torni?

Farsi il mazzo per due anni per imparare un lavoro, anzi (dato il fatto che quel genere di lavoro l’hai svolto per una buona decina d’anni, prima che la ditta dove lavoravi a tempo indeterminato chiudesse) per imparare a farlo come diamine lo pretende un superiore che non ha la minima idea di cosa vuole (dato il fatto che la mattina ti dice di farlo col metodo “X” e appena tu consegni “X” al pomeriggio… ecco… ma cosa?!?!? Dovevi fare seguendo il procedimento “Y”!! Ripetere alternativamente almeno 3 volte, e inserendo ogni tanto ad minchiam anche la tecnica “Z”, tanto per movimentare le cose)… e al momento del 4° rinnovo contrattuale in due anni (pagarti le ferie quando la ditta chiude in agosto e a Natale? Non sia mai!) sentirsi dire “No, stavolta non ti riprendiamo: con le nuove normative ci conviene di più assumere un apprendista, che ci costa meno”. Impara l’arte e sarai messo da parte, insomma.

Son solo due esempi, tra le situazioni che m’è capitato di sentire in questi ultimi mesi. E lo so che non sono  tra le peggiori che ci sono in giro, ma secondo me danno comunque un’idea di quanto le cose si stiano sviluppando in maniera malata.

E altrettanto “malate” sono molte reazioni che riscontro: roba che a soffermarcisi sopra dovrebbe venire un po’ di nausea per quanto stiano degenerando anche i civili rapporti tra le persone. Ho scoperto di non esser la sola ad avere quest’impressione leggendo lo status di un’amica su FB qualche giorno fa, il succo del discorso è questo: “c’e’ un sacco di gente che pensa che la crisi autorizzi a non pensare, che improvvisamente i diritti di chiunque […] non contino piu’ niente, che la civilta’ non conti piu’ niente”.

Quello che ho notato io è che sempre più spesso ogni volta che qualcuno si lamenta per motivi fondati (non parlo di si lagna ogni due per tre, perchè piove, perchè son finiti i cornetti al mirtillo al bar, perchè è lunedì, perchè pinco e perchè pallo), c’è sempre il solito pirla che deve uscirsene con “Ma smettila che c’è chi sta peggio”.

Come quando avevi tre anni. Non vuoi mangiare gli spinaci? “Non lamentarti, pensa a quei bambini che soffron la fame!”. Non vuoi metter la berretta? “Non lamentarti, pensa a quei bambini che non hanno neanche le scarpe”. Che già a tre anni, fosse stato nel tuo vocabolario (di questi tempi temo che già ci sia…), avresti risposto con un bel “Ma vaff…”, intuendo che sentenze del genere non lasciano nemmeno il tempo che trovano. Ma qui non parliamo di spinaci o berrette col ponpon. Qui si parla di diritti per i quali c’è gente che nei decenni scorsi s’era fatta un mazzo tanto per assicurarseli, e che nel giro di pochi anni son diventati carta straccia senza che nessuno alzasse un dito.

Ma appunto: i negozi stanno aperti 7 giorni su 7 24 ore su 24, c’è gente che ha perso il ricordo di cosa significhi “festivo” e ormai quando rientra a casa il figlio li accoglie con un “Mamma è di là… gliela chiamo?”? Ma “Non lamentarti, che almeno hai un lavoro”. Perdi il lavoro? “Non lamentarti, che almeno hai una casa”. Perdi la casa? “Non lamentarti, che qualche minchiata da rinfacciarti la trovo”.

Invece di indignarsi e darsi una mossa per cercare di sistemare quel che non va (o quanto meno solidarizzare, sarebbe già una reazione più umana), sempre sta “giustificazione” che c’è qualcuno che ha addosso un etto di merda in più di te, come se questo autorizzasse a togliere diritti a chi (per il momento) è messo “meglio”, di solito dietro la scusa di far poi stare “meglio” tutti (sì, come no. E c’è ancora chi a sta favoletta ci crede, eh). Come se tutti questi cambiamenti a ritroso, questo trattare il lavoratore come un oggetto, questo concedere impieghi come grazie ricevute, questo richiedere collaborazioni senza retribuzione (ma ci rendiamo conto? Ormai è prassi accettata lavorare gratis, anzi… “Non lamentarti, che almeno lavori e ti fa curriculum!”. Certo… non fosse che ormai il curriculum sarebbe più comodo e realistico stamparlo direttamente sul rotolo della 3 veli Foxy, invece che sull’A4 Fabriano), senza tutela, senza garanzie, senza prospettive… ecco riguardassero solo ed esclusivamente il tizio che ha avuto l’ardire di lagnarsi, come se chi rinfaccia fosse immune. Capisco che a chi non ha un lavoro possa dar fastidio vedere chi lavora “sputare nel piatto dove mangia”, lo capisco sì. Ma non capisco come non si rendano conto che poi lo stesso schifo (o peggio, visto come vanno avanti – indietro? – le cose) toccherà a loro quando prima o poi troveranno uno straccio di posto. A me sembra miopia grave.

Giusto per: m’è capitato di tirar le orecchie ad un’amica (non letteralmente, che dev’essere dal suo 14° compleanno che non le faccio più ste cose) che qualche mese fa si stava (più che giustamente, soprattutto considerato il fatto che trattasi di una persona forte di carattere e molto poco lagnosina… uno di quei casi in cui le lamentele ti fanno ancora più impressione proprio perchè se è arrivata lei a sto punto, vuol dire che la situazione è pesa pure più di quel che traspare dalle sue parole) lamentando con me per come la trattavano in ufficio. Poi ad un certo punto s’è interrotta di colpo e: “Oddio, scusa scusa… non dovrei rompere le scatole a te con sti discorsi, che sei disoccupata…”. Cosaaaaa?!? “Mapperpiacere, hai tutte le ragioni di lamentarti indipendentemente da chi hai davanti!!!”.

Insomma, ormai è un virus: non basta il saputello di turno che ti ricorda le tue “fortune”. Ormai sta boiata è talmente radicata che ce la diciamo da soli.

E secondo me è preoccupante. Tanto.

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12 pensieri su “Di fondate lamentazioni e idiote risposte

  1. Il “benaltrismo” è la piaga del momento! Non considerando che se i problemi son “ben altri”, alla fine risulta sempre che non si non si trova una soluzione né per questi, né per quelli. E siamo ancora al punto di partenza, con un bel niente di fatto in mano.

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    • “Benaltrismo” mi piace molto, hai riassunto in un’unico termine tutta sta “filosofia” da poveracci.
      E hai anche centrato un’altra questione: si svia l’attenzione dal problema di partenza mettendone in mezzo altri (se poi spostiamo la cosa in politica, potrei aggiungere mettendone in mezzo altri “inesistenti”)… e poi niente, ci si pianta lì. 😦

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  2. Saranno i ricorsi storici, ma siamo tornati alla stessa situazione dei lavoratori alla fine del 1800 quando il padrone era il padrone e i lavoratori non “valevano un ca@@o”, carne da macello. Ed è veramente triste, che i politici spalleggino gli imprenditori, anche con la cassa integrazione, che questi sfruttano fermando fabbriche anche se avrebbero commesse, pur d’incassare i sussidi e pagare meno tasse.

    Siamo regrediti ad una condizione senza rispetto e senza prospettive per chi cerca un lavoro e chi duramente si tiene con sangue sudore e lacrime un lavoro malpagato. E non si vede una via d’uscita, perché chi sta in cima è sempre con il culo coperto.

    E dopo aver lavorato tutta una vita, mentre ti hanno succhiato il sangue stato e titolari, ti concedono un pugno di mosche!!

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    • Guarda, non farmi parlare di cassintegrazione… che tipo di come la stanno usando nella ditta del Consorte ne ho pure già scritto in passato!
      Ho passato mesi a chiedermi perchè dannazione si mettessero in cassintegrazione quando poi durante l’anno tenevano a casa i dipendenti “in cassa” tipo una settimana a testa o meno… poi mi ha aperto gli occhi un’amica (Patt): “Sai, molte ditte chiedono la cassa mica perchè ne abbiano effettivamente necessità… solo perchè se sei in cassa puoi permetterti di non essere congruo negli studi di settore e l’Agenzia delle Entrate non può romperti le scatole”.
      Ecco: ottimo modo di mandare a donnine quella che dovrebbe essere una “misura d’emergenza” (della quale magari poi non si potrà più usufruire in caso di vera necessità, avendo esaurito i mesi prima).

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  3. situazione praticamente invitabile dato che lo stato spalleggia e incoraggia questo stato di cose pretendento che si creda che lo fa per il bane comune . d’altra parte cosa ti aspetti da un governo che protegge berlusconi che fa firmare le dimissioni anticipate alle dipendenti a rischio gravidanza? non sono balle: è successo qualche mese fa che le suddette hanno dimostrato per tale motivo e dato che il dritto doveva metterci una toppa ha sostenuto che no, non le licenziava, le trasferiva da roma (dove avevano tutte una famiglia) a milano (dove ovviamente nessuna di loro aveva la possibilità di trasferirsi)

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    • E perchè, (gran parte di) quelli che l’han sempre votato? Figurati se non era per poter poi applicare le sue “trovate” (per la verità vorrei usare un altro termine, ma ci siam capite) anche nel proprio piccolo, chi poteva. Questa del trasferirti “a ca77o” è solo una carta in più che hanno le ditte di maggiori dimensioni con più sedi… la versione “chic” della lettera di dimissioni firmata con data in bianco che i delinquenti “più pezzenti” facevano (e fanno ancora) firmare alle nuove assunte.

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      • infatti un amico di mio figlio, 2 anni fa, si è trovato a scegliere tra il licenziamento e il trasferimento a barcellona. fortuna che, essendo un baldo giovane senza legami, ha accettato il trasferimento e adesso sta anche facendo carriera alla faccia di chi voleva fregarlo, tanto che viene a trovare mamma e papà una volta al mese e per il resto ha deciso di fermarsi là!

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  4. Mal comune mezzo gaudio.
    Poteva andar peggio.
    Solo la morte non ha speranza.
    Chi muore si da pace e chi vive si dispiace.
    … insomma siamo anche pieni di un retaggio di detti e verdetti consolatori.

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    • Consolatori per modo di dire… sarà che ora ho addosso la responsabilità dell’Aquilina, ma se prima frasi così mi infastidivano e basta, ora mi angosciano proprio.
      Ti dico solo che ultimamente mi deprime addirittura l’ultima pubblicità della Mellin, quella del latte 3 che sentenzia “Il suo futuro comincia oggi”: non posso fare a meno di pensare che il suo futuro può anche aspettare un po’, che per iniziare a spalar m***a mica deve iniziare a un anno e mezzo.

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  5. Ora innesco un flame, ma tant’è : Se invece di comprare le baracche volanti dei famigerati F-35 (che tanto abbiamo altri aerei acquistati relativamente di recente che il medesimo lavoro lo fanno benissimo) lo stato investisse una qualche decina di milionate di € in opere pubbliche (possibilmente fatte “alla tedesca” e non con i maneggi all’ italiana) creando occupazione e migliorando le infrastrutture invece di litigare sull’ IMU non sarebbe meglio ?

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    • Innescare un “flame”? Guarda in tal caso, io son qui con la tanica di benzina pronta per darti una mano…
      Se c’è qualcosa di cui a mio parere (soprattutto in questo periodo) non abbiamo bisogno sono degli idiotissimi F35 (tanto più che, come scrivi, non è che siamo senza aeroplanini), ma chissà come mai (vabbè, lo sappiam tutti…) i soldi per vaccate come quelli in qualche modo li trovano SEMPRE.
      Se stessimo in un paese civile, la tua proposta sarebbe sensatissima. Anzi, se stessimo in un paese civile non sarebbe una “proposta”: lo starebbero già facendo.
      Purtroppo però… “se stessimo in un paese civile”. Non solo nessuno “ci pensa”, ma se pure ci pensassero sarebbe solo l’ennesimo magna-magna.
      E sì, se non s’era già capito sono molto molto scoraggiata e disillusa…

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